Ciao Rgazze!!!! Come state???
per me son davvero doloriiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.....non riesco a memorizzare i vari criteri....
scusate la domanda ma voi li avete studiati a memoria????
Buono studio a tutte...forza gli ultimi sforzi fino a martedì!!
baci
ciao bella
si hai ragione, qui son dolori.... anche io oramai ho difficoltÀ a memorizzare. comunque per quanto mi riguarda SI cerco di imparare a memoria i vari criteri, purtroppo...... poi bisogna andare unpo ad intuito pero intanto i criteri piu o meno vanno saputi, no???
Per Alex : ti ho inviato una mail
Per tutti: metto casi ma li faccio stasera.........
VO 2003
Il giovane uomo depresso. L., un giovane uomo di 26 anni, telefona ad una psicologa e prende un appuntamento, ma il giorno convenuto non si presenta, né in seguito dà più notizie di sé. Passato un mese, citofona allo studio della psicologa, insistendo per incontrarla subito, spiegarle il suo problema e iniziare una psicoterapia. La psicologa propone invece che ritelefoni, per fissare un appuntamento. Quando si incontrano per il primo colloquio, L. dice che il suo problema dura da 9 anni, che è stanco di soffrire, che ha già provato di tutto: psichiatri, psicologi, psicoterapie, ha cambiato un sacco di farmaci; da circa due mesi è seguito da uno psichiatra, che gli ha consigliato di parlare con uno psicologo. Lui è stato d’accordo, perché con i soli farmaci sta peggiorando. Sospira: “Nessuno può aiutarmi…”. Dice che è esasperato dal suo malessere, che si acuisce sempre più. Non riesce a riprendere il lavoro: “Non riesco a capire il motivo di questo blocco, del mio rifiuto, rischio di perdere lo stipendio.”. “La mia depressione è iniziata quando avevo 17 anni, mi si appannava la vista, ero angosciato di tutto, non avevo voglia di uscire. Ho iniziato a lavorare, ma si può dire che in media ci andavo tre, quattro mesi all’anno, tra malattie e permessi vari”. “Sono patito di macchine e motociclette, andavo a lavorare soprattutto per questo, adesso sono sempre più angosciato all’idea di poter perdere il lavoro”. “Ho una ragazza, ma non la amo”. Ha un gruppetto di amici, di cui lui è il leader, “perché con loro mi faccio forte e mostro un altro volto…non sanno che soffro di depressione”. In famiglia i genitori lo comprendono: non è così per il fratello maggiore, che: “Dice che sono un fannullone e ne approfitto perché a casa non fanno storie”. Ultimamente si sente un po’ meglio con i farmaci che gli prescrive lo psichiatra, “Ma lui è troppo impegnato, io ho bisogno che qualcuno mi segua da vicino”.
kegi
Adriana chiede presso un servizio territoriale un appuntamento con uno psicologo. A. è una bella donna di 35 anni con un viso solare che trasmette tranquillità, appare dolce e gentile. È laureata in scienze religiose e insegna questa materia in una scuola elementare. Tale lavoro le piace molto. È stata inviata al servizio dal ginecologo al quale la donna si era rivolta per problemi di ordine sessuale. Riferisce di essersi separata da circa 2 anni,attualmente il marito le ha chiesto l’annullamento del matrimonio. La coppia ha un bambino di 4 anni. Adriana racconta di aver subito un abuso sessuale all’età di 9 anni da parte del marito della sorella della madre che ancora oggi vive nel palazzo dove vivono i genitori di Adriana. Adriana pensa che questo è il motivo x cui ha difficoltà ad avere rapporti.
