Una cosa è proporre, altra cercare di imporre, si può proporre qualcosa e l'altro potrebbe pure non seguirla, in questo caso cosa succede? Se il rapporto è sano nulla, ma se non lo è l'altro userà il potere di cui dispone all'interno della relazione per puntellarti perché
non ha mica a cuore quel che vuoi fare tu, ti spronerà
perché tu diventi come lui desidera. E' un discorso piuttosto aggressivo dire "o fai così oppure ti mollo un cazzotto", il cazzotto può consistere al livello relazionale col ritirare qualcosa al livello affettivo, col minacciare di lasciare l'altra persona, oppure col dire ad un uomo... "Un
vero uomo dovrebbe fare così e colà" (comunque vale anche il viceversa

) e così via. Non sono più discorsi amichevoli questi, è inutile pararsi dietro a "lo faccio per il tuo bene". Ecco emergere
una partita a scacchi con certi rapporti di potere, da questo punto in poi le due persone sono divise; altro che proiezioni, a me sembra di aver osservato abbastanza correttamente quel che avviene.
Preferisco fare delle cose volentieri per l'altro piuttosto che sforzarmi a stare in una relazione, e pure per l'altra persona dovrebbe esser così, se ci si costringe a stare insieme per modellarsi a vicenda ci si fa più male che bene, a quel punto forse è meglio star da soli anche se l'altro manca e continuerà a mancare. Se avviene questo la cosa non funziona più e dubito che potrà funzionare prima o poi. Questa mancanza non è più di quella persona concreta e conosciuta che per com'era fatta non poteva di certo soddisfare le proprie esigenze ma comunque c'è.
Io perciò mi riferisco a questo atteggiamento e non alle proposte gentili in cui se ti rifiuti di far qualcosa e non sei convinto ad insistere l'altra persona non cerca di rimproverarti in qualche modo mettendo in mezzo ricatti e roba del genere cercando pure di far leva su certi tuoi sensi di colpa.
Quando non si sta insieme volentieri perché l'altro non si comporta come noi vorremmo che si comporti e si deve ricorrere a questi espedienti non è mai un buon segno. Io voglio una relazione, ma la voglio abbastanza sana, perciò è necessaria una reciproca accettazione nei riguardi di un futuro più o meno prossimo che ognuno dei due intende progettare oppure non progettare affatto, se devo stare con una persona che continuamente vuol mettersi a giudicare come dovrei essere, cosa dovrei fare o non fare e così via preferisco farne a meno e farmi direttamente una sega.
Un rapporto del genere per me sarebbe un'infinita rottura di palle, roba da inferno dantesco, mi lamento della mancanza di una donna nella mia vita, ma poi se fosse presente in questo modo mi lamenterei in seguito della presenza di una donna nella mia vita
.
Se non esiste proprio una relazione così io non mi lamento del fatto che non riesco ad averne una di quelle che non sopporto ed alle quali tanti si sono adattati (al loro posto non ci starei bene), e perciò in questo caso non è che la cosa si può sanare. Ne voglio una adatta a me e non ad un me trasformato secondo le fantasie di crescita di un analista o di una donna. Può darsi pure che io in tal senso non voglia affatto crescere perciò non è affatto un'alternativa proponibile perché l'intenzione mia non c'è.
O ci si riesce a venire incontro abbastanza naturalmente e senza troppa sofferenza o è meglio alla fine star soli piuttosto "che male accompagnati" per persone come me.
Saluti