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  1. #916
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da egocentrica Visualizza messaggio
    ciao......c'è nessuno di sviluppo??

    per tutti:non ho ben capito la storia del modello teorico da utilizzare....help!!!
    so quasi per certo che non ha senso mettere tanti test di diversi modelli, tipo dinamici proiettivi e cognitivo comportamentali.......ma lo devo specificare sin dall'inizio???potrebbe essere anche sensato.....però ho dei problemini con la diagnosi, che viene comunque fatta seguendo il dsm.......quindi????
    aiuto....che casino!!!!!
    ciaooooooo
    allora, se usi il dsm per la diagnosi lo specifichi prima di passare all ipotesi diagnostica. per quanto riguarda i test psciodiagnostici che utilizzi no ce bisogno di specificare nulla tu basta che scrivi il test che usi e a che cosa serve.... ora a logica, io personalmente non utilizzo un test proiettivo se poi vado a fare un intervento di approccio cognitivo- comportamentale. ok? ma se usi il dsm vanno bene per esempio la SCID-I per fare degli approfondimenti (almeno io nel caso dovesse starci per quel disturbo uso quello oppure l MMPI pero tieni presente che io sono del n.o. indirizzo clinico quindi non so se vale la stessa cosa per voi di sviluppo).

  2. #917
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da egocentrica Visualizza messaggio
    ....un'altra domandina......lo psicologo non psicoterapeuta può fare parent training, educazione razionale emotiva, desensibil. sistematica????
    help!!!
    secondo me queste cose lo psicologo non le puo fare, nel caso in cui dovessero chiedere un intervento PSICOLOGICO (pero su questo ancora sono poco preparata) allora vanno bene per esempio i colloqui conoscitivi-diagnostici, l ascolto empatico, il counselling, e non so che cos altro (almeno credo)
    comunque per quanto riguarda il parent training non so di preciso cosa sia, nemmeno l educazione razionale enotiva. sono sicura pero che la desensibilizzazione sistematica sia una tecnica cognitivo-comportamentale e io la metto fra le tecniche dell approccio PSICOTERAPEUTICO cognitivo-comportamentali, quindi almeno quest ultima cosa non credo che lo psicologo possa farla......

    siete d accordo????? o ho detto c......e ???
    Ultima modifica di alexsugar : 09-01-2011 alle ore 20.33.40

  3. #918
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    ragazze chi mi aiuta???

    no capisco quali sono i test per approfondire la diagnosi di disturbi fittizi e disturbi somatoformi??? quali si possono utlizzare???? e poi per quanto riguarda la terapia, quale potrebbe essere la piu indicata??? forse la cognitivo-comportamentale non va bene giusto??? e quindi quale mettete???

  4. #919
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    ciaooooooo
    allora, se usi il dsm per la diagnosi lo specifichi prima di passare all ipotesi diagnostica. per quanto riguarda i test psciodiagnostici che utilizzi no ce bisogno di specificare nulla tu basta che scrivi il test che usi e a che cosa serve.... ora a logica, io personalmente non utilizzo un test proiettivo se poi vado a fare un intervento di approccio cognitivo- comportamentale. ok? ma se usi il dsm vanno bene per esempio la SCID-I per fare degli approfondimenti (almeno io nel caso dovesse starci per quel disturbo uso quello oppure l MMPI pero tieni presente che io sono del n.o. indirizzo clinico quindi non so se vale la stessa cosa per voi di sviluppo).
    quindi se vado a proporre una psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale (ad es x tutti i disturbi d'ansia io SOLO quella metto) che test devo citare????????
    cavolo non pensavo si dovesse tener conto pure di questo..........sempre di più nel panico........
    kegi

  5. #920
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Vi metto un caso che ho trovato con 2 svolgimenti fatti da 2 persone diverse.........forse preso da qualche discussione su ops.......che ne pensate? vi scrivo in blu le mie idee..........

