Nessuna...................
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Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
appunto rosa, per questo dicevo quello sul torturatore !! ogni analisi , anche non volendo, è didattica , grazie della tua risposta
grazie charlie... sicuro sono tremendo !! pignolissimo !!!! meglio allontanati !!!
non vorrei pero... Freud aveva già parlato della pulsione di morte (o distruzione) ... e se lo leggiamo ???![]()
molto gentile da parte tua inviare questo testo.
Alejandro.
Francamente non capisco cosa abbia a che vedere l'analisi didattica o meno con l'affidare strumenti di tortura. Non entro nel merito di scelte fatte in un contesto che non conosco, tuttavia ritengo che, se c'è una richiesta di analisi, da qualunque persona essa provenga, essa possa essere accolta o meno. Nel secondo caso si possono valutare criteri che imprescindibilmente hanno a che vedere con le resistenze dell'analista. Nulla di male, ma questo deve essere esplicitato.
Per come la concepisco io, l'analisi non può che essere uno strumento di cura. In quanto tale non vedo come potrebbe essere altrimenti utilizzata. Se ci accostiamo anche a nuclei di sofferenza estrema, dominati da sadismo e perversioni estremamente profondi (la "mafia interna", come la chiamava Rosenfeld, o il "claustrum" di Meltzer), possiamo - non senza fatica - ottenere dei risultati. Riconosco che è un compito che non tutti si sentirebbero di svolgere. Ma non si scarichi il peso di questa decisione sugli utenti.
Saluti
gieko
Solo che Alejandro questa cosa mi ha incuriosito, parli dello strumento analitico come se rappresentasse la tecnologia per costruire una bomba di distruzione di massaOriginalmente inviato da Alejandro
. Se i cattivi arrivano a sapere certe cose che voi analisti tenete nascoste, i cattivi che potrebbero fare? Come potrebbero usarle in pratica?
Dà l'impressione quasi di una pratica stregonesca alle cui conoscenze non possono accedere i non iniziati e che darà un gran potere sul prossimo a chi c'è passato.
Praticamente io dopo un'analisi avrò uno strumento in più che mi permetterà di far cosa? In che modo potrà aiutarmi a far del male a qualcuno qualora gli volessi far del male?
Questa cosa guarda mi interessa, avevo un vicino antipatico che mi faceva certi dispetti, una persona normale (un non analista) magari che so gli sgonfia o buca la ruota dell'auto e cose del genere (cattiveria dilettantesca da comuni mortali) mettere in pratica un omicidio è troppo complicato e pericoloso (per sé), in alternativa dopo un analisi che puoi fargli, gli fai prendere un infarto o gli fai esplodere la testa parlandogli come uno degli scanners?
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 22-02-2011 alle ore 17.39.45
Quindi, ( un'idea molto rapida sull'argomento), i torturatori, potrebbero -anche - rafforzare la loro coazione a ripetere in modo "utilitaristico" attraverso l'analisi? Insomma, sono personalità sadiche che godono della sofferenza altrui però...Potrebbero anche uccidere l'analista una volta "appreso" il necessario? E farne un dèsesparicido?
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Caro Alejandro,
visto che me lo chiedi ... secondo me sei tu a provocarli, anch’io faccio una fatica terribile a non picchiarti (virtualmente, s’intende) per cui io mi chiederei a questo punto perché stimolo queste reazioni nelle persone e non solo perché gli altri mi picchiano ... ma se preferisci puoi continuare a pensare che siamo noi ad essere sadici, senza chiederti se tu sei masochista
.
Il cambiamento talvolta è lento, lentissimo, come un buon ragù, che ha bisogno di tanta cottura a fuoco bassissimo, altre volte è un fiotto, un lampo, e assomiglia a quei piatti flambée, alle tagliate di carne, ai filetti, alle sogliole che le poggi appena sulla griglia ... altre volte ancora il guizzo è preparato da mesi di duro e intenso lavoro.
La differenza fra una analisi didattica e una che non lo sia? Nella prima si analizza a fondo una questione che non è necessariamente presente nelle altre analisi: il desiderio di diventare analista! Prima o poi viene fuori e va affrontato a dovere.
Equiparare tutte le analisi a quella didattica? Sarebbe come dire che chiunque abbia fatto un analisi è di fatto un analista! Sarei tentato di dirti di si, ma ho qualche dubbio. Certamente una analisi finita e ben condotta è l’ingrediente fondamentale per diventare un analista.
Non capisco cosa c’entri l’analisi con la tortura, non credo che l’analisi sia uno “strumento”, non penso che possiamo accomunare i torturatori tutti in un unico mazzo come se fossero tutti fiori di campo: c’è il torturatore sadico, lo psicopatico che è la bestia utile ad ogni regime, che obbedisce al padrone che gli fa sfogare la propria aggressività a comando e lo premia proprio per questo e il torturatore deresponsabilizzato, quello che semplicemente obbedisce agli ordini e anestetizza le sue emozioni, ogni tipo di empatia, magari acquisisce l’idea che sta torturando persone sub-umane, degli esseri inferiori, quasi degli animali, per non sentire la sofferenza e non essere attanagliato dalla colpa.
