allora,
premetto che non conosco bene il trattamento psicodinamico dell'autismo, però leggendo alcuni post mi preme fare una riflessione.
Negli approcci psicodinamici è molto importante la relazione madre-bambino. Non la madre in sè, ma la relazione tra la madre e il bambino. Questo, an che se non si è specialistic, appare evidente se pensiamo che la figura materna è la prima figura con la quale il bambino interagisce (oggi sappiamo che il bambino intergisce con la madre già quando è nel ventre materno, tanto che esste la "psicologia" prenatale). La madre è la prima figura che si relaziona col bambino, che gli dà fdisicamente da mangiare, che per prima gli dà affetto. Quindi che la madre sia importante per lo sviluppo del bambino è fuori discussione, mi pare, siamo d'accordo su questo?
Ora, correggetemi se sbagio, negli anni 60-70, in America, i clinici si accorsero che quando i pazienti schizofrenici ricoverati in strutture ricevevano la visita dei loro familiari, essi peggioravano, mentre quando i genitori se ne andavano miglioavano. Questo ha dato vita all'idea che in qualche modo la relazione con i genitori e con la madre avesse a che fare con la patologia. E su questo si basano molti aspetti della teoria e della terapia sistemico-relazionale (il "doppio legame" di Bateson). Non è una scuola psicodinamica, però mette l'accento sull'importanza della relazione con gli altri, dunque anche con la madre.
Questo ha dato vita a una serie di pregiudizi, cioè la gente comune tende a semplificare questi concetto dicendo "è colpa della madre", ma la psicologia non parla mai di colpa, semmai di dinamiche patologiche, di relazioni circolari, causalità circolare, ecc...
Anche negli approcci psicodinamici, non è importante tanto la madre, quanto la relazione che si viene a creare tra la madre e il bambino, cioè come il bambino "vede" la madre. Potremmo dire che se il bambino ha un disturbo (senza specificare di che natura) che gli fa percepire il mondo in un certo modo, è questo che è importante, come esso percepisce il mondo, non tanto come il mondo è.
Zapella personalmente non lo conosco, non l'ho mai sentito nominare, ma ammetto di essere ignorante riguardo al trattamento dinamico dell'autismo. Comunque come dice Ziogarganella è bene restare sempre all'interno di discussioni scientifiche peché se diamo retta ai rancori personali non andiamo da nessuna parte. Fra l'altro SPESSO ciò che riguarda la psicologia dinamica viene attaccato da chi non sa nulla a riguardo o peggio legge qualcosa da internet, perché spesso nella psicologia psicodinamica vengono usati dei termini "comuni" che però hanno un significato specifico e ben preciso (ignorato dai più) e deve essere tutto ricondotto all'interno di un discorso epistemologico che, ovviamente, l'uomo della strada non sa. Da qui nascono le incomprensioni.
Come ho detto prima, di solito per l'autismo si usa molto la musicoterapia/arteterapia, che si basa molto su Winnicott. Certo non è una "cura", anche perché non esistono "cure" per l'autismo. Si può, da quel che mi risulta, solo cercare di "armonizzare" il bambino con il mondo che lo circonda e in questo l'approccio dinamico è utile. Così come è utile anche l'approccio cognitvo (il metodo ABA).







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