Per esercitare la professione di psicologo è d'obbligo aprire la P.IVA indipendentemente da quanto si fattura all'anno, se si sta entro i 30000 € conviene optare per il regime dei minimi.
Saluti
Per esercitare la professione di psicologo è d'obbligo aprire la P.IVA indipendentemente da quanto si fattura all'anno, se si sta entro i 30000 € conviene optare per il regime dei minimi.
Saluti
Ultima modifica di yoshimitsu : 05-10-2010 alle ore 16.58.28
Si, la p.iva è necessaria! Tranne se assunti in una struttura pubblica sanitaria...
Sto parlando di una CTU!!!
Come farsi le ossa? L'ho già scritto da altre parti, ma lo ripeto. Innanzitutto la formazione universitaria non basta per svolgere questo tipo di incarico: una specializzazione o qualche master darebbero una preparazione più adeguata. Dopodiché accettare di fare l'assistente come CTP o CTU darebbe un'idea di quello che si andrebbe a fare, senza avere la responsabilità diretta di incarichi così delicati. Poi iniziare la professione in proprio per seguire casi in cui avere tutto il tempo per poter correggere eventuali errori diagnostici o terapeutici, confidando nel rapporto di fiducia che si instaura col paziente/cliente. Una volta iniziata la professione, si può accettare di fare il CTP in qualche procedimento in cui seguire ed eventualmente integrare/contestare il lavoro impostato dal CTU, cosa che permetterebbe,oltre a svolgere un'attività retribuita per conto del proprio cliente, di osservare nuovamente come si comporta il CTU sia con la parte che si conosce bene, sia con la controparte. Solo dopo, ritengo sia professionale ed etico lanciarsi a fare il CTU. Certo tutto ciò non potrà mettere al riparo da eventuali errori che comunque si possono sempre compiere, però almeno si darà una chance in più alle persone che si trovano coinvolte.
Le vostre obiezioni al riguardo mi fanno pensare che sottovalutiate molto come viene vissuto un procedimento di tal genere dai soggetti che lo subiscono.
Forse non vi rendete conto che per molte persone è un evento del tutto eccezionale; che molti non sono abituati ad essere "sottoposti" a perizia, indagati nelle proprie vicende personali, spingendosi fino a farsi valutare nella propria personalità e capacità genitoriale, senza che l'abbiano scelto di propria volontà. Sono procedimenti invasivi, che possono perturbare molto l'immagine di se stessi. Una o più osservazione, tre o sei mesi di colloqui (che non sono mai settimanali, quindi fate un calcolo voi quanti colloqui si fanno in un simile frangente) sono molto molto pochi per poter conoscere le persone e le dinamiche dei loro legami. Per questo occorre un'alta professionalità e la capacità di cogliere con pochi mezzi quello che è difficile far emergere, scontrandosi con i limiti dell'obbligatorietà (e quindi della non spontaneità dei periziati) e del poco tempo a disposizione per instaurare un rapporto di fiducia che faccia comprendere ancora meglio la situazione. L'inesperienza non gioca certo a vantaggio di chi ha la responsabilità di rendicontare al giudice, il quale emetterà dei provvedimenti che si rifletteranno sulla vita di quelle persone. Persone alle quali talvolta vengono imposti dei limiti alla propria vita, basandosi su perizie fatte da chi dovrebbe riconoscere per primo i propri limiti!
Un CTU che accetta un incarico perché il "sistema funziona così", invece che perché "sono competente ed esperta e posso fare un buon lavoro" credo che metta il proprio desiderio di farsi le ossa e di guadagnare davanti al benessere delle persone che dovrebbero - in via teorica - beneficiare del proprio intervento. Cosa grave per un psicologo, secondo me.
Auguri di buon lavoro.
quello che dice benedetta è giusto ma bisogna considerare un cosa, cioè che il CTU non deve fare nè perizie psichiatriche, nè psicoterapie o cure, deve solo valutare i fatti un in arco di tempo breve,cioè deve "scattare" la fotografia della situzione e presentarla al giudice, ora non dico che fare questo sia semplice,infatti io mi sto facendo seguire da un supervisore non sto affatto improvvisando come forse qualcuno ha pensato, dico solo che si comincia così,certo magari prima affiancando un CTU esperto e poi farlo con supervisione..
Il CTU è chiamato a fare un compito ultraspecialistico di grande difficoltà tecnica e se ne assume - o meglio dovrebbe - la personale responsabilità. La mancanza di lavoro non dovrebbe portare a scegliere ciò che viene offerto, specie quando è evidente che non ci sono capacità per adempiere all'incarico. Bisogna saper rifiutare. E non ci si illuda che master o corsi servono a molto. E' necessario fare esperienza in campi di maggiore semplicità e con responsabilità minori.
