Che i protocolli o tecniche si possano evolvere nell'ambito (coerenza) di un certo impianto teorico credo che sia auspicabile oltre ad essere del tutto naturale. Diversamente si procederebbe per tentativi casuali da porre al vaglio delle verifiche empiriche. Il che sarebbe anche rispondente ad un certo impianto teorico, ma almeno ci sarebbe la chiarezza e l'onestà intellettuale di sapere che cosa si sta facendo ("vado a caso")
Se ad un certo punto il terapeuta si accorge che una certa tecnica non produce risultati, sulla base di cosa prova a sperimentare una nuova tecnica che poi verrà empiricamente e sistematicamente verificata nell'ambito di una ricerca? Ecco, quel "cosa", forse non è chiaro, risponde comunque ad una teoria o , se preferite, ad una certa considerazione dell'uomo.
Quindi non è corretto, a mio avviso, asserire che non c'è una certa teoria alla base della TBS. Ne è conferma l'intervento di roen che, chissà perché, è passato sotto silenzio e che esprime in modo abbastanza chiaro da cosa la TBS fa derivare le sue tecniche.
2° punto dell'o.d.g.Cercherò di spiegare con parole semplici. Siccome non tutti gli eventi vengono controllati da un terapeuta (sigh! dura ammetterlo), l'evento: "mi rivolgo ad una terapia TBS" non è posto al controllo della terapia stessa. Quindi c'è comunque una selezione a monte che fa preferire altri interventi rispetto a quelli strategici. Per questo i risultati di efficacia o di efficienza risultano parziali perché vengono verificati solo su una parte di portatori di sintomo. Questa, naturalmente, è una riflessione che riguarda tutti i tipi di indagine di efficacia di tutti gli orientamenti. Non si possono paragonare, perché non si può asserire che i pazienti che scelgono la TCC avrebbero potuto rivolgersi alla TBS: le valutazioni personali sulla sorta del tipo di intervento per preferire l'una all'altra non sono oggettivabili e ciò rende invalido ogni tipo di comparazione. Non si può dire che un tipo di psicoterapia è più efficace per certi sintomi, perché, pur ammettendo che si faccia lo stesso tipo di intervento, è impossibile far sperimentare la stessa esperienza di sintomatologia dello stesso soggetto con terapie diverse.
Inoltre, ciò che scrive massimomassimo, ovvero "Nella TBS credo che il modello si avvicini alla figura di un terapeuta intuitivo che stupisce tramite comunicazioni suggestive e manipola la persona inducendola a fare cose che prima non poteva fare, che costituivano un problema", presuppone già che ci sia una selezione naturale in chi si rivolge a tale terapia tra pazienti suggestionabili che portano a termine il percorso e pazienti non suggestionabili che non la prendono neanche in considerazione oppure la abbandonano prima della fine. A meno che non si pensi che tramite la comunicazione suggestiva si possa manipolare qualsiasi tipo di persona.....
Quanto al marketing si potrebbe discutere all'infinito. Per superare di un minimo la semplicistica replica mi basta dirti che in un'azienda, una campagna aggressiva rischia di creare un'aspettativa diversa dalle caratteristiche del prodotto e di coprirne invece i reali pregi finendo per compromettere il proprio vantaggio competitivo, oppure di inflazionare l'immagine aziendale con rapidi ritorni negativi. E' una fase molto delicata della vita aziendale nella quale occorre elasticità ed un'ampia visione economico-aziendale che vada oltre il solo marketing oriented.
L'esperienza di complicata con la TBS può tornarci utile per comprendere ciò. Ritengo che l'interruzione dopo due sedute non debba essere considerata come un caso di terapia non riuscita perché l'intervento non è stato concluso e non ha portato a dei risultati che potevano essere valutati in senso positivo o negativo. Quel che è successo invece ci parla di quel che succede quando si crea un'aspettativa maggiore rispetto a ciò che si può offrire. Molto probabilmente complicata (non se ne voglia se la prendo ad esempio sul quale può controbattere) si è rivolta alla TBS del tutto inconsapevole del tipo di intervento che si sarebbe trovata ad effettuare, attratta dalla possibilità di risolvere il suo problema perché era ciò che le era stato comunicato che la TBS potesse fare. Complicata aveva l'aspettativa di risolvere, ma qualcosa non ha corrisposto a quello che lei si aspettava di ricevere. E molto probabilmente è proprio questo che l'ha portata ad informarsi qui sul forum riguardo al tipo di terapia che poi ha scelto e che sta facendo. Forse la psicoanalisi, per lei, ha generato aspettative che corrispondono a quello che lei sente di stare facendo.
Tutto ciò mi porta inevitabilmente a trovarmi d'accordo con l'importante intervento di gieko:








Cercherò di spiegare con parole semplici. Siccome non tutti gli eventi vengono controllati da un terapeuta (sigh! dura ammetterlo), l'evento: "mi rivolgo ad una terapia TBS" non è posto al controllo della terapia stessa. Quindi c'è comunque una selezione a monte che fa preferire altri interventi rispetto a quelli strategici. Per questo i risultati di efficacia o di efficienza risultano parziali perché vengono verificati solo su una parte di portatori di sintomo. Questa, naturalmente, è una riflessione che riguarda tutti i tipi di indagine di efficacia di tutti gli orientamenti. Non si possono paragonare, perché non si può asserire che i pazienti che scelgono la TCC avrebbero potuto rivolgersi alla TBS: le valutazioni personali sulla sorta del tipo di intervento per preferire l'una all'altra non sono oggettivabili e ciò rende invalido ogni tipo di comparazione. Non si può dire che un tipo di psicoterapia è più efficace per certi sintomi, perché, pur ammettendo che si faccia lo stesso tipo di intervento, è impossibile far sperimentare la stessa esperienza di sintomatologia dello stesso soggetto con terapie diverse.
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Simone
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