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  1. #871
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    ok ma il caso CLINICO si chiama cosi anche per l indirizzo di sviluppo!!!!!!!!!!! perche È sempre e comunque un caso clinico a priscindere dall indirizzo credo.........oioi mi vengono i dubbi anche su questo ora, haha.
    si facci sapere cosa dicono del caso, anche se forse è meglio non saperlo, visto che è di sviluppo È nmeglio lasciare perdere e non confondersi le idee no? sarà utile a SILVIA visto che lei È di sviluppo!!!!!!

  2. #872
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    per quello che ne sò in questo momento per me è ok come spiegazione all'approccio sistemico relazionale.........ma devo approfondire......
    ok appena ti fai una scaletta per i vari trattamenti fammi sapere cosa scarti e cosi aggiungi ok???

  3. #873
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    DISCUSSIONE SUL CASO: vi scrivo ciò che c'è scritto su queste fotocopie.

    Il motivo della valutazione urgente è la recente perdita di peso di Tim. Ha perduto 9 kg nell'ultimo anno , periodo nel quale ci si può aspettare che un ragazzo di quell'età aumenti di circa lo stesso peso. Questo significa che in realtà è 18 kg al di sotto del peso previsto per la sua età. Sebbene l'anoressia nervosa sia insolita nel sesso maschile ed in un soggetto così giovane, il rifiuto di Tim a mantenere un peso normale suggerisce questa diagnosi. Tim ha anche altre manifestazioni caratteristiche del disturbo: paura di acquistare peso, sentirsi grasso anche quando è oggettivamente sottopeso.

    Sebbene non rappresenti il sintomo principale, la preoccupazione di Tim per i vari pensieri ricorrenti relativi alla sporcizia gli causa considerevole disagio. Inoltre, deve controllare se sta facendo le cose nel modo in cui dovrebbero essere fatte, e tali attività apparentemente interferiscono con il suo funzionamento normale (si deve alzare diverse ore prima di andare a scuola per essere pronto). Sebbene non sembri vivere questi pensieri ricorrenti e gesti ripetitivi come inadeguati è ragionevole presumere che i pensieri si intromettano nella sua coscienza e vadano al di là della sua capacità di controllo, e che i suoi lunghi preparativi siano la risposta a questi pensieri. Perciò, rappresentano vere ossessioni e compulsioni. Poichè il contenuto di queste ossessioni e complusioni non è correlato al disturbo alimentare di Tim, viene fatta una diagnosi aggiuntiva di Disturbo Ossessivo compulsivo, elencato per secondo poichè il polo iniziale di attenzione è il problema alimentare.

    E' presente l'evitamento fobico (il paziente non vuole visitare le case degli amici perchè potrebbero essere sporche), ma la diagnosi specifica di Fobia Sociale non viene posta perchè l'evitamento fobico è una manifestazione comunemente associata al Disturbo Ossessivo-Compuilsivo.

    BASTA NON DICE ALTRO.........CHE NE PENSATE?????????
    kegi

  4. #874
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    ok ma il caso CLINICO si chiama cosi anche per l indirizzo di sviluppo!!!!!!!!!!! perche È sempre e comunque un caso clinico a priscindere dall indirizzo credo.........oioi mi vengono i dubbi anche su questo ora, haha.
    si facci sapere cosa dicono del caso, anche se forse è meglio non saperlo, visto che è di sviluppo È nmeglio lasciare perdere e non confondersi le idee no? sarà utile a SILVIA visto che lei È di sviluppo!!!!!!
    Sono andata su sito della facoltà alle tracce precedenti.........li c'è scritto :
    vecchio ordinamento

    indirizzo clinico e c'è il caso
    indirizzo lavoro
    indirizzo evolutivo
    indirizzo sperimentale

    ora comunque anch'io credo sia di sviluppo..............di sicuro questi fogli hanno girato un pò prima di capitare anche a me e qualcuno si sarà sbagliato.......

    comunque..........FACENDO FINTA CHE TIM SIA UN 20ENNE va bene secondo te come ho risolto il caso? test che ne pensi? ne aggiungeresti altri o basta uno?
    e questa diagnosi differenziale?????????? va bene o non è quella che ho scritto?
    Guarda Ale sarà la stanchezza o la paura di non farcela ma mi rendo conto di non esserci ancora entrata per nulla!!!!!!!!!!!!

    vado a provare il caso di giugno poi magari ve lo scrivo qui , tanto ora non ce la faccio a studiare e comunque anche sviluppando il caso mi è utile come ripasso.......
    kegi

  5. #875
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    DISCUSSIONE SUL CASO: vi scrivo ciò che c'è scritto su queste fotocopie.

    Il motivo della valutazione urgente è la recente perdita di peso di Tim. Ha perduto 9 kg nell'ultimo anno , periodo nel quale ci si può aspettare che un ragazzo di quell'età aumenti di circa lo stesso peso. Questo significa che in realtà è 18 kg al di sotto del peso previsto per la sua età. Sebbene l'anoressia nervosa sia insolita nel sesso maschile ed in un soggetto così giovane, il rifiuto di Tim a mantenere un peso normale suggerisce questa diagnosi. Tim ha anche altre manifestazioni caratteristiche del disturbo: paura di acquistare peso, sentirsi grasso anche quando è oggettivamente sottopeso.

