Rileggendo e ripensandoci, ho capito qual è il punto (e forse la mia pudicizia nell'evitarlo è un po' troppo marcata).
Possiamo parlare di controtransfert, ma occorre intenderci bene: proprio per come articolo la questione della teoria della tecnica, nella maggior parte dei casi l'utilizzo di vissuti controtransferali in analisi è un errore.
L'analista può provare, esattamente come il paziente, qualsiasi tipo di emozione. Può darsi anche che l'analista provi, per uno specifico paziente, qualcosa di simile all'innamoramento. Una volta riconosciuto questo sentimento, si può: a) negarlo; b) riconoscerlo e comunicarlo al paziente in qualsivoglia maniera; c) riconoscerlo e farsene qualcosa, ma tenendolo nella propria testa.
Ipotesi a)
"Io provo questo sentimento nei confronti di Anna, ma so che non è vero: me l'ha detto Freud, e l'ha chiamato transfert"
Da qui in poi, l'analisi va a rotoli, perché tutto verrà interpretato alla luce di un vissuto che è solo dell'analista, cioè quello di un sentimento pericoloso che non si può provare. Tutto si raggrumerà lì.
Ipotesi b)
Il terapeuta comunica al paziente, direttamente, qualcosa che potrebbe suonare come:
"lei mi sta facendo vivere un sentimento che non è in grado di gestire: mi ha messo su una scena del suo passato e sta cercando di farmi vivere dei sentimenti al posto suo, oppure mi sta mettendo al posto di una persona che voleva sedurre"
Una specie di rispecchiamento, grezzo e stilizzato, ma tutto va a rotoli.
Ipotesi c)
So che il paziente mi sta mettendo in una posizione particolare, nelle sue fantasie. Cerco di capire quale sia mentre sostengo "il gioco" (mentre sopporto che il paziente mi seduca). Non gli rispecchio nulla. Esploro con il paziente la scena e cerco di capire a che cosa servo, messo lì (in quel punto preciso dell'economia psichica del paziente).
[Ipotesi d)
Cedo alle lusinghe e mi concedo, quindi vengo interdetto alla pratica di qualsivoglia terapia
Ipotesi e)
Credo che ci possa essere del vero (ma quello c'è per forza) e che, soprattutto, la relazione potrebbe proseguire in maniera diversa. (questa non la commento)]
Le ultime due sono tra parentesi quadra perché non ritengo che abbiano a che fare con l'analisi (non aggiungono né tolgono niente al processo analitico)
Per quanto riguarda quello che sostenevo io, solo il fatto che tu dica "Una volta riconosciuto questo sentimento" è sufficiente, perché significa che è stato preso in considerazione e non si è precluso niente. Ma volevo farti una domanda: tu hai elencato dei casi nei quali l'analista prova qualcosa di simile all'innamoramento. E se invece è sicuro di non provare quel tipo di sentimento, cosa fa?
Nulla di più e nulla di meno di capire in quale punto delle fantasie del paziente viene inserito. Eventualmente può utilizzare come volàno le emozioni che prova lui stesso (controtransfert).
Sempre più stilizzato, per quanto riguarda la triangolazione edipica, il paziente mi può raccontare un episodio come se lui fosse parte della scena, come se fosse il pubblico, come se fosse il protagonista, come se fosse uno che non ha pagato il biglietto ma si è intrufolato; da come lo racconta, occorre capire se mi mette nella posizione dell'osservatore, di un attore, del regista, di quello che non ha pagato il biglietto e spia, di quello che vede attraverso i muri, da qualsiasi angolazione, e sa cosa accade sulla scena, in tutto il teatro e persino fuori.
Ciascun racconto significativo è fatto più o meno consapevolmente per smuovere qualcosa nella persona che ascolta.
"abbassare" l'analista al rango di amante significa che i "sentimenti" che il paziente "prova" nei confronti dell'analista sono il risultato di un transfert, quindi non si tratta di un vero "amore", ma di qualcos'altro (transfert, appunto). L'analista ovviamente trattare questo transfert come ogni altro, cioè analizzarlo e interpretarlo, in modo che possa essere utilizzato ai fini dell'analisi.
Però qui stiamo parlando specificatamente dell'ambito psicoanalitico, in cui è molto importante la "relazione" che si viene a instaurare, ed ecco perché soprattutto in psicoanalisi si è molto rigidi su questao aspetto. Il codice deontolgico comunque, da cui è partita tutta questa discussione, è vincolante per tutti lgi psicologi indipendentemente dall'approccio teorico .
Ultima modifica di Johnny : 23-10-2010 alle ore 20.33.37
Mi sembra che la discussione si fosse via via arricchita di punti di vista alternativi a quello che tu esponi, legittimissimo, ma come gli altri del resto.
Se per taluni orientamenti trattasi di sentimenti non reali, per altri non è questa la chiave di lettura che viene adottata: non a caso Jung utilizza i contenuti dell’alchimia come metafora di ciò che avviene nel transfert e a quale scopo.
Il transfert, per alcuni, non è appannaggio della relazione analitica ma di qualsiasi relazione significativa per l’individuo salvo che qui - a differenza delle relazioni non analitiche - ci si è impegnati, tramite un contratto, ad analizzarlo. Diversamente, non avrebbe senso ritrovarsi lì tutte le settimane.
Il codice di questo si occupa, di garantire cioè il rispetto di un contratto stipulato tra due persone, come del resto accade con tale strumento in tutte le professioni regolate anch’esse da un codice; fatico a vederlo come la soluzione ad una situazione di finzione. Mi auguro cioè che il suo senso si spinga ben oltre a questo.
Ciao a tutti io penso che non si possa essere un amico/a di un proprio paziente, anche perché la professionalità ed i ruoli verrebbero a mancare.
Come si sa ci sono regole che bisogna rispettare come è giusto che sia,affinché si possa dare il giusto aiuto....
A differenza per un amico possiamo essere d'aiuto facendolo riflettere e dandogli il giusto sostegno morale e facendogli capire qual'è il motivo dei suoi problemi...
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Questi puntini cosa significano?
Come mai Megiston invia puntini al posto dei messaggi?
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Ora se continui, carissimo, ti posto un argomento esplosivo, per dispetto, ti faccio saltare sulla sedia.![]()
Sentite un po', ma voi come fate a risolvere i problemi di natura sessuale, con l'analisi?
Cioè, dove andate a parare?
Cioè, nelle vostre scuole, vi insegnano come si fa?
Ci delucidate un po'?
Grazie.
Mai sentito parlare di un certo Edipo?
gieko