
Originalmente inviato da
luigi '84
Le strategie 'persuasive' sono in massimo grado soppressive. La suggestione non dà modo di dispiegare la domanda che il sintomo sottende: non è un caso che anche in psicoanalisi si hanno effetti sintomatici rapidi in poche sedute...il punto è che quella domanda è ineludibilmente intrecciata alla biografia del soggetto, sempre se ancora riusciamo a concepire qualcosa come un 'soggetto'. Senza un minimo di suggestione non c'è transfert,è vero,ma lo psicoanalista si propone infine di sciogliere, per quel che si può, anche questa condizione di dipendenza immaginaria permettendo all'individuo di accedere a tutta la conoscenza necessaria rispetto alla propria questione. Questa conoscenza segna una utilizzabilità diversa del sintomo,che, non più sentito come stigma,diventa inutile nelle sue modalità sofferenti. Il sintomo (non concepito nell'accezione psichiatrica come fanno le altre terapie) ,in psicoanalisi,è la vera forza propulsiva. Anzi,si potrebbe dire,che senza sintomo è la morte. Anche gieko l'ha espresso chiaramente: il sintomo ha una sua ragione di essere che rende necessaria la domanda ''perchè''...è curioso che,almeno in questo punto,la psicoanalisi adotti un'ottica più medica rispetto alle altre terapie;in medicina in effetti non sembra essere così scabroso, come nelle psicoterapie strategiche, chiedere il 'perche' di un sintomo.
Saluti,
Luigi