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  1. #16
    Partecipante L'avatar di Amelie.92
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    07-03-2011
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    51

    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Citazione Originalmente inviato da Dispodaspo Visualizza messaggio
    Ilaria, comprendo l'entusiasmo, però forse è meglio essere precisi... Amelie necessita di informazioni concrete per una scelta difficile. Dire che Psicologia offre campi di lavoro infiniti potrebbe essere interpretato scorrettamente...

    E' come dire ad una persona che non conosce le realtà del mercato del lavoro che (per fare un esempio) con la laurea in Filosofia o in Scienze Politiche i campi di lavoro sono infiniti. In teoria sì, lo sono; in pratica decisamente no; tanto che la maggior parte dei laureati in Filosofia o Scienze Politiche (e non mi riferisco solo ai neolaureati da tre mesi, ma anche da laureati da 5-6 anni, con master, etc.) lavora come precario in qualche call-center, fa l'impiegata se ha la fortuna di avere anche un diploma da ragionera, fa docenze di supplenza, etc.

    Quindi, se anche la psicologia - in teoria - si occupa potenzialmente di numerosi settori (e fornisce strumenti operativi molto più spendibili di una laurea in Filosofia, ad esempio), e questo è verissimo, è anche verissimo che una persona che si sta per iscrivere vuole capire che possibilità lavorative reali ci sono. E il dato di fatto, purtroppo, è che allo stato la maggior parte dei laureati in psicologia, con abilitazione e spesso master/perfezionamenti, arranca per molti anni in posizioni di assoluto precariato, con oltre la metà degli psicologi iscritti agli Albi che non riescono a generare regolarmente reddito da psicologo, anche per molti anni dopo la laurea. Questo ce lo dicono, da anni, i dati ed i numeri.
    E la situazione non cambia tanto tra nord e sud del paese, per essere chiaro (e sono pochi gli psicologi che vanno all'estero, essendo spesso il nostro un lavoro in cui la competenza linguistica deve essere estremamente elevata per poter operare).

    Quindi, se è vero che la flessibilità "teorica" del titolo di studio è elevatissima, a livello di informazioni occupazionali si deve anche sottolineare con estrema chiarezza che il mercato professionale per i giovani psicologi è enormemente più ridotto di quanto si possa pensare. Purtroppo, e molto a volte dipende dagli stessi psicologi; ma allo stato la situazione "oggettiva" è proprio questa. E va conosciuta, per poter fare una scelta realmente consapevole.
    Io credo di aver capito quante e quali sono le difficoltà che mi aspetteranno nel caso decidessi di frequentare psicologia. Ma esiste almeno una facoltà che dà la certezza di un lavoro fisso?
    Dato che psicologia a Napoli è a numero chiuso ho preso in considerazione anche altre facoltà ovviamente, nel caso non dovessi farcela. Ho scelto lingue. Sarò sfortunata, ma facendo un paio di ricerche ho scoperto che anche le prospettive lavorative di un neo-laureato in lingue sono basse, e se si va all'estero non sempre la laurea viene riconosciuta. Quindi buttarmi in altri settori, con la possibilità di perdere la mia motivazione strada facendo, mi sembra una scelta ancora più azzardata di quella di frequentare psicologia. So che sarà una strada difficile, so che magari tutte le aspettative che nutro oggi potrebbero spegnersi quando sarà troppo tardi, ma se tutti ragionassero così, in Italia le università sarebbero vuote. Almeno io la penso così, magari mi sbaglio.
    Comunque grazie mille ad entrambi

  2. #17
    Partecipante Affezionato L'avatar di Ilaria.Bi.
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    18-02-2011
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    si questo lo so benissimo che con la nostra preparazione non troveremo subito lavoro, ma a chi succede con il mercato del lavoro di oggi?

  3. #18
    Partecipante Assiduo
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    20-02-2011
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    191

    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Dipende. Nel mercato del lavoro precario di oggi, a quasi nessuno. Ma si può comunque discriminare, ed effettuare una scelta anche basata su dati che possono aiutare a riorientare. Il rischio è altrimenti quello di "fare qualcosa che piace per paura di non fare qualcosa che ci piace un pò meno", e poi - per via delle dinamiche del mercato del lavoro - trovarsi ad avere un'altissima probabilità di "non poter fare quello che piace perchè il lavoro non esiste, e a questo punto nemmeno qualcosa che ci piace un pò meno perchè non ne ho la preparazione".

