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  1. #961
    Partecipante L'avatar di chiaraisabella
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    Riferimento: Re: Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Citazione Originalmente inviato da PiedPiper Visualizza messaggio
    Beata te che hai un appartamento comprato dai tuoi genitori. A me non possono pagare nemmeno la specializzazione, figuriamoci una casa.
    Papà è pensionato e mamma casalinga.

    Uff... io lavoro part time da quando ho preso il diploma per non pesare troppo con le mie spese...



    Ora sto per laurearmi, spero di aumentare le ore di lavoro per mettere da parte un po' di soldi e iniziare la scuola con meno preoccupazioni. E speriamo che le cose cambiano...
    Mi rendo conto che ci sono situazioni meno rosee che la mia. I miei mi hanno aiutato, è vero ma non è così facile. MIo papà voleva fin dalla fine del Liceo che facessi Medicina e ora non puoi sapere quanto è dura dire "avevi ragione". Io che difendevo a spada tratta la mia scelta di fare Psicologia mi sono resa conto di avere agito senza ragionarci troppo, spinta dai miei sogni. Comunque se non avessi la casa starei a casa dei miei genitori e lavorerei nel weekend...alla fine penso che una piccola paga mensile, vivendo con i genitori, basti a sostenere le nostre spese di studenti...

  2. #962
    Partecipante L'avatar di chiaraisabella
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    12-03-2007
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    Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Citazione Originalmente inviato da felinofila Visualizza messaggio
    Care ragazze,
    io ho 34 anni e come molte di voi, dopo anni di sacrifici, specializzazione ecc... mi ritrovo con niente in mano! Ho aperto uno studio e vedo solo una paziente, mentre faccio un lavoretto del cappero per prendere due lire! Mi sento anch'io demoralizzata e stanca di lottare. Spesso mi viene voglia di mollare tutto e trovare un lavoro qualsiasi per guadagnare qualcosina in più, ma....non ho esperienza in nessun campo!
    Bella fregatura.
    Concordo pienamente con te!

  3. #963
    Neofita L'avatar di felinofila
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    Riferimento: Re: Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Beh, anche i miei mi hanno comprato un appartamento, ma faccio veramente tanta fatica a gestire il tutto visto che adesso come adesso non ho una lira!
    Il mio ragazzo viene da me solo il fine settimana perché non è della mia zona. Lui mi aiuta con le bollette e le spese, ma è davvero deprimente stare sempre a chiedere! Non è giusto così.....meritiamo molto di più!!!!!!
    Lu

  4. #964
    Partecipante Affezionato L'avatar di marisetta
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    Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Ciao l'essere psichiatri è sicuramente un altro ambito, apprezzabilissimo (ovvero si è intanto medici in second'ordine si ha la spec. pagata e non conosco nessun psichiatra che fa volontariato) ma assolutamente diverso. Io ho uno zio psichiatra con cui vado d'accordissimo e con cui condivido anche alcune cose del mio lavoro (compresi nei casi estremi anche l'utilizzo degli psicofarmaci) ma io non saprei essere in grado di curare degli psicotici o degli schizofrenici. un sacco di volte ho visto mio zio chiamare il 118 per eventuali TSO e vedere una persona in crisi psicotica acuta non è piacevole. Infatti quando mi rendo conto di vare a che fare con disturbi che non riuscirei a prendermene carico li mando da lui. In compenso lui non mi manda nessunoper il semplice motivo che non mi vuole mettere in difficoltà e perchè crede che io debbo essere io e non la nipote di....
    Io sinceramente sono sposata e ho due figlie piccole ma ho (per fortuna mia e dei miei) ho avuto la possibilità di svolgere una scuola di specializzazione in psicoterapia familiare (anche io 3000 eurini l'anno e come dico sempre io la psicologia è un mestiere per persone che stanno bene e questo mi dispiace dirlo ma è indubbio o meglio per le spese che ci sono, compresi master successivi, ci vogliono non solo la motivazione ma anche i bei soldini propri o se dei genitori è meglio ancora ) mi sono aperta lo studio in casa (per evitare di spendere soldi successivi) e mi sono fatta un mazzo così ma adesso da qualche anno a questa parte ho una media di 5 pazienti a settimana oltre ad ed essere consulente di parte sia in ambito civile che penale. Le consulenze non sono tante ma vengono pagate molto bene. Tutto questo da sola mi sono cercate le conoscenze (perchè per dare la ctp bisogna averle), pago una botta ogni anno di siti internet (3 in tutto compreso quello mio personale) per farmi pubblicità ma le soddisfazioni arrivano e come
    P.S. oltre alla spec. mi sono fatta anche un corso in psicologia giuridica e un master in criminologia sempre con i miei soldini, che quando li ho li spendo prima per le mie figlie e se mi rimangono anche in libri o test (ho comprato un test che quello cartaceo non computerizzato mi è costato 500 euro escluso il manuale).
    Questo per dire che secondo me anche una formazione serve benchè costi ma ti distingue da altri invece di fare, pur di avere soldini, fare lo psicologo onniscente (chi si imporvvisa psicologo giuridico, neuropsicologo, psicologo del lavoro etc..a volte tutti insieme) a mio modesto parere ci si dovrebbe formare in un settore specifico e su quello investire!!
    In bocca al lupo a tutti

