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  1. #3076
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    “mi sono licenziato, anche se non so più cosa voglio fare nella vita veramente”

    Questa risposta qui è abbastanza corrispondente a quel che sento io, me la annoto .

    E che uno dei problemi dietro è proprio quello dell'ideazione di qualcos'altro, è divenuto certe volte un altro problema quello del "non mi vengono idee riguardo a cosa fare" quindi più che innescare uno stato di serenità innesca un altro circolo vizioso.
    Certe cose so comunque che non voglio farle, altre le vorrei fare ma non saprei manco vagamente dove andarmi a cercare certe relazioni che mi soddisfino abbastanza.

    Non avevo mai avuto relazioni sessuali e così dopo anni mi sono barcamenato in una relazione a pagamento. Prima di ricorrere a questo avevo instaurato comunque una relazione con una ragazza che come al solito voleva mettersi con me per cambiarmi di sana pianta, le volevo bene però così con lei io non ci stavo bene e nemmeno lei con me, e quindi questo mi ha lasciato comunque deluso.

    Il lavoro che facevo anni e anni fa mi faceva stare più male che bene e mi sono tolto di mezzo io stesso, tutto sommato mettendo le cose sul piatto della bilancia sto meglio adesso.
    Alla fin fine non è che non scelgo, alla fine scelgo comunque le situazioni che mi fanno stare meglio e meno peggio, poi però penso a quel che non mi va delle situazioni in cui mi trovo e precipita tutto, tornare a quello che non funziona non funziona, perciò penso ci vorrebbe "altro", ma dove sta?

    Anche quando immagino di stare al posto di altre persone, per così dire, che svolgono certe professioni, l'idea davvero non riesce ad allettarmi (provo più fastidio che piacere ad immaginarmi lì), qua davvero è così, io al loro posto mi sentirei talmente incatenato da grovigli di impegni, relazioni difficili con clienti, capi ufficio, vessazioni, orari, e cose del genere che davvero poi mi butterei dalla finestra dell'ufficio o sotto alla catena di montaggio direttamente, a seconda della professione (ho parlato prima anche delle stragi negli uffici, queste cose dipendono secondo me anche dalla frustrazione a dovere star là dentro forzatamente).

    "Lavoro" se è inteso in tal senso io sono già convinto di non volermici andare a ficcare in situazioni del genere, pure per questo non è che lo cerco volentieri. Forse chissà mi verrebbe voglia di farlo pure se pensassi "non è necessario per me lavorare per campare", ma non saprei, forse non è nemmeno questa la difficoltà. Io comunque conosco persone che campano di rendita, una situazione del genere a me non dispiacerebbe, però non ho abbastanza risorse per farlo. Io un po' mi appoggio economicamente ai miei, un po' a mio fratello, un po' ho un piccollo affitto concessomi sempre dai miei. L'indipendenza economica non ce l'ho, non potrei permettermi di vivere da solo e pagare le bollette, però lavorare significa sacrificare un altro tipo di indipendenza di cui io sento comunque il bisogno. Per me la realizzazione professionale non è che sia proprio un bene in sé, è soprattutto l'indipendenza economica che mi manca, certe cose mi piace farle per conto mio, ma perché le energie per farle sorgono spontanee per compierle e portarle avanti (andare al cinema di tanto in tanto già è qualcosa, quando son stato peggio manco questo volevo fare più), l'esempio del bambino che cerca di afferrare il giocattolo di Megiston è calzante in questo caso. La mamma lo incita perché riesce ad afferrare che è proprio in quella direzione che vuole andare in quel momento (che qualcuno faccia il tifo per me non mi dispiace affatto ), ma se la mamma non riesce a capire bene il bambino cosa vuol fare e lo "spinge" o più che altro "lo forza" a fare cose che non sente consone a sé e dissonanti col proprio malloppo di bisogni ed aspettative produrrà più danni che benefici.

    Io è vero sono dipendente economicamente (non solo da mammà pure da papà) ma non sono così pazzo da mettere su famiglia con una donna o cose del genere senza avere risorse più solide e senza esser davvero persuaso nel far questo, ho visto persone senza aver nulla sfornare figli e fingersi altro che hanno prodotto molti più disagi in giro di quanti ne produco io col mio atteggiamento "infantile".

