a me viene in mente un disturbo dell'umore...isolamento, mangia molto specie fuori pasto...poi mi viene anche in mente una sorta di fobia scolare visto che fa scena muta all'ora come se temesse il giudizio altrui...ho sparato eh :-) memoleeee
scusate ho un dubbio sul dist disintegrativo della fanciullezza: allora sul dsm infanzia e adolescenza è scritto che c'è sviluppo normale per almeno due anni dopodichè c'è la perdita totale del linguaggio...poi però nei criteri diagnostici dice che c'è compromissione qualitativa in almeno 2 delle seguenti aree:
espressione ricezione linguaggio (quindi non è scontato come dice prima, ma è una delle alternative oltre quelle che seguono, giusto?)
capacità sociali
controllo defecazione.ecc ecc ecc..
non so se è chiara la mia domanda. nel disturbo disint della fanciulezza c'è sempre la perdita del linguaggio o no?
Ultima modifica di melita74 : 25-01-2011 alle ore 21.07.23
Ragazze leggendo il caso la mia difficoltà non è tanto fare una diagnosi, perchè leggendo un pò si capisce, ma la loro valutazione sta nel ragionamneto che facciamo per arrivare alla diagnosi...è questo che mi preoccupa...non so come scrivere...
Anche io penso disturbo dell'umore, ma dobbiamo specificare depressivo o distimico??
Quando chiedono la teoria di riferimento pr la diagnosi, cosa scrivete???
Aiutoooo Memoleeeee...senza impossibile questa prova!!! Forse ci voleva più tempo per studiare.....
è necessario approfondire ii sintomi attraverso colloquio, x vedere se il ragazzo era così anche in precedenza. proporrei una misurazione del livello intellettivo (wisc) e la sommonistrazione delle prove Mt x evidenziare la presenza di eventuali deficit specifici. utilizzerei anche la CDI,utile x la depressione.
Anch io avevo pensato a un disturbo dell'umore(distimia se dura da almeno 2anni, mi sembra), o a una fobia sociale...propendendo più x il dist dell'umore (visto il anche il mangiare molto)..solamente l isolamento sociale e il passare il tempo ad ascoltare musica ad alto volume, l'essere sempre taciturno mi farebbe pensare anche ad un disturbo schizoide..in questo caso sarebbe utile anche verificare se cè anche un distacco emotivo dalle persone e dalla realtà..
la mia è un'ipotesi, ma nn so quanto sia fondata...
CHI PUò RISOLVERE QUESTO DUBBIO???
già ci voleva più tempo
allora momy a quanto ho capito dobbiamo esridire dicendo che ci rifacciamo al dsm IV
riassunto dei sintomi espressi nel caso
una o due ipotesi diagnostiche e relative diagnosi differenziali e qui non ho ben capito se dobbiamo considerare entrambe le ipotesi e per ciascuna fare la differenziale oppure scegliere qulla più probabile e differenziarla conla seconda ipotesi.
per fare ciò ci avvaliamo di colloquio
prima senza bimbo e poi genitori e bimbo per valutare la relazione di attaccamento
poi coloqui con bimbo
varie tappe del colloquio come messo sul celi ...
poi test dagnostici standardizzati
alla luce dei risultati se viene confermato ...allora potremmo dire che
interventi riferendoci all'approccio cognitivo comportamentale...orienterei il paziente a una TCC che utilizza i seguenti strumenti modeling, rinforzamento,parent e teacher training ecc ecc al fine di promuovere le abilità...
io ho capito così poi non so se sia giusto o meno...
possiamo pure provare a stendere il caso di cui sopra certo gli elementi sono proprio pochini..oppure ne mettiamo un altro, sinceramente un caso come quello sopra mi pare poco probabile
già ci voleva più tempo
allora momy a quanto ho capito dobbiamo esridire dicendo che ci rifacciamo al dsm IV
riassunto dei sintomi espressi nel caso
una o due ipotesi diagnostiche e relative diagnosi differenziali e qui non ho ben capito se dobbiamo considerare entrambe le ipotesi e per ciascuna fare la differenziale oppure scegliere qulla più probabile e differenziarla conla seconda ipotesi.