    P.P.S Cmq la mattina siccome le bambine sono a scuola e i pazienti a lavoro naturalmente lavoro in un call-center in cui mi danno 100 euri a settimana buttali a terra!!perciò sono una via di mezzo tra psicologa e commessa rassegnata
    Marisetta

  5. #965
    Partecipante L'avatar di chiaraisabella
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    Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Che bello sentire che ce l'hai quasi fatta Marisetta!
    Anche io la penso come te, siamo screditati anche perchè ognuno di noi si occupa un pò di tutto e quindi si finisce per non essere i migliori in niente.
    Comunque io ho fatto tirocinio in una comunità psichiatrica per pazienti psicotici, usciti dall'ospedale. Mi sono trovata benissimo ed è proprio con quel target di pazienti che voglio avere a che fare.
    Sarà che ho un pò lo spirito da crocerossina ( infatti il mio sogno sarebbe di riuscire a collaborare con medici senza frontiere), ma io voglio lavorare con chi ha davvero bisogno, con chi è davvero in crisi. Per questo mi sono sempre vista a lavorare in un ospedale.
    Detto ciò, mi rendo conto di essere io ad aver scelto male, al di là delle possibilità lavorative, perchè ad esempio sono favorevole ai farmaci che secondo me sono la via principale per cercare di curare i disturbi psichici. E inorridisco quando sento parlare di cause psicologiche per malattie organiche. Ho fatto le mie scelte sbagliate e non posso che dire mea culpa!!!

  6. #966
    Partecipante Super Esperto L'avatar di PiedPiper
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    Re: Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Citazione Originalmente inviato da marisetta Visualizza messaggio
    P.P.S Cmq la mattina siccome le bambine sono a scuola e i pazienti a lavoro naturalmente lavoro in un call-center in cui mi danno 100 euri a settimana buttali a terra!!perciò sono una via di mezzo tra psicologa e commessa rassegnata
    Credo che... sopratutto all'inizio... questa sia l'unica cosa fattibile... trovare un introito fisso part time in un campo differente ma sicuro che permetta di sperimentarsi e farsi valere nell'altra parte della giornata come professionisti.

  7. #967
    Partecipante Super Esperto L'avatar di PiedPiper
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    Re: Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Citazione Originalmente inviato da chiaraisabella Visualizza messaggio
    E inorridisco quando sento parlare di cause psicologiche per malattie organiche. Ho fatto le mie scelte sbagliate e non posso che dire mea culpa!!!
    scusate l'OT, ma credo che psiche e soma siano da sempre legate. Solo nella cultura occidentale tendiamo a una così grande scissione.
    Penso che in caso di malattie organiche non bisogna generalizzare certo... perché le cause non sono mai solo psicologiche o solo organiche.
    Basta pensare a disturbi come la gastrite, l'ulcera, il colon irritabile in cui lo stile di vita e la reazione allo stress sono questioni fondamentali tanto nella patogenesi che nel decorso. Oppure il fatto che le persone depresse hanno difese immunitarie più basse. E ci sarebbero altri esempi.
    Certo se ti viene un tumore o un infezione renale magari non ci sono cause psicologiche ma non bisogna neanche generalizzare troppo sulle sole cause organiche.
    Le persone sono fatte di entrambe le cose: mente e corpo.

  8. #968
    Neofita
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    Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Ciao a tutti!
    Scrivo qui perchè leggo tante storie simili alla mie, e se all'inizio questo mi bastava per tirarmi un pò su e mi dicevo non sono solo io.. in questi giorni mi sento sempre più giù!!
    sono laureata specialistica in psicologia del lavoro, ho svolto l'anno di tirocinio obbligatorio prima in un'azienda che si occupa di marketing e comunicazione e poi in una grande azienda: totale 12 mesi di stage.. in aggiunta altri 5 mesi di stage in quest'ultima azienda (con l'ufficio per l'impiego)per un complessivo di 17mesi di stage.. ed ora da 6 mesi sono a casa, alla ricerca, non so più dove sbattere la testa.. mi vengono offerti altri stage, pagati una miseria o addirittura non pagati, per lavori impiegatizi o di segreteria non mi filano nemmeno di striscio.. ho 28 anni.. inizio a sentirmi "vecchia".

    Ho fatto un colloquio per fare la commessa nell'azienda in cui lavorava mia mamma, sarebbe un tempo pieno, in apprendistato.. ma non so nemmeno io che fare.. tornare a fare la commessa come ai tempi dell'università(tra l'altro mi inserirebbero in contratto di apprendistato) in un ambiente che conosco e in cui mi sentirei legata data la precedente presenza di mia mamma? Oppure continuare ad aspettare e cercare?
    C'è chi mi dice che una volta iniziata la cariera da comessa poi è difficile buttarsi in altro.. e a me questo spaventa.. senza contare che chi mi assumerebbe lo fa con la speranza di un mio impegno (forse si aspettino che abbia rinunciato al mio percorso?!?!?)

