Grazie Melita, gentilissima. Giuli
Grazie Melita, gentilissima. Giuli
Ciao Misamisa,
ho bisogno di un favorone......siccome non ho il manuale di ps cognitiva ho trovato poche cose e confuse su Gregory e Murr che non riesco a capire......mi potresti scrivere una spiegazione se ce la fai? io non ho trovato neppure Bruner fra le cose che avevo cercato qui su ops...
ti ringrazioooooooo
kegi
molte spiegazioni teoriche della percezione (come quelle gestaltistiche) partono dal "basso", focalizzandosi sullo stimolo fisico (ovvero la forma o la configurazione osservabile) che viene percepita, e considerano successivamente i processi cognitivi di ordine superiore ( come i principi di organizzazione e concetti). Le teorie basate su questo tipo d'approccio sono dette TEORIE BOTTOM-UP o talvolta data-drive theories ( teorie guidate dai dati, teorie guidate dagli stimoli, non so come le chiamate in italiano). non tutti i teorici tuttavia si focalizzano sui dati sensoriali. Molti altri teorici si basano su un approccio TOP-DOWN focalizzandosi sui processi cognitivi di alto livello, sulle conoscenze preesistenti e sulle aspettative antecedenti che secondo loro guidano la percezione.
TEORIA DELLA PERCEZIONE COSTRUTTIVA ( top-down, Gregory)
nella percezione costruttiva, il soggetto della percezione costruisce una comprensione cognitiva (percezione) di uno stimolo, usando l'informazione sensoriale come se rappresentasse le fondamenta di una struttura, ma utilizzando anche altre fonti di informazione per realizzare la costruzione della percezione. Questo punto di vista è anche conosciuto come percezione intelligente, poichè esso sostiene che il pensiero di ordine elevato gioca un ruolo importante nella percezione. Il classico caso che portano a loro sostegno è quello dei segnali stradali.
(te ne faccio un esempio). immagina di guidare lungo una strada che non hai mai percorso in precedenza. supponi di intravedere, mentre ti avvicini ad un incrocio non chiaramente visibile, un segnale rosso ottagonale su cui si legge a caratteri bianchi "ST_P", con una pianta troppo cresciuta che ti impedisce di leggere la terza lettera. fortunatamente costruirai lo stesso una percezione adeguata del segnale di fermata.
secondo la teoria della percezione costruttiva, durante la percezione formiuamo e verifichiamo velocemente diverse ipotesi riguardanti i percetti, che sono basate su quello che riceviamoi (dati sensoriali), su quello che conosciamo (conoscenze immagazinate in memoria), e su quello che possiamo inferire. In questo processo consideriamo le aspettative antecedenti ( ad es. l'aspettativa che un amico ci venga incontro), quello che conosciamo relativamente al contesto (ad es. sappiamo che i treni viaggiano sui binari) o su quello che possiamo ragionevolmente inferire basandoci sia sui dati sia su quello che conosciamo dei dati.
la caratteristica chiave di questa teoria è il fatto che una percezione adeguata richiede intelligenza e pensiero nel combinare le informazione sensoriale con la conoscenza derivante dall'esperienzaq precedente.
come teoria bottom-up io metto la teoria della percezione diretta di gibson, non l'hai richiesta quindi me la risparmio ma se dovesse servirti a disposizione.
TEORIA COMPUTAZIONALE DELLA PERCEZIONE VISIVA UMANA( rivedi il nome della teoria io ho fatto una traduzione letterale ma non so se ha un nome diverso in italiano. in inglese è "A computational theory of human stereo vision")
David Marr ha proposto una teoria della percezione che considera la ricchezza dell'informazione sensoriale senza trascurare il rilievo nella percezione delle conoscenze antecedenti e dell'esperienza.
Marr ha proposto che i dati sensoriali grezzi in ingresso dalle retine degli occchi possono essere organizzati utilizzando tre tipi di caratteristiche :
edges (margini?), contours ( contorni) e regions of similarity (regioni di somiglianza).
i margini (?) formano i confini tra gli oggetti ed intorno alle loro parti. Le caratteristiche de contorni differenziano un tipo di superfice da un altro (in una mappa ad esempio le linee di contorno indicano altitudini di differenti zone). Le regioni di somiglianza sono aree ampiamente indifferenziate da caratteristiche distintive.
Secondo Marr il cervello unmano usa un processo in tre stadi (Tri-Level Hypothesis) per computare un percetto tridimensionale di quello che vediamo.
-A PRIMAL SKETCH ( schizzo primaria bi-dimensionale). quest'aqbbozzo prende in considerazione i dati sensoriali riguardanti cambiamenbti di intensità della luce e traccia margini, contorni e regioni di somiglianza basandosi interamente sulle sensazioni dell osservatore senza considerare prospettiva da cui si sta guardando.