Il candidato indichi le aree da approfondire, un inquadramento psicodiagnostico e un piano di trattamento.
kegi
Caso clinico 7 ottobre 2003
Una studentessa universitaria, ventenne, non riesce più a frequentare le lezioni del suo corso di studi, la facoltà d’ingegneria, perché tutte le volte che esce di casa per andare all’università sente crescere una forte ansia, con un tremore in tutto il corpo, e non riesce ad uscire di casa. La giovane sta frequentando con profitto i suoi studi universitari, ha ultimato gli esami del secondo anno del corso di laurea triennale, con una media alta. Va dallo psicologo per affrontare questa sua difficoltà; è molto preoccupata per quanto le capita, non capisce quali siano i motivi del suo disturbo. Racconta della sua vita, di una famiglia ove hanno studiato all’università solo le donne di casa: la madre è insegnante di liceo, ed ha una sorella maggiore che si è laureata in architettura. Il fratello, che ha due anni più di lei, ha interrotto gli studi alle scuole superiori, e lavora saltuariamente come programmatore per piccole aziende d’informatica. Il padre, ragioniere, è impiegato alle poste, ormai vicino alla pensione. Anche il ragazzo, che la nostra giovane donna frequenta da qualche mese, ha interrotto gli studi universitari (frequentava anch’egli ingegneria), e sta tentando d’inserirsi nel lavoro seguendo la stessa strada del fratello. L’ansia è iniziata quando ha pensato che ormai stava per avvicinarsi la fine degli studi e si è chiesta a cosa potesse servirle la laurea triennale. A ben poco, questa è la sua opinione. Ciò le fa pensare alla necessità di proseguire negli studi, cosa che sente poco attraente, per via di un rinvio del lavoro, al quale la nostra giovane donna aspira. Conta molto sull’aiuto dello psicologo; apprezza che sia un uomo, che ha studiato e che occupa una posizione importante, potendo aiutare le persone in difficoltà come lei. Sin dall’inizio del primo colloquio dice di sentire stima e fiducia nello psicologo, pensa che con lui risolverà i suoi problemi.
kegi
CASO 2
Silvia, 18 anni, viene inviata dal medico curante per una visita psicologica al Servizio di Salute Mentale per sospetta anoressia mentale.
Due anni fa pesava quasi 80 kg, oggi ne pesa 47.
Si presenta al primo incontro col padre (operaio di 42 anni): la madre è al lavoro. La prima parte del colloquio è svolto con entrambi.
Il padre non ha una ipotesi sul malessere della figlia, adduce la causa all’inizio di una dieta di un anno prima. Si commuove molto e piange durante il racconto delle molte visite specialistiche private effettuate nell’ultimo periodo.
La ragazza è sorpresa del pianto del padre.
Il Candidato, in base ai dati proposti:
1.Dica quali elementi ritiene utili per verificare la correttezza della diagnosi.
2.Individui quale percorso di valutazione è necessario onde pervenire ad un eventuale trattamento.
3.Indichi quali settino di intervento sceglierebbe.
kegi
CASO 3.
Un commerciante sui 40 anni, S.B., si presenta con la moglie ad una consultazione psicologica. E' molto teso, sudato , parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. L'uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria ,ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei due figli di sei ed otto anni. La moglie, interrogata dallo psicologo, dice che in famiglia va tutto bene, solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni.
Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro, che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili.
Il Candidato indichi quali aree approfondirebbe nei colloqui successivi, quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui clinici illustrando anche i motivi della scelta, e quali ipotesi diagnostiche potrebbe formulare; indichi inoltre se ritiene opportuno proseguire, almeno in fase diagnostica, i colloqui solo con S.B. o anche con la moglie.
kegi
CASO 4.
B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare oramai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi. Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre, anch’essa vedova, ma questo non pare esserle d’aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.
B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Sulla base dei dati anamnestici, il Candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un’ipotesi diagnostica, ed illustri un piano d’intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi.
kegi
CASO 5
B.L. è una donna sposata di 34 anni che vive nella famiglia nucleare composta dal marito e da un figlio maschio di 7 anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito, coetaneo, svolge lavori precari ed è iscritto ad un corso universitario. Le famiglie di origine dei coniugi abitano in città diverse da quella di residenza di B.L., hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi.
Circa un anno fa, B.L. che svolgeva un lavoro di tipo impiegatizio, è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale. Qualche settimana dopo, in B.L. si è manifestata una sintomatologia caratterizzata da ansia sistematica, accompagnata da attacchi di panico in diversi contesti ambientali; per tale sintomatologia, il medico di base ha ritenuto opportuno suggerire di rivolgersi ad un Dipartimento di salute mentale.
