
Originalmente inviato da
lalangue
Infatti, la cosa più importante è le cadre, tanto che, in francese, hors cadre vuol dire "fuori ruolo".
E allora parliamo del quadro. Anzi, dell'autore: Michelangelo Merisi di Caravaggio. Questo pittore soleva dipingere i suoi ritratti avvalendosi di uno specchio, un po' come Perseo si avvalse del suo scudo/specchio per tagliare la testa a Medusa.
Quindi, sotto l'egida di Atena, la dea della sapienza e della tessitura, possiamo fare da specchio al paziente e mostrargli, in base a quello che abbiamo udito (o che lui ha ordito), la sua trama. Poi possiamo fissare l'opera sulla nostra cornice analitica e, da bravi strateghi quali siamo, mostrargli la via del ritorno alla petrosa Itaca.
Ricorda Benedetta, ed è bene tenerlo presente sul serio, che quanto facciamo, come possiamo ritrovare anche in Megiston e in Federica, è comunque mosso da una teoria (non necessariamente e solamente della mente). Ben difficile non avere preconcetti, soprattutto dopo le varie lezioni dell'ermeneutica ("Verità e Metodo" di Gadamer è lì a spiegarlo).
Occorre ricordarsi anche che il fare da specchio al paziente non è l'unico compito che ha un analista (ammesso che sia compito suo). Entrare nella logica del fantasma del paziente e colmare quel vuoto che sente ci dovrebbe aiutare a capire come funziona quella logica, per poi tirarcene fuori.