ho cambiato idee, mi vado a studiare i disturbi d ansia per benino, almeno ci capisco un po di piu di questo caso sopra!!
ho cambiato idee, mi vado a studiare i disturbi d ansia per benino, almeno ci capisco un po di piu di questo caso sopra!!
appena ce la faccio vi scrivo i test che ho trovato per i disturbi!
cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)
allora: scaletta di test e trattamenti per i disturbi d ansia, aspetto vostre info sui testi perche io non ho niente
Disturbo di panico con e senza agorafobia:
fobia sociale:
fobia specifica:
DOC:
Disturbo post-traumatico da stress:
disturbo d ansia generalizzato:
quali TEST si fanno per questi??? per il trattamento io metterei quello congnitivo- comportamentale con gli obiettivi che vi ho messo sopra
vi metto un caso, cerchiamo di risolverlo ok?
X. è un consulente informatico di 30 anni, che su consiglio del medico curante si rivolge allo psicologo per meglio comprendere e possibilmente risolvere un disagio che sta limitando la sua vita personale e professionale. Da circa due mesi alcuni sintomi fisiologici come palpitazioni, iperidrosi, sensazione di soffocamento, senso di instabilità, vampate di calore, provocano una sensazione di intenso disagio e paura di morire, limitando le sue attivitÀ e gli spostamenti. In alcune occasioni l intensitÀ dei sintomi lo ha costretto a rivolgersi al pronto soccorso. Da allora, per i viaggi in auto chiede l accompagnamento di un collega o, se non è possibile, ricerca sempre nuovi motivi per mantenere di contatti telefonici durante i tragitti. Appena terminati gli studi ha voluto una sua indipendenza abitativa ed economica, con una vita sociale allargata e vivace. La madre, 48 anni vive con un nuovo compagno , l ennesimo della sua vita, e non dimostra grande interessamento per il figlio, sostenendo che ha sempre dovuto affrontare molte difficoltÀ e che non gode di buona salute. X È riuscito a conoscere suo padre solo da un anno, a seguito di intense e non facili ricerche, considerato il rifiuto di sua madre di avere alcun contatto con l uomo che l aveva abbandonanta durante la gravidanza. Il padre, 60 anni, sposato e senza altri figli, si era inizialmente dimostrato ben disposto verso un riconoscimento e un rapporto genitoriale. Da pochi mesi però, a seguito di un improvvisa e grave malattia, il padre ha interrotto i contatti. X ha costantemente cercato d ricostruire lamappa della sua vita e dei suoi legami parentali, ma frequentemente ha incontrato risposte fredde, se non chiusure e rifiuti. Di fronte alla vita afferma di sentirsi “come un viaggiatore seduto in panchina a fremare in attesa del treno che È in ritardo”. Il rapporto con le ragazze È sempre stato frenato dalla paura che la sua storia personale possa fargli rivivere ulteriori rifiuti e delusioni affettive. In questo periodo l ansia e la sua preoccupazione intensa per i sintomi sono la sua compagnia.
Il candidaro indich i i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di colloqui psicodiagnostici finalizzati all esame del caso desritto di seguito, proponendo eventualmente la somministrazione di specifici test, motivando il loro utilizzo, e formulando infine un ipotesi diagnostica.
Salve ragazze!!!
Probabilmente non servirà a chiarire le idee....ma vorrei comunque riportare qui le "Note esplicative per lo svolgimento degli Esami di Stato per Psicologi e Dottori in tecniche psicologiche" prese dal sito dell'Albo, inerenti lo svolgimento del caso clinico:
"Pare opportuno evidenziare, in questo ambito, che il caso, sia a livello individuale, di
gruppo o di organizzazione, necessita di una diagnosi psicologica, fatta con gli strumenti propri, e di una consapevolezza della complessità di tale diagnosi. A ciò deve seguire un processo di ipotesi relative all’indicazione di uno o più possibili interventi, con motivazioni relative all’appropriatezza di ciascun intervento e una discussione sulle evidenze scientifiche che sostengono tale indicazione. Può essere utile inserire ipotesi di valutazione dell’intero processo, al fine di renderlo rispondente alle necessità evidenziate.