Il/la Candidato/a individui le modalità più opportune per approfondire l’inquadramento del caso in esame, suggerendo eventuali strumenti di indagine per una definizione diagnostica e indichi le possibili linee di un trattamento adeguato.
kegi
CASO 6.
L. M. ha 21 anni, maschio, studente universitario, vive con la madre.
Da quasi due anni ha una relazione con una sua coetanea, della quale si dice molto innamorato anche se, racconta in modo profondamente angosciato e dopo molte incertezze, non riesce ad avere con lei rapporti sessuali completi. Anche nella sua adolescenza, pur avendo avuto alcuni flirt non ha mai avuto rapporti sessuali. Si descrive come un po’ introverso, senza molti amici, ma fondamentalmente ottimista e fiducioso nel suo futuro.
Denuncia problemi di insonnia e lamenta di avere molto spesso incubi notturni che lo spaventano profondamente. Soffre con una certa frequenza di mal di testa che possono durare anche alcuni giorni.
In tre occasioni, che ricorda in maniera particolareggiata, ha avuto l’impressione di svenire e questa sensazione gli ha provocato molta angoscia.
Il suo rendimento scolastico è molto buono, anche se per raggiungere questo risultato L.M. dice di dovere studiare ed impegnarsi molto. I genitori hanno divorziato quando lui aveva 16 anni e nelle sue parole, dopo un periodo di difficoltà, la situazione è stata vissuta in modo non traumatico. Il padre si è risposato e dal nuovo matrimonio ha avuto una figlia che adesso ha 3 anni. Ammette di avere migliori rapporti con il padre che vede una volta alla settimana e con il quale trascorre parte delle vacanze estive, compiendo lunghe escursioni in montagna. La madre viene descritta come molto presa dal suo lavoro di avvocato, spesso assente da casa per impegni, ma attenta a non fare mancare nulla al figlio.
L.M. dice di essere certo che se riuscirà ad avere una vita sessuale felice con la sua partner, tutte le sue difficoltà si risolveranno e chiede se esistano tecniche psicologiche o medicine che possano risolvere il suo problema.
Il/la Candidato/a descriva quali strumenti utilizzerebbe per giungere una valutazione diagnostica e quale tipologia di trattamento suggerirebbe.
kegi
CASO 7.
Soggetto maschile di 40 anni, impiegato. Si presenta raccontando che da alcuni anni non riesce più a dormire bene, si agita per ogni piccolo stress e perfino gli eventi positivi, come la nascita di una figlia, lo mettono in ansia.
L’anamnesi rivela che il paziente, figlio unico, ha goduto di uno stato di “assoluto benessere” fino alla morte dei genitori, scomparsi a distanza di un anno l’uno dall’altro, prima il padre per una malattia cardiaca (all’età di 57 anni) e poi la madre per un cancro (all’età di 52 anni).
La sua compagna, che ha sposato da poco, l’ha aiutato moltissimo in questo periodo e spesso ha pensato che senza di lei non ce l’avrebbe fatta.
Si è deciso a chiedere aiuto solo ora perché ha notato qualcosa di nuovo: gli capita da qualche mese di sentire come una strana paura che gli possa capitare qualcosa di brutto, come una grave malattia fisica o di perdere il controllo e impazzire.
Finora ha utilizzato, su consiglio del suo medico, dei tranquillanti minori che hanno alleviato la sua ansia, ma si chiede se non si debba fare qualcos’altro, soprattutto per rassicurarsi che non avvenga ciò che teme di più: che i suoi problemi incrinino il rapporto che ha con la sua compagna e che non corra il rischio di trasmettere la sua ansia e le sue paure alla figlioletta.
Il Candidato illustri gli strumenti diagnostici che impiegherebbe e i percorsi di valutazione che intraprenderebbe per formulare un progetto terapeutico adeguato al caso.
kegi
CASO 8.
Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
kegi
CASO 9.
Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
kegi