per fare ciò ci avvaliamo di colloquio
prima senza bimbo e poi genitori e bimbo per valutare la relazione di attaccamento
poi coloqui con bimbo
varie tappe del colloquio come messo sul celi ...
poi test dagnostici standardizzati
alla luce dei risultati se viene confermato ...allora potremmo dire che
interventi riferendoci all'approccio cognitivo comportamentale...orienterei il paziente a una TCC che utilizza i seguenti strumenti modeling, rinforzamento,parent e teacher training ecc ecc al fine di promuovere le abilità...
io ho capito così poi non so se sia giusto o meno...
possiamo pure provare a stendere il caso di cui sopra certo gli elementi sono proprio pochini..oppure ne mettiamo un altro, sinceramente un caso come quello sopra mi pare poco probabile
proviamo a fare questo. l'ho preso a caso dal sito sapienza, non so se sia già stato postato in questa discussione, l'ho letto a grandi linee, ora devo chiudere ma torno più tardi per scrverlo, e se nel mentre avete scritto voi, provo a farlo senza leggere le vostre cose così non ci influenziamo
9Roberto ha 8 anni, frequenta la III elementare e mostra alcuni problemi nell'apprendimento. Le insegnanti della sua classe
si rivolgono al servizio di consulenza psicologica presente nella scuola. Dalla loro segnalazione emerge che Roberto è
interessato alle attività scolastiche ad eccezione della lettura verso cui mostra un totale rifiuto. Quando deve leggere lo fa
con estrema lentezza e compiendo molti errori. Tende a contrarre le parole e ad invertire lettere e sillabe. Nonostante
sembri spesso interessato alle materie scolastiche, Roberto non riesce a mantenere l'attenzione per tempi prolungati, si
lascia facilmente distrarre da stimoli esterni, si muove continuamente come se avesse l'argento vivo addosso, perde
continuamente le cose necessario per le attività che deve svolgere, ha bisogno di continue sollecitazioni per portare a
termine un compito. Nella comunicazione in classe è piuttosto attivo, interviene spontaneamente nelle conversazioni
esprimendo le proprie opinioni o raccontando episodi che gli sono accaduti. Nella scrittura compie frequenti
errori di ortografia e quando compone un testo non sa organizzare le idee seguendo un filo logico. Roberto è molto
consapevole dei suoi insuccessi, si scoraggia facilmente e talvolta ha crisi di rabbia quando non riesce a svolgere un
compito. Al candidato/a si chiede di indicare sinteticamente:
1. le ipotesi che si possono avanzare per spiegare le difficoltà di questo bambino
2. gli strumenti di valutazione che potrebbero essere utilizzati per comprendere meglio la natura delle
difficoltà
3. il rapporto che cercherebbe di costruire con gli insegnanti del bambino per impostare insieme a loro un
Intervento
Ultima modifica di melita74 : 25-01-2011 alle ore 21.32.44
io il dist schizoide non l'ho fatto proprio quindi...
posso solo dirti che essendo noi di sviluppo per il disturbo distimico è sufficiente un anno, negli adulti due anni...
