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  1. #2866
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    Beh, ma infatti lo stesso ragionamento capita che lo faccia anche il paziente, non è che sia un minus habens. Quando sei sposata o con un compagno stabile, e ti rendi conto che qualcun altro ti suscita interesse, è quella la domanda che ti fai: come va la mia relazione? La risposta di solito è: mica tanto ben! E questo anche indipendentemente che sia analista o barista, colui che fa suonare il campanellino.
    E’ il ruolo del “terzo”, che può servire a darti una sveglia, a farti vedere ciò che nella relazione manca, o come sei cambiata ma come questo non sia stato condiviso. O anche, ancora più positivamente, qualcosa che puoi comunque riportare nella coppia, nel senso che magari la relazione si è fatta troppo esclusiva e c’è bisogno di riaprirsi di nuovo al mondo, per poter vivere al meglio e nuovamente il sentimento di coppia. Oppure, ci si rende conto che è tempo di suonare il requiem.

    Con l’analista si va a fondo della questione. Con il barista agisci se vuoi, ma può essere, e in certe condizioni, che la domanda rimanga sul tavolo e non si venga a capo di niente: per esempio se a ciò si unisce anche la necessità da parte tua, e in una fase della vita che lo domanda, la richiesta di un’indagine a tutto campo, o l’incapacità comunque di vivere ancora l’amore come qualcosa che non chiede. Insomma, le cose ancora non girano, barista o non barista si sente che c’è un inghippo di fondo.
    Nell’andare in profondità in analisi, si considera anche il colore che prende la cosa: il modello Bovary (portami via da questo grigiore e accendimi di passione lussuosa), il modello Karenina (prove d’amore che non finiscono mai), il modello salvatore (tu solo sai indicarmi la strada, senza di te non sono nulla), ecc. Indagine che è in grado di dire proprio tante cose di noi stessi. Questa è una cosa che puoi fare anche tu, metterti lì e capire se ci sono delle ripetizioni di modalità, se è musica che hai già sentito, quali invece le discontinuità, le differenza dal passato via via che si snoda il rapporto.

    Le proiezioni ci sono, e di infiniti tipi (non ci sono solo quelle erotiche, evidente): a questo non si scappa. Ecco, sentirmele proprio buttate sul groppone questo no, non mi è mai capitato. Diciamo che ognuno si è sempre assunto la sua parte di contributo nella vicenda. Interessava capire, crescere ed evolversi. Non reprimere, frustrare, far sentire dei minorati.

    Il transfert come dice Lalangue è un rapporto d’amore, qui e ora e ripetuto. Non necessita, per fare analisi, far sentire qualcuno in colpa per questo, o un bambino di tre anni. Necessita far capire, o ricordare a chi ha finito per dimenticarlo, che attraverso questo – un rapporto d’amore – si può essere di nuovo in contatto con noi e con gli altri, a patto di superare gli inghippi che lo impediscono, se vi sono.
    Per questo è così bello amare.
    Cara Giulietta,
    molto bello e molto opportuno questo tuo post, è la voce di una paziente a ciò che noi psy suscitiamo con i nostri interventi. Belli anche gli esempi letterari, ho apprezzato molto.
    Ciao

  2. #2867
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Ragazze, posso dirvi che invidio la vostra complicità? Siete davvero un bel gruppo, si vede che vi intendete, che vi divertite ... noi maschietti non riusciamo ... sarà il testosterone???

