un'esagerata schizzinosita' nei contatti ravvicinati che potrebbero prevedere un'eccessiva vicinanza mi sta rovinando la vita sentimentale o meglio precludendo quella intima. non mi riferisco affatto ad intolleranza nei confronti di certe persone o caratteristiche in se', quanto al costante timore d'incontrare o spartire quegli elementi fisiologici che stanno alla base di un ipotetico contatto ravvicinato. da un lato mi da' repulsione il pensiero che possano disgustarmi quelli altrui e dall'altro avverto disagio anche solo al pensiero di spartire i miei. certo mi capita eccome di desiderare un contatto ravvicinato ma al contempo mi frena il pensiero di dovermi "esporre" totalmente anche per quanto riguarda i risvolti meno romantici...e piu' mi piace qualcuno e piu' il freno diventa invalidante. premetto che sono tendenzialmente una persona timida e insicura, ok, ma non certo a livello patologico; ho disagi solo ed esclusivamente riguardo questo aspetto, ho in generale svariati rapporti sociali tutt'altro che problematici, parlo in pubblico come nulla fosse e sono una persona solitamentemolto alla mano. soltanto che, dal momento in cui avrei la voglia di un rapporto intimo e l'eventuale occasione di coronarlo, di colpo mi si azzera la magia pensando che per portarlo in pratica devo per forza di cose scendere al compromesso di sentirmi talmente esposta e vulnerabile. parlo di apprensione e vergogna non tanto a livello psicologico-mentale quanto specificatamente fisico-corporeo. ho 25 anni e gia' avuto ben piu' di un rapporto sessuale, nessun episodio traumatico a riguardo, ne' quello che mi da' problemi e' il risvolto morale o l'inibizione sessuale in se'. eppure, seppur sia inconsciamente che consapevolmente sovente l'intimita' amorosa la desideri eccome, mi sento frenata e bloccata "dal contorno". ultimamente questo timore-imbarazzo sta diventando proprio invalidante dal momento in cui mi piace un uomo e quindi fondamentalmente lo desidero. faccio un esempio concreto nel caso mi fossi spiegata male: quando vedo, immagino o comunque provo attrazione per qualcuno imparticolare ovviamente capita che lo desideri eccome, anche solo ipoteticamente, ma poi l'entusiasmo della fantisticheria mi smorza gli entusiasmi per via di mille penose paranoie quali: il suo alito potrebbe disgustarmi (o viceversa), temo l'emergere degli odori corporei, mi fa ribrezzo il pensiero che potremmo avvertire reciprocamente il sudore o cose simili, non riesco a lasciarmi andare al sapore della sua bocca e viceversa tremo all'idea che potrebbe schifarlo il mio, mi sento seppellire all'idea che potrebbe avvertire gambe ipoteticamente non perfettamente lisce, mi sotterrerei poi addirittura per quanto riguarda eventuali rumori (sia sentiti che generati, quali anche solo il semplice gorgoglio di pancia per fame o cose insomma semplicemente naturali), capelli non freschissimi di shampoo o piedi non perfettamente profumati...insomma cose cosi'. mi meraviglio io stessa di questi svilenti pensieri visto anche che non sono la classica persona sempre impeccabile e precisina, anzi. e so anche benissimo che sono cose normali e sto parlando nella norma, mica casi in cui e' dubbio se la persona si lavi o meno! per favore, non rispondetemi "ma va fregatene" o cose del tipo "figurati se un uomo durante un rapporto sta a pensare a ste cose o ti conta i punti neri sul naso"...razionalmente so bene anch'io che in certe circostanze bisognerebbe mettere da parte la testa e lasciarsi andare agli sitinti animali, ma non riesco a prendere il via perche' comunque non sarei a mio agio e la mia mente batterebbe sempre li', mi sento legata e prevenuta. vorrei semplicemente sapere, qualcuno sa spiegarmi al dinamica di questo problema? qualcuna fra voi riesce a capirmi? magari fosse come nei film che nemmeno le improvvisate danno mai problemi e la mattina ci si puo' svegliare uno a fianco all'altro e baciarsi come nulla fosse senza nemmeno avere il cruccio di doversi prima lavar 3 volte i denti![]()







a me è piaciuto molto il modo in cui hai parlato di questo tuo problema, trovo particolare il fatto che ricorra spesso il concetto di esporti e scoprirti vulnerabile concedendo all'altro il tuo sapore ed odore, la tua imperfezione o diversità. è particolare se consideri il fatto che narrando tutto questo ti sei esposta -totalmente-, e non ad una sola persona ma a tutti noi. hai iniziato rimanendo un pò sull'astratto, tanto che fino ad un certo punto si ha l'impressione che fra le righe tu intenda squisitamente la fellazio, mentre poi chiarisci il tutto aprendoti anche ad episodi pratici. se mi chiedi una spiegazione psicodinamica, come immagini non posso che dirti che ci vuole molto ma molto più tempo e modo per restituirti qualcosa di minimamente affidabile. in pochi post di un forum si può solo azzardare qualche traballante ipotesi di massima. potrei dirti che gli aspetti che mi pare possano essere presenti siano quelli della mania o del controllo, o forse entrambi, ma questo va da sè. poi bisogna corroborarli da molti altri dati. sono poi aspetti che ricorrono in tutti noi, è quando si elevano nel valore che diventano problematici. io penso sia più utile capire quale sia la rappresentazione che hai di te in quei particolari momenti, e come ti rappresenti l'altro e le sue eventuali reazioni. supponi che sia estate, una bella mattina caldissima, e che tu (naturalmente su sua forte pressione