    Psicologia, ad esempio, è uno dei settori a più bassa occupazione in generale. Mentre ad esempio, per restare a professioni di aiuto con forti dimensioni relazionali, un logopedista, un infermiere o un fisioterapista trovano lavoro fisso e contrattualizzato nel proprio ambito nel 98% dei casi entro pochissimi mesi dalla laurea (anche oggi, nel 2011). La percentuale di psicologi che può dire altrettanto probabilmente non arriva nemmeno alle due cifre (cioè siamo ben sotto il 10%... e ti direi forse anche al 2-3%, per esperienza).

    Quindi: sicuramente la passione del cuore va seguita. E' fondamentale, e ci aiuta a costruire senso alla nostra identità personale e professionale. Ma va seguita sempre anche con la testa (ovvero, adattandola con attenzione al non facile contesto di realtà in cui si dovrebbe/vorrebbe poter esplicare).
    Ultima modifica di Dispodaspo : 22-03-2011 alle ore 14.49.38

  4. #19
    Postatore Epico L'avatar di ZingarellaOps
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Citazione Originalmente inviato da Dispodaspo Visualizza messaggio
    Psicologia, ad esempio, è uno dei settori a più bassa occupazione in generale. Mentre ad esempio, per restare a professioni di aiuto con forti dimensioni relazionali, un logopedista, un infermiere o un fisioterapista trovano lavoro fisso e contrattualizzato nel proprio ambito nel 98% dei casi entro pochissimi mesi dalla laurea (anche oggi, nel 2011). La percentuale di psicologi che può dire altrettanto probabilmente non arriva nemmeno alle due cifre (cioè siamo ben sotto il 10%... e ti direi forse anche al 2-3%, per esperienza).

    Quindi: sicuramente la passione del cuore va seguita. E' fondamentale, e ci aiuta a costruire senso alla nostra identità personale e professionale. Ma va seguita sempre anche con la testa (ovvero, adattandola con attenzione al non facile contesto di realtà in cui si dovrebbe/vorrebbe poter esplicare).
    Sicuramente, ma un infermiere o un fisioterapista non è uno psicologo e sinceramente se devo studiare per qualcosa che non mi piace io preferisco cercare lavoro da commessa e non iscrivermi proprio all'Università, IMHO.


  5. #20
    Partecipante Affezionato L'avatar di Ilaria.Bi.
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Citazione Originalmente inviato da Zingarella85 Visualizza messaggio
    Sicuramente, ma un infermiere o un fisioterapista non è uno psicologo e sinceramente se devo studiare per qualcosa che non mi piace io preferisco cercare lavoro da commessa e non iscrivermi proprio all'Università, IMHO.

    Purtroppo non trovo lo smiles per applaudire in alternativa uso questo -->

  6. #21
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Sono d'accordo. Il problema è quando ti iscrivi all'università, studi Psicologia, e poi ti trovi a fare la commessa (cosa enormemente frequente). Se succede come scelta consapevole e rischio calcolato, bene. Se succede perchè non hai le idee chiare su quali sono i dati occupazionali, un pò meno.

    A questo proposito, tra l'altro, consiglio (soprattutto ad Amelie) la lettura attenta del thread "Psicologa o commessa rassegnata" su questo stesso forum (qui il link). Almeno le prime e l'ultima pagina.
    Non per demoralizzare, ma per fornire una testimonianza delle difficoltà reali, e delle possibili implicazioni personali, di una scelta importante.
    Ultima modifica di Dispodaspo : 22-03-2011 alle ore 21.46.14

  7. #22
    Partecipante L'avatar di Amelie.92
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Citazione Originalmente inviato da Dispodaspo Visualizza messaggio
    Sono d'accordo. Il problema è quando ti iscrivi all'università, studi Psicologia, e poi ti trovi a fare la commessa (cosa enormemente frequente). Se succede come scelta consapevole e rischio calcolato, bene. Se succede perchè non hai le idee chiare su quali sono i dati occupazionali, un pò meno.

