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  1. #1036
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    Federicoh a 30 anni. Da poco tempo si è trasferitoa vivere da solo, dopo averec onseguitob rillantementela
    laureai n Economia.L a sua famiglia di origine è compostad a padre (commercialista) e madre (insegnantedi letterec lassichea d un liceo). Suo fratello Francop iu piccolo di 3 anni vive a Zwigo dove studia alla scuola di interpreti.
    Federico ha sempre praticato sport (gioca a calcio e per questo si allena 3 volte alla settimana). Non ha una storia affettiva che potrebbe definirsi 'seria' ma non si lamenta della sue conquiste. Non si sente ancora pronto a fare questo passo.
    Si presenta al primo colloquio molto curato nell'aspetto e sfoggia un linguaggio forbito. Parlare con lui risultad ecisamentpei acevole.
    Dichiara di presentarsai questo incontro spontaneamentela: sua famiglia non sa che si è rivolto ad uno psicologo e per il momento la cosa deve rimanere così.
    Da un po' di tempo, più precisamented a quando si e trasferito nella nuova casa da solo, le cose sono cambiate.S i sentei nquieto,g li mancal a suaf amiglia. Ha diffrcoltà a fare le cosed i tutti i giomi, non riesce a stare serua tv o radio accesa. Se in casa c'è silenzio gli prende la smania e deve uscire: fa un giro con ia macchina o con la moto, si stanca così da tomare a casa e mettersi a dormire.
    Anche sul lavoro le coses ono cambiate:s i rendec onto di non esserep iù sicuro delle decisionic he prende, attribuisceq uestoa lla stanchezzac hes entes pessofi n dalla mattina.
    Temed i non farcela,m a non vuole assolutamentteo rnarea vivere con i suoi: sarebbeu na sconfittac he non potrebbes opportareT. uttavia sented i star perdendoi l controllo su quello che prima riusciva a fare e che adessog li costam olta fatica.

    IL CANDIDATOIL LUSTRIC OME INTENDEA PPROFONDIRLEA CONOSCENZADECL ASOA VENDOC URA
    DI INDICAREIL MODELLOT EORICOC HEI NTENDEU TILIZZAREE GLI STRUMENTPI SICODIAGNOSTICI
    DI CUI SI AVVARREBBEA L FINE DI ADDIVEIYIREA D UNA DIAGNOSIS. ULAB ASED I TALE DIAGNOSI
    INDICHI INFINE LE LINEE DI INTERVENTO CHE RITIENE Più UTILI E OPPORTUNE PER UN
    TRATTAMENTO.