Non c'è da stupirsi se poi, a seguito di servizi svolti da operatori incompetenti, l'opinione dell'utenza è quello che è...
Saluti
Ultima modifica di gieko : 13-10-2010 alle ore 13.49.12
gieko
Ciao ragazzi! spero qualcuno possa aiutarmi...
sono appena iscritta all'albo e ho la possibilità di fare una consulenza che la persona in questione ha la possibilità di rimborsarsi. Ora...io vorrei evitare, con una sola paziente, di aprirmi la partita iva, non tanto per la partita iva in sè che tanto per i primi 3 anni mi sembra abbia una tariffa agevolata, quanto per le spese dell'empap.
quali sono le alternative?
posso fare una ricevuta?
se sì, ci sono diversi tipi? quale dovrei fare, quella sanitaria?
una ricevuta è compresa d'iva anche se sono sicuramente sotto i 5000 euro l'anno? ovvero...dovrei scrivere 40 euro in cui 40 è iva esclusa o inclusa?
la signora può rimborsarsi lo stesso la terapia con la ricuvuta e non con la fattura?
aiutatemi per favore
Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano
ciao evviva, purtroppo anche se fai un'unica consulenza come psicologa, anche un unico colloquio da 35 euro e poi basta, bisogna aprire la p.iva. Il fatto dei tre anni a costi agevolati, dipende dal regime che scegli, se opti per i minimi, non sono 3 anni, la semplificazione è presente sempre perché il regime è di per sé semplificato.
Le prestazioni professionali disciplinate da albi (quindi anche quella di psicologo) non possono essere svolte con prestazione occasionale.
Ecco la Legge:
Dlgs 276/03. Art. 61.Definizione e campo di applicazione
3. Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali e' necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, nonche' i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I., come individuate e disciplinate dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Questa è un'altra fonte normativa: Art. 2222 e ss. Codice civile.
Le collaborazioni occasionali devono essere caratterizzate dalla loro essenza sporadica, episodica, non professionale, minima e non organizzata.
Lo psicologo, essendo appunto un professionista, si presuppone che abbia un'attiva professionale e organizzata, quindi non può esercitare una collaborazione occasionale, che è riservata a lavori non professionali.
Che poi qualche commercialista, scuola, ecc, trovi qualche cavillo per aggirare la cosa... è un altro paio di maniche
Ultima modifica di ste203xx : 12-12-2010 alle ore 16.06.06
Se faccio una perizia in ambito giuridico relativa a un danno non patrimoniale con pregiudizio esistenziale, devo applicare l'iva nella fatturta che rilascio al cliente?
in che senso? Dipende dal tuo regime contabile, se hai optato per quello dei minimi, non si carica il 20% di iva, ma solo il 2% di enpap e, se il tuo cliente è a sua volta titolare di una partita iva, si aggiunge anche il 20% di ritenuta d'acconto. Cmq ti conviene sempre chiedere al tuo commercialista (è pagato per questo)![]()
In che senso ti sembra assurdo fatturare su 35 euro? Puoi spiegarti meglio...altrimenti potrebbe passare un messaggio poco corretto su un forum pubblico. "Al di sotto di una certa cifra consistente non conviene fatturare, perché è più quello che mi tolgono di tasse che il guadagno effettivo, e finisco per rimetterci" e cose del genere. Purtroppo, convenga o no, assurdo o no, piaccia o no, si fattura e basta, anche su 10 euro. E' vero che le tasse sono troppe, ma lo sono anche grazie ai furbetti del quartierino che fanno prezzi bassi, come se fossimo al mercato del pesce a vendere aringhe al miglior offerente, oppure non fatturano sotto una certa cifra e cercano trucchetti per pagare meno. Se tutti fanno così, siamo rovinati tutti, paganti e non paganti. I pochi che pagano, devono pagare anche per gli altri, finiscono per non farcela e allora le tasse aumentano ancora e a quel punto nessuno più riuscirà a lavorare a causa della corsa al ribasso.
il mio non voleva essere un incitamento a fare il furbo! ma solamente che fatturare dai 50 in su, mi sembra normale, i terapeuti da cui andavo io chiedevano 70, e la fattura era solamente su richiesta! (ED IL PREZZO ERA LO STESSO). fatturare su 30 euro, significherebbe rimetterci, a quel punto vado a fare volantinaggio, guadagnerei di più!
A livello fiscale la regola è emettere SEMPRE fattura in quanto prestazione di professionista iscritto ad un albo. Tutti i discorsi su cifre/rimetterci o meno/ fare fattura o no perchè non conviene, ecc..ecc.. stanno alla correttezza professionale di ognuno di noi, inutile discuterne.
Certo è che se tutti fanno i disonesti in questo senso, a lungo andare ne rimette l'intera categoria professionale...