    Sebbene non rappresenti il sintomo principale, la preoccupazione di Tim per i vari pensieri ricorrenti relativi alla sporcizia gli causa considerevole disagio. Inoltre, deve controllare se sta facendo le cose nel modo in cui dovrebbero essere fatte, e tali attività apparentemente interferiscono con il suo funzionamento normale (si deve alzare diverse ore prima di andare a scuola per essere pronto). Sebbene non sembri vivere questi pensieri ricorrenti e gesti ripetitivi come inadeguati è ragionevole presumere che i pensieri si intromettano nella sua coscienza e vadano al di là della sua capacità di controllo, e che i suoi lunghi preparativi siano la risposta a questi pensieri. Perciò, rappresentano vere ossessioni e compulsioni. Poichè il contenuto di queste ossessioni e complusioni non è correlato al disturbo alimentare di Tim, viene fatta una diagnosi aggiuntiva di Disturbo Ossessivo compulsivo, elencato per secondo poichè il polo iniziale di attenzione è il problema alimentare.

    E' presente l'evitamento fobico (il paziente non vuole visitare le case degli amici perchè potrebbero essere sporche), ma la diagnosi specifica di Fobia Sociale non viene posta perchè l'evitamento fobico è una manifestazione comunemente associata al Disturbo Ossessivo-Compuilsivo.

    BASTA NON DICE ALTRO.........CHE NE PENSATE?????????
    si la discussione ovviamente va bene... ma È un po riduttiva, nel senso che non di ce nulla sull analisi della domanda, sulle eventuali aree da approfondire, sui test da utilizzare, e anche la parte sui sintomi è molto breve, e manca il trattamento.

    comunque è tutto giusto quello che ce scritto qui...ovviamente in sede d esame andrebbero approfonditi tutti li aspetti che ti ho detto ora, almeno io seguo la scaletta mia che dice questo.

    ora vado a rileggere come hai svolto il caso poi ti dico

  6. #876
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    RAGAZZE ho trovato un caso e ho provato a risolverlo.........ve lo scrivo.......non chiede nulla però descrive solo il caso......vi scrivo anche quello che ho buttato giù........TENETE CONTO CHE è IL PRIMO QUINDI CI SARANNO UNA MAREA DI ERRORI....... magari rispondete alle domande e provate a farlo anche voi.........

    Il magro Tim
    All'età di 8 anni Tim viene visitato su richiesta di un pediatra a causa di una grave perdita di peso verificatasi nel corso dell'anno precedente, per la quale il pediatra non aveva riscontrato cause internistiche. Tim è estremamente preoccupato del suo peso e lo controlla quotidianamente. Si lamenta di essere troppo grasso, e se non perde peso, riduce l'assunzione di cibo. Ha perso 9 kg l'anno precedente ed ancora si sente troppo grasso , sebbene sia chiaro che è sottopeso. Alla disperazione, i suoi genitori hanno eliminato la bilancia dalla casa; come risultato, Tim sta tenendo nota delle calorie che mangia quotidianamente. Passa molto tempo in questa attività, controllando e ricontrollando di non aver sbagliato i conti.

    In aggiunta, Tim viene descritto come ossessionato dalla pulizia e dall'ordine. Attualmente non ha amici perchè rifiuta di andare a trovarli, avendo la sensazione che le loro case siano "sporche"; sobbalza quando un altro bambino lo tocca. Controlla sempre se fa le cose nel modo in cui "dovrebbero" essere fatte e questo lo rende molto agitato ed ansioso. Si alza almeno 2 ore prima di partire per la scuola per avere il tempo di prepararsi. Recentemente, si è alzato all'10 del mattino per prepararsi per la scuola.


    Io ho scritto così...........FATEMI SAPERE.........consigli e CRITICHE!

    Il caso clinico ci presenta Tim, età 8 anni. Il motivo del colloquio è una grave perdita di peso, per la quale non sono state riscontrate cause internistiche dal pediatra.
    Dai sintomi che presenta quali eccessiva preoccupazione per il suo peso che controlla quotidianamente e per le lamentele per la preoccupazione di essere troppo grasso nonostante sia in evidente sottopeso, si potrebbe3 ipotizzare facendo riferimento prevalentemente al manuale diagnostico e statistico del disturbi mentali quarta edizione test-revision che si tratti di anoressia nervosa. Inoltre dai successivi sintomi presentati quali ossessione per la pulizia e l'ordine, la sensazione che le case degli altri siano sporche, il controllo eccessivo che lo porta ad essere agitato e ansioso si potrebbe ipotizzare un Disturbo Ossessivo-Compulsivo, che viene elencato per secondo in quanto l'attenzione deve essere posta prima di tutto sul problema alimentare e soprattutto perchè il contenuto di queste ossessioni e compulsioni non è correlato al disturbo dell'alimentazione ( QUEST'ULTIMA FRASE L'HO SBIRCIATA DALLA DISCUSSIONE CHE è STATA FATTA SUL CASO E CHE DOPO VI POSTO)

    QUI COME SI FA LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE???????