    Si presenta dallo psicologo un giovane uomo, federico di 30 anni. Dall analisi del testo emerge un primissimo dato molto importante, ovvero che il ragazzo si presentato alla consulenza spontaneamente, e che i genitori nemmeno lo sanno! Dall analisi della domanda si evince che la richiesta di una consulenza È dovuta ad uno momentaneo stato di disagio e sofferenza che sembra compromettere fortemente la sua vita abituale e per il quale motivo evidentemente cerca aiuto e consiglio. Pertanto f. dovrebbe avere un atteggiamento alquanto collaborativo al fine di istaurare un buon rapporto di fiducia e collaborazione con il terapeuta, finalizzato in primis alla conoscenza ma non per ultimo alla “diagnosi” ed eventuale invio ad uno psicoterapeuta. Cio nonostante sembra indispensabile indagare in maniera approfondita le aspettative, i bisogni e le reali motivazioni che hanno spinto F. a chiedere una consulenza per dare al clinico l occasione di valutare se le sue aspettative possano essere realizzate o meno.
    Dall primo incontro emerge che da un po' di tempo le cose per F. sono molto cambiate. L esordio della sua sintomatologia sembra coincidere con un evento molto importante per lui, ovvero quando si è trasferito nella nuova casa da solo. Da quel momento riferisce di sentirsi inquieto, li manca la sua famiglia, ha delle difficoltÀ a fare le cose di tutti giorni e non riesce a stare a casa senza tv o radio accese, perche se ce silenzio deve uscire per forza a sfogarsi con la moto o l auromobile. Anche sul lavoro le cose sembrano cambiate: non È piu sicuro delle proprie decisioni, è stanco sin dall mattino e teme di non farcela. Ritornare a vivere dai suoi per alleviare il disagio non li sembra essere una buona soluzione perche sarebbe per lui una sconfitta che difficilmente riuscirebbe a sopportare. Quello che prima riusciva a fare ora li costa molta fatica.
    Per le finalitÀ diagnostiche richieste faremo riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione text revision (DSM-IV TR) che utilizza un approccio descrittivo, categoriale e ateorico dei disturbi mentali, medianto un sistema di classificazione multi assiale. Dai dati emersi dall collqui non ci È possibile formulare un ipotesi diagnostica univoca, e pertanto vi sarebbe il bisogno di approfondire i numerosi spunti di riflessione che emergono al primo colloquio mediante ulteriori accertamenti. La sintomatologia riferita da F. e li aspetti direttamente osservati dal clinico indirizzano la diagnosi verso due possibili disturbi mentali dell asse I, ovvero un disturbo dell adattamento oppure un disturbo dell umore di tipo unipolare.
    La nostra prima ipotesi diagnostica potrebbe dunque riguardare un disturbo dell adattamento, ma si tratta solo di ipotesi suscettibili di falsificazione mediante successivi approfondimenti. I criteri diagnostici per tale disturbo indicati nel manuale sopra nominato pertanto sono: un alterazione emotiva e comportamentale che insorge come conseguenza ad uno o piu fattori stressanti. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. Non si tratta di una diretta conseguenza fisiologica da uso di sostanze o di una condizione medica generale. I sintomi non soddisfanno i criteri per nessun altro disturbo mentale dell asse I. I sintomi si esauriscono entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante scatenate. Dunque, la sintomatologia riferita da F. sembra in parte soddisfare tali criteri anche se dal testo risultanto mancanti molti dati utili per un inquadramento diagnostico piu preciso che sarebbe dunque interessante ed importante approfondire in un successivo momento. In effetti f. presenta un comportamento ed un emotività alterata rispetto a quello che erano i suoi pattern comportamentali ed il suo abituale tono dell umore (si sente inquieto, non riesce a stare da solo, deve uscire per forza a sfogarsi con la moto, È affaticato, stanco, senza energie). Apparentemente l esordio della sintomatologia sembra coincidere con un evento che per lui È fortemente stressante, ovvero È andato a vivere da solo nonstante il suo legame molto stretto con i genitori. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo e anche una notevole compromissione del funzionamento lavorativo (infatti lui riferisce di stare male e di avere delle grosse difficoltà sul lavoro).
    Gli approfondimenti che tale ipotesi diagnostica dunque necessiterebbe sono: veramente la sintomatologia È iniziato con l evento per cosi dire stressante scatenante oppure era presente gia prima? Bisognerebbe approfondire il livello di menomazione sociale, lavorativa e in altre aree importanti ed eventualmente l intensitÀ del disagio percepito da F. indispensabile per eventualmente confermare o confermare tale ipotesi. Possiamo realmente escludere una condizione medica generale e l uso di sostanze o farmaci? Indispensabile oltrettutto È che la sintomatologia non possa essere attribuita a nessuno altro disturbo mentale dell asse I. Indice ulteriore sarebbe il fatto che la sintomatologia si verrebbe ad estinguere entro 6 mesi nel momento in cui cessa la fonte di stress e disagio, e in tal caso i sitnomi “tipicamente depressvi”potrebbero venir meno nel momento in cui la fonte di disagio o i suoi effetti vengono meno (infatt F. potrebbe per esempio piano piano adattarsi alla nuova situazione e quindi anche le sue alterazioni dell umore potrebbero via via scomparire).
