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  1. #76
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

    Grazie a tutti per le vostre risposte!

    Simunafo: grazie per il sostegno, credo che io e te la pensiamo più o meno nello stesso modo. Di dove sei?

    Gieko: Liotti è cognitivista (e qui non si discute). Alla Scuola che frequenterei a Verona, SPC Scuola di Psicoterapia Cognitiva (O APC Associazione di Psicoterapia Cognitiva), insegna lo stesso Liotti, ma fanno anche i protocolli (sicuro al 100%, conosco persone che la frequentano e ho avuto accesso oltre che alle loro esperienze dirette anche al materiale distribuito a lezione), quello per l'attacco di panico, quello per il disturbo ossessivo compulsivo quello per..., oltre alle già menzionate tecniche di sensibilizzazione, esposizione,desensibilizzazione etc.etc.

    Ciò detto, Gieko, correggimi se sbaglio, perchè questo è il punto focale: dal tuo personale punto di vista, riscontri in questa forma di TCC gli stessi problemi che tu vedi nella TBS, dico bene? Quindi, seguendo questo ragionamento, correggimi se sbaglio, entrambe TCC e TBS presentano un "problema... medesimo. Non toccando la struttura soggettuale, si opera un cambiamento sintomale, con tutti i limiti del caso". Ergo, scegliere se fare TCC o TBS è una scelta puramente personale, ma i limiti, per entrambe queste due forme di psicoterapia, dal tuo punto di vista, sono identici, dico bene?

    Infine Gieko: io lavoro tutta la settimana, e il lavoro mi serve per far vivere me e la mia famiglia, quindi i limite temporale di quando vengono svolte le lezioni non è ininfluente, nella mia situazione. Da ultimo, lavorando e avendo famiglia, non ho moltissime forze per studiare la sera, quindi, consideralo pure segno di superficialità, ma sì, il "fascino" di una forma di terapia rispetto a un'altra, e quindi la piacevolezza o meno con cui studi su certi libri piuttosto che su altri, ha la sua importanza, a parità di altre condizioni; non lo ha se le condizioni di partenza sono diverse. Ma mi pare di aver delineato come tu stesso accomuni i difetti della TBS a quelli della TCC (quella coi protocolli di intervento).

    Benedetta 14: benvenuta nella discussione. Se ti va, potresti approfondire il tuo pensiero, magari dicendoci anche tu di che corrente sei. Sul fatto che la TBS sia più facile perchè più limitata, non sono d'accordo, dico che è pià facile per me, per come sono fatto io ,magari tu leggi i libri della TBS e li trovi noiosi, leggi quelli della TCC e li trovi entusiasmanti, credo sia un fatto di gusti personali. Credo che non sia banale considerare con quanto piacere o con quanta noia studiamo i ns testi di psicoterapia dato che poi ci serviranno per la ns professione, si spera!
    Che dietro alla TBS ci siano operazioni di marketing, un po' troppo sensazionalistiche (vedi la percentuali di pazienti guariti in tot sedute) e ci sia un modo di comunicare tali statistiche che può dare fastidio agli altri colleghi, qui siamo d'accordo. Ma queste sono scelte di marketing condivisibili o no, che non devono però avere effetto alone sulla bontà della TBS stessa. Del resto se in un'azienda il marketing esagera e fa incavolare i concorrenti, non è certo detto che il prodotto dell'azienda sia per forza scadente. Magari è buono, ma un po' troppo pompato...

    Complicata: grazie per il tuo simpatico contributo! Certo che diamo importanza alle cose che dici, la diamo nella misura in cui questi elementi non hanno permesso al tuo terapeuta TBS di entrare in rapport con te e di creare un clima di fiducia reciproca. Probabilmente per ciò che tu ti aspettavi il terapeuta TBS era eccessivo (abbigliamento, studio con gingilli inutili, parlava troppo), probabilmente ti è apparso anche un pochino saccente e, magari, ti ha anche fatto un po' sorridere con il suo modo di parlare o con quanto ti ha chiesto di fare. Vedi, io non lo vedo come un problema, in due sedute la terapia si è conclusa con un drop out. Tu sei andata da un altro e il tempo e soldi persi sono stati limitati. Erickson diceva che la terapia deve adattarsi al paziente come un vestito cucito sartorialmente. Probabilmente la TBS non era il vestito per te. Se però ti piaceva il terapeuta nulla ti vieta di contattarlo al di fuori dell'ambito professionale! Complicata: tu sei specializzanda? Se sì, in che orientamento?
    Come giustamente faceva notare Simunafo, se fossi andata da un terapeuta di una altro orientamento, magari ti teneva in terapia tre-quattro anni, salvo che poi magari veniva fuori che non era l'orientamento giusto per te. Mi sembra più onesto ciò che ha fatto il terapeuta TBS.

