ho troppi scatti, non so nemmeno sostenere una discussione, mi sento totalmente sola interiormente. so di non meritare nulla, di essere manchevole, imparerò a bastare a me stessa e a fare i conti soltanto con me.
ho troppi scatti, non so nemmeno sostenere una discussione, mi sento totalmente sola interiormente. so di non meritare nulla, di essere manchevole, imparerò a bastare a me stessa e a fare i conti soltanto con me.
no, sono sola, disperatamente sola a livello interiore. come mi muovo sbaglio, quando c'e' bisogno tutti ti chiudono le porte in faccia, mi sento sempre piu' sola dentro. ciao, la tua attenzione mi ha sfiorato l'anima. grazie ci cuore
Siamo tutti manchevoli in centinaia di cose. Elencare solo i propri difetti produce inevitabilmente un quadro negativo della nostra persona, ma è la prospettiva che modifica la percezione del reale.
Imparare a bastare a se stessi è molto difficile ma importante, ci sto provando anch'io.....ma per poter bastare a te stessa è indispensabile che tu valorizzi i tuoi pregi, amando te stessa e quello che sei, coltivando sempre di più quello che ami e imparando a stare bene con te stessa. Se non ti stimi non puoi bastare a te stessa, perchè avrai sempre bisogno di cercare negli altri i riconoscimenti e la stima che tu non hai per te stessa. In realtà una persona che non si stima tende più spesso a mostrare il peggio di sè, ed è un circolo vizioso.
Sappi che non sei sola in questo sfogo, credo capiti molto spesso ad ognuno di noi......sono momenti......sta a te farli passare....
Ciao mademoiselle, leggendoti, ciò che sento di dirti è in relazione a ciò che ho osservato per me stessa, nel lungo processo di lavoro interiore. Il disagio che tu esprimi può avere origini antiche, per cui potrebbe essersi radicata la convinzione, forse non del tutto cosciente, di non meritarsi amore; causa-radice che poi si riflette nella relazione, nell'esperienza con gli altri.
E' probabile che manchi il giusto approccio "amoroso" verso se stessi, verso la propria anima profonda, perché è mancata all'origine l'informazione giusta di che cosa sia l'amore; creando infine, con l'andare del tempo, un profondo vuoto esistenziale.
E l'anima vitale, non sentendosi nutrita, non può fare altro che richiamare l'attenzione per mezzo del dolore - a quanto pare unico strumento che possa costringere l'io a rivolgersi all'interno - così che diventando padre e madre di se stessi, accudendosi, attenzionandosi verso questo nodo, si arrivi a scioglierlo.
"I non amati pensano che tutto il mondo li abbia abbandonati e non sanno che si sono abbandonati da sé. (...) La continua adesione al destino familiare e l'inibizione dell'amore di sé portano all'abbandono, quello stesso abbandono che già nell'infanzia aveva tormentato i non amati. Non appena comprendiamo che il punto cruciale sta nell'autoabbandono e nella separazione dalla propria essenza, e non nell'essere abbandonati dagli altri, cominciamo a modificare il nostro modo di vedere. Guardiamo più verso l'interno che verso l'esterno; ci aspettiamo meno attenzione e aiuto dall'esterno e ci accontentiamo di rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di amarci e di autoguarirci. Non più fissati sul mondo esterno, ma orientati verso l'interno, sentiamo un impulso che proviene da dentro più che una pressione dal fuori. Non cerchiamo più le risorse altrui, ma diventiamo noi stessi la fonte della nostra vitalità. Non viviamo più la solitudine come abbandono, ma come origine della nostra capacità di amare (...): la solitudine che libera e unisce, quella che io chiamo "solitudine fondamentale", in quanto porta alla maturazione e allo sviluppo della nostra personalità, se la sappiamo mettere a frutto.
"Il vostro cattivo amore per voi stessi fa della vostra solitudine una prigione" (F. Nietzsche, Also Sprach Zarathustra). Le persone che non si sopportano e soccombono all'apatia e all'inquietudine non appena rimangono sole, le persone che non si piacciono abbastanza per sentirsi bene in compagnia di se stesse, sono prigioniere della mancanza di amore di sé. Inutilmente vagano per il mondo alla ricerca di qualcuno che abbia la chiave per aprire la loro prigione dall'esterno. Cercano nuovi amici, nuovi amori, nuovi analisti, nuove guide ideologiche, maestri, guru, lama che svelino loro il segreto della parola magica e li liberino dall'isolamento. Ma la porta della prigione si apre soltanto dall'interno, e loro stessi sono la chiave che può aprire quella porta. La liberazione dalla prigionia nell'Io inizia con l'amore di sé".
(Testo tratto da: Peter Schellenbaum, La ferita dei non amati)
Che tu possa trovare la tua chiave e che la Vita ti sorrida!![]()
umore per lo più triste? sensazione di inadeguatezza, colpa, rovina, rifugio nell'evitamento o ritiro sociale, facile irritabilità? se il tuo nick fa fede all'età dovresti avere 25 anni, è.. dovrebbe essere davvero un momento magico, un'età troppo bella e ricca di cose persone ed emozioni per dirti che magari è solo un periodo che passerà e liquidare con una pacca sulla spalla la cosa. a sensazione ti consiglio una psicoterapia, potrei sbagliare ma seppure fosse così lo stesso non farebbe che bene. datti una possibilità di vedere il mondo con altri occhi, lascia che qualcuno ti insegni come. le cose possono camviare ed in realtà, lo fanno di continuo. un abbraccio.
beh anche io spero che sia solo un periodo un pò così per te e comunque anche io spesso mi sento inadeguata specie davanti a situazioni nuove tipo quando vai a un congresso ecc. Spero e credo come dice Alessandra che tutti bene o male si sentano inadeguati in qualche situazioni però si tira a campare (si continua a vivere, si va avanti)....c'est la vie (questa è la vita!). ciao bella
ommadonna. a ventanni dire che hai fallito troppo mi sembra una discreta esagerazione. invece di piangerti addosso reagisci come una persona matura e impara a sostenere le discussioni. non sarai la prima e non sarai l'ultima ad avere problemi di questo tipo.