Laddove la prova dovesse interessare un caso clinico, occorre sottolineare la necessità di evitare, nella stesura dell’elaborato, commistioni o confusioni fra lo psicologo e lo psicoterapeuta, che portino, per esempio, il candidato a suggerire specifiche tecniche di trattamento psicoterapeutico che esulano dalle competenze proprie di uno psicologo; si raccomanda quindi la stesura del caso in modo rigoroso sull’ambito di competenza posseduta, cioè quello psicologico. Qualora emergesse la necessità di prospettare interventi psicoterapeutici il candidato dovrà limitarsi a indicare al massimo gli orientamenti psicoterapeutici che in letteratura risultano più adeguati al trattamento del quadro diagnosticato."
...quindi...a quanto ho capito io, bisognerebbe evitare, a meno che non sia richiesto espressamente nella traccia, di fare ipotesi di intervento con le varie terapie cognitive o sistemiche o altro....e nemmeno invio da uno psichiatra per farmacoterapia...CHE DITE?????? E QUINDI COSA SI DEVE METTERE???? io sono molto confusa.....
Poi, per quanto riguarda "indicare un modello teorico di riferimento"....secondo voi va bene mettere il DSM???? Ma il DSM non è un modello teorico, ma un sistema diagnostico...uno strumento...CHE DITE????
io non ci sto capendo più nulla...qualcuno m'illumini......
grazie.....
allora per la teoria di riferimento va benissimo il manuale dsm, anche perche ce poco altro....si ce l icd-10 oppure i criteri di kernberg, ma loro penso vogliano solo sapere su che cosa ci siamo basati nel fare la diagnosi, quindi tranquille, non andiamo in paranoia anche su questo: il dsm va benissimo, ok?
per quanto riguarda i trattamenti penso che SI uno sceglie quello che secondo la lettereatura È il piu indicato e lo espone con obiettivi etc... magari si dice che si invia il paziente ad uno specialista di quell determinato approccio elencando gli obiettivi principali della terapia. non credo ci si possa soffermare a nominare semplicemente la terapia senza nient altro, poi la mi amica l hanno bocciata proprio perche ha ridotto al minimo questa parte e le hanno detto che doveva scrivere un po di piu...
boh, io non so piu che pensare.....
Ultima modifica di alexsugar : 05-01-2011 alle ore 19.26.12
Ciao!
ragazze il DSM non è una teoria di riferimento!!
Un mio amico che ha dato l'esame a giugno nella traccia aveva scritto che era richiesto un modello specifico di riferimento e lui ha messo il modello bio-psico-sociale quindi attenzione a cosa mettete...il DSM è un sistema di classificazione...speriamo che qualcuno possa chiarire meglio questo punto.....
X. è un consulente informatico di 30 anni, che su consiglio del medico curante si rivolge allo psicologo per meglio comprendere e possibilmente risolvere un disagio che sta limitando la sua vita personale e professionale. Da circa due mesi alcuni sintomi fisiologici come palpitazioni, iperidrosi, sensazione di soffocamento, senso di instabilità, vampate di calore, provocano una sensazione di intenso disagio e paura di morire, limitando le sue attivitÀ e gli spostamenti. In alcune occasioni l intensitÀ dei sintomi lo ha costretto a rivolgersi al pronto soccorso. Da allora, per i viaggi in auto chiede l accompagnamento di un collega o, se non è possibile, ricerca sempre nuovi motivi per mantenere di contatti telefonici durante i tragitti. Appena terminati gli studi ha voluto una sua indipendenza abitativa ed economica, con una vita sociale allargata e vivace. La madre, 48 anni vive con un nuovo compagno , l ennesimo della sua vita, e non dimostra grande interessamento per il figlio, sostenendo che ha sempre dovuto affrontare molte difficoltÀ e che non gode di buona salute. X È riuscito a conoscere suo padre solo da un anno, a seguito di intense e non facili ricerche, considerato il rifiuto di sua madre di avere alcun contatto con l uomo che l aveva abbandonanta durante la gravidanza. Il padre, 60 anni, sposato e senza altri figli, si era inizialmente dimostrato ben disposto verso un riconoscimento e un rapporto genitoriale. Da pochi mesi però, a seguito di un improvvisa e grave malattia, il padre ha interrotto i contatti. X ha costantemente cercato d ricostruire lamappa della sua vita e dei suoi legami parentali, ma frequentemente ha incontrato risposte fredde, se non chiusure e rifiuti. Di fronte alla vita afferma di sentirsi “come un viaggiatore seduto in panchina a fremare in attesa del treno che È in ritardo”. Il rapporto con le ragazze È sempre stato frenato dalla paura che la sua storia personale possa fargli rivivere ulteriori rifiuti e delusioni affettive. In questo periodo l ansia e la sua preoccupazione intensa per i sintomi sono la sua compagnia.