    Bella primavera: quando vuoi attendo il tuo post privato...

    Buona domenica a tutti, ragazzi/e....colleghi/e :-)

  2. #77
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

    Non esiste nessuno studio, che affermi con sicurezza scientifica, che la personalità possa essere cambiata, né con le terapie lunghe, né con terapie brevi, quindi la distinzione tra terapie sintomatiche e quelle che ristrutturano più completamente la persona è fallace nelle fondamenta.

  3. #78
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Non esiste nessuno studio, che affermi con sicurezza scientifica, che la personalità possa essere cambiata, né con le terapie lunghe, né con terapie brevi, quindi la distinzione tra terapie sintomatiche e quelle che ristrutturano più completamente la persona è fallace nelle fondamenta.
    Sono d'accordo. Non è accertato che si possa cambiae la struttura della personalità. Non è per altro detto che il paziente lo voglia.

  4. #79
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

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    Non esiste nessuno studio, che affermi con sicurezza scientifica, che la personalità possa essere cambiata, né con le terapie lunghe, né con terapie brevi, quindi la distinzione tra terapie sintomatiche e quelle che ristrutturano più completamente la persona è fallace nelle fondamenta.
    è quello che ho cercato di dire prima, anche la distinzione tra terapia sintomatiche e strutturali è fittizia.
    Per eliminare un sintomo non esiste una formula magica bensì (sia nella TCC che TBS) un processo che determina, il più delle volte, il cambiamento della percezione della realtà , l'acquisizione di una visione e di un comportamento diversi, più funzionali, di quel processo che ha portato alla formazione del sintomo e questo è un cambiamento di struttura tanto quanto l'acquisizione di una nuova consapevolezza ottenuta con altri metodi
    Simone

  5. #80
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Non esiste nessuno studio, che affermi con sicurezza scientifica, che la personalità possa essere cambiata, né con le terapie lunghe, né con terapie brevi, quindi la distinzione tra terapie sintomatiche e quelle che ristrutturano più completamente la persona è fallace nelle fondamenta.
    Farei meglio qualche ricerca, visto che vi sono tanto care, e qualcosa si trova http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19205963 tanto per dirne uno...
    Comunque, se è per questo non è neanche possibile affermare il contrario. Quindi la "fallacia nelle fondamenta" sta nell'assioma logico "non esistono studi => la personalità non può essere cambiata".
    Chiunque abbia fatto una buona analisi ha esperienza di processi che vanno oltre il sintomo. Che questi siano solo parzialmente o per nulla misurabili non è un problema clinico, ma relativo agli strumenti oggi a disposizione, ancora imbrigliati dalla pretesa di oggettivare il soggettivo.
    Soprassiedo su banalità come "Non è per altro detto che il paziente lo voglia" che, solo per dirne una, manifestano una concezione del paziente come passivo e privo di risorse, oltre che una grande ignoranza rispetto alla psicoanalisi.

    Saluti
    gieko

  6. #81
    Venditore Accreditato OPs L'avatar di roen.125
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