io per non rischiare resterei sui disturbi dell'umore...mi pare quasi azzardata pure la fobia...anche se
comunque per i test è ok, magari si potrebbe aggiungere ftr per le relazioni familiari (visto che anche a casa si isola), approfondire qundi il rapporto con la madre, e magari un disegno della figura umana, il disegno della figura sotto la pioggia per vedere anche i meccanismi di difesa, il TAD test ansia e depressione
Roberto ha 8 anni, frequenta la III elementare e mostra alcuni problemi nell'apprendimento. Le insegnanti della sua classe
si rivolgono al servizio di consulenza psicologica presente nella scuola. Dalla loro segnalazione emerge che Roberto è
interessato alle attività scolastiche ad eccezione della lettura verso cui mostra un totale rifiuto. Quando deve leggere lo fa
con estrema lentezza e compiendo molti errori. Tende a contrarre le parole e ad invertire lettere e sillabe. Nonostante
sembri spesso interessato alle materie scolastiche, Roberto non riesce a mantenere l'attenzione per tempi prolungati, si
lascia facilmente distrarre da stimoli esterni, si muove continuamente come se avesse l'argento vivo addosso, perde
continuamente le cose necessario per le attività che deve svolgere, ha bisogno di continue sollecitazioni per portare a
termine un compito. Nella comunicazione in classe è piuttosto attivo, interviene spontaneamente nelle conversazioni
esprimendo le proprie opinioni o raccontando episodi che gli sono accaduti. Nella scrittura compie frequenti
errori di ortografia e quando compone un testo non sa organizzare le idee seguendo un filo logico. Roberto è molto
consapevole dei suoi insuccessi, si scoraggia facilmente e talvolta ha crisi di rabbia quando non riesce a svolgere un
compito. Al candidato/a si chiede di indicare sinteticamente:
1. le ipotesi che si possono avanzare per spiegare le difficoltà di questo bambino
2. gli strumenti di valutazione che potrebbero essere utilizzati per comprendere meglio la natura delle
difficoltà
3. il rapporto che cercherebbe di costruire con gli insegnanti del bambino per impostare insieme a loro un
Intervento
Per le finalità diagnostiche richieste mi riferirò principalmente al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione DSM IV.
Roberto ha 8 anni, mostra qualche problema di apprendimento, in particolare mostra un rifiuto verso le attività di lettura, ma ha interesse per le attività scolastiche. La lettura di Roberto è caratterizzata da lentezza e errori, tende a contrarre le parole e inveritre lettere e sillabe. Inolre Roberto si distrae facilmente dalle attività scolastiche, fatica a concentrarsi, sembra avere la’rgento vivo addosso, perde continuamente le cose e deve essere continuamente stimolato per concludere un compito. Nella scrittura fa frequenti errori di ortografia e scrve senza seguire un filo logico,. Roberto è consapevole dei suoi insuccessi e per questo si sente scoraggiato e si arrabbia quando non riesce a fare un compito.
Effettuerei un primo colloquio con i genitori di roberto, senza bambino, per raccogliere informazioni circa lo sviluppo del bambino, come è stata la gravidanza, il parto, la storia prenatale e perinatale, le tappe di sviluppo evolutivo, quando ci sono state le prime parole e la deambulazione, i rapporti interpersonali del bambino,i rapporti con la scuola, i coetanei. Successivamente incontrerei roberto per valutare meglio il quadro.
Alla luce dei sintomi elencati ipotizzerei un disturbo che rientra nell’area dei disturbi dell’apprendimento e un disturbo del comportamento.
Le difficoltà di lettura fanno pensare a un disturbo della lettura caratterizzato da lentezza e errori. In tal senso dovremmo escludere un deficit visivo e potremmo approfondire questa ipotesi avvalendoci di alcuni strumenti come la wisc per verificare il QI di Roberto e poter escludere un eventuale ritardo mentale. Inoltre somministrerei le prove MT di lettura di Cornoldi, il test di sviluppo della percezione visiva di frostig, il test visuomotorio di bender.
Roberto manifesta difficoltà anche nella scrittura con errori di ortografia, spesso i disturbi della lettura sono associati a disturbo dell’espressione del linguaggio, per stabilire il grado del disturbo si potrebbe utilizzare l’inquadramento funzionale, prove per la valutazione delle abilità di scrittura e il test SPM vista la carenza nella logica degli elaborati scritti.