    La seconda ipotesi diagnostica che tale caso suscita riguarda un disturbo dell umore dell asse I, e vista la presenza di una sintomatologia “tipicamente depressiva” potremmo dunque azzardare una diagnosi di disturbo depressivo vista l assenza di sintomi maniacali che invece indirizzerebbero la diagnosi verso un disturbo dell umore bipolare. Pertanto i sintomi riferiti da F. quale inquietezza, mancanza degli affetti, senso di inadeguatezza, indecisione, insicurezza, stanchezza ed affaticamento in ogni cosa sembrano essere dei sintomi tipicamente depressivi che pero non sembrano soddisfare i criteri ne per un disturbo depressivo maggiore ne per un disturbo distimico e pertanto si potrebbe ipotizzare un disturbo dell umore non altrimento specificato. Comunque i dati in nostro possesso non sono sufficienti per confermare o disconfermare tale ipotesi e gli aspetti che necessiterebbe approfondire il clinico al fine di formulare una diagnosi univoca potrebbero essere: circostanzedi insorgenza della sintomatologia (erano dunque presenti anche prima dell uscita di casa di F. o veramente coincidono non l evento per lui cosi traumatico?). approfondimento della sintomatologia stessa, dunque come si sente, quali emozioni e sensazioni ha, quali sintomi e che intensità hanno, la durata, la frequenza al fine di poter eescludere o invece includere fra le ipotesi diagnostiche un disturbo depressivo maggiore. Valutare la presenza di una sintomatologia maniacale, al fine di poter escluder o meno un disturbo bipolare di tipo I o II. Livello di disagio (clinicamente significativo o meno) o il grado di menomazione del funzionamento globale che la sintomatologia comporta. Accertamenti medici e clinici mediante esame fisico e di laboratorio (p.e. screening delle urine) se possiamo effettivamente escludere una condizione medica generale o uso da sostanze/farmaci. Infine È indispensabile per eventualmente confermare suddetta ipotesi diagnostica escludere altri disturbi mentali dell asse I che potrebbero giustificare una simile sintomatologia.
    A tal fine si potrebbero proporre ulteriori colloqui con il diretto interessato, e avendo accuratamento fatto un analisi della domanda, e se il clinico è stato capace di istaurare una buon alleanza terapeutica, nonche clima di fiducia non vi sono fattori che potrebbero indicare l impossibilitÀ di tale obiettivo. Potrebbe esser utile al fine di raccogliere una piu ampia ed esaustiva anamnesi familiare proporre dei colloqui con i familiari (o solo genitori) al fine di avere ulteriori spunti di riflessione ed informazioni. Al fine di approfondire le conscenze di F. ed in linea con quanto affermato e l utilizzo del DSM come manuale di riferimento si potrebbe ipotizzare la somministrazione di un test di personalità MMPI-2 ci fornirebbe un valutazione globale degli aspetti piu importanti della personalitÀ nonché disordini emotivi, con particolare attenzione alla scala clinica D, e scala di contenuto Dep che permettono di valutare sintomi tipicamente depressivi, oltre a fornirci l MMPI un immagine globale ed esaustiva della personalità di F.
    Qualora una delle ipotesi diagnostiche sopra riportate fosse confermata si potrebbe indirizzare F. verso un tipo di psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale. Dall analisi della letteratura infatti emerge come tale tipo di terapia sia uno dei piu indicati in primis per trattare i disturbi dell umore (qualora l ipotesi di disturbo depressivo fosse confermata) ma risulta esser anche applicabile ai disturbi dell adattamento, e pertanto indirizzerei F. ad un terapeuta specializzato in tale apprccio.
    Gli obiettivi principali di tale tipologia psicoterapeutica risultano essere: una maggiore autoconoscenza e autoconsapevolezza circa i proprio schemi mentali; tecniche di ristrutturazione cognitiva per sostituire tali credenze disfunzionali ed errate per sostituirle con quelle piu funzionali; maggior controllo delle proprie emozioni e la loro espressione nonche degli aspetti comportamentali; aumento dei comportamenti funzionali e addattivi e diminuzione di quelli disfunzionali e disadattavi; insegnamento di tecniche di gestione dello stress, stili di coping e problem solving per fronteggiare al meglio gli eventi stressanti e non. Per queste peculiarità un approccio di tale genere potrebbe contribuire in tempi brevi ad alleviare la sofferenza e la sintomatologia di F.

