Chi siamo e da dove veniamo
Analizziamo che il Tutto si rispecchia in miniatura nell’intimo dell’essere umano.
Da dove dovremmo cominciare?Dall’egoismo?
Bene, cominciamo dall’egoismo, da dove trae radici?
Dobbiamo prendere in considerazione il fatto che le leggi naturali della vita della natura hanno il compito d’alimentare queste vibrazioni? Oppure il fatto che tutti i sentimenti vengono vissuti in tante vite?
Se mettiamo assieme le leggi naturali della natura e il fatto che in tutte queste vite hanno il compito di dare a ciascuno l’esercizio di cui necessita e per tanto di vivere tutti i sentimenti possibili, non ci rimane che concludere in una logica che questa vita d’ora racchiude tutte le vite precedenti.
Perché le racchiude tutte? Le racchiude tutte, perché, in tutte queste vite si è immagazzinato tanta esperienza, e dove va a collocarsi quest’esperienza? Va a collocarsi in successione nel formare la coscienza, chiamata Riminiscenza.
Se tutte queste vite vissute ci portano ad essere una successione di ciò che abbiamo compreso, quale sono in successione, o meglio, come si può descrivere in fotogrammi questa successione?
Possiamo cominciare dalla radice dell’egoismo? Ma per fare questo si deve prendere in considerazione una vita soggettiva, altrimenti si fa una successione più oggettiva, che forse è più logico.
Se in noi c’è Tutto in miniatura, vuole significare che in noi v’è una piccola parte di quel Tutto che in se racchiude tutti i perché. Ma che significato può avere per questa minima parte del Tutto percorrere una strada che gli rivela la sua entità?
Se così fosse, sta a significare che questa piccola parte del Tutto non è cosciente di esserlo, quindi percorre quello che poi percorrerà per riscoprire quello che in realtà è, con una differenza, quella di prenderne coscienza.
Quindi questa piccola parte del Tutto, viene immersa in uno stato “inferiore”che si può chiamare Manifestato e da qui comprendere che lui deriva dal non Manifestato.
Questo può essere alla portata della mente umana, che ha la facoltà di mettersi in logica.
Quindi, una parte di noi proviene dal non Manifestato, che sarebbe l’Assoluto, in una minima parte di quest’Assoluto, vi è un Manifestato che, logicamente chiameremo Cosmo, com’è formato un Cosmo?
Il Cosmo è formato di materia densa e meno densa, cioè dal Microcosmo e dal Macrocosmo, e noi dove saremmo collocati?
Cominciamo a sostenere che da quella minima parte del Tutto – Uno- Assoluto senza coscienza in cui ci riconosciamo in questa supposizione, si costruiscono i corpi che vanno dal Macrocosmo al Microcosmo, e come si possono mettere in successione?
Il Microcosmo è la Coscienza che sta nel piano medesimo e che è quello che non morirà finche non si è formata la Coscienza Cosmica, e giace lì con il suo corpo, formato dalla materia delle leggi di quel piano, per tutte le reincarnazioni che servono. Differente è per i piani sottostanti che per ogni vita si devono ricostruire a secondo dell’esercizio che necessita la coscienza per la sua formazione, e quali sono questi corpi?
Da prima il corpo mentale che di conseguenza sta nel piano mentale, poi il piano astrale con il suo corrispettivo corpo astrale e dulcis in fundu il piano fisico con il corpo fisico che noi conosciamo bene. Come si costruiscono questi piani, e di conseguenza la coscienza?
C’è da sostenere che il piano fisico è formato da tre sottopiani, cioè il piano minerale, quello vegetale e quello animale, dove il nostro corpo si trova in questo momento, e cioè nel piano animale.
Da qui comincia la formazione della coscienza, vale a dire che dal piano più grossolano del piano fisico cominciano, con la complicità delle leggi naturali della natura, i grandi quesiti che l’essere umano deve riscoprire e riconoscere per trascenderli.
La formazione comincia con il piano minerale, e in questo piano c’è una lentezza che è impressionante, la coscienza starà in contatto con il piano minerale per centinaia d’anni e forse per migliaia d’anni, e questa condizione si chiamo“cristallizzazione”.
Per una mente abbastanza ragionevole, la cristallizzazione può essere benissimo la radice dell’egoismo, poiché in essa si legge una noia mortale, un tornare indietro, un ripetere le cose fino alla nausea.
In questo piano s’intravedono i corpi astrali e quelli mentali, ma lievemente.
Si passa poi al piano vegetale in cui comincia a prendere sempre più forma il piano astrale, che corrisponde ai desideri e alle emozioni, in questo piano, le piante cominciano a desiderare l’acqua, il sole, sono piantati in terra ove prendano la maggior parte delle loro risorse, quante volte abbiamo visto una pianta che si oppone all’altra per raggiungere i raggi del sole, e ancora, quanta forza possono contenere le radici che s’intrufolano nelle rocce pur di trovare un po’ d’umidità o acqua, gia in questo si comincia a riconoscere una parte del nostro egoismo e gia qui si può dire che oltre al piano dei desideri e delle emozioni e cioè quello astrale, si comincia a formare il corpo mentale nel suo corrispettivo piano.
Ma il piano in cui ci riconosciamo di più è quello animale, qui si forma l’istinto, base naturale del piano mentale.