Il candidaro indich i i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di colloqui psicodiagnostici finalizzati all esame del caso desritto di seguito, proponendo eventualmente la somministrazione di specifici test, motivando il loro utilizzo, e formulando infine un ipotesi diagnostica.
X. è un giovane uomo di 30 anni che arriva in consulenza su consiglio del suo medico curante. Questo ha evidentemente riscontrato che i sintomi fisici di cui soffre X. Non hanno una natura fisiologica, ed ha effettuato dunque l invio ad uno psicologo per meglio comprendere la natura della sintomatologia del ragazzo. A questo punto, visto e considerato che X. Non ha chiesto un appuntamento di sua iniziativa, è importante indagare l atteggiamento, collaborativo o oppositivo, le aspettative, motivazione intrinseca o estrinseca del ragazzo, per valutare la possibilita di intraprendere un eventuale percorso di natura psicologica, finalizzato al cambiamento e miglioramento in primis della qualita della vita e benessere della persona.
Dall analisi del testo emerge che X. da circa due mesi lamenta alcuni sintomi fisiologici come palpitazioni, iperidrosi, sensazione di soffocamento, senso di instabilità, vampate di calore, che li provocano una sensazione di intenso disagio e paura di morire, limitando le sue attivitÀ e gli spostamenti. In alcune occasioni l intensitÀ dei sintomi lo ha costretto a rivolgersi addirittura al pronto soccorso. Da allora, per i viaggi in auto chiede l accompagnamento di un collega o, se non è possibile, ricerca sempre nuovi motivi per mantenere di contatti telefonici durante i tragitti.
Ai fini diagnostici richiesti si fa riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi manuale quarta edizione text revision (DSM-IV-TR).
La lettura del caso suggerisce numerosi punti di riflessione che necessitano di ulteriori approfondimenti al fine di approfondire alcuni elementi gia emersi durante il primo incontro e per poterne cogliere ulteriori al fine di un inquadramento diagnostico piu chiaro e conciso. Si potrebbe dunque proporre ulteriori colloqui con il diretto interessato al fine di cogliere la sua storia personale, al fine di approfondire gli aspetti inerenti la sua sintomatologia e al fine di conoscere ed approfondire gli eventi della sua vita particolarmente stressanti e determinanti il suo stato di disagio psicologico.
Pertanto dai dati emersi dal primo incontro ci È possibile fare delle ipotesi diagnostiche, suscettibili di falsificazione mediante ulteriori approfondimenti. LA sintomatologia sopra citata fa ipotizzare un disturbo mentale dell Asse I del Dsm, ovvero un disturbo di panico con agorafobia. I sintomi tipici di tale disturbo sono infatti quelli riportati da X. Ovvero palpitazioni, sensazione di soffocamento, instabilità, vampate di calore, disagio, paura di morire per quanto riguarda il fenomeno dell attacco di panico, le conseguenze negative che tale evento comporta una volta verificatosi come infatti una persistente preoccupazione che tale evento possa ripetersi (lui riduce gli spostamenti in auto), anche la durata della sintomatologia soddisfa i criteri per tale disturbo , ovvero le conseguenze che tale attacco comporta devono persistere per almeno 1 mese. Inoltre ci è una notevole compromissione dell funzionamento sociale e lavorativo (il disagio sta limitando la sua vita professionale e personale) e oltrettutto il disturbo non sembra essere una diretta conseguenza fisiologica di una sostanza o di una condizione medica generale (visto che il medico lo ha inviato allo psicologo evidentemente non ha riscontrato una menomazione fisiologica e quindi si possono escludere tali cause). In questo caso possiamo ipotizzare il disturbo “con agorafobia” basandoci principalmente su alcuni sintomi alquanto inconfondibili ovvero il disagio sperimentato durante i tragitti in automobile e le condotte di evitamento che ne spesso ne seguono (ha limitato i spostamenti in auto) o comunque vive con forte disagio la situazione che solitamente provoca ansia ed evitamento (nel caso in cui “deve” spostarsi cerca dei mezzi per distrarrsi, e cosi tiene continuamente dei contatti telefonici durante i tragitti). Tipico del disturbo dell agorafobia è oltretutto la ricerca di un accompagnatore, ed infatti in questo caso X. Chiede ad un suo collega di accompagnarlo per i spostamenti in auto.