    Salve, vorrei dare il mio contributo : io ho appena concluso il primo anno di specializzazione presso l'istituto di psicoterapia strategica breve di Roma Di Petruccelli e altri...e vi posso dire che ho imparato già in 1 anno tantissimo, ho trovato dei docenti eccezzionali e ho sperimentato tantissimo. La chiusura mentale non è di questa scuola ,poichè ho fatto lezioni riguardanti la psicodiagnostica,l'etnopsichiatria,la psicologia dello sviluppo, la pnl, il training autogeno, l'ipnosi e molto colloquio strategico, che utilizza la comunicazione per veicolare messaggi di possibilità e di cambiamento incredibili, attraverso la metafora, i racconti terapeutici , il doppio legame, usare il linguaggio del paziente e rielaborare i suoi concetti cercando di evidenziare eventuali contraddizioni utili, il come se, la sedia vuota etc..La cosa più utile sono le prescrizioni , ogni incontro finisce con un compito da assegnare...come la ricetta o la pillolina magica...la cosa importante è portare il proprio paziente pian piano a valutare possibili ulteriori visioni della vita e degli eventi...dopo di chè è una valanga...se c'è un minimo miglioramento questo si autorinforza e noi possiamo rinforzare in mille modi ad esempio ,al momento opportuno, prolungare l'intervallo tra gli incontri
    , inoltre cambiare il punto di vista su una cosa produce effetti su tutto il sistema rappresentativo della realtà...Questo approccio teorico nasce dall'idea che la mente riconosce due tipi di realta una di 1° tipo: oggettiva , una di 2° tipo: soggettiva....noi tutti percepiamo la realtà oggettiva in base alla nostra realtà soggettiva...e questa percezione soggettiva condiziona i nostri pensieri e quindi le nostre azioni e sensazioni e tutto ciò produce conseguenze nella realtà di primo tipo. Inoltre dalla cibernetica deriva la concezione che la mente è suddivisa in 2 parti una sinistra "Logica" deputata al pensiero concreto alla razionalità e una destra "Analogica"deputata all'arte al pensiero creativo,all'intuito e agli automatismi come ad esempio guidare...secondo i teorici strategici la malattia o il sintomo della stessa deriva da un errore di codifica di un messaggio e di una emozione negativa legata allo stesso(nella sezione Analogica) che di seguito può intaccare vari aspetti della vita e delle emozioni...ciò che si propone di fare la tbs è una ristrutturazione emotiva andando a smuovere a minare il pensiero attraverso la crescita nell'altro del dubbio e dell' idea di pensieri alternativi , di soluzioni alternative, e inviando attraverso una comunicazione suggestiva correzioni emotive alla nostra mente Analogica...questo approccio lascia al terapeuta la cretività del metodo da scegliere più appropriato per il caso che ha dinanzi e una volta compreso il meccanismo ti offre la capacità di creare il metodo seguendo la logica del suo utilizzo....come ogni approccio ritengo che sia giusto che ti vesta come un abito...deve in qualche modo essere simile al tuo modo di pensare e di percepire il mondo...le tue verità...c'è bisogno di essere...non tanto di giocare a fare. Per quanto riguarda la bibliografia c'è tantissimo materiale cominciando sempre Da Milton Erickson, Watzlawick e quelli di Palo Alto, Nardone , Bandler (PNL) e tantissimi ...leggere leggere leggere fare fare fare...spero di essere stata utile...
    Lasciami andare a vedere il sogno,la velocita',il miracolo,non fermarmi con uno sguardo triste,questa notte lasciami vivere laggiu' sull'orlo del mondo,solo questa notte, poi tornero'

  7. #82
    benedetta14
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Soprassiedo su banalità come "Non è per altro detto che il paziente lo voglia" che, solo per dirne una, manifestano una concezione del paziente come passivo e privo di risorse, oltre che una grande ignoranza rispetto alla psicoanalisi.
    Beh, gieko, è passivo anche il terapeuta.
    Se si ammette una "realtà oggettiva", è il metodo, la tecnica il "reale" motore del cambiamento, mentre il terapeuta è solo un mezzo che lo applica ad un altro mezzo che lo subisce nella sua realtà soggettiva per cambiare la realtà oggettiva.
    Mi viene un dubbio, però, su come e su cosa può crescere il dubbio. Non sarà che dubbio corrisponda al concetto matematico di "ricerca operativa"?