    A questo proposito, tra l'altro, consiglio (soprattutto ad Amelie) la lettura attenta del thread "Psicologa o commessa rassegnata" su questo stesso forum (qui il link). Almeno le prime e l'ultima pagina.
    Non per demoralizzare, ma per fornire una testimonianza delle difficoltà reali, e delle possibili implicazioni personali, di una scelta importante.
    Posso permettermi di chiederti qual è la tua situazione personale?Studi?Lavori?
    Comunque ho letto la discussione che mi hai segnalato e sicuramente leggere lo sconforto e la rassegnazione di così tante persone non può avermi fatto bene. E' ovvio che pensare all'indirizzo di psicologia come una via certa verso la disoccupazione assoluta mi fa male.
    So che ci sono diverse lauree triennali che offrono possibilità di lavoro molto presto, e conosco alcune persone che dopo essersi dedicati per anni a qualche facoltà, cambiano idea e si spostano in infermieristica o logopedia (come hai detto tu) per avere un lavoro certo alla fine degli studi. Ma sono campi che proprio non mi interessano, e anche se provassi a pensare a qualche altra facoltà da poter frequentare, quelle che più mi affascinano non rientrano tra quelle che offrono un lavoro in modo più sicuro. Forse sono una persona sfortunata, tutto ciò che mi piace mi condannerà alla disoccupazione xD.
    Non so ancora cosa farò, mi ero convinta per psicologia e sicuramente l'aver aperto gli occhi su quella che è la situazione lavorativa mi fa riflettere, non so più se sono tanto sicura come lo ero qualche tempo fa.

  8. #23
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Se ti piacciono i bambini, Ostetricia.
    Se ti piace l'attività di riabilitazione, il lavoro con i bambini, con le persone con difficoltà organiche, lo studio neurocognitivo, Logopedia.
    Se ti piacciono le attività assistenziali nel sanitario, Infermieristica.

    Sono tutti lavori di aiuto, e con una forte dose di competenze relazionali ed emotive.

    Nulla ti vieta di prenderti dopo (a soli 22 anni, non devi aspettare certo i 50...) anche la laurea in Psicologia, che arricchirà oltre alla tua cultura anche i tuoi strumenti professionali della prima laurea. A 25-26 anni hai così: una laurea professionalizzante. Un lavoro fisso e ben pagato, nel contesto sociosanitario e delle professioni di aiuto. Una seconda laurea in Psicologia, che ti ha interessato ed arricchito la tua prima professionalità. E te la godi di più, perchè puoi studiare per interesse, con uno stipendio fisso e dignitoso, e senza patemi d'animo.
    Confronta adesso questa situazione con quella dei tuoi colleghi che hanno solo preso la laurea in psicologia + specialistica in psicologia: a 25 anni (ed anche a 30, purtroppo), sono quasi sempre disoccupati o superprecari, in ansia e con scarse prospettive di mantenersi con il lavoro che pensavano di poter fare.

    Se non ti piace il sanitario: cerca un percorso che ti interessi, ma che sia dotato (o adattato) di senso professionale.
    Ad esempio, vuoi fare Lingue ? Bene, ma allora evita come la peste Inglese/Francese (lo fanno tutti, non serve a niente), e buttati sul Cinese, l'Hindi, il Portoghese, il Russo, o l'Arabo: sono le aree di maggiore crescita economica dei prossimi anni, per quelle lingue ci sono pochi interpreti/traduttori, e dove molte aziende potrebbero aver bisogno di traduttori tecnici, accompagnatori per viaggi d'affari, personale di corrispondenza aziendale. Ed anche se non ti piacciono, fai il piccolo sacrificio di mettere nel piano di studi un paio di esami presi da altre Facoltà (se possibile), tipo economia aziendale e diritto commerciale (cosa che ti darà un "valore aggiunto", sul mercato del lavoro, rispetto ai "linguisti puri"). E fai la tesi sull'uso tecnico-commerciale della lingua studiata, non su qualche oscura disciplina filologica o letteraria (che saranno interessanti, ma non ti aiutano a trovare lavoro; se ti interessa la filologia te la puoi approfondire per i fatti tuoi senza farci la tesi sopra).
    In questo modo fai quello che ti interessa (lingue), ma lo fai direzionandolo in ottica di andare incontro alle maggiori opportunità professionali che il mercato offrirà verosimilmente nel prossimo futuro.
    Ultima modifica di Dispodaspo : 22-03-2011 alle ore 23.05.20