  3. #2868
    Banned
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    Charlie, sulle ripetizioni che intendi tu non posso risponderti, o meglio, qualcosa potrei ma, non essendo un analista, primo non riuscirei a sintetizzarti certo il mio materiale analizzato, secondo entreri nel personale. Io non credo che Meg volesse dire che le relazioni con i propri genitori non siano di alcun interesse in un analisi, ma che tutto sia riducibile sempre e comunque a quelle relazioni credo sia già più vicino a quel che lui intende.
    Le ripetizioni avvengono in svariati modi, dalla scelta di una sempre simile tipologia di persona al verificarsi di un copione sempre uguale nella relazione.
    Forse l'idea del transfert non è legata tanto alla ripetizione, ma è come se si credesse che quel che accade ora è direttamente causato da una relazione precedente avuta con la madre ecc. ecc...
    Ecco a questo io non ci credo molto, quel che avviene adesso in una relazione è un pastrocchio di cause, un po' ce lo mettiamo noi, un po' l'infanzia, un po' l'adolescenza, un po' pure quello che abbiamo mangiato ieri sera , ed un po' pure l'altra persona che si relaziona con noi ce lo mette.
    Magari si riuscisse a rintracciare linearmente una sola causa che risale all'infanzia di un singolo individuo per spiegare qualcosa che avviene in delle relazioni in cui intervengono ed interagiscono più individui (cioé qualcosa per me non torna), io mi accorgo che si attivano tante di quelle esperienze ed emozioni ora, una vera matassa, difficilmente puoi venire a capo della genesi di quel che ti passa per la testa ora tornando indietro alle origini; in buona parte dipende anche dalle esperienze attuali.
    Si è influenzati da una miriade di informazioni, magari fossero solo quelle infantili che determinano quel che facciamo ora... Secondo me si può cercare di capire cosa si sta facendo adesso notando similitudini e differenze con altre relazioni di cui si ha avuto esperienza diretta o indiretta... Ma rintracciare le cause reali a mio avviso è praticamente impossibile.
    Chi dice "ti comporti così perché tua madre ti ha fatto questo e quell'altro e stai ripetendo qualcosa perché prima hai avuto questa e quest'altra esperienza edipica" secondo me la maggior parte delle volte si sbaglia, quel che si può cercare di capire, come dice Megiston, è soltanto adesso cosa stiamo facendo (e qui è vero che non siamo completamente coscienti di quel che facciamo, non siamo coscienti nel senso che una parte di conoscenza ci manca di sicuro, si devono attivare per forza di cose molti automatismi, l'automatismo non è comunque un male in sé, l'attenzione non può vertere su tutto il proprio essere), questo a naso è più abbordabile della ricerca delle cause generatrici storiche, io penso che di sicuro non ce n'è una sola di causa storica e dubito pure che con un'autoanalisi (anche se condotta in due) ne possiamo venire a capo.
    Poi di questa conoscenza uno che se ne fa? Beh è un altro paio di maniche, può darsi pure che non serve praticamente a niente (è forse lo psicologo che deve afferrare cosa si può migliorare se capisce le intenzioni dell'altro quali sono). Un'altra persona insomma ci può di sicuro far notare che ci grattiamo il naso senza che ce ne rendiamo conto di far questo. Ci può far notare che proviamo qualcosa reagendo anche soltanto ad una parola, ora il perché ci comportiamo così non lo riusciamo a rintracciare davvero secondo me, dei motivi di sicuro c'erano, ci si può fare un'idea vaga di tutta la genesi ma non è importante secondo me, è importante sapere o notare improvvisamente qualcosa... Se capisci o osservi improvvisamente che una parola pronunciata da qualcuno provoca certe tue reazioni emotive indebolisce queste reazioni se puoi controllarle in una certa misura, solo però se vanno contro certe tue intenzioni (in questi casi si fa qualcosa non perché c'è una qualche necessità intrinseca intenzionale, manca proprio l'attenzione sull'automatismo, se noi non ce la portiamo qualcun altro ce la può far rintracciare). Là dove reagiamo già coscientemente (con conoscenza) a certi stimoli e situazioni intenzionalmente si può fare poco o nulla, non c'è qualcosa che sfugge, le intenzioni non le controlli, nel senso che già queste rappresentano, per così dire, il tuo controllo, ma combinate con la conoscenza di certi automatismi e relazioni tra cose che non si conoscono già e che non sfuggono al controllo intenzionale, possono produrre reazioni diverse.

