Non è la tristezza che vorrei togliere ma i motivi oggettivi per cui sono triste. Io non sento la tristezza come il problema, ma quel che mi fa esser triste. La morte e la malattia mi rattristano, e rattristano anche tante altre persone.Originalmente inviato da Megiston Matema
E' proprio perché ci sentiamo in opposizione a tali eventi che siamo tristi e qualcuno cerca irragionevolmente invece di amarli addirittura di combatterli senza sapere se questa lotta la si vincerà.
Io è l'incendio proprio che vorrei spegnere, forse non ci siamo capiti, tu invece quando senti di non essere capace di spegnerlo l'incendio suggerisci di amarlo addirittura questo incendio. Se qualcuno stesse morendo di fame e se io volessi aiutarlo davvero, non gli direi su non esser triste la fame è necessaria e tu dovresti amarla... Io gli darei da mangiare.
Puoi dimostrarmi che l'incendio è necessario nell'economia globale dell'esistenza ma io comunque mi sento opposto ad un'incendio che mi uccide e mi fa soffrire.
Non sento di accettare tanti eventi della vita, tante situazioni, e non credo che la soluzione consista nell'accettarle. Per me non sono certo i sintomi il problema, è l'esistenza oggettiva spesso che è problematica.
Saluti







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. Io sento che per istinto mi oppongo e giudico male certe cose, questo giudizio lo riconosco come mio, devo far finta che non ci sia? Che io sia felice che accadano certe cose o che io accetti certi eventi perché sono necessari? Non li sopporto e sono proprio io a non sopportarli. E' un'etica questa del "Sia fatta la volontà di Dio" e non fa per me perché se a questa volontà di Dio mi sento opposto, l'opposizione per me resta anche se effettivamente non potrò oppormi, a meno che non ci si voglia sforzare di rimuoverla e non riconoscere questa tendenza che appartiene comunque a noi.

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