    Dopo aver informato i genitori vista la minore età di Tim sarebbe opportuno attraverso altri colloqui raccogliere ulteriori informazioni sul rapporto fra Tim e la sua famiglia. La madre e il padre non vengono menzionati e non sappiamo se è figlio unico oppure se ha fratelli e qual è il suo rapporto con loro. Potrebbe quindi essere opportuno indagare sui rapporti familiari e sul sistema rilevando regole, stile educativo e tipo di comunicazione. Inoltre sarebbe opportuno approfondire anche il rapporto che Tim ha con i compagni di scuola e con gli amici, indagando sia le relazioni attuali che quelle precedenti.
    Per quanto riguarda la sintomatologia andrebbe approfondita la frequenza , da quanto tempo è presente e se ci sono stati fattori scatenanti, cioè circostanze che hanno portato all'insorgenza del sintomo riguardanti Tim o l'intera famiglia. Indagherei quindi eventuali indici di malessere psichico prima dell'esordio della patologia .
    Sempre attraverso il colloquio altrettanto importante sarebbe approfondire se Tim ha presentato oppure no condotte di eliminazione quali vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici, informazioni quest'ultime che non vengono menzionate nel primo colloquio ma che potrebbero essere presenti visto che tolta la bilancia da casa Tim si è dedicato alla conta giuornaliera delle calorie.
    Come specificato in precedenza, essendo il Disturbo di Anoressia il principale problema al quale prestare attenzione vista la grave perdita di peso mi avvarrei del seguente strumento diagnostico per indagare il disturbo dell'alimentazione :EATING DISORDERS INVENTORY (EDI)

    1) DOMANDA PARANOICA: VA BENE ANCHE PER I MINORI QUESTO TEST O è SOLO PER ADULTI?

    2) SCRITTO QUESTO TEST CHE FACCIO CHIUDO COSì???????? O NE DEVO CITARE + DI UNO?????????

    Qualora fosse confermata l'ipotesi principale si potrebbe orientare il paziente verso una terapia espressivo-supportiva , inviandolo ad uno psicoterapeuta, con l'obiettivo di rafforzare l'io e migliorare il contatto con la realtà, in quanto spesso vi è un'alterazione del proprio schema corporeo, infatti si tratta di pazienti con bassa autostima e debolezza dell'io. (RIPRESO DA ABC, SE CITATE LA COGNITIVO COMPORTAMENTALE MI DITE QUALI SONO GLI OBIETTIVI???).
    Sempre inviando il paziente ad uno psicoterapeuta sarebbe opportuna anche una psicoterapia familiare, con l'obiettivo di favorire lo svincolo e l'individuazione dei membri del sistema invischiato, promuovendo la circolarità di una comunicazione chiara e dunque favorire l'autostima e lo sviluppo del paziente dalla famiglia. (SEMPRE ABC)
    AZZARDO ANCHE QUESTA FRASE FATEMI SAPERE:
    Se si verificasse invece un rifiuto delle cure o gravi complicazioni cliniche sarebbe opportuno il ricovero ospedaliero, ovviamente compito questo che aspetta al medico curante.
    allora secondo me va bene, basta approfondire alcune cose (sempre secondo me e la mia ignoranza quindi prendilo con le pinze):
    mi soffermerei un attimino di piu sull analisi della domanda ovvero che È stato inviato dal pediatra, e quindi potrebbe non avere un atteggiamento collaborativo o mancare la motivazione intrinseca, o non riconoscere di avere un problema di natura psicologica (una della commissione è fissata con l analisi della domanda)
    poi va bene riprendere i dati del testo ed elencare i sintomi- BENE
    mi soffermerei un po di piu sulla parte dell ipotesi diagnostica, nel senso che secondo me va spiegato un po di piu perche uno arriva a fare la diagnosi di anoressia nervosa, e qui ci vorerebbe l elenco dei criteri diagnostici che riporta il dsm... se caso mai uno dei criteri non è soddisfatto e quindi non si È sicuri della diagnosi allora anche questo va nella parte successiva degli approfondimenti. idem vale per l ipotesi del DOC
    io ho deciso anche di mettere sempre e comunque la diagnosi differenziale, quindi nel caso dell anoressia si potrebbe fare la differenziale con la bulimia nervosa o disturbo alimentare incontrollato (almeno io ho deciso di metterla almeno ci scrivo qualcosina in piu)
    va benissimo la parte degli approfondimenti
    anche lo strumento (visto che facciamo finta che tim abbia 20 anni)
    personalmente avrei visto piu adeguato il trattamento familiare, nel senso che per me quello è proprio azzeccato per i disturbi alimentari, e anche nel tuo caso avendo fatto un bel po di approfondimento ulteriori sui rapporti inter ed extra familiare ci starebbe bene proseguire poi con quell approccio, no?

    ripeto: SEMPRE SECONDO LA MIA IGNORANZA......... voi che dite??????????
    Ultima modifica di alexsugar : 04-01-2011 alle ore 23.27.34

  7. #877
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    ragazze vado a letto!

    domani mi studio per benino i disturbi dell umore, cosi facciamo insieme una scaletta per quanto riguarda i test psciodiagnositici e possibili trattamenti....e cerchiamo di risolvere qualche caso ok?


    bacio e buona notte

  8. #878
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    ti rispondo in rosso all'interno della tua risposta, mi torna meglio per le domande.......