    si può mettere fra gli obiettivi della cognitivo-comportam anche aumento dell'autostima????????
    ovviamente se va bene per tutti i disturbi in cui abbiamo detto di mettere la cogn-comport...........

    fatemi sapere e fatemi sapere se va per tutti.......
    kegi

  2. #1037
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da alexsugar Visualizza messaggio
    ok grazie! comunque io volevo sapere quello che puo fare lo psicologo ne caso di un intervento sui disturbi mentali, perche la terza prova È incentrata su questo..... tutto il resto che hai detto È giustissimo, ma qui non mi c entra molto visto che dobbiamo magari fare un intervento psicologico nel caso di un disturbo es di personalitÀ..............

    voglio dire, oltre a fare dei colloqui di valutazione e diagnosi, oltre a fornire ascolto empatico, eventualmente counselling e sostegno ed accompagnare il pz verso un ipotetico percorso psicoterapeutico cercando di lavorare sulla sua motivazione ecc... cosa altro puo fare? nello specifico lo psicologo PUO lavorare per esempio sull autostima, stili di coping, problem solving??????????? penso che alla fine si possa riprendere gli obiettivi di un intervento che ci siamo preparati per la prova del progetto giusto? dunque si occuperÀ del potenziamento dell lifeskills ?????? quindi stili di coping, problemsolving, autostima, autoefficacia, autonomia e controllo decisionale, potenzinamento della rete di sostegno dunque colloqui informativi anche per i genitori e familiari.....................

    che ne dici di queste cose??????
    Allora che è tutto sto caos che si è creato?????????? mi sta venendo un colpo!!!!!!!!!!!!!

    ma come non ci chiedono l'intervento????????? nel caso di giugno se non ero è espicitamente richiesto!!!!!!!!!!!!!

    e allora se non fosse richiesto non si può scrivere neppure la frase : invierei allo psicoterapeuta??????????

    a quel punto allora che si scrive?????????

    QUALCUNO RISPONDA...............MEMOLE DOVE SEI????????????
    kegi

  3. #1038
    Partecipante Figo L'avatar di kegi7929
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Allora ho contattato MEMOLE, vediamo se passa di qui e chiarisce questa cosa!

    poi per favore non ci complichiamo più le cose.........sennò mi prende davvero l'attacco di panico!!!!!!!!!
    !
    kegi

  4. #1039
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    Citazione Originalmente inviato da kegi7929 Visualizza messaggio
    Allora ho contattato MEMOLE, vediamo se passa di qui e chiarisce questa cosa!

    poi per favore non ci complichiamo più le cose.........sennò mi prende davvero l'attacco di panico!!!!!!!!!
    !

    allora dopo sto caos che si È creato che non si puo nominare terapie e indirizzi specifici ho contattato la mia amica che l ha fatto a giungo e purtroppo per delle piccolezze È stata bocciata ma la commissione poi le ha spiegato cosa voleva che lei scrivesse e mi ha detto questo:
    da noi (n.o.) la traccia era alquanto generica e non veniva chiesto un intervento specifico, allora lei ha svolto prima un intervento psicologico e poi ha indirizzato il paziente ad un terapeuta ma purtroppo non ha specificato di quale indirizzo:

    allora qui le cose da svolgere sono 2: primo va detto cosa puo fare lo psicologo e quindi si lascia perdere obiettivi cognitivo-comportamentali ecc ma si parla esclusiavamente dell psicologo e del suo intervento sul paziente. in questo caso io metterei per esempio l ascolto empatico, ilcounselling ed il potenziamento delle lifeskills come strategie di problemsolving, stili di coping, potenziamento dell autostima, self-efficacy, e autonomia e controllo decisionale, insegnamento di abilità sociali, stili comunicativi piu efficaci, tecnihce di gestione dello stress, training autogeno ecc....... quindi tutti gli interventi che vanno bene per potenziare le capacitÀ personali di natura relazionale, sociale e cognitiva , giusto????

