Guarda anche io ho avuto molti dubbi...ho dovuto rileggere il testo tante volte, perchè non era per niente chiaro..o per lo meno era necessario sicuramente più tempo!!Considerando che nella vita reale, uno psicoterapeuta o uno psicologo che faccia solo consulenza, non è che dal primo colloquio riesce subito a fare un'ipotesi diagnostica ed ad azzeccarci soprattutto..penso!Quindi per noi era veramente difficile poter fare un lavoro del genere!!Dato che però all'esame era richiesto di fare un'ipotesi diagnostica che si presume sia il più corrispondente a quella reale, io mi sono concentrata a dire quali altre info sono necessarie per fare la diagnosi..cioè non ho messo di indagare aspetto relazionale, rapporto con il marito ecc...ma ciò che mi serviva per fare diagnosi ossia due attacchi di panico inaspettati e ricorerrenti, con almeno paura di morire o di un infarto e dato che non veniva riportata la frequenza indagare la frequenza e la natura di essi.Ho escluso fobia sociale, ma la motivazione che ho dato è troppo superficiale,nel senso che ho detto che non si nota una fobia verso una situazione specifica..ma in realtà avrei dovuto chiarire meglio(però non essendo richiesta diagnosi differenziale spero siano clementi!!)!!Ho detto che nonostante sia presente un ritiro sociale ed elementi fobici..i sintomi fanno pensare a manifestazioni agorafobiche e per indagare utilizzare PAAS che indaga frequenza e natura degli attacchi di panico e STAI per indagare ansia di stato e colloquio psicologico..e poi ho detto che sarebbe interessante indagare se Claudia ha effettivamente elaborato la morte del padre per infarto (!) e se recentemente ha vissuto eventi stressanti che hanno potuto riattivare tale dinamiche e collegarle simbolicamente con la morte del padre.
trattamento espressivo-supportivo per il buon esame di realtà e motivazione, per rielaborare i termini del conflitto, rielaborare tematiche inerenti la dipendenza, il lutto e l'aggressività e supportivo per incoraggiare ad affrontare le situazioni temute attraverso un atteggiamento empatico.Approccio psicodinamico per promuovere l'interiorizzazione di un oggetto interno contenitivo a cui fare appello nei momenti di difficoltà
Ah poi all'inizio ho posto l'attenzione su come lei si percepiva prima (sicura, autonoma, in grado di affrontare le difficoltà della vita e dopo percezione cambiata..perchè??)
Tutto questo in fretta, scritto con una scrittura veloce senza rileggere e in solo due pagine..i dubbi sono tanti e l'ansia aumentaaaa!!








!Quindi per noi era veramente difficile poter fare un lavoro del genere!!Dato che però all'esame era richiesto di fare un'ipotesi diagnostica che si presume sia il più corrispondente a quella reale, io mi sono concentrata a dire quali altre info sono necessarie per fare la diagnosi..cioè non ho messo di indagare aspetto relazionale, rapporto con il marito ecc...ma ciò che mi serviva per fare diagnosi ossia due attacchi di panico inaspettati e ricorerrenti, con almeno paura di morire o di un infarto e dato che non veniva riportata la frequenza indagare la frequenza e la natura di essi.Ho escluso fobia sociale, ma la motivazione che ho dato è troppo superficiale,nel senso che ho detto che non si nota una fobia verso una situazione specifica..ma in realtà avrei dovuto chiarire meglio(però non essendo richiesta diagnosi differenziale spero siano clementi!!)!!Ho detto che nonostante sia presente un ritiro sociale ed elementi fobici..i sintomi fanno pensare a manifestazioni agorafobiche e per indagare utilizzare PAAS che indaga frequenza e natura degli attacchi di panico e STAI per indagare ansia di stato e colloquio psicologico..e poi ho detto che sarebbe interessante indagare se Claudia ha effettivamente elaborato la morte del padre per infarto (!) e se recentemente ha vissuto eventi stressanti che hanno potuto riattivare tale dinamiche e collegarle simbolicamente con la morte del padre.
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