Ragazzi, il senatore Dell'Utri, condannato in primo grado a nove anni di galera per il reato di associazione esterna di stampo mafioso, braccio destro di Silvio, aveva organizzato un bell'happening culturale al Teatro Valle di Roma: L'apologia di Socrate, del grande attore Carlo Rivolta.
Ma Rivolta si è rivoltato. "Signori, io sono qui per recitare l'apologia di Socrate, non quella a Dell'Utri" ha detto e si è rifiutato di andare in scena, a meno di leggere prima un comunicato con il quale prendere le distanze da ogni strumentalizzazione politica.
Finalmente, sembrerebbe, un gesto pieno di dignità di un attore che ha saputo mettere a rischio la sua futura carriera artistica per non sottomettersi a misere logiche di regime.Vorrei dire il mio personale grazie a Carlo Rivolta.
Rivolta ha più volte recitato l'Apologia di Socrate alle commemorazioni per gli anniversari della morte del giudice Falcone. Poteva farlo anche per Dell'Utri?
Solo la nostra dignità ci resta, perchè finalmente si possa vedere che "Il re è nudo".
L'Apologia di Socrate introduce il pubblico nella dialettica socratica, che viene indicata come strumento indispensabile per la ricerca della conoscenza e della definizione dei valori. Rivolta è in scena da solo, i suoi giudici e il popolo di Atene sono il pubblico stesso, in mezzo al quale, molto spesso, Rivolta trasporta l'azione scenica.
Facciamo in modo che in questo suo gesto Rivolta non sia in scena da solo. Sosteniamolo!
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