    R., 32 anni, chiede una visita psicologica lamentando difficoltà di inserimento, di comportamento e di relazione insorte circa 10 anni orsono e che hanno reso problematica la sua realizzazione personale. Il soggetto soffre da circa dieci anni di una grave insufficienza renale, considerata la vera causa di tutti i suoi problemi e tende a minimizzare il disagio psichico.
    Non Ë sposato, non ha relazioni sentimentali, vive in famiglia con padre e madre ed un fratello minore. Ha conseguito un diploma di scuola media superiore, ma non riesce a trovare un'adeguata sistemazione lavorativa, pur accontentandosi di lavori non collegati al suo titolo di studio. Ciò lo ha reso critico ed aggressivo verso la societ‡ determinando atteggiamenti di rifiuto, di negativit‡ e di isolamento.
    La situazione esistenziale del soggetto Ë caratterizzata da accentuata conflittualit‡ con il padre che crea all'interno del nucleo familiare un'atmosfera carica di tensioni aggravate da spunti aggressivi e atteggiamenti rivendicativi nei confronti dei genitori e del fratello.
    La coppia genitoriale appare in crisi e manifesta da sempre una notevole conflittualit‡ ed incompatibilit‡ di carattere fra i coniugi. I genitori del paziente segnalano nella sua infanzia e adolescenza problemi di fragilit‡ emotiva, difficolt‡ di rapporto interpersonale e tendenza all'isolamento. Il soggetto non riferisce problemi nÈ di tipo infantile, nÈ di tipo adolescenziale.
    Il soggetto viene sottoposto ad una valutazione psicodiagnostica, cui aderisce volentieri, per stabilire una ipotesi diagnostica ed un successivo progetto di intervento.
    Presentazione delle risposte del soggetto al test di Rorschach, Matrici Progressive 38 di Raven e profilo MMPI. "






    R ha 32 anni, non Ë sposato e non ha relazioni sentimentali; vive in famiglia con il padre, la madre e un fratello minore. Ha rapporti conflittuali con il padre e vengono segnalate difficolt‡ relazionali anche tra i genitori Ha conseguito un titolo di studio superiore, ma Ë ancora disoccupato. Chiede personalmente una visita psicologica a causa delle sue difficolt‡ di inserimento, di comportamento e di relazione. Il soggetto attribuisce l'inizio dei suoi problemi alla grave insufficienza renale di cui soffre da 10 anni.
    I genitori segnalano problemi di fragilit‡ emotiva e difficolt‡ di rapporto personale nell'infanzia e nell'adolescenza, tali problemi non vengono riferiti dal soggetto.
    Pare che il ragazzo sia motivato ad affrontare una terapia psicologica e che vi sia una certa consapevolezza circa il proprio disagio, anche se questo Ë prevalentemente correlato al problema di salute. Sarebbe forse opportuno approfondire le motivazioni che hanno spinto il ragazzo ad una consultazione ed in particolare se qualcuno glielo ha consigliato o quale sia stato il fattore che lo ha spinto a rivolgersi ora allo psicologo, dopo 10 anni di disturbi. Bisognerebbe esplorare con il ragazzo le aspettative legate all'intervento psicologico.
    Il ragazzo attribuisce i suoi problemi all'insufficienza renale grave; sarebbe opportuno confrontarsi con il ragazzo sul problema di salute, che potrebbe comportare una dialisi ed empatizzare col ragazzo circa tale problematica. » evidente che una patologia del genere, insorta quando il ragazzo aveva 22 anni puÚ avere pesantemente inciso su problematiche psicologiche che probabilmente il ragazzo gi‡ viveva in modo pi˘ limitato. Probabilmente non vi Ë stato al momento dell'insorgere della malattia un supporto psicologico che lo abbia aiutato a superare il lutto di una salute persa e ad elaborare una nuova immagine di SÈ. Si potrebbe ipotizzare che il ragazzo viva in una situazione di depressione che cerca di superare adottando atteggiamenti aggressivi e di rifiuto.Sarebbe opportuno capire quali siano i rapporti con la madre e con il fratello e quale sia stato il modo in cui i familiari hanno reagito alla malattia: se considerando il ragazzo una vittima o se aiutandolo ad accettarsi e ad accettare la patologia. Sarebbe opportuno sapere se in passato ha avuto delle amicizie o delle relazioni affettive e quali siano stati i rapporti con i coetanei. Sarebbe opportuno valutare l'esame di realt‡ che nella depressione risulta in parte compromesso. Bisognerebbe anche capire perchÈ il padre Ë diventato il soggetto verso cui viene rivolta la rabbia del soggetto e capire la problematiche profonde legate al conflitto tra i due Ritengo opportuno seguire il ragazzo inizialmente con una terapia di tipo supportivo che lo aiuti ad elaborare il lutto legato alla malattia, accrescere l'autostima e rafforzare le difese dell'io. In seguito Ë possibile pensare ad una terapia di tipo espressivo. Sarebbero positivi anche incontri con tutta la famiglia per comprendere come sono articolate le relazioni e per supportare la famiglia in questo momento. Cercherei con il ragazzo di progettare una sistematica ricerca di lavoro cercando gradualmente di svincolarlo dalla famiglia e di promuovere una maggiore indipendenza ed autonomia.