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    allora secondo me va bene, basta approfondire alcune cose (sempre secondo me e la mia ignoranza quindi prendilo con le pinze):
    Mi soffermerei un attimino di piu sull analisi della domanda ovvero che è stato inviato dal pediatra, e quindi potrebbe non avere un atteggiamento collaborativo o mancare la motivazione intrinseca, o non riconoscere di avere un problema di natura psicologica (una della commissione è fissata con l analisi della domanda)

    buono a sapersi !!!!!!!!! Grazie per l'info.........


    poi va bene riprendere i dati del testo ed elencare i sintomi- bene

    mi soffermerei un po di piu sulla parte dell ipotesi diagnostica, nel senso che secondo me va spiegato un po di piu perche uno arriva a fare la diagnosi di anoressia nervosa, e qui ci vorerebbe l elenco dei criteri diagnostici che riporta il dsm... Se caso mai uno dei criteri non è soddisfatto e quindi non si è sicuri della diagnosi allora anche questo va nella parte successiva degli approfondimenti. Idem vale per l ipotesi del doc

    a me hanno detto che non va mai scritto un elenco nel compito........te sei sicura di questo?

    io ho deciso anche di mettere sempre e comunque la diagnosi differenziale, quindi nel caso dell anoressia si potrebbe fare la differenziale con la bulimia nervosa o disturbo alimentare incontrollato (almeno io ho deciso di metterla almeno ci scrivo qualcosina in piu)

    ok perfetto.......mi potresti scrivere come la imposteresti? Cioè come formuli il discorso?

    va benissimo la parte degli approfondimenti
    anche lo strumento (visto che facciamo finta che tim abbia 20 anni) si facciamo finta che abbia 20 anni perchè mi sa che sennò è tutto sbagliato.....consideriamolo adulto!

    Personalmente avrei visto piu adeguato il trattamento familiare, nel senso che per me quello è proprio azzeccato per i disturbi alimentari, e anche nel tuo caso avendo fatto un bel po di approfondimento ulteriori sui rapporti inter ed extra familiare ci starebbe bene proseguire poi con quell approccio, no?

    si riguardando i trattamenti è giusto.......però ho visto che per i disturbi alimentari usano anche quello che ho usato io.....ti torna?

    ps: Ma più di un trattamento non si può scrivere? Se io volessi metterne due eventualmente ? è sbagliato?

    ripeto: Sempre secondo la mia ignoranza......... Voi che dite??????????
    io dico che sei bravissima..........complimenti e grazie!
    kegi

  9. #879
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    PER FAVORE qualcuno può postare un caso con la relativa spiegazione passo per passo come se fosse all'esame???????
    abbiate pazienza ma io sono nel caos e non ci capisco una mazza sennò..........ho bisogno di qualcuno che metta un caso risolto........PER FAVORE............
    kegi

  10. #880
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    sono quelle che ho messo alcuni post sopra...
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  11. #881
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    vi posto un caso che ho trovato qui su ops



    CASO - Psicologia Clinica e di Comunità – I Sessione 2006

    Alberto è un giovane di 21 anni; afferma di accusare da due anni:
    1) disturbi somatici di vario tipo, quali nausea e vomito, vertigini, palpitazioni cardiache; tale
    sintomatologia si presenta soprattutto prima di andare a scuola;
    2) sensazioni di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni di scuola e agli amici in generale.
    Questa doppia condizione disadattiva lo ha spinto a:
    a) aumentare sempre più le assenze da scuola (15 o 20 giorni consecutivi), come unico rimedio
    dei suoi malesseri;
    b) ridurre gli incontri con i suoi amici, fino all’isolamento totale.

    Da alcuni mesi accusa fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi di sonno, umore depresso, poca
    voglia di essere attivo. Inoltre afferma di avvertire sempre più il desiderio di legarsi alla madre e di chiederne
    la presenza quando è a casa, affermando di avere paura di impazzire o di morire se si trova solo.
    La madre, dal suo canto, ha sviluppato un atteggiamento di ipercontrollo e di vigilanza da quando il figlio sta
    male, mostrandosi preoccupata e ansiosa e incrementando lei stessa il proprio attaccamento nei confronti
    del figlio. Dell’ambiente familiare bisogna dire che:
    a) il padre è sempre stato un soggetto poco presente e scarsamente incisivo verso il figlio e la moglie.
    Portato a deresponsabilizzarsi, sembra non aver avuto mai voce in capitolo nella vita familiare;
    passivo e remissivo verso la moglie e gli altri, svolge una vita isolata e monotona, preferendo
    adeguarsi alle decisioni della moglie.
    b) La madre, di carattere ansioso e apprensivo, ha svolto un ruolo leader nella gestione della vita
    familiare. Tendenzialmente ipercontrollante e iperprotettiva, non ha mai sopportato atteggiamenti e
    desideri di autonomia e di individualismo, che il figlio (primo di due fratelli) cercava di affermare
    dall’età di 14 anni.

    Il candidato illustri:
    1) l’inquadramento diagnostico ritenuto più adeguato, giustificando diagnosi differenziale in
    base alla fenomenologia sintomatica ritenuta rilevante;
    2) gli strumenti clinici ritenuti utili per l’inquadramento del caso ed eventuali approfondimenti;
    3) la scelta di un particolare approccio od orientamento psicoterapeutico, cui indirizzare il
    paziente, motivando chiaramente tale invio in base a considerazioni ponderate.