    poi va indicato un tipo di terapia ad orientamento specifico per quel soggetto: ed allora li si puo inviare il paziente ad un terpeuta specificando anche di quale indirizzo (visto che veniva esplicitamente richiesto nella traccia) e ci si limita a dire 2,3 obiettivi di tale approccio SENZA pero entrare troppo nello specifico perche in teoria noi si e psicologi e non si puo ancora sapere quali sono le modalitÀ e tecniche specifiche per ogni approccio)

    giusto quello che ho detto??? niente panico Kegi, basta aggiungere inizialmente gli intervenit dello psicologo ed il resto si lascia tutto come si È detto, senza tra l altro (meno male) stare a dilungarci troppo su obiettivi e tecniche delle specifiche terapie, ok?
    Ultima modifica di alexsugar : 13-01-2011 alle ore 14.48.17

  5. #1040
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    "INDICHI INFINE LN LINEE DI INTERVENTO CHE RITIENE Più UTILI E OPPPORTUNE PER UN TRATTAMENTO" a giugno al nuovo ordinamento hanno chiesto questo inerente ai trattamenti........

    comunque a sto punto uno era libero di mettere cio che voleva no? sia interventi psicologici che psicoterapeutici, no? magari non viene in effetti chiesto esplicitamente di indicare un indirizzo specifico di terapia pero alcuni sono stati bocciati proprio per il fatto che non l hanno indicato e la commissione infine li ha detto che invece lo dovevano specificare....

    a sto punto che si fa? si specifica giusto?

  6. #1041
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    eccomi!..scusate se sono stata assente..leggo tutte le discussioni ma mi è difficile seguirle TUTTe e QUOTIDIANAMENTE!

    comunque:e
    per gli interventi dello psi è giusto dire che si fa, indipendentemente dal disturbo:
    1 una corretta anamnesi (tramite colloqui sia con il pz che con la famiglia o eventulmente insegnanti...., test (potete specificarli) e osservazione..con griglie varie)..
    poi è anche corretto:
    l'invio ad uno psicoteraputa (qui specificate l'indirizzo: cognitivo comportamentale, psicoanalitico..etctec.....)..e qui mettete magari tutti gli interventi (se ad esempio scegliete la TCC parlereete di rinforzo, shaping e quant'altro)..ma questa è terapia e la fa lo psicoteraputa!

    Inoltre lo psicologo può (anzi è giusto che lo faccia) collaborare con altri professionisti (come neuropsichiatra o asisstente sociale o logopedista..dipende dal tipo di disturbo!)...e può invitare i pz a struttre particolari (come centri di aggrigazione, servizi asisteniali, sosio sanitari ) della zona!

    spero di esservi stata di aiuto..nel caso.....avvisatemi!!!!
    Elisa
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  7. #1042
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    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    eccomi!..scusate se sono stata assente..leggo tutte le discussioni ma mi è difficile seguirle TUTTe e QUOTIDIANAMENTE!

    comunque:e
    per gli interventi dello psi è giusto dire che si fa, indipendentemente dal disturbo:
    1 una corretta anamnesi (tramite colloqui sia con il pz che con la famiglia o eventulmente insegnanti...., test (potete specificarli) e osservazione..con griglie varie)..
    poi è anche corretto:
    l'invio ad uno psicoteraputa (qui specificate l'indirizzo: cognitivo comportamentale, psicoanalitico..etctec.....)..e qui mettete magari tutti gli interventi (se ad esempio scegliete la TCC parlereete di rinforzo, shaping e quant'altro)..ma questa è terapia e la fa lo psicoteraputa!

    Inoltre lo psicologo può (anzi è giusto che lo faccia) collaborare con altri professionisti (come neuropsichiatra o asisstente sociale o logopedista..dipende dal tipo di disturbo!)...e può invitare i pz a struttre particolari (come centri di aggrigazione, servizi asisteniali, sosio sanitari ) della zona!

    spero di esservi stata di aiuto..nel caso.....avvisatemi!!!!
    Elisa

    grazie mille!

    la mia domanda È questa: nel caso in cui la traccia È abbastanza vaga e ti chiedono solo di prgettare l intervento, è giusto elencare prima tutti i vari interventi che potrebbe fare lo psicologo su tale caso, e poi specificare che si invia ad un terapeuta specificandone l indirizzo???