    R. ha 32 anni e si rivolge allo psicologo per delle problematiche di tipo comportamentale e relazionale. Tali difficolt‡ affliggono il paziente da 10 anni, ed il loro esordio Ë posto in relazione dal paziente stesso con l'insorgenza di una forma di insufficienza renale, da lui considerata come l'unica e reale origine dei suoi problemi. Sembrerebbe, dunque di estrema importanza approfondire le informazioni a disposizione relative alla malattia del paziente, al fine di comprendere il grado di gravit‡ della patologia organica e quanto questa possa avere un impatto invalidante sulla vita affettiva, relazionale e lavorativa del paziente. Tutte queste aree risultano infatti problematiche per la vita del soggetto: egli non Ë sposato, non ha relazioni sentimentali ed Ë insoddisfatto del proprio lavoro che non ha a che vedere con il titolo di studio conseguito.
    Anche le relazioni con i propri familiari risultano difficoltose: egli vive in casa con i genitori ed il fratello minore, ma i rapporti con quest'ultimo e con il padre vengono descritti come conflittuali, aggressivi e rivendicativi. Non vengono specificate le ragioni alla base di questi scontri e sarebbe pertanto importante approfondirle per avere una migliore comprensione del quadro familiare con le sue regole, i suoi ruoli ed alleanze, il tipo di comunicazione e le aree conflittuali che lo contraddistinguono.
    Dalla lettura del protocollo emerge l'esistenza di una forte conflittualit‡ nella coppia genitoriale dovuta ad una incompatibilit‡ di carattere e, quindi, sempre esistita. Si potrebbe pertanto azzardare l'ipotesi di un coinvolgimento del figlio maggiore nella conflittualit‡ genitoriale e, presumibilemente, di una sua alleanza con la madre contro il padre, con il quale ha appunto una relazione conflittuale. Anche il fratello minore potrebbe essere inserito in questa dinamica familiare, presumibilmente in alleanza con il padre.
    La sottolineatura data dal paziente alla propria condizione medica e l'impatto di questa sulla sua vita dovrebbero spingere il clinico ad esplorare con lui la sua storia, per approfondire il livello e la qualit‡ dell'adattamento pre- morboso. Emergono a questo proposito due versioni contrastanti: l'infanzia e l'adolescenza del paziente sarebbero a suo parere trascorse tranquillamente, senza particolari problemi o difficolt‡; al contrario i genitori del paziente riferiscono una situazione di fragilit‡ emotiva, difficolt‡ relazionali e tendenza all'isolamento esistente fin da allora. Si dovrebbe quindi approfondire con il paziente la sua capacit‡ di valutare realisticamente ed oggettivamente le proprie difficolt‡, nonchÈ l'immagine che egli ha di sÈ, che potrebbe essere deteriorata dalla malattia.
    Si potrebbe ipotizzare, in base agli elementi a disposizione, l'esistenza di una patologia depressiva che, probabilmente gi‡ presente in et‡ evolutiva, sarebbe stata poi accentuata dall'insorgere della malattia alla quale il paziente avrebbe poi reagito con atteggiamenti di critica, rabbia ed aggressivit‡.
    Di grande utilit‡ ai fini della pianificazione di un intervento mirato potrebbe essere l'esplorazione della domanda del paziente. Nello specifico dovrebbero essere approfondire le ragioni che lo spingono in primo luogo a rivolgersi ad uno psicologo, dal momento che egli sembra minimizzare la componente psicologica delle proprie difficolt‡ a favore di quella organica, e, in secondo luogo, a scegliere proprio questo momento, dato che le difficolt‡ lamentate sono presenti da ormai 10 anni. » quindi utile domandarsi quali strategie il soggetto abbia utilizzato fino ad ora per far fronte alle proprie difficolt‡ e con quali risultati, e quali attese, bisogni ed aspettative siano espresse attraverso la domanda di consultazione.
    L'intervento terapeutico con R. potrebbe prevedere una terapia individuale a carattere inizialmente supportivo, volta al rafforzamento dell'Io e dei suoi confini. In un secondo momento la terapia potrebbe divenire pi˘ espressiva e affrontare il disagio e le conflittualit‡ sottostanti rielaborandole. Se la famiglia fosse disponibile potrebbe rivelarsi di particolare utilit‡ un intervento ad approccio sistemico, volto alla ridefinizione delle regole e dei ruoli che del sistema familiare, allo scopo di favorire lo svincolo e l'individuazione dei membri.