    Stesura del caso clinico
    Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IV edizione Text-Revision (DSMIV).
    Alberto è un ragazzo di 21 anni che lamenta disturbi somatici quali nausea e vomito, palpitazioni cardiache e vertigini da circa due anni. Tale quadro si presenta prevalentemente prima di andare a scuola ed è accompagnato da sentimenti di inadeguatezza nei confronti dei propri compagni di classe. Ciò sembrerebbe aver portato A. a mettere in atto una condotta di evitamento sia nei confronti della scuola, con conseguenti assenze che si prolungano anche per 20 gg consecutivi, sia nei confronti della vita sociale, “non esce con gli amici”. Da alcuni mesi il ragazzo lamenta anche umore depresso, fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno e disinteresse “poca voglia d essere attivo”. Inoltre, ultimamente richiede frequentemente la presenza della madre per evitare di rimanere solo in casa in quanto ha paura di “impazzire” o “morire”.

    Dall’analisi del testo non emergono indicazioni nè riguardo il luogo dove si svolge il consulto (asl, privato, ospedale…) né l’invio: se è stato spontaneo, se è stato richiesto da altri specialisti o se spinto da famigliari o altre figure esterne. Riterrei dunque opportuno fare un’accurata analisi della domanda al fine di indagare le motivazione del ragazzo, il suo grado di consapevolezza e la disponibilità dello stesso a ripresentarsi per successivi colloqui e a sottoporsi ad un eventuale trattamento . Infine sarebbe utile chiarire come mai la richiesta di consulto viene effettuata proprio in questo momento a due anni dalla comparsa dei sintomi riferiti.
    Bisognerebbe accertare che il quadro sintomatologico presentato non sia giustificabile dall’effetto dell’utilizzo di sostanze (come droga, alcol, farmaci … ) o di una condizione medica generale.
    Seguendo il sistema classificatorio del DSM IV – Tr, alcuni dei sintomi dichiarati dal ragazzo ( nausea e vomito, palpitazioni cardiache, paura di impazzire o morire, umore depresso, fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno e disinteresse) ci potrebbero orientare verso due principali gruppi diagnostici sull’asse I: i Disturbi d’Ansia e Disturbi dell’Umore.

    Il ragazzo sembra avere un contatto con la realtà conservato tranne che per i momenti in cui si sente "impazzire" ma che potrebbero essere giustificati con la presenza di un quadro ansioso.
    Per quanto riguarda i disturbi d'ansia si potrebbero prendere in considerazione l'Attacco di panico con o senza agorafobia (il ragazzo non esce di casa ma anche quando è a casa non vuole restare da solo per paura di "morire" o "impazzire"); Fobia sociale (per i sentimenti d'inferiorità che prova nei confronti dei compagni e quindi una paura di essere giudicato). Secondo me non ci sono sufficienti indicazioni per poter fare una diagnosi certa, ma andrebbero indagati i vissuti che il ragazzo prova durante la comparsa dei sintomi e in quali altre situazioni compaiono. Inoltre sarebbe opportuno indagare a quali sintomi si accompagna la senzazione di "morire o impazzire".
    Per quanto riguarda i disturbi dell’umore sembrerebbero essere presenti i criteri per la diagnosi di un disturbo depressivo maggiore, tuttavia sarebbe opportuno indagare da quanti mesi la sintomatologia è presente e se è sempre la stessa oppure ci sono periodi in cui l'umore è diverso in modo da escludere un disturbo sul versante bipolare. Infatti non è chiaro come mai i periodi di assenza da scuola si protraggano anche per 20 gg consecutivi al termine dei quali il ragazzo presumibilmente rientra a scuola.

    Per quanto riguarda l'asse II si potrebbe pensare a un disturbo dipendente di personalità o a un disturbo evitante. A questo proposito sarebbe importante raccogliere informazioni sulla qualità dei rapporti sociali che ha/ha avuto e approfondire quella dei rapporti famigliari. Inoltre, sarebbe interessante specificare se il ragazzo ha terminato la scuola media superiore (che avrebbe dovuto terminare due anni prima all’età di 18-19 anni nel momento della comparsa dei sintomi). Sembrerebbe importante chiarire una eventuale correlazione tra le due cose visto che il diploma rappresenta una tappa di vita che implica delle scelte future e anche d'indipendenza.
    Inoltre bisognerebbe soffermarsi sugli eventuali vantaggi secondari della sintomatologia del ragazzo ovvero se ciò gli permette di mantenere un rapporto esclusivo con la madre dalla quale non riesce a separarsi.

    Dall'analisi del testo emerge che la madre ha un comportamento "iperprotettivo" e che "accetta male l'indipendenza del ragazzo" e che il padre risulta "poco presente" e "disinteressato". Inoltre si sa che è presente un fratello minore sul quale sarebbe opportuno raccogliere maggiori informazioni come il tipo di rapporto che ha con Alberto e con i genitori. Si dovrebbe approfondire il tema dell’ ansia della madre, se è mai stata fatta seguire da uno specialista e in che misura essa influisca nel rapporto con A.
    Sulla base di questi dati sarebbe opportuno proseguire con altri colloqui per poter approfondire i punti specificati e si potrebbe prendere in considerazione un intervento di tipo supportivo-espressivo di tipo cognitivo comportamentale. Dal punto di vista supportivo, vista la gravità del quadro d'ansia, potrebbe essere importante sostenere il ragazzo con tecniche di rilassamento per migliorare l'aspetto della sintomatologia ansiosa, facendo particolarmente attenzione alle situazioni che creano maggiori difficoltà.

