Quel documentario è in assoluto uno dei miei preferiti. Trovo interessante come certe teorie, applicate in maniera sistematica e globale, abbiano sfondato letteralmente ogni barriera culturale per creare stereotipi che dopo decenni facevano parte della cultura stessa. In qualche misura la dimostrazione dell'efficacia di un certo modo di intendere la psicologia ha trovato la sua dimostrazione empirica più efficace proprio al di fuori di quel contesto in cui e per cui era originariamente nato. A me sembra senz'altro inquietante, ma al contempo estremamente affascinante.
Trovo parziali le osservazioni di Charlie in apertura della discussione perchè le cose non stanno esattamente a quel modo, a mio avviso. Nel caso del documentario si parla della nascita del marketing e della propaganda imbevuti nella psicologia. Non si tratta di uno che ti dice cos'è giusto e cos'è buono, ma di un prodotto o servizio che viene impacchettato nel miglior modo possibile sperando che ti piaccia. Poi tu quel prodotto e quel servizio realmente lo usi, lo compri, lo paghi. Poi quel prodotto diventa un simbolo nazionale, dopodiché viene esportato nel mondo. Il McDonald!! (per esempio).
Nella tua anlisi sostieni che vi è una sotituzione di chi giudica il bene ed il male, nella mia cerco di sostenere che c'è una proposta di valori, poi questi vengono o non vengono accettati. Nel documentario che citi questo avviene, tramite i media c'è stata una proposta di prodotti (come fossero valori o estremamente legati a valori), poi la gente li ha accettati. Quando presenta i divi di holliwood che fumano nei film sovvenzionati dalla philip morris senza dubbio questa è una gran bastardata, ma senza dubbio un sacco di americani preferivano assomigliare ai divi di holliwood che a se stessi.
Poi c'è tutta una divagazione su questioni antiche sulle queli non entro, ma se qualcuno vuole parlare dell'argomento in topic a me fa piacere.







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