    Citazione Originalmente inviato da roen.125 Visualizza messaggio
    [...] Questo approccio teorico nasce dall'idea che la mente riconosce due tipi di realta una di 1° tipo: oggettiva , una di 2° tipo: soggettiva....noi tutti percepiamo la realtà oggettiva in base alla nostra realtà soggettiva...e questa percezione soggettiva condiziona i nostri pensieri e quindi le nostre azioni e sensazioni e tutto ciò produce conseguenze nella realtà di primo tipo. [...] ciò che si propone di fare la tbs è una ristrutturazione emotiva andando a smuovere a minare il pensiero attraverso la crescita nell'altro del dubbio e dell' idea di pensieri alternativi , di soluzioni alternative, e inviando attraverso una comunicazione suggestiva correzioni emotive alla nostra mente Analogica [...]

  8. #83
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Beh, gieko, è passivo anche il terapeuta.
    Se si ammette una "realtà oggettiva", è il metodo, la tecnica il "reale" motore del cambiamento, mentre il terapeuta è solo un mezzo che lo applica ad un altro mezzo che lo subisce nella sua realtà soggettiva per cambiare la realtà oggettiva.
    Non saprei, benedetta. Considerando quanto è stato detto sinora ed in precedenti discussioni sulla TBS, parrebbe che il ruolo del terapeuta sia in realtà di grande attività, visto che è costantemente preso dallo scopo di "far cambiare percezione della realtà" al paziente. Evidentemente non viene considerato che se il paziente si è costruito un determinato modo di stare al mondo ne ha fortemente bisogno, per quanto sia fonte di dolore, e non sarà facendogli notare con suggestione, strategia e tutto l'armamentario di cui si è detto (che sia proprio di uno o dell'altro orientamento), che si produrrà un processo di cambiamento. Proprio perchè il paziente non viene messo nelle condizioni di suonare le corde dei propri bisogni (o, meglio, di fronteggiare la propria struttura). Ed è un bisogno che ha a che fare con aspetti emotivi legati alla coerenza (a livello conscio ed inconscio) con cui tutti noi ci percepiamo.

    Saluti
    gieko

  9. #84
    benedetta14
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non saprei, benedetta. Considerando quanto è stato detto sinora ed in precedenti discussioni sulla TBS, parrebbe che il ruolo del terapeuta sia in realtà di grande attività, visto che è costantemente preso dallo scopo di "far cambiare percezione della realtà" al paziente. Evidentemente non viene considerato che se il paziente si è costruito un determinato modo di stare al mondo ne ha fortemente bisogno, per quanto sia fonte di dolore, e non sarà facendogli notare con suggestione, strategia e tutto l'armamentario di cui si è detto (che sia proprio di uno o dell'altro orientamento), che si produrrà un processo di cambiamento. Proprio perchè il paziente non viene messo nelle condizioni di suonare le corde dei propri bisogni (o, meglio, di fronteggiare la propria struttura). Ed è un bisogno che ha a che fare con aspetti emotivi legati alla coerenza (a livello conscio ed inconscio) con cui tutti noi ci percepiamo.

    Saluti
    Più che d'accordo con le tue obiezioni. La mia riflessione era scaturita dal fatto che osservatore ed osservato hanno la stessa natura, sono due esseri umani. Per cui se il paziente è visto come passivo, non può essere visto diversamente il terapeuta. Ciò su cui si fonda un tale tipo di intervento riguarda una conoscenza oggettiva che, a mio avviso fa a pugni con l'oggetto di studio, con tutte le perplessità che esprimi tu.
    Il ruolo del terapeuta mi appare attivo nell'ambito di un modello oggettivo di conoscenza dell'uomo, modello che assume la centralità dell'intervento rendendo così - almeno ai miei occhi - il terapeuta passivo.

  10. #85
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

    .(...) Evidentemente non viene considerato che se il paziente si è costruito un determinato modo di stare al mondo ne ha fortemente bisogno, per quanto sia fonte di dolore, e non sarà facendogli notare con suggestione, strategia e tutto l'armamentario di cui si è detto (che sia proprio di uno o dell'altro orientamento), che si produrrà un processo di cambiamento. (...)


    con tutto il rispetto la difficoltà di certi orientamenti ortodossi, come quelli psicodinamici, è quella di uscire dai propri schemi per comprendere come esistano altre vie che possono indurre ad un cambiamento. Questa obiezione ostinata evidenzia una certa arroganza grazie alla quale altri interventi vengono considerati palliativi. Concetti come "il bsogno di stare al mondo" sono costruzioni più filosofiche che apparteneti alle scienze psicologiche (quella scienza che tanto non è gradita proprio dagli psicoanalisti e gli umanisti, chissà perchè)

