ma poi scusate..
lasciamo perdere il codice deontologico, Kernberg sosteneva che il rispetto delle norme in quanto tali si raggiunge intorno ai 14 anni, ma immagino che forse non per tutti sia così

ma comunque...
io non sono psicoanalista, sono di orientamento sistemico, di transfert non si parla, eppure non mi sognerei
MAI di prendere in terapia un amico... per il semplice motivo che il paziente deve essere LIBERO di parlare con il terapeuta del proprio disagio, senza sentirsi giudicato, e questa è la base dell'alleanza

metti che da me domani arriva la mia amica carissima con cui esco sempre a mangiare la pizza... metti che arriva perchè è in crisi con il suo fidanzato, che io conosco, o peggio ancora, con cui pure io sono amica dalla 4° elementare... e mi dice che lei è in crisi perchè non lo ama più e lo ha tradito con tutti gli uomini della compagnia con cui usciamo

ma secondo voi come terapeuti sareste in grado di scindere completamente i propri vissuti di amicizia con la neutralità della vostra posizione da professionisti???

e se poi lei inizia a farsi fantasie pure sul mio di uomo, che fa, me lo racconta visto che io sono la sua terapeuta????????????

oppure tace perchè siamo amiche, minando l'alleanza terapeutica e il valore del percorso che stiamo facendo?????????????

a me sti dubbi mettono paura... spero solo che tutti quelli che ce li abbiano trovino il modo per porre una domanda a qualcuno, in modo che qualcuno li fermi (o almeno ci provi)