  9. #24
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Re: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Amelie capisco la difficoltà della scelta, è utile però valutare più aspetti. Nel senso che sembra ci si stia soffermando solo su interessi e fascino, cioè sei orientata verso psicologia perché ti ha sempre "affascinato" e perché ti interessa. Sul fascino non discuterei, nel senso che tante cose affascinano, hanno un aspetto magico e fanno volare con la fantasia, però se si tratta di una scelta importante, centrale per la costruzione della tua identità e per il tuo futuro professionale, magari è abbastanza isufficiente basarsi solo un vagheggiamento, sull'innamorarsi di un'immagine che non si conosce concretamente. Sugli interessi: se risaliamo all'origine latina della parola, interesse significa "stare in mezzo", nel senso che una cosa arriva a piacerti soltanto se ci stai in mezzo, se ci entri dentro. Molte cose che a pelle scartiamo, in realtà se c'è la possibilità di approfondirle poi ci piacciono! A me è capitato con una materia, "economia", mai studiata al liceo, mai all'università, mai nella vita e solo l'idea mi schifava e proprio non avevo nessunissimo interesse! Adesso dopo due lauree (Filosofia, di 4 anni, il mio più grande errore di gioventù, peggio non potevo fare, da mangiarmi le mani se ci penso...e Psicologia di 5 anni) ho dovuto studiarla per conto mio per alcune circostanze personali e professionali. Beh ho scoperto che mi piace e che ho pure l'attitudine! Solo con un approfondimento ("costretto" da alcune situazioni, non scelto!) e standoci in mezzo, ho sviluppato l'interesse, e mai me lo sarei aspettato! Quindi valuta quali sono i tuoi interessi attuali, dovuto o alla suggestione di un'immagine o al fatto di aver approfondito alcune cose, ma valuta anche gli interessi che puoi sviluppare! Inoltre, la scelta universitaria, complessa, si basa anche su altri elementi: attitudini, abilità, stile cognitivo, motivazioni (quelle profonde, che emergono solo da colloqui, test e percorsi autoconosiciti approfonditi), valori, conoscenza del funzionamento del mercato del lavoro, conoscenza del proprio contesto (un conto è vivere a Milano, un conto, come me, nel Sud pontino, dove le attività e conomiche più diffuse sono l'agricoltura e... lo spaccio di droga), delle potenzialità e dei vincoli. Insomma tanti ingredienti, mica uno o due...per fare una torta usi solo lo zucchero? certo è l'ingrediente che darà il sapore dolce, ma non basta, ci vogliono anche altre ingredienti, ben dosati: se per fare una torta metti 10 parti di zucchero e una di farina, non esce una torta, ma un pastrocchio. E nel caso di dover cucinare il proprio futuro, concordi con la scelta di tutti gli ingredienti e delle giuste dosi? In bocca al lupo..è una scelta da pensare e ripensare

  10. #25
    Partecipante L'avatar di Amelie.92
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Per quanto riguarda lingue, sapevo di dover scegliere tra quelle lingue, poichè sono quelle meno conosciute al momento, e non era questo a preoccuparmi, anzi.
    Invece, tra le professioni elencate prima l'unica che non conosco bene è quella riguardante la logopedia, ma mi informerò.
    Forse solo ora sto iniziando a mettermi nei panni di chi ha scelto psicologia e si ritrova intorno ai 30 anni senza lavoro, senza nulla, con solo una laurea che non serve a molto. Mi sembra scontato dire che non voglio assolutamente fare la stessa fine, e le possibilità di riuscire a realizzarmi in quel campo mi sembrano sempre più poche.
    Fino a poco fa pensavo "E' difficile trovare lavoro come psicologa, ma in Italia non è mai facile trovarlo" adesso invece ho cambiato un pò la mia visione della situazione "E' sempre difficile, ma non nella stessa misura". Forse il campo psicologico è quello più ostile, o almeno così sembra da come me lo presentate voi con più esperienza. Cosa farò non lo so ancora, e ogni giorno ho le idee sempre più confuse. Ho solo paura di non riuscire a bilanciare interesse e lavoro, perchè, come diceva ste203xx, sono importanti entrambi e nessuno dei due deve essere sopraffatto dall'altro. Mi rendo conto che fino ad ora ho dato importanza solo a ciò che mi piace, e non al mio futuro dopo la laurea. Devo cambiare punto di vista, senza sbilanciarmi troppo. Spero di avere un'illuminazione, prima o poi.