    Dal momento in cui alcuni modelli più moderni ottengono risultati davvero rapidi rispetto a modelli precedenti si costruisce un apparato teorico difensivo allo scopo di squalificarli con messaggi che suonano tanto come " certo i cambiamenti rapidi sono attaccati con la saliva". Ma quando mai! I modelli dovrebbero integrarsi ed accettare di inserire novità in grado di migliorare. Il filosofo della scienza Laudan afferma che le terie migliori sono quelle che , in un determinato periodo storico, risolvono meglio i problemi rispetto alle altre. Se ci si arrocca dietro le proprie concezioni teoriche ci si mette al di fuori della scienza e si intraprende un percorso esclusivamente ideologico.

    Io rispetto a sostengo i contribuiti della psicoanalisi ma essa non deve avere la pretesa di non necessitare di null'altro che sè stessa. Sarebbe come scoprire nuove mlecole farmacologiche più rapide ma negarle solo perchè si ritiene che quelle precedenti, essendo più lente, lascino meglio il segno. NON dubito che la psicoanalisi determini cambiamenti significativi, ma negare che gli stessi cambiamenti, grazie a modelli più diretti, non possano avvenire evidenzia un irrigidimento ideologico ed una scarsa conoscenza degli altri modell, appunto.
    Ultima modifica di simone11 : 13-12-2010 alle ore 12.04.55
    Simone

  11. #86
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    Salve, vorrei dare il mio contributo : io ho appena concluso il primo anno di specializzazione presso l'istituto di psicoterapia strategica breve di Roma Di Petruccelli e altri...e vi posso dire che ho imparato già in 1 anno tantissimo, ho trovato dei docenti eccezzionali e ho sperimentato tantissimo. La chiusura mentale non è di questa scuola ,poichè ho fatto lezioni riguardanti la psicodiagnostica,l'etnopsichiatria,la psicologia dello sviluppo, la pnl, il training autogeno, l'ipnosi e molto colloquio strategico, che utilizza la comunicazione per veicolare messaggi di possibilità e di cambiamento incredibili, attraverso la metafora, i racconti terapeutici , il doppio legame, usare il linguaggio del paziente e rielaborare i suoi concetti cercando di evidenziare eventuali contraddizioni utili, il come se, la sedia vuota etc..La cosa più utile sono le prescrizioni , ogni incontro finisce con un compito da assegnare...come la ricetta o la pillolina magica...la cosa importante è portare il proprio paziente pian piano a valutare possibili ulteriori visioni della vita e degli eventi...dopo di chè è una valanga...se c'è un minimo miglioramento questo si autorinforza e noi possiamo rinforzare in mille modi ad esempio ,al momento opportuno, prolungare l'intervallo tra gli incontri
    , inoltre cambiare il punto di vista su una cosa produce effetti su tutto il sistema rappresentativo della realtà...Questo approccio teorico nasce dall'idea che la mente riconosce due tipi di realta una di 1° tipo: oggettiva , una di 2° tipo: soggettiva....noi tutti percepiamo la realtà oggettiva in base alla nostra realtà soggettiva...e questa percezione soggettiva condiziona i nostri pensieri e quindi le nostre azioni e sensazioni e tutto ciò produce conseguenze nella realtà di primo tipo. Inoltre dalla cibernetica deriva la concezione che la mente è suddivisa in 2 parti una sinistra "Logica" deputata al pensiero concreto alla razionalità e una destra "Analogica"deputata all'arte al pensiero creativo,all'intuito e agli automatismi come ad esempio guidare...secondo i teorici strategici la malattia o il sintomo della stessa deriva da un errore di codifica di un messaggio e di una emozione negativa legata allo stesso(nella sezione Analogica) che di seguito può intaccare vari aspetti della vita e delle emozioni...ciò che si propone di fare la tbs è una ristrutturazione emotiva andando a smuovere a minare il pensiero attraverso la crescita nell'altro del dubbio e dell' idea di pensieri alternativi , di soluzioni alternative, e inviando attraverso una comunicazione suggestiva correzioni emotive alla nostra mente Analogica...questo approccio lascia al terapeuta la cretività del metodo da scegliere più appropriato per il caso che ha dinanzi e una volta compreso il meccanismo ti offre la capacità di creare il metodo seguendo la logica del suo utilizzo....come ogni approccio ritengo che sia giusto che ti vesta come un abito...deve in qualche modo essere simile al tuo modo di pensare e di percepire il mondo...le tue verità...c'è bisogno di essere...non tanto di giocare a fare. Per quanto riguarda la bibliografia c'è tantissimo materiale cominciando sempre Da Milton Erickson, Watzlawick e quelli di Palo Alto, Nardone , Bandler (PNL) e tantissimi ...leggere leggere leggere fare fare fare...spero di essere stata utile...
    Una piccola precisazione: "le conoscenze attuali effettuate con strumenti diagnostici di precisione, ci dicono che la differenziazione, tra emisfero destro (analogico/inconscio/emotivo), ed emisfero sinistro (logico/formale), sarebbero alquanto vecchie e superate, dai un'occhiata a questo link.
    http://www.piuchepuoi.it/inconscio-e...misferica.html