    Ricordo una volta quando imparai a guidare che un amico mi disse che tenendo il piede schiacciato sulla frizione quando attendevo nel traffico in attesa di camminare con la marcia inserita rischiavo di scassare il meccanismo, mi suggerì di metterlo in folle e togliere il piede dalla frizione. Io mi comportavo così in automatico ma non avevo alcuna intenzione di scassare l'auto; nessuno me l'aveva mai detto che poteva capitare una cosa del genere. Comunque avevo

    1) la possibilità di controllare il movimento del piede (nel senso che non lo mettevo sulla frizione per piacere e nemmeno per particolare imperizia, era un automatismo che era presente come tanti altri)
    2) l'intenzione di non scassare l'auto senza che ci fossero motivi contrastanti con questa intenzione, non è che ero indeciso su questo come a me capita in altre situazioni .

    messe insieme tutte 'ste cose si produce un cambiamento, ma è del tutto intenzionale e non si prova nemmeno fatica, perché l'intenzione di non scassare l'auto già c'era a monte e contro questa intenzione non c'era proprio nulla di mio (non è che il mio inconscio lavorava contro di me) se non una vera e propria mancanza di conoscenza e forse di attenzione, avevo "imparato" a comportarmi così a scuola guida per vari motivi, non saprei di preciso nemmeno quali e non lo so nemmeno ora. Comunque quel comportamento "piede sulla frizione con la marcia inserita quando attendo nel traffico" ora non c'è più.
    In ogni caso mi sono fidato di quel che mi diceva il mio amico... , ma è vero? Non sono mai andato a studiarmi di preciso tutto il meccanismo delle marce e della frizione... Comunque l'auto non s'è rotta, anche se non era vero, tutto sommato non era dannoso.


    In questo senso qua io voglio che una persona che ne sa qualcosa in più o che riesce ad osservare qualcosa di rilevante per me rispetto a quel che cerco o ho intenzione di fare mi aiuti. Anche per questo secondo me l'analogia con la partita a scacchi è poco calzante, là si è in contrasto.

    Comunque questo tipo di conoscenza almeno è abbordabile. Per una volta mi trovo d'accordo con Megiston credo, se ho ben compreso, forse sono riuscito a capire cosa vuol dire quando parla di intenzione... Spero .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-03-2011 alle ore 09.46.33

  4. #2869
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Ragazze, posso dirvi che invidio la vostra complicità? Siete davvero un bel gruppo, si vede che vi intendete, che vi divertite ... noi maschietti non riusciamo ... sarà il testosterone???
    Beh, ci si può sempre impegnare per cambiare....dura eh? (sempre stata un'irriducibile idealista, troppo!)

  5. #2870
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Bah, io più che altro non ho mai capito come fate a non annoiarvi, sempre lì rincattucciati un po’ in cagnesco uno con l’altro: è anche stressante, no? Non so, continuate a maltrattare quella vostra parte femminile che invece vi potrebbe essere così utile nella vita.

    Charlie, nel tuo post mi sono decisamente persa, alla fine mi sono ritrovata a grattarmi non il naso ma la capoccia...
    Provo a fare delle precisazioni.
    Non è che individui delle cause precise, però stringi legami possibili, e plausibili. Non è poco, sai? E non c’è qualcuno che li stringe per te ma sei tu a farlo, attraverso le associazioni per esempio (in un contesto junghiano le associazioni sono circolari come diceva Rosa, cioè non ci si allontana da ciò che si va analizzando, per esempio a ridosso di un sogno). La consapevolezza di questi legami fa già molto, ti assicuro. E non arrivano dall’analista i legami, ma da te solo: bisogna fidarsi del proprio inconscio, non è qualcosa di esterno a te, è parte di te, solo di non facile ascolto. E anche di molto scomodo ascolto, a volte.
    Tu continui a scambiare l’analisi per qualcosa di coercitivo, qualcosa che ti fa diventare ciò che non vuoi essere, un percorso educativo imposto da qualcuno e che ti inietta valori e desideri non tuoi. L’unico ostacolo a divenire ciò che sei in un analisi, sei tu. Mai l’analista, ma solo e unicamente tu. L’analista sottolinea qualcosa che hai detto, te lo riporta all’attenzione: può essere anche privo di importanza, può non essere la strada giusta quella proposta dall’analista su una data questione, un tentativo che si rivela mal posto. Ma allora ti assicuro che già nel non sentirlo come un legame valido - nel non sentirtelo risuonare dentro - ti trovi molto spesso a trovare la strada per quello che può esserlo.
    E’ un dialogo Charlie, e nel quale gli errori di interpretazione dell’analista, o i dubbi, spesso portano molto più lontano delle certezze. Per questo si ha bisogno dell’altro, perché anche attraverso un confronto che spesso si nutre di ipotesi errate, si ha modo di trovare quelle più giuste.

