
Originalmente inviato da
kegi7929
CONTINUO CON I CASI............DA DOVE ERAVAMO RIMASTI..........NON SO...SPERIAMO CI SIA LA PERSONALITà DA ORA IN POI........
CASO 11.
A. è uno studente di 20 anni che frequenta il 2° anno di Università lontano dalla sua famiglia. Giunge ad un Servizio Pubblico in uno stato di grande agitazione psicomotoria, accompagnato dai suoi genitori, che lo hanno raggiunto da qualche giorno perché chiamati dagli amici di appartamento del figlio.
I genitori riferiscono che il figlio da alcuni giorni è particolarmente angosciato ed ha comportamenti insoliti e bizzarri. Si chiude in camera rifiutandosi di uscirne e di parlare, continua a studiare per ore ininterrottamente, è trascurato nell’igiene personale, si ispeziona a lungo il corpo con la certezza di avere sintomi gravi e deformazioni somatiche indotte da misteriose sostanze che gli sono entrate dentro. Inoltre è insonne ed eccessivamente infastidito dai rumori provenienti dagli appartamenti vicini, ed anzi sostiene che i vicini, con i quali aveva in passato avuto piccoli dissidi, litigano parlando male di lui.
A. è figlio unico ed i genitori lo descrivono come un ragazzo abbastanza tranquillo, che non aveva mai dato problemi particolari, soprattutto negli studi, anche se era sempre stato un po’ solitario, con pochi amici. Inoltre egli è sempre stato perfezionista ed ordinato, geloso delle proprie cose ed insofferente verso ogni forma di disordine e di intrusione nella sua stanza, e fortemente religioso.
Tuttavia l’inizio degli studi universitari aveva progressivamente generato un crescente stato di malessere ed ansia, che si era aggravato di recente, dopo un esame non superato. A. si era incupito e progressivamente isolato. In questi momenti sembrava perdere, a volte, il contatto con la realtà.
Durante il colloquio con lo psicologo emerge, tra l’altro, una personalità eccessivamente rigida, con continui riferimenti a Dio, che A. vive come una figura severa ed esigente che gli avrebbe assicurato felicità e successo se lo avesse servito fedelmente, ma che lo avrebbe punito se non avesse seguito i suoi ordini.
Egli sembra essere molto esigente verso se steso riguardo allo studio e temere soprattutto il giudizio paterno.
A. si era sempre rifiutato di farsi curare in passato ed aveva subito interrotto una cura a base di tranquillanti che gli aveva prescritto il medico di famiglia nei momenti di maggiore agitazione.
In base alle notizie disponibili, il Candidato:
1.Formuli una ipotesi diagnostica del caso, motivandola.
2.Descriva le principali caratteristiche cliniche e le più accreditate concezioni etiopatogenetiche del quadro clinico individuato.
3.Indichi gli interventi terapeutici più idonei, precisandone anche il tipo e le modalità di attuazione (ad es. l’approccio più opportuno, nel caso di una psicologia individuale).