    P.s. Immaginiamo che decida di frequentare Logopedia, che dopo la laurea trovi lavoro come Logopedista in un centro o qualcosa del genere, e che il mio lavoro abbia a che fare con i bambini. Se prendessi una seconda laurea in Psicologia, come diceva Dispodaspo, potrei passare dall'essere logopedista a psicologa infantile? Magari una volta inserita del mondo del lavoro potrebbe essere più semplice.
    Oppure esiste una figura che unisce i compiti del logopedista a quelli dello psicologo? Potrei diventare una psico-logopedista?
    Ultima modifica di Amelie.92 : 23-03-2011 alle ore 16.55.17

  11. #26
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Citazione Originalmente inviato da Amelie.92 Visualizza messaggio
    Per quanto riguarda lingue, sapevo di dover scegliere tra quelle lingue, poichè sono quelle meno conosciute al momento, e non era questo a preoccuparmi, anzi.
    Invece, tra le professioni elencate prima l'unica che non conosco bene è quella riguardante la logopedia, ma mi informerò.
    Forse solo ora sto iniziando a mettermi nei panni di chi ha scelto psicologia e si ritrova intorno ai 30 anni senza lavoro, senza nulla, con solo una laurea che non serve a molto. Mi sembra scontato dire che non voglio assolutamente fare la stessa fine, e le possibilità di riuscire a realizzarmi in quel campo mi sembrano sempre più poche.
    Fino a poco fa pensavo "E' difficile trovare lavoro come psicologa, ma in Italia non è mai facile trovarlo" adesso invece ho cambiato un pò la mia visione della situazione "E' sempre difficile, ma non nella stessa misura". Forse il campo psicologico è quello più ostile, o almeno così sembra da come me lo presentate voi con più esperienza. Cosa farò non lo so ancora, e ogni giorno ho le idee sempre più confuse. Ho solo paura di non riuscire a bilanciare interesse e lavoro, perchè, come diceva ste203xx, sono importanti entrambi e nessuno dei due deve essere sopraffatto dall'altro. Mi rendo conto che fino ad ora ho dato importanza solo a ciò che mi piace, e non al mio futuro dopo la laurea. Devo cambiare punto di vista, senza sbilanciarmi troppo. Spero di avere un'illuminazione, prima o poi.



    P.s. Immaginiamo che decida di frequentare Logopedia, che dopo la laurea trovi lavoro come Logopedista in un centro o qualcosa del genere, e che il mio lavoro abbia a che fare con i bambini. Se prendessi una seconda laurea in Psicologia, come diceva Dispodaspo, potrei passare dall'essere logopedista a psicologa infantile? Magari una volta inserita del mondo del lavoro potrebbe essere più semplice.
    Oppure esiste una figura che unisce i compiti del logopedista a quelli dello psicologo? Potrei diventare una psico-logopedista?
    Raccogli tutte le informazioni che puoi, confrontati con diverse persone, prenditi il tempo "per nutrire i tuoi dubbi" rispetto alla scelta; hai ancora un pò di tempo, ed è un tempo che puoi investire per chiarirti progressivamente le idee.

    Sicuramente è fondamentale fare qualcosa che ci piaccia, che ci appassioni, che ci dia motivazione; appunto, ancora meglio se si riesce a fare qualcosa che piace e che permetta di mantenersi dignitosamente (anche perchè a 30 anni inizi a porti il problema della famiglia, della vita autonoma, della precarietà che non ti permette di fare scelte di vita importanti...).

    Logopedia è legata alla riabilitazione, in particolare foniatrica e comunicativa, di bambini (soprattutto) e anche adulti con problematiche di vario tipo: da quelle otorinolaringoiatriche a quelle neurocognitive. Si studia psicologia, neurologia, riabilitazione, si fa molto tirocinio in reparti ospedalieri, si lavora con bambini, ragazzi, anziani... vi è una continua e solida offerta di lavoro, il lavoro dà soddisfazioni molto concrete (aiutare un bambino a parlare, un anziano colpito da ictus a recuparare la comunicazione con i suoi affetti, un adulto con un trauma cranico a riprendere a comunicare ed avere una vita di relazione significativa...), e tra l'altro la preparazione da logopedista ti facilita se poi vuoi prenderti la seconda laurea in Psicologia: lo studio che hai fatto ti aiuterà infatti molto nel corso della seconda laurea.

    Puoi benissimo appunto prenderti la laurea in psicologia dopo quella in logopedia, arrivando così verso i 25-26 ad avere due lauree.

    Non esiste lo "psicologopedista", ma sicuramente avere due lauree di questo tipo, per il lavoro di riabilitazione (soprattutto in area neurocognitiva) ti darebbe una marcia in più, e ti permetterebbe di approfondire i tuoi diversi interessi a partire però da una solida base lavorativa ed economica (che non avresti, probabilmente, partendo subito con la laurea in psicologia).