  6. #2871
    benedetta14
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    Tu continui a scambiare l’analisi per qualcosa di coercitivo, qualcosa che ti fa diventare ciò che non vuoi essere
    Ma magari!!! Almeno avrebbe il potere di cambiare davvero! E il problema si ridurrebbe solo a trovare l'analista giusto. Non ci riesci neanche volendo (va a finire che divento lacaniana...tutto dire)
    Ultima modifica di benedetta14 : 02-03-2011 alle ore 11.28.01

  7. #2872
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    In che senso? Non ho capito

  8. #2873
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Che non si deve aver paura della psicoanalisi, perché si può esserne plagiati solo se è nella propria natura. Ed in quel caso riuscirebbe a parlare di chi si è (quel divenire soggetto, avere consapevolezza di sé)
    Ultima modifica di benedetta14 : 02-03-2011 alle ore 11.58.47

  9. #2874
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Sì, la paura del plagio parla della propria natura. Prenderne consapevolezza non è una festa, e siamo d’accordo. In generale l’analisi non è una festa, un percorso che può confermarti solo nei tuoi valori positivi, nelle tue strepitose qualità personali; non si va in analisi per farsi confermare della propria bellezza di persona, ma per metterla insieme a ciò che di non affatto bello c'è in noi.
    L’alternativa però è continuare ad esserlo (plagiabile). Credendo di non esserlo, ovviamente. E non vedendo il resto di noi, che pure ci riserva buone sorprese.

    Il che darà adito ad una chilometrica replica di Charlie che ci argomenterà come invece lui non lo sia plagiabile, e siano gli altri invece a volerlo indurre a vedersi così…

    Amen, me la sono tirata addosso.
    Ultima modifica di giulietta.o : 02-03-2011 alle ore 12.23.36

  10. #2875
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Anch'io ho apprezzato gli esempi letterari di Giulietta, i primi che ho visto nel post ,ma non avevo il coraggio di sottolinearli.

    Sempre stata una fan di questi personaggi, creati da uomini, zutt!

    Io mi vedo Emma e Anna, insieme, sapete quante volte ci ho pensato!!

    Però non voglio assolutamente suicidarmi, non me ne frega niente!!Oh!)

    Sono una Emma e una Anna assolutamente del 2000.

    vorrei che il mio analista leggesse in chiave moderna!
    Ultima modifica di complicata : 02-03-2011 alle ore 12.34.07

  11. #2876
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Il che darà adito ad una chilometrica replica di Charlie che ci argomenterà come invece lui non lo sia plagiabile, e siano gli altri invece a volerlo indurre a vedersi così…

    Amen, me la sono tirata addosso.
    Mi sa di si
    Gaia

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  12. #2877
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Wow, ma delle chilometriche repliche di charles, dovete fare come me: prendete una frase sola, e dite: beh,però ha ragionato bene.

    Non ha mica tutti i torti, Amen))

  13. #2878
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    Sì, la paura del plagio parla della propria natura. Prenderne consapevolezza non è una festa, e siamo d’accordo. In generale l’analisi non è una festa, un percorso che può confermarti solo nei tuoi valori positivi, nelle tue strepitose qualità personali; non si va in analisi per farsi confermare della propria bellezza di persona, ma per metterla insieme a ciò che di non affatto bello c'è in noi. L’alternativa però è continuare ad esserlo (plagiabile). Credendo di non esserlo, ovviamente. E non vedendo il resto di noi, che pure ci riserva buone sorprese.
    Il problema della paura del plagio, è quasi ontologica, insieme alla tendenza a fidarsi, il che può confliggere con alcune convinzioni o percezioni. Magari potrebbe portarci a chiedere "Chi si sta fidando di chi?" (e viceversa, ).

    Così facciamo un pò per uno, giulietta
    Gaia

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  14. #2879
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    grazie del consiglio complicata
    Gaia

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  15. #2880
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Ci si sta fidando di chi?

    Di uno bravo.

    Il mio è il migliore, in assoluto.

    Il più bravo di tutti.

    Non c'è Cristi, sennò uno non ci va.

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