Probabilmente il sadico non accederà mai ad una analisi, ma il torturatore che ha obbedito agli ordini potrebbe essere sommerso dai sensi di colpa qualora venisse a mancare la struttura che impartiva gli ordini e che “giustificava” quello scempio prendendosene la responsabilità.
Questo tizio potrebbe vivere male per il resto della sua vita, potrebbe suicidarsi, o chiedere aiuto ad una qualche forma di psicoterapia.
A prescindere, io lavorerei con chiunque bussasse alla mia porta, non escludo a priori categorie patologiche o morali (a meno che non abbia un ribrezzo per quelle pratiche); unico faro che mi guida è capire fin dall’inizio come parte la relazione fra me e il paziente, e questo non significa necessariamente che debba essere positiva fin da subito, ma se è o meno dinamica.
Un saluto
Grazie della risposta, Megiston.
Quello che scrivi è in accordo con ciò che ho studiato all'università (prof. relazionali)... un po' meno con la mia esperienza di paziente.
in realtà la cosa che più mi infastidisce è l'analista che ignora quelli che secondo me sono diritti del paziente: sapere cosa ci va a fare lì, conoscere le finalità del lavoro analitico, le ragionevoli aspettative che si possono formulare circa la cura.
sarei curioso di sapere come si rappresenta l'analista il suo silenzio glaciale di fronte a queste domande. Ritiene forse di essere "neutrale" stando zitto?
Su queste questioni sono totalmente d'accordo con la posizione dei relazionali, che, se non altro, è onesta.
« Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio » G. Debord
Grazie gieko.
Capisco un po meglio dove ho creato il problema , provo a spiegarmi meglio e , tanto per cambiare, riferirò a SF.
L'analisi è didattica sempre, mi rivolgo a Freud nuovamente quando al suo paziente , quel uomo di una certa età che li pagava con le banconote sempre ben stirate da lui stirate, pulitissime. Freud li chiese il motivo per cui cosi faceva, il signore rispose: "perche sono sporche" (scusa lo scrivo a memoria, se vuoi cerco il caso e ti do la precisione nel'opera)
Questo pulitissimo signore aveva una caratteristica che dopo viene scoperta, portava le ragazze, figlie delle famiglie amiche, in montagna è appositamente perdeva il treno, dopo di che dovevano dormire li, quando queste ragazzine erano al letto e dormivano lui si presentava e li toccava sotto il lenzuolo al contempo si masturbava ... Freud gli dice: "lo sporco è Lei" ... e il signore se ne andò ... è un istrumento l'analisi questo signore ?? Bisogna dargli elementi per portare avanti la sua morbosa attività ? E se fosse cosi ? Rischi a trattarlo ?? Non pensi che, questo signore, potrebbe utilizzare quello che "impara sul anima umana" per continuare a far del male ? Io non avrei stomaco ...forse è il un mio limite.
Per questo, "imparare" l'analisi non ha che vedere con leggere psicanalisi, farlo tuo,proprio è una cosa che s'impara sul lettino o dove vuoi . Non ha che vedere con servizi segreti che imparano a memoria come torturare, è una tortura più sottile nel ambito della propria vita verso le altre persone (spero di essere capito e non che penso ai pervertiti ecc. ecc. ecc come credo sia stato frainteso pensandomi uno "psicoanalista freudiano" scemo, rigido e quantaltro ... che non lo sono , ovvio)
fammi sapere cosa pensi.
marco... il silenzio del analista è un tema molto interessante, non è mai un silenzio "vuoto" ... credo ci sia qualcosa scritta da Green con questo sottotitolo al interno di un suo libro.
Io non so perché c'è tanta gente che pensa di essere fraintesa. Pare sia uno sport molto comune.
grazie megiston, sono uno convinto è piuttosto tosto con le mie idee, il che non osta per ascoltare agli altri nel mi lavoro e anche a casa.
l'idea del analisi didattico non era tanto riferita a chi fa uno per la sua formazione quanto alla idea ricambiabile , cioè, chi è in analisi sviluppa un certo strumento (grazie della correzione) di ascolto che potrà , poi, fuori, essere utilizzato a fini meno nobili che prendersi cura di qualcuno e invece sottomettere a qualcuno... si capisce meglio? un saluto.
behh, essendo che non parlo la mia lingua madre , e nemmeno parlo seno che cerco di scriverla ... al di là che sempre questi mezzi sono particolarmente limitati per capirsi non è difficile sentirsi frainteso ...
un saluto benedetta
Il" fraintendimento "è una parola che piaceva a Lacan. Quando questi altri non capivano quello che diceva, il senso, un anello di significanti, le metonimie, le metafore, etc etc.Io non so perché c'è tanta gente che pensa di essere fraintesa. Pare sia uno sport molto comune
Lo hanno fatto anche molti lacaniani: "lei mi ha frainteso, il bambino fraintende"...ect
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4