    In un secondo momento sarebbe importante indagare sul perchè tale sintomatologia si sia presentata. A tal proposito, qualora la famiglia fosse disponibile, sarebbe molto importante un intervento di tipo sistemico-famigliare in modo da poter ridefinire i ruoli e sostituire le regole disfunzionali...
    Si potrebbe richiedere un consulto psichiatrico per un eventuale supporto farmacologico a sostegno del grave quadro ansioso manifestato dal ragazzo.
    In base all’inquadramento diagnostico effettuato, utilizzerei lo STAI per verificare il livello d'ansia di tratto e di stato. Interessante potrebbe essere analizzare l'ansia di stato nel momento della somministrazione del test in cui il soggetto è presumibilmente sottoposto a valutazione e quindi giudizio in modo da raccogliere dati per la diagnosi differenziale di fobia sociale.
    Somministrerei anche l'MMPI per meglio definire l'inquadramento diagnostico sia nell'ambito dell'asse I che in quello dell'asse II.
    Inoltre somministrerei anche un test proiettivo come il Rorschach per definire la struttura di personalità e il tipo di relazioni con i genitori
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  12. #882
    Partecipante Esperto L'avatar di silviagiugno
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Ciao!!!!
    scusate ma non riesco a rispondere citando..... io ancora sono molto indietro quindi nel caso che ha messo Kegi che mi sembra sia di sviluppo non mi butto perchè rischio di dire cavolate. Grazie Alex per la tua risposta!

    devo dirvi una cosa importante:

    quando chiedono il modello di riferimento si riferiscono ad esempio al modello bio-psico-sociale, o il modello diathesis-stress o il modello dello sviluppo ecologico di Bronfenbrenner. E' importante prepararsene uno da citare nel caso che anche questa volta lo chiedano e considerando che a giugno lo hanno chiesto e la commissione è la stessa è meglio non farsi trovare impreparate!!

    buono studio a tutte!

  13. #883
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    ti rispondo in rosso all'interno della tua risposta, mi torna meglio per le domande.......



    io dico che sei bravissima..........complimenti e grazie!
    allora io per elencare i sintomi non intendevo fare una lista della spesa, ma comunque vanno ripresi tutti i sintomi che il testo ti fornisce e fatta una scaletta da quelli piu importanti che sembrano caratterizzare principalmente il quadro clinico e sui quali tu fai l ipotesi diagnostica principale, ma bisogna riprendere anche quelli "secondari" perche potrebbero costituire una seconda ipotesi diagnostica oppure disturbo in comorbidità...............ok?

    per il trattamento penso tu debba specificare che hai utilizzato (nel primo momento) quello psicodinamico... ma io non ci capisco nulla di sta roba e non me la studio perche la odio, quindi penso uno possa mettere cio che vuole, ma io non la metterei perche non mi piace..............

    non so se si possono mettere due trattamenti distinti: NON LO SO ma credo non vadano messi proprio in parallelo due trattamenti con obiettivi ecc..... caso mai (ma sempre secondo la mia logica) uno propone il trattamento che secondo la letteratura è il piu indicato per quel caso clinico scrivendo obiettici ecc. poi magari puo specificare che potrebbe non essere quello piu azzeccato per quel caso (per esempio se la famiglia non è disponibile alla terapia familiare) ed allore si puo "deviare" su un altro tipo di trattamento come per esempio quello sistemico di gruppo...............
    io scriverei questo nel caso, ma non so!

  14. #884
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Citazione Originalmente inviato da silviagiugno Visualizza messaggio
    Ciao!!!!
    scusate ma non riesco a rispondere citando..... io ancora sono molto indietro quindi nel caso che ha messo Kegi che mi sembra sia di sviluppo non mi butto perchè rischio di dire cavolate. Grazie Alex per la tua risposta!

    devo dirvi una cosa importante:

    quando chiedono il modello di riferimento si riferiscono ad esempio al modello bio-psico-sociale, o il modello diathesis-stress o il modello dello sviluppo ecologico di Bronfenbrenner. E' importante prepararsene uno da citare nel caso che anche questa volta lo chiedano e considerando che a giugno lo hanno chiesto e la commissione è la stessa è meglio non farsi trovare impreparate!!

    buono studio a tutte!
    scusa non ho capito: QUANDO te lo chiedono sto modello??? cosa centra nel caso? io pensavo che modello teorico di riferimento fosse per la diagnosi, e quindi o dsm oppure criteri di kernberg, oppure no so.........????????????????????????????????

  15. #885
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    vi posto un caso che ho trovato qui su ops



    CASO - Psicologia Clinica e di Comunità – I Sessione 2006

    Alberto è un giovane di 21 anni; afferma di accusare da due anni:
    1) disturbi somatici di vario tipo, quali nausea e vomito, vertigini, palpitazioni cardiache; tale
    sintomatologia si presenta soprattutto prima di andare a scuola;
    2) sensazioni di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni di scuola e agli amici in generale.
    Questa doppia condizione disadattiva lo ha spinto a:
    a) aumentare sempre più le assenze da scuola (15 o 20 giorni consecutivi), come unico rimedio
    dei suoi malesseri;
    b) ridurre gli incontri con i suoi amici, fino all’isolamento totale.