Roberto inoltre manifesta poca capacità di attenzione, perde continuamente le cose, pare avere l’argenti vivo addosso, deve essere stimolato per concludere un compito. Questi sintomi mi fanno pensare a un disturbo da deficit di attenzione e iperattività, forse di tipo combinato. Sono frequenti associazioni di disturbi dell’apprendimento con DDAI. In questo caso somministrerei le scale sdag per i genitori e sdai per le insegnanti per valutare i comportamenti di disattenzione, impulsività e iperattività e verificare che sinao presenti in entrambi icontesti, infatti per fare diagnosi di DDAI i sintomi devono essere presnti in almeno due contesti, scuola, famiglia, le prove MF, le prova CO, le prove MFCPR per le figure categorizzabili e la prova MFCPR per la capacità di discriminazione.
Valuterei anche l’autostima di Roberto con il test TMA.
Incontrerei anche le insegnati di Roberto sempre per raccogliere ulteriori dati circa i sintomi, i disagi manifestati dal bambino e le peculiarità del suo comportamento.
Alla luce dei dati emersi, se fosse confermata l’ipotesi di distrubi della’pprendimento, nello specifico di dstrubo della lettura e dell’espressione scritta e in comorbilità un DDAI orienterei il paziente verso una terapia cognitivo comportamentale che utilizza tecniche di intervento quali il modellamento, il modellaggio, che prevede di rinforzare il bambino anche quando si avvicina alla meta senza raggiungerla, aumentando quindi la sua motivazione e conseguentemente la sua autostima, cosa di cui roberto sembra essere carente, il rinforzamento differenziale, cioè gratificare quando ci sono comportamenti adeguati, l’analisi del compito che permette di scomporre un compito, ad esempio un brano da leggere in tanti piccoli sottobiettivi, così da rendere più facile la lettura, anche usando l’apprendimento senza errori, e da consentire il rinforzamento. L’apprendimento senza errori prevede un aiuto iniziale, un promt, che con l’acquisizione delle competenze viene mano mano fatto sfumare (fading).la terapia cognitivo comportamentale prevede ancheun lavoro sulla meta cognizione, fondamentale per la comprensione del testo. Tutti questi strumenti possono essere apllicati anche per quanto concerne le difficoltà di scrittura, ed è importante favorire la generalizzazione delle abilità acquisite anche in altri contesti oltre quello dello studio, quindi anche all’ambiente familiare, avvelndosi della collaborazione dei genitori(parent training) e alla scuola (teacher training), per quando riguarda il DDAI sono importanti oltre le tecniche suddette anche l’estinzione dei comportamenti inadeguati e il rinforzamento differenziale, quindi gratificare per i comportamenti adattivi e ignorare i comportamenti disadattvi in modo da mandarli in estinzione, importante è anche il lavoro sulla sfera emotiva e il controllo emotivo, quindi ricorrendo alla terapia razionale emotva è possibile individuare i pensieri irrazionali disfunzionali da cui derivano emozioni disfunzionali e sotiruirli con pensieri razionale e conseguentemente emozioni più adeguate.
Per i disturbi dell’apprendimento chiederei il consulto di un logopedista..
Mah io mi fermo qui non so se ci ho cpaito qualcosa…non mi pare di aver fatto alcuna diagnosi differenziale…oltretutto mi sono aiutata con i libri..ins ede di eds proprio non so cosa farò
sinceramente penso proprio di non aver capito come devo procedere...riflettendo a posteriori le stesse difficoltà di apprendimento potrebbero essere una conseguenza del DDAI, bèhattendo i vostri pareri, se ho toppato di brutto vi sarei veramente grata me lo diceste. almeno cerco di riparare in vista dell'eds..mi viene proprio voglia di rinunciare!
rileggendo le linee guida, avrei dovut fare così?
individuare le categorie principali, qundi ad es:
1) disturbi dell'apprendimento(lettura, calcolo, espressione scritta)
2)disturbi del comportamento (ddai, dop, dist della condotta)
e valutare poi i criteri di esclusione
giuro che non ho capito, non riesco proprio ad entrare nel ragionamento...