Sarebbe opportuno approfondire alcuni aspetti per un piu chiaro inquadramento diagnostico. Mediante colloquio o consultazione delle cartelle cliniche di X. Accertarsi della non comorbidità di una condizione medica generale o uso di sostanze. Valutare ulteriormente la natura, durata e frequenza della sintomatologia sopra riportata. Indagare le circostanze di insorgenza della sintomatologia (sembrano molto vicini temporalmente l esordio dei sintomi e l assenza improvvisa del padre per via della sua malattia). Approfondire il funzionamento globale della persona prima e dopo l esordio dei sintomi. Indagare ulteriormente le strategie messe in atto da X. Per fronteggiare la situazione e il suo disagio. Indagare le dinamiche relazionali ed interpersonali dei sistemi intra-ed extrafamiliari, cosi come stili educativi, tipi di alleanze, rapporti genitoriali eventuale presenza di fratelli o sorelle, nonche la natura delle “difficoltà” che hanno dovuto affrontare in passato. Eventualmente anche l amnesia positiva per il disturbo d ansia, ed eventuali vantaggi secondari che l agorafobico potrebbe trarre da tale disturbo.
Sarebbero dunque consigliati ulteriori colloqui (nel momento in cui il clinico è riuscito ad istaurare un clima di fiducia, alleanza e collaborazione con l utente) con il diretto interessato per approfondire ulteriormente gli aspetti sopra nominati, per avere occasione di cogliere anche l insieme di aspetti di natura non verbale della comunicazione con il paziente, e per avere la possibilitÀ di sottoporre X. A dei test psicodiagnostici al fine di una maggiore conoscenza ed inquadramento diagnostico. A tal fine potrebbe essere opportuno la somministrazione di un test di personalitÀ ovvero il minnesota multiphasic personality inventory seconda edizione (MMPI-2) che permette una valutazione globale degli aspetti della personalità ma anche un approfondimento circa la sintomatologia ansiosa grazie ad una delle 15 scale di contenuto che valuta l ansia (boh…non sono tanto sicura di questo, dovrei vederla sta cosa scusate).
Qualora l ipotesi diagnostica fosse confermata da questi successivi accertamenti si potrebbe ipotizzare un tipo di trattamento psicologico che in letteratura risulta essere uno dei piu indicati per tale tipologia di disturbo ovvero l approccio cognitivo-comportamentale. Si potrebbe dunque programmare l invio di X. Ad uno terapeuta esperto in tale settore per procedere con tale intervento con i seguenti obiettivi:
ristrutturazione cognitiva al fine di ridurre i pensieri disfunzionali e disadattavi e sostituirli con quelli piu funzionali e adattivi. Insegnamento di una gestione piu efficace di aspetti emotivi e comportamentali al fine di un miglioraramento del benessere globale della persona. Insegnamento di tecniche di respirazione (per contrastare l iperventilazione) e training autogeno. Tecniche di rilassamento e distrazione. Graduale esposizione alla situazione potenzialmente ansiogena che potrebbe innescare l attacco di panico, dunque desensibilizzazione sistematica, esposizione graduale e ricondizionamento.