    Da alcuni mesi accusa fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi di sonno, umore depresso, poca
    voglia di essere attivo. Inoltre afferma di avvertire sempre più il desiderio di legarsi alla madre e di chiederne
    la presenza quando è a casa, affermando di avere paura di impazzire o di morire se si trova solo.
    La madre, dal suo canto, ha sviluppato un atteggiamento di ipercontrollo e di vigilanza da quando il figlio sta
    male, mostrandosi preoccupata e ansiosa e incrementando lei stessa il proprio attaccamento nei confronti
    del figlio. Dell’ambiente familiare bisogna dire che:
    a) il padre è sempre stato un soggetto poco presente e scarsamente incisivo verso il figlio e la moglie.
    Portato a deresponsabilizzarsi, sembra non aver avuto mai voce in capitolo nella vita familiare;
    passivo e remissivo verso la moglie e gli altri, svolge una vita isolata e monotona, preferendo
    adeguarsi alle decisioni della moglie.
    b) La madre, di carattere ansioso e apprensivo, ha svolto un ruolo leader nella gestione della vita
    familiare. Tendenzialmente ipercontrollante e iperprotettiva, non ha mai sopportato atteggiamenti e
    desideri di autonomia e di individualismo, che il figlio (primo di due fratelli) cercava di affermare
    dall’età di 14 anni.

    Il candidato illustri:
    1) l’inquadramento diagnostico ritenuto più adeguato, giustificando diagnosi differenziale in
    base alla fenomenologia sintomatica ritenuta rilevante;
    2) gli strumenti clinici ritenuti utili per l’inquadramento del caso ed eventuali approfondimenti;
    3) la scelta di un particolare approccio od orientamento psicoterapeutico, cui indirizzare il
    paziente, motivando chiaramente tale invio in base a considerazioni ponderate.

    Stesura del caso clinico
    Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IV edizione Text-Revision (DSMIV).
    Alberto è un ragazzo di 21 anni che lamenta disturbi somatici quali nausea e vomito, palpitazioni cardiache e vertigini da circa due anni. Tale quadro si presenta prevalentemente prima di andare a scuola ed è accompagnato da sentimenti di inadeguatezza nei confronti dei propri compagni di classe. Ciò sembrerebbe aver portato A. a mettere in atto una condotta di evitamento sia nei confronti della scuola, con conseguenti assenze che si prolungano anche per 20 gg consecutivi, sia nei confronti della vita sociale, “non esce con gli amici”. Da alcuni mesi il ragazzo lamenta anche umore depresso, fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno e disinteresse “poca voglia d essere attivo”. Inoltre, ultimamente richiede frequentemente la presenza della madre per evitare di rimanere solo in casa in quanto ha paura di “impazzire” o “morire”.

    Dall’analisi del testo non emergono indicazioni nè riguardo il luogo dove si svolge il consulto (asl, privato, ospedale…) né l’invio: se è stato spontaneo, se è stato richiesto da altri specialisti o se spinto da famigliari o altre figure esterne. Riterrei dunque opportuno fare un’accurata analisi della domanda al fine di indagare le motivazione del ragazzo, il suo grado di consapevolezza e la disponibilità dello stesso a ripresentarsi per successivi colloqui e a sottoporsi ad un eventuale trattamento . Infine sarebbe utile chiarire come mai la richiesta di consulto viene effettuata proprio in questo momento a due anni dalla comparsa dei sintomi riferiti.
    Bisognerebbe accertare che il quadro sintomatologico presentato non sia giustificabile dall’effetto dell’utilizzo di sostanze (come droga, alcol, farmaci … ) o di una condizione medica generale.
    Seguendo il sistema classificatorio del DSM IV – Tr, alcuni dei sintomi dichiarati dal ragazzo ( nausea e vomito, palpitazioni cardiache, paura di impazzire o morire, umore depresso, fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno e disinteresse) ci potrebbero orientare verso due principali gruppi diagnostici sull’asse I: i Disturbi d’Ansia e Disturbi dell’Umore.

    Il ragazzo sembra avere un contatto con la realtà conservato tranne che per i momenti in cui si sente "impazzire" ma che potrebbero essere giustificati con la presenza di un quadro ansioso.
    Per quanto riguarda i disturbi d'ansia si potrebbero prendere in considerazione l'Attacco di panico con o senza agorafobia (il ragazzo non esce di casa ma anche quando è a casa non vuole restare da solo per paura di "morire" o "impazzire"); Fobia sociale (per i sentimenti d'inferiorità che prova nei confronti dei compagni e quindi una paura di essere giudicato). Secondo me non ci sono sufficienti indicazioni per poter fare una diagnosi certa, ma andrebbero indagati i vissuti che il ragazzo prova durante la comparsa dei sintomi e in quali altre situazioni compaiono. Inoltre sarebbe opportuno indagare a quali sintomi si accompagna la senzazione di "morire o impazzire".
    Per quanto riguarda i disturbi dell’umore sembrerebbero essere presenti i criteri per la diagnosi di un disturbo depressivo maggiore, tuttavia sarebbe opportuno indagare da quanti mesi la sintomatologia è presente e se è sempre la stessa oppure ci sono periodi in cui l'umore è diverso in modo da escludere un disturbo sul versante bipolare. Infatti non è chiaro come mai i periodi di assenza da scuola si protraggano anche per 20 gg consecutivi al termine dei quali il ragazzo presumibilmente rientra a scuola.

