Ciao a tutti, provo a inserirmi nella discussione anche se è una discussione da 16 pagine e non è facile

Il mio parere sta nel fatto che vi muovete da epistemologie molto differenti e questo porta ad ovvi dibattiti, e che ci sia una tendenza alla generalizzazione dell'approccio. Personalmente apprezzo il lavoro della TBS, e ritengo che il problema non sta nel fatto che si faccia persuasione o meno, ma ritengo che l'importante sia la direzione verso cui si fa persuasione. Se con la persuasione convinco qualcuno a smettere di fumare non sto facendo niente di male. Poi magari è la parola "inganno" o "persuasione" che spaventa ma grosso modo lo facciamo tutti, ognuno influenza in qualche modo l'altro, anche chi esplicitamente non dice di persuadere.
Se può essere utile all'autore del thread io personalmente sto seguendo un corso del CTS e per ora (prime 6 lezioni) sono molto soddisfatto, ci sono formatori di qualità ed è una scuola molto improntata alla pratica e alla supervisione. Sto acquisendo capacità che solo con libri o lezioni teoriche non sarei mai riuscito ad ottenere.
Ritengo che facendo TBS si acquisisca, per la terapia, un metodo molto efficace nel trattamento di alcuni disturbi, molto meno per altri. Tuttavia con un approccio TBS ci si può applicare efficacemente anche in azienda...e non è male come cosa.
La TCC la conosco poco.
Ritornando al dibattito io credo che i due approcci che la discussione, se ho ben capito, sta seguendo facciano riferimento a due modi diversi di vedere le scienze umane. Realismo e antirealismo, e ognuna delle controparti ha ragione...nella sua epistemologia.
L'approccio TBS mi è abbastanza chiaro, volevo chiedere in particolare a
gieko, qual è il suo punto di vista, su cosa basa la sua valutazione di efficacia di un intervento, perché non mi è del tutto chiara
Scusatemi la domanda forse banale ma non sono esperto dell'argomento, studio psicologia del lavoro