    Io preferisco comunicarglielo a una ragazza che non sono quel che s'aspetta e non farglielo credere, se da me si aspetta determinate cose, forse sbaglio ma non riesco a fingermi qualcos'altro, nel bene e nel male sono un po' polpo e un po' piovra, sono abbastanza sfaticato e malsopporto certe costrizioni, incastrarmi senza una genuina convinzione in certe cose non è bene per me. Mi vien voglia in un momento di aiutare una signora per strada in difficoltà e lo faccio volentieri, non ne ho voglia, non l'aiuto, ma non è che devo costringermi ad aiutare qualcuno perché si deve aiutare, così non va bene.

    Ci vorrebbe per me un lavoro poco impegnativo in cui non ti viene chiesto di stare occupato per molte ore al giorno e si guadagni qualcosa, ma questa a me sembra una contraddizione in termini se si osserva solo un po' come stanno andando le cose in giro.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-03-2011 alle ore 13.35.39

  2. #3077
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Perchè non fai l'insegnante?
    Io lo faccio part-time, addirittura, è divertente!

    Saresti adatto,poi c'è bisogno di figure maschili, non lo vuol fare più nessuno dei maschi, questo lavoro, chissà perchè.

  3. #3078
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Sto cercando di insegnare un po' ad usare il computer ad un amico... word, e sto incontrando parecchie difficoltà. Perciò non saprei complicata, farlo davanti ad una classe... Non so.

    Se trovo qualcosa che mi convince davvero comunque la farò, più che il vuoto, direi che in me regnano intenzioni che poco si adattano alle scelte disponibili, ho comunque scelto io di farmi mantenere e non impegnarmi in certe altre cose per dei motivi miei (perché mi davano più fastidio nei confronti dei benefici che ne ricavavo), poi c'è tutta la parte negativa di tutta questa situazione in cui mi trovo e di cui mi lamento spesso, ma per me questa parte di cui mi lamento è meno negativa delle "soluzioni" che spesso mi vengono proposte o alle quali occhio e croce già ci ho pensato.

    Insomma ora di qualcosa mi lamento, ma certe "soluzioni" poi mi fanno lamentare ancora di più (producono al livello di effetti benefici qualcosa ma dall'altro lato in me producono danni ancora maggiori), si tappa un buco e si crea da un'altra parte una voragine. Così comunque non va bene. E' come voler sanare un debito chiedendo un prestito ad un altro creditore, aumenta solo il buco economico di cui ci si lamentava prima così.

    Se quando non lavoro e sono abbastanza libero sono insofferente, figuratevi quando lo faccio come risulto al livello relazionale . Adesso scappano via solo le donne con le quali "ci provo", quando ero infelice e di umore ancora più nero, scappavano via tutti. Se c'è un equilibrio migliore per me e riesco a trovarlo ed osservarlo ci scivolerò come uno slittino che scende da una montagna innevata, altrimenti le cose resteranno così.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-03-2011 alle ore 16.31.09

  4. #3079
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Soprattutto i maestri, sono molto ricercati.
    Gaia

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  5. #3080
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Se quando non lavoro e sono abbastanza libero sono insofferente, figuratevi quando lo faccio come risulto al livello relazionale . Adesso scappano via solo le donne con le quali "ci provo", quando ero infelice e di umore ancora più nero, scappavano via tutti
    E dov'è la differenza? Cmq, scappano; e se poi, diventi di umore nero perchè le donne con le quali ci provi scappano via tutte e gli "altri" ricominciano a scappare?

    Scappare da sè stesso all'interno di una certa realtà possibile, aliendosi tutta questa parte, per non far scappare gli altri? E' un circolo vizioso, la creazione di una dipendenza. (non parlo di quella economica).
    Gaia

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  6. #3081
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Soprattutto i maestri, sono molto ricercati.
    Ma sì, è una cosa tragica, guarda, poi non si capisce, i maschi dopo un po' passano Dirigenti, si mettono in giacca e cravatta a fare i manager, e non servono più a nulla.
    Anche certe donne, eh?

    Siamo ot, ma siccome voi siete psicologi e la scuola spero la consideriate parecchio importante, mi preme farle queste constatazioni.