Che dite ragazze? Giusto quello che ho scritto???
si, mi sono spiegata male, il dsm ovviamente non è una "teoria".... comunque uno specifica che uso quello come riferimento per le finalità diagnostiche e stop... scusa non riesco a capire dovÈ che uno possa mettere il modello BIO-PSICO-SOCIALE ???????????????????? proprio non riesco a capire, mica si puo impostare la diagnosi o il trattamento su tale modello a priscindere dal fatto che non ci sarebbero nemmeno i criteri diagnostici..... È un controsenso........... scusate, ma non capisco proprio!!!!!!!!!!!!!! Sei sicura che non stava parlando della seconda prova del progetto???????????
vi sto mettendo un altro caso ok?
donna di 42 anni telefona presso lo studio privato di una psicologa per cheidere un appuntamento. arriva in anticipo di 10 minuti. lavora in una pubblica amministrazione come addetta ai servizi, ottiene il diploma di ragioneria frequentando le scuole serali. i rapporti con i familiari sono sempre stati difficili, i genitori sono anaffettivi e rigidi e non hanno mai appoggiato e sostenuto le sue aspirazoini. si presenta al colloquio e parla della sua "paura di diventare pazza", della tachicardia, del senso di soffocamento e dei tremori. sintomi comparsi tre mesi prima. da alcuni anni le causa un notevole disagio il bisogno continuo di confessarsi e il bisogno di lavarsi le mani piu volte al giorno. da alcuni mesi è stata lasciata dal compagno con il quale racconta di aver avuto problemi a livello sessuale.
il candidato indichi: l ipotesi diagnostica, le aree da approfondire, gli strumenti diagnostici che userebbe, il trattamento secondo uno specifico approccio teorico.
ciao ragazze!!!
come state? qualcuno riesce a mettere qualche caso per i disturbi dell umore???
vi metto un altro caso, che ne dite di questo????
Anna ha 28 anni, è una ragazza alta e gradevole, curata enlla persona, dai modi cortesi ma formali. Si rivolge allo psicologo su indicazione del suo medico e nella prospettiva di iniziare un trattamento psicoterapeutico per un insieme di sintomi, che risultano sempre piu invalidanti e fonte di disatio, nonostante circa un anno sia in trattamento con farmaci psicoattivi. Vive con i genitori e un fratello di 24 anni; una sorella di 35 anni, che rappresenta il legame familiare piu forte, da nove mesi si È sposata ed è andata a vivere in una cittÀ distante ca 300 km. I rapporti in famiglia, valutati come buoni fino ad un paio di anni fa, sono diventati difficili e conflittuali e lei stessa ammette di essere piu “cupa” e irritabile in casa. Da circa cinque anni ha una relazione affettiva stabile con un coetaneo, conosciuto sul lavoro. Descrive questa relazione come abbastanza serena e affettuosa che se nell ultimo anno ha perso di “passione ed entusiasmo”; “forse sono meno innamorata” dice. Non ha altre relazioni di confidenza, nemmeno un amica stretta e solo raramente esce per mangiare una pizza o andare al cinema con alcune compagne di liceo. Da alcuni mesi non pratica ne sport ne altre attivitÀ motorie, mentre prima faeva footing ed escursioni in montagna; “mi sento fiacca e scarica e non provo piu piacere a correre”. I suoi passatempi preferiti sono andare al cinema, ascoltare musica e leggere libri gialli. Ha la maturità scientifica e ha l impiegata presso una scuola statale. Il lavoro le procura abbastanza soddisfazione, ma da pochi mesi ha dovuto trasferirsi in una scuola piu distante della precedente in cui “il lavoro è poco organizzato e il colleghi sono rompiscatole”. Sente il lavoro È diventato piu difficile, “ con tante responsabilitÀ” e che fa fatica a concentrarsi e a pensre lucidamente. Quando pensa al futuro teme di non riuscire a reggere questo lavoro ed È preoccupata anche per l andamento del suo legame affettivo (“temo che ormai stia con me solo perche prova penaper la mia condizione e non ha il coraggio di mollarmi); I rapporti sessuali sono diventati sempre piu rari e da lei non cercati. Lamenta di dormire male e di svegliarsi presto la mattina, “poco riposata e senza alcuna voglia di iniziare la giornata”. Si sente non capita “e a volte abbandonata” dagli altri. Spesso le capita di irritarsi con le persone e di avere la sensazione che facciano apposta a ostacoloare e a crearle problemi.
Il candidato indichi i temi e le aree da approfondire, gli eventuali test psicologici e l ipotesi diagnostica.