    inoltre ho forti dubbi su cio che PUO FARE lo psicologo, voglio dire oltre alla fase conoscitiva e diagnostica ecc poi si puo mettere che mediante ulteriori colloqui lo psicologo cerca di dare un supporto e sostegno al paziente mediante le seguenti tecniche: ascolto empatico, ilcounselling ed il potenziamento delle lifeskills come strategie di problemsolving, stili di coping, potenziamento dell autostima, self-efficacy, e autonomia e controllo decisionale, insegnamento di abilità sociali, stili comunicativi piu efficaci, tecnihce di gestione dello stress, training autogeno ecc....... quindi tutti gli interventi che vanno bene per potenziare le capacitÀ personali di natura relazionale, sociale e cognitiva , giusto????

    poi magari si puo dire che invio il paziente allo psichiatra ed al terapeuta ecc.................??

  8. #1043
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    alexugar: è esattamente come dici!

    lo psicologo può afre anamnesi, (colloqui di sostegno, counselling e supporto!)..poi il resto (la terapia a lungo termine per intenderci...la terapia va più in profondità....il counselling, supporto rimane nel qui ed ora...rimane in superficie!!!!!) si invia allo spicoteraputra....

    io credo che nche nel caso di una richiesta vaga vada specificato l'indirizzo dello psicoteraputa...in fondo..nella realtà, se unpz si presenta da uno spicologo..sarà lo spicologo stesso a inviarlo da un tipo di psicoterapeuta rispetto ad un altro...quindi rientra nei compiti dello psicologo!!!!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  9. #1044
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    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    alexugar: è esattamente come dici!

    lo psicologo può afre anamnesi, (colloqui di sostegno, counselling e supporto!)..poi il resto (la terapia a lungo termine per intenderci...la terapia va più in profondità....il counselling, supporto rimane nel qui ed ora...rimane in superficie!!!!!) si invia allo spicoteraputra....

    io credo che nche nel caso di una richiesta vaga vada specificato l'indirizzo dello psicoteraputa...in fondo..nella realtà, se unpz si presenta da uno spicologo..sarà lo spicologo stesso a inviarlo da un tipo di psicoterapeuta rispetto ad un altro...quindi rientra nei compiti dello psicologo!!!!
    ok grazie mille!

    quindi mi confermi che nelle capacitÀ dello psicologo rientrano per esempio potenziamento dell autostima , problem solving e tutto il resto che ho scritto sopra? quindi come intervento da parte dello psicologo su quel pazienti potrei mettere quelle cose li giusto?

  10. #1045
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    confermo, tranquilla....so bene cosa può fare e cosa non può fare uno psicologo! :=)
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  11. #1046
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    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    confermo, tranquilla....so bene cosa può fare e cosa non può fare uno psicologo! :=)

    grazie mille, almeno cosi so cosa scrivere nella parte dell intervento!!!!!!!!!!!!

    grazieeeeee

  12. #1047
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    per kegi e tutti:

    vi posto un po di esercitazioni ok? magari se ne parla piu tardi ok? bacio

  13. #1048
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    ESERCITAZIONE 2:

    P. è un uomo di 38 anni che giunge alla consultazione dello psicologo in uno stato di profonda prostrazione psicologica anche se l'aspetto fisico è abbastanza ben curato.
    P. fa molta fatica ad esprimersi ed, nfatti, l colloquio inizia con un silenzi interrotto poi dallo psicologo che gli domanda se desidera dire qualcosa. Con fatica e un pò alla volta P. comincia a dire che si sente molto giù da quasi due mesi e che ormai non riesce ad avere alcun interesse per tutto quello che, invece fino ad ora, di fatto rappresentava la sua vita.
    P. riferisce di convivere, da 10 anni, cioè da quando è nata sua figlia, con una persona carina ed intelligente con cui va abbastanza d'accordo e di essere molto attaccato alle "due donne della sua vita" anche se ora preferirebbe quasi non farsi vedere più da loro per evitare che scoprano come lui è ridotto. Il soggetto sostiene che anche nel lavoro, dice di essere un muratre che poi è diventato un piccolo imprenditore, le cose vanno molto male perchè "mi rendo conto di avere fatto degli investimenti troppo azzardati e di essermi comprato una casa forse troppo grande, insomma sono pieno di debiti e ora non so come fare a rimediare". Rispetto a come sia andata la sua vita precedentemente P. riferisce che a volte gli capita di vivere situazioni emotive molto diverse da quelle attuali e che anzi, spesso, è incredibilmente pieno di energia "proprio un vulcano di idee e infatti in quei momenti faccio tanti progetti; poi però all'improvviso tutto cambia, forse perchè la vita spess è crudele e mi manda troppe prove difficili da affrontare, per cui mi ritrovo a sentirmi impotente e sempre più triste e penso che non ce la faccio più".
    Per quel che riguarda la famiglia di origine P. riferisce di avere una madre con la quale ha un pessimo rapporto e che frequenta poco e che non ha conosciuto il suo vero padre che è andato via di casa quando lui era molto piccolo.
    P. sostiene di essere venuto alla consultazione perchè la sua compagna minaccia di mandarlo via di casa se non si decide a sentire il parere di un esperto ed eventualmente farsi seguire in qualche modo:"perchè, dottore, lei è cnvinta che io abbia qualcosa che non va, forse è anche un pò arrabbiata perchè ha scoperto qualche mia scappatella precedente, acqua passata però, ma poi non so se è lei quella strana, infatti già da un anno va da uno psicologo".

