Se non è off-topic mi fa piacere continuare il confronto sulla traccia di clinica...probabilmente può servirmi a capire cosa non è piaciuto alla commissione. Quindi ringrazio anticipatamente chi vorrà contribuire.
Dunque, il caso presentato (ragazza, 25 anni, studente fuori sede, si rivolge al Consultorio accusando una serie di sintomi fisiologici da circa un mese: ricordo solo il senso di soffocamento, l'affaticamento, la sonnolenza diurna...Qualcuno può aggiungere altro?) aveva a mio avviso una sintomatologia molto generica che si apriva a molte ipotesi diagnostiche (la sintomatologia fisiologica ricorre trasversalmente ai disturbi d'ansia, a quelli dell'umore, a quelli somatoformi...).
Io le ho prese in considerazione praticamente tutte: può essere questo l'azzardo? Spero di no! altrimenti che diagnosi differenziale sarebbe quella che non prende in considerazione tutti i possibile fattori di esclusione?
Ma su quali basi fate (chi l'ha fatto) un'ipotesi di disturbo d'ansia (quale in particolare?) o di panico? Forse non ho letto tutta la traccia? Per me era estremamente generica, così diversa dalle decine che ho studiato piene di dettagli utili a fare diagnosi differenziale già sulla base dei dati sintomatici...una genericità che ho letto come "via libera" per uno svolgimento ipotetico a 360°.
Che senso ha dal punto di vista clinico fermarsi (di fronte ad una persona che si presenta con quel tipo di sintomatologia) ad un'ipotesi di disturbo di panico? è come se "obbligassi" la paziente a mettere fuori (nel seguito dell'indagine) tutto ciò che può confermare la mia ipotesi.








_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 
0805714288