    Considerando che non ho capito un tubo e che un caso così mi metterebbe in crisi voi che ci vedete? ora che sia depressione va bene, ma secondo voi buttarla la come hanno scritto chi ha risolto il caso (Si potrebbe ipotizzare, in base agli elementi a disposizione, l'esistenza di una patologia depressiva) va bene? cioè non so se riesco a spiegarmi......voglio dire: in questi casi che sono scritti in modo così generale bisogna stare così sul generale?????? spero di essermi spiegata.........comunque un caso così per me è veramente un casino...........

    inoltre: all'inizio ho pensato ad un disturbo dell'umore dovuto a condizione medica generale........ci poteva stare??????? mahhhhhh
    kegi

  6. #921
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Il signor Alessandro, nato nel 1966, vive con i genitori. Fino a tre anni fa faceva il magazziniere, lavoro che ha perduto in seguito a problemi di comportamento. Riferisce che sul lavoro metteva e toglieva dagli scaffali più volte ogni cosa che toccava e spingendo il carrello faceva ripetutamente un metro avanti e uno indietro. Riferisce inoltre che a casa, quando deve rifare il letto, lo disfa e lo rifà per esattamente trenta volte.
    Attacca e stacca la presa della corrente per venti volte. Accende e spegne la luce per venti volte. Attraversa più volte la strada senza necessità apparente e, dopo aver visto una persona attraverso un vetro, prova il bisogno di vedere la stessa persona direttamente, senza vetri frapposti. Tale impulso è all'origine della sua abitudine di guidare l'auto con la testa fuori dal finestrino.


    disturbo ossessivo compulsivo................però: rientra tra i disturbi d'ansia o della personalità?
    kegi

  7. #922
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    HO TROVATO QUESTA SPIEGAZIONE:

    Ipotesi di trattamento, specificando prima il metodo (ossia supportivo o espressivo o supportivo/espressivo) e gli obiettivi (che trovi sempre sul libro della Falabella, ogni tipo di metodo ha i suoi obiettivi, che poi sono validi per ogni caso, basta parlarne in generale); poi specifichi l'orientamento del trattamento, ossia se proponi un intervento sistemico, psicodinamico, cognitivo o comportamentale, anche qui specificando gli obiettivi (idem come sopra).

    è vero che prima bisogna sempre specificare il metodo (ossia supportivo o espressivo o supportivo/espressivo) e poi dopo il trattamento (ossia se proponi un intervento sistemico, psicodinamico, cognitivo o comportamentale) ? non si può dire solo il trattamento senza parlare di espressiva o supportiva o entrambe?????????

    AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOO

    Alex te che pensi?
    kegi

  8. #923
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    quindi se vado a proporre una psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale (ad es x tutti i disturbi d'ansia io SOLO quella metto) che test devo citare????????
    cavolo non pensavo si dovesse tener conto pure di questo..........sempre di più nel panico........
    allora io ho visto che in un caso gia svolto cera scritta questa frase, ve la posto qui ok? "come strumento ausiliario, in virtù di quanto affermato e relativamente all uso del DSM-IV come manuale di riferimento possiamo suggerire la somministrazione della SCID-I......." pero non ricordo in riferimento a quale caso era e ovviamente la SCID non va bene per tutti i disturbi....

    comunque non so cosa dirvi, preferisco non mettere tecniche proiettive, almeno che non ci vadano per forza di cosa e il trattamento È psicodinamico...

    per KEGI: nell caso dei disturbi d anisa io metto il CBA, con STAI e poi l MMPI-2
    Ultima modifica di alexsugar : 10-01-2011 alle ore 10.51.59

  9. #924
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    Vi metto un caso che ho trovato con 2 svolgimenti fatti da 2 persone diverse.........forse preso da qualche discussione su ops.......che ne pensate? vi scrivo in blu le mie idee..........