    Questa ovviamente è solo una possibilità tra le tante; ce ne possono essere anche molte altre, che puoi provare a immaginare da te... unendo sempre attentamente gli aspetti o scelte legate alla "passione" con i fondamentali aspetti legati al lavoro.

    Ciao, in bocca al lupo.

  12. #27
    Partecipante L'avatar di Amelie.92
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Citazione Originalmente inviato da Dispodaspo Visualizza messaggio
    Raccogli tutte le informazioni che puoi, confrontati con diverse persone, prenditi il tempo "per nutrire i tuoi dubbi" rispetto alla scelta; hai ancora un pò di tempo, ed è un tempo che puoi investire per chiarirti progressivamente le idee.

    Sicuramente è fondamentale fare qualcosa che ci piaccia, che ci appassioni, che ci dia motivazione; appunto, ancora meglio se si riesce a fare qualcosa che piace e che permetta di mantenersi dignitosamente (anche perchè a 30 anni inizi a porti il problema della famiglia, della vita autonoma, della precarietà che non ti permette di fare scelte di vita importanti...).

    Logopedia è legata alla riabilitazione, in particolare foniatrica e comunicativa, di bambini (soprattutto) e anche adulti con problematiche di vario tipo: da quelle otorinolaringoiatriche a quelle neurocognitive. Si studia psicologia, neurologia, riabilitazione, si fa molto tirocinio in reparti ospedalieri, si lavora con bambini, ragazzi, anziani... vi è una continua e solida offerta di lavoro, il lavoro dà soddisfazioni molto concrete (aiutare un bambino a parlare, un anziano colpito da ictus a recuparare la comunicazione con i suoi affetti, un adulto con un trauma cranico a riprendere a comunicare ed avere una vita di relazione significativa...), e tra l'altro la preparazione da logopedista ti facilita se poi vuoi prenderti la seconda laurea in Psicologia: lo studio che hai fatto ti aiuterà infatti molto nel corso della seconda laurea.

    Puoi benissimo appunto prenderti la laurea in psicologia dopo quella in logopedia, arrivando così verso i 25-26 ad avere due lauree.

    Non esiste lo "psicologopedista", ma sicuramente avere due lauree di questo tipo, per il lavoro di riabilitazione (soprattutto in area neurocognitiva) ti darebbe una marcia in più, e ti permetterebbe di approfondire i tuoi diversi interessi a partire però da una solida base lavorativa ed economica (che non avresti, probabilmente, partendo subito con la laurea in psicologia).

    Questa ovviamente è solo una possibilità tra le tante; ce ne possono essere anche molte altre, che puoi provare a immaginare da te... unendo sempre attentamente gli aspetti o scelte legate alla "passione" con i fondamentali aspetti legati al lavoro.

    Ciao, in bocca al lupo.
    Grazie mille per l'infinita pazienza che hai avuto con me.

  13. #28

    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    mi intrometto nel discorso
    ciao a tutti.... ho 21 anni e vorrei provare il test per psicologia a settembre...solo che ho paura di non trovare lavoro e magari perdere solo del tempo...(ho sempre lavorato però mai trovato niente di sicuro)...e leggendo questi post sono andata a curiosare per logopedia...devo dire che è molto bella come facoltà ...e ho pensato di provare anche lì il test...secondo voi veramente è più facile trovare lavoro con questa laurea rispetto a psicologia?! (che è stato sempre il mio sogno)

  14. #29
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    Nulla ovviamente può garantirti il lavoro, soprattutto di questi tempi; ma sicuramente un corso di laurea triennale delle professioni sanitarie di area riabilitativa, come quello in oggetto, in comparazione a Psicologia garantisce (dati statistici alla mano) una percentuale di occupazione estremamente più elevata. Il che non impedisce di farsi poi anche una triennale in Psicologia, con il vantaggio che te la fai con un lavoro fisso e senza ansie occupazionali (e forse quindi "te la godi anche di più" come percorso di apprendimento, con meno ansie e dubbi), e potendo così arricchire ed integrare le tue competenze professionali.

  15. #30

    Riferimento: Psicologia a Napoli/Caserta.

    ho visto che è difficilissimo entrare alogopedia...sono solo 20 posti...cmq se posso...tu cm mai ne sai così tanto??sei laureato in psico?

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