Come ha giustamente sottolineato Empowered, la PNL (per quanto ne so io, se c’è qualcuno più esperto di me mi corregga in caso) fa riferimento a dei concetti molto generali di studi degli anni ’60 e ’70 se non antecedenti. Ad esempio, per quanto riguarda la cibernetica, il riferimento dovrebbe essere agli studi di Rosenblueth, Wiener e Bigelow (1943); per quanto riguarda la linguistica, si fa invece riferimento a Chomsky (1957). Vorrei fare due osservazioni: in primo luogo, i concetti di retroazione della cibernetica o la grammatica trasformazionale di Chomsky vengono tradotti e impiegati nella PNL andando oltre a quello che è il concetto originale e il senso che aveva secondo gli autori che lo hanno elaborato. Di per sé non è un problema, ma chiaramente non si può argomentare dicendo:
se si travisano i contenuti di queste discipline e si va ben oltre concetti che, nel loro contesto originale, hanno un proprio senso scientifico, nell’uso ‘esteso’ che ne fa la PNL diventano altre cose e assumono altri significati.
In secondo luogo, la PNL si è fermata agli anni ’70, poi discipline come la linguistica e la cibernetica sono andate avanti in direzioni che sono totalmente ignorate. Ad esempio, mi viene in mente la
modellistica bayesiana applicata alla linguistica; per quanto riguarda la cibernetica invece, vi siete mai chiesti che cos’è
oggi questa disciplina e chi la studia? E’ la moderna teoria del controllo, quella che si studia nei corsi di laurea in ingegneria dell’automazione (ad esempio,
questo libro).
Le discipline scientifiche si autocorreggono continuamente nel tempo e si sottopongono costantemente a revisioni: legittimare scientificamente la PNL argomentando che si ispira a discipline scientifiche degli anni ’70 non ha un senso.
Su questo non c’è dubbio.
ll fatto che una cosa sia utile o funzioni è un conto, un altro è se questa cosa rappresenti una spiegazione valida di un certo fenomeno. Non ho dubbi che Danilo, Bellaprimavera e altre persone abbiano trovato utile l’uso della PNL, ma
niente assicura che la PNL rappresenti una spiegazione corretta (o quanto meno che si avvicina a quella corretta, come dovrebbe essere da un punto di vista scientifico) del perché sono stati prodotti i fenomeni che ritengono ‘utili’. Pensiamo all’effetto Hawthorne o al meccanismo del placebo. Certo, non è mia intenzione ridurre la PNL a questi fenomeni (non sono in possesso di dati o esperimenti che mi consentano di argomentare una cosa del genere), però se non vengono effettuati degli studi scientifici non è possibile attribuire alla teoria della PNL gli effettivi cambiamenti che vengono generati.