- il cervello converte poi lo schizzo primario in quello che Marr chiama "A 2.5 SKETCH" (chizzo a 2 1/2- D. viene considerata a questo livello la prospettiva dell'osservatore relativa all'oriantamento delle superfici, così come gli indizi di profondità quali l'ombreggiatura, i gradienti di tessitura, i movimenti e gli indizi binoculari.
-terzo il cervello rielabora ulteriormente lo schizzo per costruire un 3 D MODEL che rappresenta in modo completo le forme tridimensionali degli oggetti e le relazioni spaziali tra gli oggetti percepiti. questo livello include pertanto la relazione spaziale dell'osservatore con gli oggetti, ma è indipendente dalla particolare prospettiva dell'osservatore .
ènella formazione del modello tridimensionale che la conoscenza e le esperienze antecedenti possono influenzare la percezione ( ad es. conoscere l'esistenza di una quarta gamba del tavolo, nonostante la sua assenza dalla particolare prospettiva) sebbene Marr non abbia specificato come questa influenza possa avere luogo.
te li ho un po' ridotti al minimo indispensabile se ti servono chiarimenti o approfondimenti fammi sapere...
per melita. tempo fa mi avevi chiesto qualcosa sullo sviluppo morale e bandura ti scrivo qualcosa ora, scusa per il ritardo ma la maggiorparte delle volte mi connetto con il cellulare ed è complicato scrivere messaggi lunghi.
Nell’ambito del comportamentismo lo sviluppo morale è stato studiato, in primo luogo, come un aspetto dell’apprendimento: l’individuo impara le norme di comportamento morale attraverso la sequenza delle esperienze in cui alcuni atti sono soggetti a rinforzi positivi, mentre altri sono soggetti a punizioni.
In questo campo di ricerca, comunque, è stato utilizzato un quadro teorico più composito dove gli assunti comportamentismi sono una componente che si fonde con quelle a carattere sociale, cognitivo, ecc.( v. Bandura, 1991 ).
Fra i diversi orientamenti di ispirazione comportamentista che si sono occupati più estesamente dello sviluppo morale, il principale è rappresentato dal Social Learning. In questa impostazione , si ritiene che i bambini inizialmente apprendano i comportamenti moralmente rilevanti attraverso l’osservazione e l’imitazione di modelli appropriati; questi comportamenti aumentano di frequenza se sono opportunamente rinforzati.
• Il disimpegno dei controlli morali.
Bandura (1991), assumendo una prospettiva di interazionismo cognitivo-sociale, ha contestato a Kohlberg la concezione di una gerarchia precostituita di forme di moralità, pur riconoscendo l’esistenza di forme di ragionamento morale universali.
La prospettiva teorica di Bandura considera lo sviluppo morale all’interno di un processo interattivo globale, dove entrano fattori individuali-personali e ambientali-sociali.
In questa teoria è stata data un’attenzione specifica all’organizzazione dei controlli interni, considerata come parte integrante della moralità: di essa fanno parte le auto-sanzioni, che possono assumere carattere anticipatorio e prevenire comportamenti contrari ai propri modelli.
Bandura ha approfondito i meccanismi e le condizioni che nel corso della socializzazione determinano l’attivazione e la disattivazione dei controlli morali interni, agendo così come cause del comportamento immorale da parte di persone e gruppi pur capaci delle più elevate forme di ragionamento morale. Egli ha individuato alcuni di questi meccanismi:
-la giustificazione morale, attraverso la quale comportamenti socialmente deleteri vengono resi accettabili personalmente e socialmente attraverso una loro ricostruzione cognitiva o forme di ideologizzazione;
-la dislocazione della responsabilità, nella quale opera un processo di attribuzione causale delle responsabilità di un atto a persone o a circostanze, per es., facendo riferimento all’autorità di superiori gerarchici, depositari del potere decisionale;
-la diffusione della responsabilità, dove le decisioni del gruppo o le esigenze del sistema frammentano o oscurano le responsabilità individuali, in modo che tutti sono colpevoli e nessuno lo è
-la non considerazione o distorsione delle conseguenze, nella quale opera una minimizzazione o una selezione strumentale nella rappresentazione delle conseguenze positive o negative dell’atto;
-la svalutazione, realizzata attraverso il biasimo o la negazione di caratteristiche umane di altre persone.
Questi processi di disattivazione o disimpegno dei controlli morali non agiscono insieme e subitaneamente, ma in diversi modi e a seconda delle circostanze: vi è così una graduale diminuzione delle autosanzioni, che può portare a un progressivo allentamento delle capacità inibitorie.
Sulle base delle concezioni teoriche di Bandura, con una ricerca svolta in Italia, Caprara et al ( 1995) hanno messo a punto uno strumento standardizzato ( Scala di Disimpegno Morale ) atto misurare i meccanismi cognitivi del disimpegno morale in bambini della scuola elementare e preadolescenti
ed ora veniamo a noi, o megli a me...non avendo mai fatto niente in merito, sono molto in difficoltà per quanto riguarda la personalità in particolare la teoria dei tratti. non è in nessuno dei miei libri, vorrei approfondire cattel e Eysenck ma a parte i tratti che individuano non riesco a trovare nulla di più. qualcuno mi da una mano?