    R., 32 anni, chiede una visita psicologica lamentando difficoltà di inserimento, di comportamento e di relazione insorte circa 10 anni orsono e che hanno reso problematica la sua realizzazione personale. Il soggetto soffre da circa dieci anni di una grave insufficienza renale, considerata la vera causa di tutti i suoi problemi e tende a minimizzare il disagio psichico.
    Non Ë sposato, non ha relazioni sentimentali, vive in famiglia con padre e madre ed un fratello minore. Ha conseguito un diploma di scuola media superiore, ma non riesce a trovare un'adeguata sistemazione lavorativa, pur accontentandosi di lavori non collegati al suo titolo di studio. Ciò lo ha reso critico ed aggressivo verso la societ‡ determinando atteggiamenti di rifiuto, di negativit‡ e di isolamento.
    La situazione esistenziale del soggetto Ë caratterizzata da accentuata conflittualit‡ con il padre che crea all'interno del nucleo familiare un'atmosfera carica di tensioni aggravate da spunti aggressivi e atteggiamenti rivendicativi nei confronti dei genitori e del fratello.
    La coppia genitoriale appare in crisi e manifesta da sempre una notevole conflittualit‡ ed incompatibilit‡ di carattere fra i coniugi. I genitori del paziente segnalano nella sua infanzia e adolescenza problemi di fragilit‡ emotiva, difficolt‡ di rapporto interpersonale e tendenza all'isolamento. Il soggetto non riferisce problemi nÈ di tipo infantile, nÈ di tipo adolescenziale.
    Il soggetto viene sottoposto ad una valutazione psicodiagnostica, cui aderisce volentieri, per stabilire una ipotesi diagnostica ed un successivo progetto di intervento.
    Presentazione delle risposte del soggetto al test di Rorschach, Matrici Progressive 38 di Raven e profilo MMPI. "






    R ha 32 anni, non Ë sposato e non ha relazioni sentimentali; vive in famiglia con il padre, la madre e un fratello minore. Ha rapporti conflittuali con il padre e vengono segnalate difficolt‡ relazionali anche tra i genitori Ha conseguito un titolo di studio superiore, ma Ë ancora disoccupato. Chiede personalmente una visita psicologica a causa delle sue difficolt‡ di inserimento, di comportamento e di relazione. Il soggetto attribuisce l'inizio dei suoi problemi alla grave insufficienza renale di cui soffre da 10 anni.
    I genitori segnalano problemi di fragilit‡ emotiva e difficolt‡ di rapporto personale nell'infanzia e nell'adolescenza, tali problemi non vengono riferiti dal soggetto.
    Pare che il ragazzo sia motivato ad affrontare una terapia psicologica e che vi sia una certa consapevolezza circa il proprio disagio, anche se questo Ë prevalentemente correlato al problema di salute. Sarebbe forse opportuno approfondire le motivazioni che hanno spinto il ragazzo ad una consultazione ed in particolare se qualcuno glielo ha consigliato o quale sia stato il fattore che lo ha spinto a rivolgersi ora allo psicologo, dopo 10 anni di disturbi. Bisognerebbe esplorare con il ragazzo le aspettative legate all'intervento psicologico.
    Il ragazzo attribuisce i suoi problemi all'insufficienza renale grave; sarebbe opportuno confrontarsi con il ragazzo sul problema di salute, che potrebbe comportare una dialisi ed empatizzare col ragazzo circa tale problematica. » evidente che una patologia del genere, insorta quando il ragazzo aveva 22 anni puÚ avere pesantemente inciso su problematiche psicologiche che probabilmente il ragazzo gi‡ viveva in modo pi˘ limitato. Probabilmente non vi Ë stato al momento dell'insorgere della malattia un supporto psicologico che lo abbia aiutato a superare il lutto di una salute persa e ad elaborare una nuova immagine di SÈ. Si potrebbe ipotizzare che il ragazzo viva in una situazione di depressione che cerca di superare adottando atteggiamenti aggressivi e di rifiuto.Sarebbe opportuno capire quali siano i rapporti con la madre e con il fratello e quale sia stato il modo in cui i familiari hanno reagito alla malattia: se considerando il ragazzo una vittima o se aiutandolo ad accettarsi e ad accettare la patologia. Sarebbe opportuno sapere se in passato ha avuto delle amicizie o delle relazioni affettive e quali siano stati i rapporti con i coetanei. Sarebbe opportuno valutare l'esame di realt‡ che nella depressione risulta in parte compromesso. Bisognerebbe anche capire perchÈ il padre Ë diventato il soggetto verso cui viene rivolta la rabbia del soggetto e capire la problematiche profonde legate al conflitto tra i due Ritengo opportuno seguire il ragazzo inizialmente con una terapia di tipo supportivo che lo aiuti ad elaborare il lutto legato alla malattia, accrescere l'autostima e rafforzare le difese dell'io. In seguito Ë possibile pensare ad una terapia di tipo espressivo. Sarebbero positivi anche incontri con tutta la famiglia per comprendere come sono articolate le relazioni e per supportare la famiglia in questo momento. Cercherei con il ragazzo di progettare una sistematica ricerca di lavoro cercando gradualmente di svincolarlo dalla famiglia e di promuovere una maggiore indipendenza ed autonomia.