scusate ma come si fa un'ipotesi diagnostica?qui mi mancano proprio le basi...ci sarà una scaletta da seguire?
scusate tutto sto papiro che ho scritto, spero che qualcuno abbia la voglia di levarmi i dubbi
Ultima modifica di melita74 : 26-01-2011 alle ore 01.12.45
Secondo me l'adhd è la diagnosi principale, in comormidità con il das...
e per la dagnosi differenziale come si deve procedere? diciamo che adhd rientra nei dist del comportamento e poi facciamo differenziale con dop o dist della condotta? oppure devo distinguere l'adhd come da dsm IV e quindi seguire la differenziale del manuale diagbostico dicendo che si differenzia dal RM, che bisogna escludere ambienti poco stimolanti...ecc
o con che altro?giuro che questo punto non l'ho proprio capito!
qualcuno di voi sa se il test AQS per valutare la relazione di attaccamento è standardizzato?poi volevo sapere nel caso di disturbo reattivo dell'attaccamento che trattamento terapeutico fareste?
che brave che siete, tutte a studiare...io ogni tanto necessito di pausa
vi metto un altro caso, secondo voi cosa potrebbe essere? io avevo pnesato a una disturbo in particolare, ma ho letto lo svlogimento e invece viene considerato altro distrubo...sempre più incoraggante la cosa.
Matteo è un bambino di 11 anni che non ha mai mostrato problemi particolari, dopo pochi mesi dall'inizio della scuola secondaria sviluppa un forte rifiuto a frequentarla . se costretto ad andarci arriva a fare grosse scenate, si rifiuta ed adotta un comportamento cappriccioso.
E’ il maggiore di 3 figli (ha una sorella di 8a e un fratello di 4 a). I genitori lavorano entrambi:la madre è molto coinvolta nella sua attività, che la tiene lontana da casa molte ore al giorno; il padre, che lavora di notte, trascorre molto più tempo con i figli.
Entrambi i genitori hanno sofferto in passato di depressione, sono persone apparentemente miti che evitano gli scontri, fra loro pare ci sia un buon accordo, hanno comunque una visione del mondo esterno come se fosse minacciato. Il ragazzino è molto attaccato al padre, che si comporta con i figli prevalentemente come un compagno di giochi. La madre appare una donna fragile ed apatica.
A scuola M.tende a stare isolato, non è litigioso con i fratelli ed evita decisamente con loro qualsiasi conflitto.
Queste informazioni emergono da alcuni colloqui con lo psicologo al quale si sono rivolti i genitori per una consulenza.
Il candidato esponga la propria valutazione in merito alla richiesta, consideri le diverse possibilità d intervento collocando il caso nell'ambito evolutivo–adolescenziale.
premetto che..NON riesco a rispondere a tutte le domande perchè...seguo TUTTI i 3d di TUTTE le sedi dell'eds e sono moltissime...quindi cercherò di essere chiara e sintetica:
1. NOn è importante azzeccare la diagnosi e molte volte dai casi che danno all'eds NON è possibile fare una diagnosi certa....quindi va benissimo mettere tutti e due i disturbi che avete ipotizzato per i casi precendenti!..purchè scriviate i vostri dubbi!magari mettete una ipotesidiagnostica principale e una la mettete nella diagnosi differenziale...così risolvete il problema!o fate doppia diagnosi!
2. per la diagnosi differenziale....basta solo dire quali sintomi avete utilizzato per fare la diagnosi corretta...e se invece fossero stati altri.....quali disturbi avreste preso in cosniderazione!
3. per i test non è necessario conoscerne tanti....nell'ambito evolutivo vanno SEMPRE messi: colloquio, osservazione (che sono già struemnti!) +test proiettivi (che analizzano varie aree: e sono: CAT, TAT...test dell'albero, figura umana, casa, famiglia.......) altri test importanti sono: WISC (CHE esclude un RM), TDA (depressione e dist umore), test specifici per l'apprendimento ......