    Per quanto riguarda l'asse II si potrebbe pensare a un disturbo dipendente di personalità o a un disturbo evitante. A questo proposito sarebbe importante raccogliere informazioni sulla qualità dei rapporti sociali che ha/ha avuto e approfondire quella dei rapporti famigliari. Inoltre, sarebbe interessante specificare se il ragazzo ha terminato la scuola media superiore (che avrebbe dovuto terminare due anni prima all’età di 18-19 anni nel momento della comparsa dei sintomi). Sembrerebbe importante chiarire una eventuale correlazione tra le due cose visto che il diploma rappresenta una tappa di vita che implica delle scelte future e anche d'indipendenza.
    Inoltre bisognerebbe soffermarsi sugli eventuali vantaggi secondari della sintomatologia del ragazzo ovvero se ciò gli permette di mantenere un rapporto esclusivo con la madre dalla quale non riesce a separarsi.

    Dall'analisi del testo emerge che la madre ha un comportamento "iperprotettivo" e che "accetta male l'indipendenza del ragazzo" e che il padre risulta "poco presente" e "disinteressato". Inoltre si sa che è presente un fratello minore sul quale sarebbe opportuno raccogliere maggiori informazioni come il tipo di rapporto che ha con Alberto e con i genitori. Si dovrebbe approfondire il tema dell’ ansia della madre, se è mai stata fatta seguire da uno specialista e in che misura essa influisca nel rapporto con A.
    Sulla base di questi dati sarebbe opportuno proseguire con altri colloqui per poter approfondire i punti specificati e si potrebbe prendere in considerazione un intervento di tipo supportivo-espressivo di tipo cognitivo comportamentale. Dal punto di vista supportivo, vista la gravità del quadro d'ansia, potrebbe essere importante sostenere il ragazzo con tecniche di rilassamento per migliorare l'aspetto della sintomatologia ansiosa, facendo particolarmente attenzione alle situazioni che creano maggiori difficoltà.

    In un secondo momento sarebbe importante indagare sul perchè tale sintomatologia si sia presentata. A tal proposito, qualora la famiglia fosse disponibile, sarebbe molto importante un intervento di tipo sistemico-famigliare in modo da poter ridefinire i ruoli e sostituire le regole disfunzionali...
    Si potrebbe richiedere un consulto psichiatrico per un eventuale supporto farmacologico a sostegno del grave quadro ansioso manifestato dal ragazzo.
    In base all’inquadramento diagnostico effettuato, utilizzerei lo STAI per verificare il livello d'ansia di tratto e di stato. Interessante potrebbe essere analizzare l'ansia di stato nel momento della somministrazione del test in cui il soggetto è presumibilmente sottoposto a valutazione e quindi giudizio in modo da raccogliere dati per la diagnosi differenziale di fobia sociale.
    Somministrerei anche l'MMPI per meglio definire l'inquadramento diagnostico sia nell'ambito dell'asse I che in quello dell'asse II.
    Inoltre somministrerei anche un test proiettivo come il Rorschach per definire la struttura di personalità e il tipo di relazioni con i genitori
    ciaoooooooooo
    grazie mille per il caso, bravissima!!!

    per la diagnosi sono d accordo, solo che io mi sarei soffermata sui disturbi d ansia, perche i sdisturbi dell umore visto che i sintomi sono presenti probabilmente da meno di 6 mesi non soddisfanno i criteri per la depressione maggiore e poi non mi sembra che siano i sintomi principali del quadro clinico. io personalmente avrei detto che i sintomi depressivi sembrano molto strettamente legati e dipendenti al disturbo principale e quindi una volta risolto questo si presume che scomopaiono anche i sintomi depressivi........ (almeno ho visto n diversi casi che si scrive cosi) e quindi non vi è la necessità di una ulteriore diagnosi di disturbo dell umore (io avrei scritto questo inerente i sintomi depressivi) che dite?

    sui disturbi di personalitÀ mi trovate poco preparata purtroppo....ancora li devo fare e anche quelli li odio, ma vabbÈ....... comunque a quanto ho capito per diagnosticare un disturbo di personalità solitamente i sintomi hanno un esordio molto precoce, e visto che nel suo caso i sintomi sono presenti "solo" da due anni non so se si puo ipotizzare anche un disturbo di personalitÀ ???? come gia detto non ci capisco nulla ancora

    sono d accordo sulla diagnosi differenziale fra disturbo di panico con o senza agorafobia (anche se le condotte di evitamente sono talmente evidenti che si potrebbe ipotizzare "con"agorafobia) oppure la fobia sociale... anche se tutto indica la fobia una fobia specifica (della scuola) e che lui abbia sviluppato come conseguenza la tendenza all attacco di panico quando si trova in questi luoghi, per la non possibilitÀ di sfuggire, giusto?

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