Caro Ikaro,
l'analisi da parte dell'analista (ma è così anche per il paziente) insegna che se una cosa non è passata, è come non averla detta; allora, bisognerà tornare a ridirla dopo aver verificato il fatto che torna a convincerci ancora (perché potrebbe anche darsi che non sia passata perché insignificante, non soltanto perché prematura). Talvolta passi un'intera analisi a girare attorno ad un'unica dinamica e dunque a ripetere sempre le stesse cose finché non tocchi qualcosa di vivo.
Tutti a cercare nuovi luoghi, nuove persone magari, quando non si è ancora nemmeno sfiorata la complessità, la molteplicità e la gamma infinita di possibilità dei luoghi vecchi: se io mi pongo in maniera nuova, stimolo l'ambiente intorno a me verso un rapporto di tipo diverso. Mi viene da riflettere sul fatto che proponiamo ai nostri pazienti analisi che durano nel tempo; e se questi dopo qualche mese cominciassero a dire: "Mi sono stufato di dire sempre le stesse cose e di vedere sempre la sua faccia (o il suo soffitto, in caso di lettino

)"??
Un saluto