4. all'eds pè richiesto un intervento. LO so non siete psicoteraputi, quindi: all'eds voi, in qualità di psicologi fate anmnesi, consulenza. poi inviate ad uno psicoteraputa di indirizzo (ad esempio cognitivo comportamentale e spiegate quali interventi farebbe!)......basta solo dire che inviate e nonlo fate voi...ma poi la terapia mettetela!
5 la diagnosi diffrenzile con adhd puoi farla con vari disturbi....al esempio col dop (e scrivi solo quali sintomi hanno di diverso...perchè decidi che è adhd e non dop!!!) o col RM (e dire ad esmpio che il RM non causa necessariamnete comportamento iperattivo etc etc..)
per farvi capire meglio, vi copio una diagnosi differenzilae che ho fatto io (proprio sull'adhd):
nella prima fanciullezza può essere difficile distinguere i sintomi del disturbo da deficit di
attenzione-iperattività dal comportamento adeguato all’età di bambini vivaci. Quest’ultimo non
causa compromissione clinicamente significativa.
· I sintomi di disattenzione sono comuni tra bambini con un basso quoziente intellettivo
collocati in ambienti scolastici inadeguati alle loro capacità intellettive. Nei bambini con ritardo
mentale una diagnosi aggiuntiva di disturbo da deficit di attenzione e iperattività dovrebbe essere
fatta solo se sintomi di disattenzione o iperattività sono eccessivi rispetto all’età mentale del
bambino.
· La disattenzione in classe può anche verificarsi quando bambini molti intelligenti sono
collocati in ambienti poco stimolanti, correlato alla noia.
· Il disturbo da deficit di attenzione iperattività deve essere anche distinto dalla difficoltà nel
comportamento finalistico in bambini con ambienti inadeguati, disorganizzati o caotici. Le
informazioni da più fonti (baby-sitter, nonni, genitori, insegnanti eccetera) sono utili per fornire un
insieme di osservazioni riguardanti la disattenzione e l’iperattività e la capacità del bambino
eventualmente di autoregolarsi.
· I soggetti con comportamento oppositivo possono fare resistenza a compiti lavorativi e
scolastici che richiede un’applicazione per riluttanza a conformarsi alle richieste altrui. La
disattenzione dovuta al disturbo oppositivo provocatorio è associata ad una modalità
antisociale di comportamento.
· Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività non viene diagnosticato se i sintomi sono
meglio attribuibili ad un altro disturbo mentale: disturbo dell’umore, disturbo dell’Ansa,
disturbo dissociativo disturbo di personalità, modificazione della personalità dovuta ad una
condizione medica generale o a un disturbo correlato a sostanze. In tutti questi disturbi i sintomi di
disattenzione esordiscono tipicamente dopo i sette anni di età, e la storia infantile di adattamento
scolastico non è generalmente caratterizzata da comportamento dirompente o da lamentele da parte
degli insegnanti.
· Nei disturbi generalizzati dello sviluppo, la disattenzione o l’iperattività, è caratterizzata da un
quadro sintomatologia con notevoli difetti nelle relazioni sociali, gravi ritardi nel linguaggio in un
ambito ristretto di interessi e attività. Diagnosticare la perciò sotto la categoria del disturbo
generalizzato dello sviluppo.
· I sintomi di disattenzione e iperattività possono essere correlate all’uso di farmaci nei bambini
con meno di sette anni non sono diagnosticati come disturbo da deficit di attenzione e iperattività
ma sono invece diagnosticati come “altri disturbi correlati a sostanze non altrimenti
specificati”. Infatti la disattenzione e iperattività va in remissione quando la sostanza di abuso
o il farmaco vengono sospesi.
ovviamnete questa è completissima..ma in sede di eds..basta citare due disturbi con cui fare diagnosi differenziale!
Elisa![]()
." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
.................
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