Ed è stridente davvero il contrasto tra la morte silenziosa di questa modella emaciata dall’anoressia e l’abbondanza di cibo che nello stesso tempo, almeno il mondo occidentale, si preparava ad accogliere festosamente.

Sulla gravità di questo male profondo dell’anima sono chiamati a riflettere tutti: i professionisti che si propongono di “curarla”, il mondo della moda, i familiari o i conoscenti di chi ne soffre ma soprattutto tutti/e coloro che senza rendersene conto si avvicinano pericolosamente a questo disturbo.

Sperando che l’ennesima morte per anoressia non scivoli via senza averci insegnato qualcosa.

La ringrazio Giovanni per averci permesso di riflettere ancora su questo grave disagio.



Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572