Ciao!Scusami ma nn ho frequentato il forum in qsti giorni!Si, mi riferisco a qnto riferito da misamisa..cioè alle specifiche fasi ed età di aquisizione del linguaggio...ad ex prime parole, lallazione, esplosione del vocabolario ecc...!Ma neanche io le ho fatte nello specifico, xkè riprendendo dei libri di linguaggio ho visto che si parla di teorie sullo sviluppo linguistico riferendosi a Piaget, Chomsky, Vygotski e Bruner..qndi penso nn sia necessario...penso e spero soprattutto!
Io volevo chiedervi ma x il tema incrociato linguaggio e comunicazione come vi siete regolati??
Scusate ma la commissione di qsta sessione nn è la stessa di giugno 2010, almeno x la fascia A-L. A giugno c'è stato Lauriola come presidente e la seconda prova è stata il giorno dopo.La commissione di ora è la stessa di quella di giugno 2009 e la seconda prova è stata un mesetto dopo più o meno.Ricordo male io??ditemi di no![]()
ciao celeste il fatto che la commissione non sia la stessa mi solleva un po, avevo letto la notizia ma effettivamente non dicevano uguale a quale sessione di giugno.
per quanto riguarda il tema incrociato linguaggio comunicazione io parlo della pragmatica della comunicazione quindi accenno a greace poi sperber e wilson, test per la valutazione e trattamento dei disturbi di pragmatica
Melita: si anche io pensavo alla teoria di austin e searle sugli atti linguistici e a quella di Watzlawick x la comunicazione e come ambito applicativo la terapia familiare, ma x qnto riguarda il tema incrociato comunicazione e linguaggio penso sia un pò differente. Nel senso che anche se sn due temi molto collegati tra di loro, bisognerebbe distinguerli e trovare poi un ambito applicativo..quale?
Uffaaa il mio cervello inizia ad andare in fumo
Misamisa gli autori che hai citato io nn li conosco..o forse nn riesco a focalizzarli
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secono me la teoria degli atti linguistici va bene per il tema incrociato
metodo:osservazione sistematica degli scambi, analisi conversazionale, test del linguaggio
applicazioni: rapporto psicologo paziente e sviulppo del linguaggio nel bambino
queste sono le cose che ho io che poi ho trovato qui su ops...però attendiamo conferma da chi ne sa di più
la pragmatica si occupa dell'uso del linguaggio in relazione ai contesti comunicativi di produzione. prende quindi in considerazione gli aspetti linguistici e non linguistici della comunicazione. in particolare studia come comportamenti comunicativi non linguistici guidano la comprensione di messagggi linguistici ambigui. Nel caso di frasi ambigue (come metafore ed ironie) quello che il nostro interlocutore ci vuole comunicare è l'esatto opposto di quello che realmente dice ( il significato reale è diverso dal significato letterale della frase).
ora ci sono varie posizioni in letteratura.Secondo alcuni elaboriamo prima il significato letterale, poi ci accorgiamo che non ha senso e allora ricerchiamo significati diversi facendo leva su altri aspetti della comunicazione (un particolare tono di voce del nostro intercutore, l'occhiolino ecc). Secondo altri (Sperber e Wilson) elaboriamo direttamente il significato alternativo.
questo è giusto per farti fare un idea se ti interessa posso essere più precisa..
ps: Sperber e Wilson sono molto recenti (2008 l'ultima publicazione) quindi è possibile che non li hai mai sentiti, io li sto approfondendo per delle ricerche di dottorato.
Si, conosco la pragmatica, so a cosa si riferisce, solo che probabilmente l'abbiamo studiata in modo diverso..tu forse hai scelto un approccio più cognitivo, la teoria che citi nn è la prima teoria cognitiva della comunicazione?
Io avendo fatto il clinico, l'ho studiato attrav Watzlawick, Haley, teoria del doppio legame--> e condizioni patologiche come schizofrenia. Pensavo che ad un possibile tema incrociato comunicazione e linguaggio potrei concentrarmi sul legame che hanno nello sviluppo del bambino, cioè alcuni autori ritengono che ci sia una continuità tra sviluppo comunicativo e linguistico (ex uso di gesti referenziali e dichiarativi, gesto di indicare ecc...), osservazioni sullo sviluppo normale hanno poi portato ad osservare anomalie..ad ex nel disturbo autistico!Spiegata così forse nn è molto chiara..ma è una strada che si può percorrere o sto dicendo una cavolata??
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stavo rivedendo il linguaggio..partendo da chomsky e skinner checontesto metto???che metodi???HELPPP
per la comunicazione: palo alto
comunicaz e linguaggio:prospettiva psicosociale, ausin e searle
metodi: psicoterapia strategica, questionario camaioni,tvl
applicazioni: studio dll acquisizione lingua natia..