    R. ha 32 anni e si rivolge allo psicologo per delle problematiche di tipo comportamentale e relazionale. Tali difficolt‡ affliggono il paziente da 10 anni, ed il loro esordio Ë posto in relazione dal paziente stesso con l'insorgenza di una forma di insufficienza renale, da lui considerata come l'unica e reale origine dei suoi problemi. Sembrerebbe, dunque di estrema importanza approfondire le informazioni a disposizione relative alla malattia del paziente, al fine di comprendere il grado di gravit‡ della patologia organica e quanto questa possa avere un impatto invalidante sulla vita affettiva, relazionale e lavorativa del paziente. Tutte queste aree risultano infatti problematiche per la vita del soggetto: egli non Ë sposato, non ha relazioni sentimentali ed Ë insoddisfatto del proprio lavoro che non ha a che vedere con il titolo di studio conseguito.
    Anche le relazioni con i propri familiari risultano difficoltose: egli vive in casa con i genitori ed il fratello minore, ma i rapporti con quest'ultimo e con il padre vengono descritti come conflittuali, aggressivi e rivendicativi. Non vengono specificate le ragioni alla base di questi scontri e sarebbe pertanto importante approfondirle per avere una migliore comprensione del quadro familiare con le sue regole, i suoi ruoli ed alleanze, il tipo di comunicazione e le aree conflittuali che lo contraddistinguono.
    Dalla lettura del protocollo emerge l'esistenza di una forte conflittualit‡ nella coppia genitoriale dovuta ad una incompatibilit‡ di carattere e, quindi, sempre esistita. Si potrebbe pertanto azzardare l'ipotesi di un coinvolgimento del figlio maggiore nella conflittualit‡ genitoriale e, presumibilemente, di una sua alleanza con la madre contro il padre, con il quale ha appunto una relazione conflittuale. Anche il fratello minore potrebbe essere inserito in questa dinamica familiare, presumibilmente in alleanza con il padre.
    La sottolineatura data dal paziente alla propria condizione medica e l'impatto di questa sulla sua vita dovrebbero spingere il clinico ad esplorare con lui la sua storia, per approfondire il livello e la qualit‡ dell'adattamento pre- morboso. Emergono a questo proposito due versioni contrastanti: l'infanzia e l'adolescenza del paziente sarebbero a suo parere trascorse tranquillamente, senza particolari problemi o difficolt‡; al contrario i genitori del paziente riferiscono una situazione di fragilit‡ emotiva, difficolt‡ relazionali e tendenza all'isolamento esistente fin da allora. Si dovrebbe quindi approfondire con il paziente la sua capacit‡ di valutare realisticamente ed oggettivamente le proprie difficolt‡, nonchÈ l'immagine che egli ha di sÈ, che potrebbe essere deteriorata dalla malattia.
    Si potrebbe ipotizzare, in base agli elementi a disposizione, l'esistenza di una patologia depressiva che, probabilmente gi‡ presente in et‡ evolutiva, sarebbe stata poi accentuata dall'insorgere della malattia alla quale il paziente avrebbe poi reagito con atteggiamenti di critica, rabbia ed aggressivit‡.
    Di grande utilit‡ ai fini della pianificazione di un intervento mirato potrebbe essere l'esplorazione della domanda del paziente. Nello specifico dovrebbero essere approfondire le ragioni che lo spingono in primo luogo a rivolgersi ad uno psicologo, dal momento che egli sembra minimizzare la componente psicologica delle proprie difficolt‡ a favore di quella organica, e, in secondo luogo, a scegliere proprio questo momento, dato che le difficolt‡ lamentate sono presenti da ormai 10 anni. » quindi utile domandarsi quali strategie il soggetto abbia utilizzato fino ad ora per far fronte alle proprie difficolt‡ e con quali risultati, e quali attese, bisogni ed aspettative siano espresse attraverso la domanda di consultazione.
    L'intervento terapeutico con R. potrebbe prevedere una terapia individuale a carattere inizialmente supportivo, volta al rafforzamento dell'Io e dei suoi confini. In un secondo momento la terapia potrebbe divenire pi˘ espressiva e affrontare il disagio e le conflittualit‡ sottostanti rielaborandole. Se la famiglia fosse disponibile potrebbe rivelarsi di particolare utilit‡ un intervento ad approccio sistemico, volto alla ridefinizione delle regole e dei ruoli che del sistema familiare, allo scopo di favorire lo svincolo e l'individuazione dei membri.