    Quanto a insegnare davanti alla classe, la classe ragazzi è una sfida, un po'.
    Ti ci puoi mettere alla prova tutti i giorni, è molto collegata a una prova psicologica, ho un ricordo vivissimo del primo giorno da maestra, vent'anni fa, lo raccontavo nel gruppo A.M.A in chat, e son venute fuori un sacco di strategie che usavo per gestire l'ansia!

    1) telefonare al fidanzato tutte le sere ( lui si che ti capisce)

  7. #3082
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    1) telefonare al fidanzato tutte le sere ( lui si che ti capisce)
    r

    Basta che ascolta, no?
    (perché é uno dei peggior difetti maschili nonj sapere ascoltare)
    Gaia

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  8. #3083
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio
    Scappare da sè stesso all'interno di una certa realtà possibile, aliendosi tutta questa parte, per non far scappare gli altri? E' un circolo vizioso, la creazione di una dipendenza. (non parlo di quella economica).
    E di nuovo con questa storia dello scappare da me stesso, me stesso è sia quello che vuol avere certi vantaggi che quello che non vuole andare incontro a certi disagi, è la stessa persona. Me stesso insomma è sia quello che è sfaticato, che si lamenta, che rompe le balle a qualcuno qui, che quello che vuol guadagnare qualcosa e trovare una donna, è lo stesso pure che ha paura di assumersi certi rischi... E' tutt'uno. Non è che una parte scappa dall'altra, proprio perché stanno tutte insieme e presenti che vanno a confliggere con quel che c è attorno. E' proprio tutto questo'insieme che è me stesso, è pressappoco impossibile per me fuggire dalle mie esigenze.

    Io questo equilibrio qua ho trovato, non sto bene, ma così riesco a tener conto comunque di una serie di esigenze mie che forse altri non hanno proprio visto che da quello che dicono non risultano importanti.
    Se già ho provato ad andare in certe direzioni e non mi sono trovato bene bisognerebbe tenerne conto (insomma è proprio me stesso che non s'è trovato bene). Non mi sono alienato in nessun senso, la realtà comunque la conosco, sia quella interna che quella esterna (in buona parte), il problema è che queste due grandezze non vanno tanto d'accordo .
    C'è una bella frattura tra una serie di mie aspettative e la realtà che conosco, il me stesso che conosco è in forte contrasto con certi aspetti del mondo circostante, ora se c'è un modo per soddisfare meglio tutto il malloppo delle mie esigenze, sia quelle legate alle aspettative sia quelle legate alle cose che non sopporto proprio e voglio evitare, lo accoglierò.
    Ma se certe cose non le voglio fare per certi motivi può darsi che questi motivi sono comunque più forti dei motivi per cui facendole otterrò certe cose che mi piacciono. Se non mi muovo ancora dev'essere per forza così, ora qualcosa di diverso me lo si dovrà pur mostrare, non è che mi si dice che i motivi per cui non voglio andare a lavorare da qualche parte non esistono, oppure che scappo da me stesso e cose del genere.
    Per ora per me i motivi ci sono per cui non ho affatto voglia di andarmi a ficcare in certe situazioni che detesto (è il me stesso che le detesta, quindi da questo me stesso non fuggo affatto) e non è un'opera di autopersuasione che ho intenzione di mettere in atto, o si aggirano certi ostacoli in qualche modo (ci riesco io insomma o mi aiuta qualcuno), o si fanno cadere questi motivi modificando qualcosa oggettivamente tramite una qualche azione a me sconosciuta, oppure infine la situazione resta appesa ed indecisa.

    La domanda riguardo a cosa faccio nella vita a me dà un po' fastidio quando viene rivolta da certe donne, perché avverto proprio tutto un certo sistema gerarchico che si dispiega per valutarmi. Mi sento come se fossi una mela al mercato che sa già che probabilmente verrà scartata se dice d'esser bacata (ma per me l'essere bacato non è un problema in sé, sono così e "essere bacato=male" non è una relazione che ho stabilito e stipulato io, è chi deve mangiarla la mela che valuta in questo modo le cose). Perciò se dico come stanno le cose davvero, visto che quasi tutte le donne sono come giulietta ed inorridiscono di fronte ad una cosa del genere, e cioé che non solo non faccio certe cose, ma non mi impegno nemmeno più nel cercare una qualche attività forzata! è ovvio che sia titubante nel rivelarlo, se sospetti che una cosa viene ritenuta un difetto da un'altra persona cerchi di non fargliela sapere, però non ci riesco davvero e ad un certo punto dico la verità.