  12. #87
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    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Più che d'accordo con le tue obiezioni. La mia riflessione era scaturita dal fatto che osservatore ed osservato hanno la stessa natura, sono due esseri umani. Per cui se il paziente è visto come passivo, non può essere visto diversamente il terapeuta. Ciò su cui si fonda un tale tipo di intervento riguarda una conoscenza oggettiva che, a mio avviso fa a pugni con l'oggetto di studio, con tutte le perplessità che esprimi tu.
    Il ruolo del terapeuta mi appare attivo nell'ambito di un modello oggettivo di conoscenza dell'uomo, modello che assume la centralità dell'intervento rendendo così - almeno ai miei occhi - il terapeuta passivo.
    Non mi è chiaro sotto quale aspetto il terapeuta sarebbe passivo, puoi spiegare meglio? Per il resto credo siamo d'accordo, rifarsi al costruttivismo e porsi l'obbiettivo di ristrutturare la percezione appare come una marchiana contraddizione.

    Saluti
    gieko

  13. #88
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    Citazione Originalmente inviato da simunafo Visualizza messaggio
    con tutto il rispetto la difficoltà di certi orientamenti ortodossi, come quelli psicodinamici, è quella di uscire dai propri schemi per comprendere come esistano altre vie che possono indurre ad un cambiamento. Questa obiezione ostinata evidenzia una certa arroganza grazie alla quale altri interventi vengono considerati palliativi. Concetti come "il bsogno di stare al mondo" sono costruzioni più filosofiche che apparteneti alle scienze psicologiche (quella scienza che tanto non è gradita proprio dagli psicoanalisti e gli umanisti, chissà perchè)
    Forse non ti passa per la mente che più che arroganza, si tratta di proporre un punto di vista scomodo ed alquanto fastidioso, ovvero il vertice dell'inconscio. Per il resto spero che ti renda conto che quanto sostieni può essere tranquillamente controbattuto, a maggior ragione se fai tanto lo scientista ma poi sostieni che sia importante solo il risultato clinico. Un illuminante esempio di metodo scientifico, direi.
    Per inciso: la psicoanalisi si confronta con la scienza dalla sua nascita, impegnandosi nel difficile compito essere una disciplina che si occupa di qualcosa che non è per definizione nè misurabile nè visibile, ma che si manifesta solo indirettamente. Tutta l'allergia alla scienza che descrivi non ce la vedo proprio, piuttosto c'è un dialogo difficile con posizioni che sono intransigentemente oggettiviste.
    E per concludere, non ho parlato di "bisogno di stare al mondo", bensì di modi di stare al mondo, ovvero di costruire la propria realtà, come forse diresti tu. Niente di così filosofico, mi pare...