Quell’istinto di sopravvivenza che non riusciamo a scrollarcelo da dosso neppure ora, ecco qui incominciamo a fare gruppo, cominciamo ad avere qualche pensiero istintivo, la famiglia, il gruppo, la solitudine ecc.
E ancor di più ci riconosciamo nel piano animale, gli ultimi animali che poi prenderanno il corpo umano sono il cane il cavallo e, perché gli è dovuto, non senza ragione, la scimmia.
Tutto quello che fino ad ora la nostra coscienza ha incamerato, lo dovrà riconoscere nel piano animale con le leggi del piano animale e della natura, ma con il corpo dell’essere umano che per la prima volta dice “IO” voglio, questo è mio, e di conseguenza tuo, suo, ecc.
Se la nostra coscienza si è formata immersa nella natura, giusto sarebbe, ora che essere umani siamo, notare che movimento possono avere queste leggi e se andiamo ad analizzarle, anche la mente umana non può che trarre una logica che non si contraddica, poiché le prove inconfutabili sono in lui e nel suo passato, quindi abbiamo garanzia di verità, poiché il passato non si può manipolare.
Che compito hanno le leggi naturali della natura?
Sembra strano per la semplicità che ne deriverà dall’analisi di ciò, la natura ha come minimo il compito d’auto conservare le specie e le razze che sono in essa, e questo non lo fa sotto impulso del caso, là ove c’è anche la minima finalità il caso non può esistere o la logica non è più logica.
V’è una cosa che assomiglia al tragitto della formazione della coscienza che ci riguarda, la natura è palestra delle coscienze in evoluzione, se l’essere umano non fosse dotato di intelletto, l’equilibrio biologico del pianeta non se n’accorgerebbe.
Dopo il trapasso di ogni reincarnazione, si valuta la vita appena passata e si rimette tutto in una logica che non si contraddice, poi nel piano mentale si rivive tutte le altre vite per collocare l’ultima al posto giusto, ma sta di fatto che nulla s’impara o meglio dire, non si evolve se non nel piano fisico, gli altri piani sono un riassunto, con tanta beatitudine, ma solo un riassunto delle vite precedenti.
Quello che ci stupirà, è che dopo aver compreso che siamo indispensabili, che senza di uno di noi nulla può esistere, la reincarnazione la desideriamo così tanto che pensandoci ora pare talmente impossibile che pochi ci farebbero la firma su questa grande verità.
Finito l’esercizio di formazione della coscienza, si lascia il ciclo delle nascite e delle morti, ci si sofferma nel piano della coscienza per intraprendere la conclusione della formazione, essa si sentirà COSCIENZA COSMICA, in contatto con ogni essere vivente del Cosmo, è da qui che vengono queste comunicazioni, ma non è l’ultima meta della nostra coscienza, se ricordiamo bene dobbiamo tornare là da dove siamo venuti senza la formazione di quella coscienza che c’è costata cinquantamila anni, e cioè torneremo nell’ASSOLUTO, come COSCIENZE ASSOLUTE E LI’ SI SENTONO TUTTI I COSMI, FAREMO PARTE COSCIENTEMENTE DEL TUTTO – UNO – ASSOLUTO CHE A NOI SUONA COME DIO.
Va bene, tutto è in una logica che si può accettare, ma sta di fatto che non si comprende bene quale sia l’esercizio che un essere umano debba fare per arrivare a comprendersi, cosa dobbiamo fare?
Non è semplice, ma sta di fatto che le Coscienze Cosmiche lo hanno fatto prima di noi e poi prima di loro lo hanno fatto altri e poi ancora altri, questo sta a significare che possiamo farcela anche noi, anche perché non v’è scelta di sorta o così o così. Ci consola una cosa, che i perché che ci andremo a chiedere li abbiamo sotto il naso veramente, tutto ha una spiegazione e tutto ci da delle spiegazioni se stiamo attenti al movimento del nostro intimo e a quello esterno, l’unico perché, che non esiste e che non consiglierei nemmeno al peggior nemico di chiedersi, perché può causare l’impazzire, è di non domandarsi il perché esiste il TUTTO- UNO – ASSOLUTO cioè perché esiste DIO.
Perché non c’è risposta a quest’ultima domanda?
Perché il significato di una domanda trae seco da una logica che è in successione e per tanto non essendoci successione nell’ASSOLUTO e cioè in DIO, non possiamo dargli un perché, lo limiteremo, e se vogliamo darglielo per forza, ci porterebbe a dire che EGLI è la prima causa, ma questa PRIMA E CAUSA sa di un inizio che nell’ASSOLUTO non esiste, e per tanto non è prima causa poiché EGLI E’, ed è sempre stato e sempre sarà, quindi c’immergiamo in un labirinto che non ha sbocco e il cervello umano non ha convenienza a cercare una cosa che è fuori dal Cosmo, anche se uscire dal Cosmo significa non Manifestato e quindi non percepibile alla sola mente umana.
Non Manifestato, impensabile dare un perché a ciò che è sempre esistito.







e col cazzo (passatemi l'espressione incisiva) che una regolina come quella di ascoltarsi, di stare attenti e di essere coscienti del proprio masochismo ci può salvare dalla pazzia; non si hanno sempre tutte le risorse necessarie al problema che ci si pone.