    Considerando che non ho capito un tubo e che un caso così mi metterebbe in crisi voi che ci vedete? ora che sia depressione va bene, ma secondo voi buttarla la come hanno scritto chi ha risolto il caso (Si potrebbe ipotizzare, in base agli elementi a disposizione, l'esistenza di una patologia depressiva) va bene? cioè non so se riesco a spiegarmi......voglio dire: in questi casi che sono scritti in modo così generale bisogna stare così sul generale?????? spero di essermi spiegata.........comunque un caso così per me è veramente un casino...........

    inoltre: all'inizio ho pensato ad un disturbo dell'umore dovuto a condizione medica generale........ci poteva stare??????? mahhhhhh
    hm....secondo me (scusate) il caso non è svolto granchÈ bene...... comunque a priscindere da questo non mi sembra solo un disturbo dell umore..... io avrei pensato piu a un disturbo dell adattamento oppure le conseguenze di una condizione medica generale, ma non ho studiato ancora ne l uno ne l altro quindi non so che dirvi.... comunque piu tardi andrò a studiare questi disturbi e vi faro sapere.

    comunque KEGI: va bene rimanre sul vago, nel senso che se la diagnosi non È chiara uno per esempio ipotizza un disturbo dello spettro ansioso, oppure altro, ma poi personalmente andrei a fare qualche ipotesi diagnostica differenziale piu approfondita, dicendo quali sintomi rispecchierebbero quali criteri dei disturbi per non rimanre TROPPO sul vago, ok?
    Ultima modifica di alexsugar : 10-01-2011 alle ore 12.13.26

  10. #925
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    Il signor Alessandro, nato nel 1966, vive con i genitori. Fino a tre anni fa faceva il magazziniere, lavoro che ha perduto in seguito a problemi di comportamento. Riferisce che sul lavoro metteva e toglieva dagli scaffali più volte ogni cosa che toccava e spingendo il carrello faceva ripetutamente un metro avanti e uno indietro. Riferisce inoltre che a casa, quando deve rifare il letto, lo disfa e lo rifà per esattamente trenta volte.
    Attacca e stacca la presa della corrente per venti volte. Accende e spegne la luce per venti volte. Attraversa più volte la strada senza necessità apparente e, dopo aver visto una persona attraverso un vetro, prova il bisogno di vedere la stessa persona direttamente, senza vetri frapposti. Tale impulso è all'origine della sua abitudine di guidare l'auto con la testa fuori dal finestrino.


    disturbo ossessivo compulsivo................però: rientra tra i disturbi d'ansia o della personalità?

    allora sarebbe a prima vista indubbiamente un DOC (rientra fra i disturbi d ansia...almeno che non sia un tratto di personalità allora È un disturbo di personalità) . A. ha dei comportamenti ritualizzati che indicano delle compulsioni, ma bisognerebbe indagare se ha anche delle OSSESSIONI per avere un aiutino nella diagnosi e indirizzare il caso verso un DOC. comunque mi ha fatto venire il dubbio una delle ultime "paroline" che loro ci hanno messo ovvero "TALE IMPULSO".... e li mi sembra che loro vogliano dare un indizio in piu, e mi viene il dubbio che si potrebbe trattare di un disturbo dell controllo..... (scusate la butto li cosi, bisogna andare a verificare nel dsm ma mi pare di aver letto che esista un disturbo del controllo degli impuli, o sbaglio?) comunque se tale diagnosi non esiste È chiaramente un DOC, con o senza ossessioni, siete d accordo?

    vado a verificare se esiste sto disturbo

  11. #926
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    HO TROVATO QUESTA SPIEGAZIONE:

    Ipotesi di trattamento, specificando prima il metodo (ossia supportivo o espressivo o supportivo/espressivo) e gli obiettivi (che trovi sempre sul libro della Falabella, ogni tipo di metodo ha i suoi obiettivi, che poi sono validi per ogni caso, basta parlarne in generale); poi specifichi l'orientamento del trattamento, ossia se proponi un intervento sistemico, psicodinamico, cognitivo o comportamentale, anche qui specificando gli obiettivi (idem come sopra).

    è vero che prima bisogna sempre specificare il metodo (ossia supportivo o espressivo o supportivo/espressivo) e poi dopo il trattamento (ossia se proponi un intervento sistemico, psicodinamico, cognitivo o comportamentale) ? non si può dire solo il trattamento senza parlare di espressiva o supportiva o entrambe?????????

    AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOO

    Alex te che pensi?
    hm, anche io l ho letta sta cosa, che ogni orientamento puo essere o supportivo o espressivo, quindi anche quello per esempio cognitivo-comportamentale. io personalmente nel caso di una terapia sistemica oppure cogn-comp non lo specificherei, ma ora devo andare a fare uno schemino per la terapia psicodinamica, e li specificherei anche se supportiva o espressiva...comunque piu tardi vi faro sapere anche questo. voi che dite, va specificato???????