    Siccome mi conosco un po' poi so che la manderei al diavolo velocemente questa attività nella migliore delle ipotesi, nella peggiore ci sosterei dentro dicendomi e raccontandomi che mi ci abituerò fino al ridurmi ad uno zombi che non riesce più nemmeno a mantenersi pulito: pure per far questo ci vuole tempo ed energie per me, il fare spesso certe cose non modifica la situazione davvero, le energie per una cosa alla volta le posso usare, ad un certo punto finiscono e già lo so che per me andare sotto un certo livello mi fa molto male e non ho più intenzione di andarci.

    A me è proprio tutta la situazione che non sopporto, ad adattarmi a tutto questo non so proprio se ci riuscirò prima o poi, e nemmeno se mi verrà davvero una qualche voglia positiva di adattarmici, sono troppe le cose che proprio non mi stanno bene.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-03-2011 alle ore 22.07.38

  9. #3084
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    Data registrazione:21-03-2008
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    Messaggi:1,061Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
    Scappare da sè stesso all'interno di una certa realtà possibile, aliendosi tutta questa parte, per non far scappare gli altri? E' un circolo vizioso, la creazione di una dipendenza. (non parlo di quella economica).
    E di nuovo con questo scappare da me stesso, me stesso è sia quello che vuol avere certi vantaggi che quello che non vuole andare incontro a certi disagi, me stesso insomma è sia quello che è sfaticato, che si lamenta, che rompe le balle a qualcuno qui che quello che vuol guadagnare qualcosa e trovare una donna, è lo stesso pure che ha paura di assumersi certi rischi... E' tutt'uno. Non è che una parte scappa dall'altra, proprio perché stanno tutte insieme, è proprio tutto questo'insieme che è me stesso.
    L'hai capito anche tu che sei sia una parte che l'altra; sei sulla buona strada a questo riguardo, allora.

    C'è una bella frattura tra una serie di mie aspettative e la realtà che conosco,
    Questo è il problema principale e poichè c'è una frattura (per una serie di motivi tuoi) tra la realtà che conosci e te stesso, hai paura anche di quella che non conosci e per la quale vorresti una specie di garanzie.

    E di conseguenza di e per qualche parte di te, che magari potrebbe essere, come poi ti accorgerai probabilmente, piena di altre risorse.
    Gaia

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  10. #3085
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    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio
    L'hai capito anche tu che sei sia una parte che l'altra; sei sulla buona strada a questo riguardo, allora.
    Buona strada per far cosa?
    Qua l'unica cosa che potrebbe sanare le cose dovrebbe essere solo un mio errore nel valutare le possibilità effettive, dovrebbe spuntar fuori insomma qualche possibilità totalmente nascosta che non conoscevo nemmeno prima, che curi la frattura.
    Ad esempio s'è sempre creduto che i morti non potessero resuscitare e arriva qualcuno che mostra che è possibile farlo effettivamente con qualche sistema smantellando una delle credenze base alla quale molte persone sono legate non certo per piacere.
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-03-2011 alle ore 22.19.51

  11. #3086
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Charlie, tu ancora non hai ancora ben chiaro un concetto: che sei solo.
    Nessuno ti dimostrerà nulla. Nessuno arriverà con nessuna soluzione. Il mondo intorno a te non cambierà uniformandosi alle tue difficoltà.
    Se qualcosa cambierà nella tua vita, ciò avverrà perché tu ti sarai deciso ad operare un cambiamento.
    Al massimo, questo sì, puoi scegliere che qualcuno ti accompagni nel percorso.

  12. #3087
    benedetta14
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    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    A proposito delle interpretazioni come difesa e di un vecchio discorso, potrei dire che anche alcuni interventi dell'analista possono essere delle evacuazioni: quando non riesce a contenere la propria angoscia e deve per forza mettere ordine, in un certo senso evacua la sua angoscia per l'attesa del senso (mancanza di capacità negativa).
    C'è il pericolo di mettere in fuga il paziente che è già alle prese con la sua di angoscia e che non può affrontare anche quella dell'analista. Si perde l'occasione di scandagliare quel terreno. Come può l'analista arginare questo pericolo, come può ovviare a questa mancanza di capacità negativa?