  14. #1049
    Partecipante Figo L'avatar di alexsugar
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    ESERCITAZIONE 3:

    Una giovane di 25 anni, prossima alla laurea, chiede una consultazione psicologica. Da qualche tempo non riesce a dormire bene, è molto ansiosa e, soprattutto in situazioni di affollamento, ha crisi di sudorazione e tachicardia e senso di soffocamento. Questo la preoccupa molto perché, dopo la laurea, si era indirizzata verso un master all’estero con buone prospettive che si concludesse con un’ottima opportunità lavorativa. Dice di essere libera sentimentalmente perché ha concluso senza apparente sofferenza un rapporto affettivo iniziato quando aveva 18 anni. Racconta diffusamente che il clima sereno che era sempre esistito all’interno del nucleo familiare sembra essersi “spezzato”. Padre e madre discutono sempre più spesso e, dopo le liti, la madre, casalinga, passa la giornata a letto, lasciando alla figlia i lavori domestici, mentre il padre si rinchiude nel mutismo e si trattiene sempre più al lavoro. La giovane è anche molto preoccupata per il fratello di 17 anni, che ha iniziato a rincasare tardi e rischia di essere bocciato. (Il candidato decida a quali aree problematiche il colloquio clinico deve porre attenzione, se è opportuno allargare l’indagine ad altri componenti del nucleo familiare e quali strumenti diagnostici userebbe per approfondire la conoscenza del caso.)

  15. #1050
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    Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?

    ESERCITAZIONE 4:

    Ragazzo di 21 anni, diploma di scuola superiore, figlio unico. Circa un anno fa, mentre era alla guida della sua auto ebbe una crisi improvvisa, con ansia, tachicardia, sudorazione fredda, tremore, forte disagio e paura di morte imminente. Da allora episodi analoghi si sono presentati ad intervalli irregolari e come la prima volta senza motivi apparenti. Da qualche mese si è ritirato in casa, ha lasciato la ragazza, non ha contatti con gli amici e nessun interesse esterno. Il giorno dorme molto e trascorre gran parte della notte al computer o immerso nella lettura di libri di guerra. La madre, già manager di una azienda, viene descritta dal figlio come una donna forte, molto capace ed efficiente e molto protettiva nei suoi confronti. Il padre come un uomo brillante in società e quasi assente in famiglia. Il giovane racconta che ebbe la prima crisi durante il viaggio di ritorno a casa dopo il soggiorno di qualche mese in un'altra città e che durante la sua assenza i genitori avevano avuto una grossa crisi coniugale di cui era stato informato solo qualche giorno prima del suo rientro in famiglia. si dimostra distaccato da tutto e a tratti aggressivo. I genitori sono preoccupati, la madre tende a proteggerlo, giustificarlo, il padre infastidito dimostra invece una scarsa disponibilità. Il candidato esprima una propria valutazione del caso, formuli una ipotesi diagnostica, indichi strumenti di approfondimento e un'eventuale programma terapeutico.

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