    Citazione Originalmente inviato da simunafo Visualizza messaggio
    Dal momento in cui alcuni modelli più moderni ottengono risultati davvero rapidi rispetto a modelli precedenti si costruisce un apparato teorico difensivo allo scopo di squalificarli con messaggi che suonano tanto come " certo i cambiamenti rapidi sono attaccati con la saliva". Ma quando mai! I modelli dovrebbero integrarsi ed accettare di inserire novità in grado di migliorare. Il filosofo della scienza Laudan afferma che le terie migliori sono quelle che , in un determinato periodo storico, risolvono meglio i problemi rispetto alle altre. Se ci si arrocca dietro le proprie concezioni teoriche ci si mette al di fuori della scienza e si intraprende un percorso esclusivamente ideologico.

    Io rispetto a sostengo i contribuiti della psicoanalisi ma essa non deve avere la pretesa di non necessitare di null'altro che sè stessa. Sarebbe come scoprire nuove mlecole farmacologiche più rapide ma negarle solo perchè si ritiene che quelle precedenti, essendo più lente, lascino meglio il segno. NON dubito che la psicoanalisi determini cambiamenti significativi, ma negare che gli stessi cambiamenti, grazie a modelli più diretti, non possano avvenire evidenzia un irrigidimento ideologico ed una scarsa conoscenza degli altri modell, appunto.
    Il fatto è che non stiamo parlando di automobili o farmaci, dove c'è uno sviluppo tecnologico che consente di fare le medesime cose od ottenere effetti anche migliori. Stiamo parlando di impostazioni di lavoro radicalmente differenti che producono effetti differenti, a meno che tu non creda che ciò che si ottiene con 10 sedute di terapia comportamentale sia equiparabile a 10 anni di analisi a 4 sedute alla settimana. E che di conseguenza dichiari esplicitamente che gli psicoanalisti non hanno alcuna ragione clinica per continuare ad utilizzare il proprio metodo. Asserzioni che sfido ad argomentare...
    Per quanto mi riguarda, non ho nulla contro approcci che si muovano verso altre direttrici di cura, con la chiarezza e l'onestà intellettuale di sostenere le proprie posizioni e valutarne i limiti. Trovo molto confusivo ed inesatto pensare che tutti ottengano lo stesso risultato (ma ci sono alcuni più svegli che lo fanno velocemente).

    Saluti
    gieko

  14. #89
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    gieko da quando hai cominciato questa discussione non hai fatto altro che fare affermazioni sui limiti di un approccio (quello CC e strateg) evidenziando come, secondo il tuo modo di vedere, il cambimenti strutturali siano pssibili sono con approcci a lungo termine e non sintomatici. Quindi stai facendo una battaglia che si basa su presupposti fallaci (perchè non esistono terapie solo sintomatiche e si è tentato più volte di spiegare il perchè ma sembra che tu faccia finta di nulla o non voglia comprendere)

    tuttavia è uno sforzo inutile quello di tentare di fondare la psicoanalisi su concetti concreti e/o scientifici poichè il suo intero apparato non è nè dimostrabile nè misurabile e perderesti di certo la sfida (magari in altra sede) . inoltre per rispondere alla tua affermazione :

    (..)a meno che tu non creda che ciò che si ottiene con 10 sedute di terapia comportamentale sia equiparabile a 10 anni di analisi a 4 sedute alla settimana (..)

    be ti direi che una terapia di 10 anni per 4 volte a settimana sarebbe davvero degenerativa , inefficiente con dei rapporti costi benefici intollerabili!

    Si hai inteso bene anche la psicoterapia, come la medicina e la tecnologica , deve evolversi ed ottenere con meno ciò che in genere si ottiene di più. Magari per un conservatore è inconcepibile ma non lo sarebbe certo per l'utente/paziente. Oggi ci sono modelli che ci riescono e questi, probabilmente per alcuni, diventano argomenti davvero scomodi altro che l'inconscio!
    Simone

  15. #90
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    Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com

    Comunque, la differenza tra lo psy TBS e il mio terapeuta dinamico è stata questa: il primo ha detto che la psicoanalisi era una iattura da debellare, l'altro ha analizzato il mio comportamento con lo psy della Tbs, facendo emergere quello che ero stata.))

    Forse è stato scorretto da parte mia metterli in competizione?
    Ai posteri l'ardua sentenza.
    Ultima modifica di complicata : 13-12-2010 alle ore 15.22.58

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