  13. #3088
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o
    Charlie, tu ancora non hai ancora ben chiaro un concetto: che sei solo.
    Nessuno ti dimostrerà nulla. Nessuno arriverà con nessuna soluzione. Il mondo intorno a te non cambierà uniformandosi alle tue difficoltà.
    Se qualcosa cambierà nella tua vita, ciò avverrà perché tu ti sarai deciso ad operare un cambiamento.
    Ma allora perché cerchi di dimostrarmi che certe cose che dico sono proiezioni? Qua cerchi di dimostrare qualcosa a me e come, in continuazione. Io questo dico che una soluzione non la vedo proprio e si cerca di dimostrare che c'è, se non c'è davvero rispetto a quel che vado cercando io perché si sostiene in contunuazione che c'è?
    Mi si dice che dipende tutto da me vagamente e basta, se dipende da me in che modo dipende da me?
    Se le cose che posso fare io per modificare la situazione e che conosco già sono le stesse che conosci pure tu non è che mi si può aiutare in qualche modo, se non le faccio già certe cose che so in linea di principio di poter mettere in atto, la decisione di farle non c'è proprio quindi è un discorso pressappoco inutile questo da portare avanti. Il fatto che non le voglio fare fa parte del problema che pongo. Se avessi voluto farle già come altre persone non ci sarebbe stato alcun problema.

    Una cosa che mi chiedo poi comunque è questa: se è vero il discorso che io posso cambiare se lo voglio ed uniformarmi al mondo circostante, cosa impedisce ad altre persone di uniformarsi a me? Così come non voglio fare io certe cose per certi motivi miei posso ribaltare il discorso e dire che a non volerle fare certe altre cose per certi motivi sono altre persone.

    Per me c'è proprio un conflitto di fondo tra interessi contrastanti ed ognuno di questi due discorsi è in fondo sbagliato.
    Non lo so se certe cose siano sanabili nella testa di una parte delle persone in lotta in un conflitto bellico che si sta svolgendo da qualche parte, sostenendo che in fondo a voler la guerra è solo una parte perché questi non hanno intenzione di cambiare ed adattarsi a certe situazioni che fanno comodo all'altra parte.

    Certo in linea di principio ognuna delle parti in lotta potrebbe farlo ed adattarsi alle esigenze di qualcun altro, ma perché dovrebbe farlo? Perché quest'altro è più forte, ha più potere?

    Ognuno lotta per sé, ed è proprio il fatto d'esser solo a lottare per me stesso (non lotto per te giulietta, le tue idee, o l'idea di bene, amore o felicità che hai in testa tu o uno psicoanalista) che mi fa diffidare di tutti questi discorsi. Devo capire prima se una persona sta dalla mia parte in certi contesti o no, io inizio ad avere qualche dubbio quando cerca di spingermi dall'altra senza starmi nemmeno a sentire.

    Farai qualcosa quando avrai intenzione di farla... Questo è ovvio... E quando la dovrei fare qualcosa quando non sono affatto deciso?

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 14-03-2011 alle ore 10.36.35

  14. #3089
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Non lo so se certe cose siano sanabili nella testa di una parte delle persone in lotta in un conflitto bellico che si sta svolgendo da qualche parte, sostenendo che in fondo a voler la guerra è solo una parte perché questi non hanno intenzione di cambiare ed adattarsi a certe situazioni che fanno comodo all'altra parte.
    Il problema é che nell'ambito di tale conflitto bellico, immaginiamo tra sudisti e nordisti, sia che ti metti dalla parte di uno squadrone che per l'altro, in realtà, è la stessa cosa; il conflitto rimane immutato, perchè sei sempre tu che fai il soldato. Al limite, puoi cambiare divisa ogni tanto.
    Gaia

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  15. #3090
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Ma se una donna ti chiede cosa fai nella vita, è perchè è interessata a te.

    Ma non li sai interpretare i segnali che mandano le donne?

    Impara i codici, sono spesso criptati.

    Leggi un po' anche gli altri,io lo faccio sempre, è un buon modo per interpretare segnali amici e nemici!

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