  12. #927
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    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    allora sarebbe a prima vista indubbiamente un DOC (rientra fra i disturbi d ansia...almeno che non sia un tratto di personalità allora È un disturbo di personalità) . A. ha dei comportamenti ritualizzati che indicano delle compulsioni, ma bisognerebbe indagare se ha anche delle OSSESSIONI per avere un aiutino nella diagnosi e indirizzare il caso verso un DOC. comunque mi ha fatto venire il dubbio una delle ultime "paroline" che loro ci hanno messo ovvero "TALE IMPULSO".... e li mi sembra che loro vogliano dare un indizio in piu, e mi viene il dubbio che si potrebbe trattare di un disturbo dell controllo..... (scusate la butto li cosi, bisogna andare a verificare nel dsm ma mi pare di aver letto che esista un disturbo del controllo degli impuli, o sbaglio?) comunque se tale diagnosi non esiste È chiaramente un DOC, con o senza ossessioni, siete d accordo?

    vado a verificare se esiste sto disturbo
    ragazze esiste il disturbo dell controllo degli IMPULSI, ma nel dsm che ho io non ce il tipo DOC....cioÈ riporta solo gioco d azzardo e quello esplosivo intermittente, percio non mi sembra che sto A. soddisfi i criteri dell disturbo di controllo degli impulsi e metterei disturbo dello spettro ansioso, ovvero DOC con approfondimenti circa la presenza o meno di ossessioni. che dite???

  13. #928
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    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    allora io ho visto che in un caso gia svolto cera scritta questa frase, ve la posto qui ok? "come strumento ausiliario, in virtù di quanto affermato e relativamente all uso del DSM-IV come manuale di riferimento possiamo suggerire la somministrazione della SCID-I......." pero non ricordo in riferimento a quale caso era e ovviamente la SCID non va bene per tutti i disturbi....

    comunque non so cosa dirvi, preferisco non mettere tecniche proiettive, almeno che non ci vadano per forza di cosa e il trattamento È psicodinamico...

    per KEGI: nell caso dei disturbi d anisa io metto il CBA, con STAI e poi l MMPI-2
    sono d'accordo. le tecniche proiettive solo se il trattamento è di tipo psicodinamico.
    per quanto riguarda i test per i dist. d'ansia, io metto l'mmpi per un inquadramento generale della personalità e il cba di stampo cognitivo, visto che per l'ansia io metto la terapia cognitivo comportamentale. anche lo stay va bene per l'ansia ma stay e cba insieme non sono troppi test? nel senso, se metto uno nonmetto l'altro....oppure posso mettere entrambe?
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  14. #929
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    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    ragazze esiste il disturbo dell controllo degli IMPULSI, ma nel dsm che ho io non ce il tipo DOC....cioÈ riporta solo gioco d azzardo e quello esplosivo intermittente, percio non mi sembra che sto A. soddisfi i criteri dell disturbo di controllo degli impulsi e metterei disturbo dello spettro ansioso, ovvero DOC con approfondimenti circa la presenza o meno di ossessioni. che dite???
    secondo me si tratta di doc, da indagare se oltre alle compulsioni sono presenti delle ossessioni che spingono il paziente a mettere in atto questi tipi di comportamenti. proporrei una terapia cognitivo comportamentale e come test l'mmpi con particolare attenzione alla scala pt e la sottoscala obs e il cba
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  15. #930
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    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    sono d'accordo. le tecniche proiettive solo se il trattamento è di tipo psicodinamico.
    per quanto riguarda i test per i dist. d'ansia, io metto l'mmpi per un inquadramento generale della personalità e il cba di stampo cognitivo, visto che per l'ansia io metto la terapia cognitivo comportamentale. anche lo stay va bene per l'ansia ma stay e cba insieme non sono troppi test? nel senso, se metto uno nonmetto l'altro....oppure posso mettere entrambe?
    allora io proprio ieri ho trovato su internet un protocollo che diceva questo:
    il CBA è un tipo di assessment cognitivo-comportamentale che utilizza una batteria di test per valutare molteplici aspetti tra cui anche l anisa, fobia e ossessioni e compulsioni. lo STAI-X per valutare l ansia di tratto fa parte di questa batteria del CBA cosi come tra l altro il BDI per valutare eventualmente la depressione. (piu o meno dovrebbe essere così

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