    Pensare che prima di iniziare il tirocinio professionalizante avevo un tempo determinato come impiegata amministrativa, ragioniera in soldoni, ma mi son detta o lo faccio adesso il tirocinio o ma più e così mi son buttata...

    Tra l'altro tutti questi mesi di inattività mi hanno buttato il morale a terra.. non sto più nemmeno studiando per fare l'esame di stato, tanto mi dico.. ora come ora.. a che serve????

  9. #969
    Partecipante Super Figo L'avatar di skarlet82
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    Re: psicologa o commessa rassegnata?

    Anche io come voi sono molto demoralizzata. Ho 28 anni, laurea specialistica, anno di tirocinio inutile e abilitazione (tra l'altro ho dovuto fare l'esame di stato 2 volte con conseguente perdita di tempo). Ho da pochissimo cominciato la scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo comportamentale, perchè per fortuna i miei mi avevano messo da parte dei soldi per il mio matrimonio che io ho deciso di spendere così. Sono circa due mesi che passo 10 ore al giorno su internet a cercare un lavoro. Non ne trovo mezzo, nè nel nostro settore, nè in altri. Sarei disposta anche a fare la commessa, la segretaria, ma purtroppo non ho esperienza...ho solo studiato nella mia vita e quindi non mi prende nessuno. Non ho un euro in tasca e ho il morale sotto i piedi. Alcune persone poi mi demoralizzano ancora di più dicendomi che la scuola non mi darà sicuramente la possibilità di lavorare e quindi se ne vanno pure le speranze per il futuro.
    Insomma a volte penso che iscrivermi a questa facoltà è stato un grandissimo errore, se mi fossi presa una laurea diversa adesso già avrei un lavoro, mentre la psicologa viene vista come una persona che deve lavorare gratis perchè ha la sindrome della crecerossina.

  10. #970
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Skarlet, posso permettermi ?

    Comprendo il senso della tua difficoltà, e mi spiace molto; ma adesso l'unica questione veramente importante è: "visto che sono in una situazione pessima, come ne esco" ?
    E deve essere una risposta estremamente pragmatica, concreta, attiva.

    Situazione: hai investito anni, energie, motivazioni, soldi in un percorso che non offre le stesse possibilità che pensavi/credevi che potesse offrire. Adesso devi ristrutturare - nei limiti del possibile, e pur tenendo conto di un mercato del lavoro oggettivamente saturo - le implicazioni più disfunzionali della scelta fatta a suo tempo, per cercare di minimizzare i danni e provare a definire qualche alternativa percorribile:

    1. Se il percorso di specializzazione non ti sembra fornire elementi concretamente spendibili per il tuo lavoro, o non sei assolutamente convinta di voler fare appunto “la psicoterapeuta”, interrompilo, o sospendilo temporaneamente (alcune Scuole lo permettono). Potrà sembrarti una scelta "forte", lo so, ma è anche vero che... anche il "continuarlo", è una scelta forte: stai dedicando tempo, energie, e risorse economiche diversamente investibili (circa 4000 euro annui, per un totale di 16.000 euro complessivi) per un percorso lungo e costoso, che non necessariamente modificherà in maniera significativa il tuo profilo professionale (ripeto, escluso ovviamente se ti vuoi espressamente muovere - con forte convinzione - nel settore della psicoterapia o comunque di vari settori clinici).

    2. Con quei 16.000 euro da parte, se gestiti con intelligenza, puoi invece avere una base economica di partenza, che ti permetta di avviare una tua attività, e sostenerti economicamente per il primo periodo, fornendoti anche di strumenti economici atti alla promozione, diffusione, spese legate al sostegno delle tue attività.

    3. Il lavoro, ormai, difficilmente ti verrà dato da altri. Entra nell’ottica di costruirtelo te. Difficile, difficilissimo; ma meno peggio di altre alternative.

    4. Fatti una SWOT analysis, e cerca di individuare il tuo “vantaggio competitivo”. Cosa sai fare, bene, di più o di diverso rispetto alla gran parte della concorrenza di “psi” ? Non parlo solo di competenze teoriche, ma anche di esperienze, competenze personali, qualità, talenti, contatti, reti di riferimento. Ogni cosa può essere riletta in tal senso, come una “risorsa potenziale” su cui fare leva per muoverti.

    5. Inizia a recuperare le competenze che non hai in merito al marketing (vedi i manuali di self-marketing per psicologi che puoi scaricare gratuitamente in rete); in merito alla conoscenza del mercato del lavoro – in generale e nella tua zona; in merito alla presentazione di progetti ed al project management (trovi buoni testi a pochi euro in qualunque libreria universitaria). Servono a tutti i professionisti, ed uno psicologo che non le ha “annega” nel mondo del lavoro.

    6. Inizia a costruire, pianificare, presentare progetti: di formazione, di sostegno, di promozione del benessere, etc., nei contesti che meglio conosci per la tua formazione pregressa, i tuoi approfondimenti, i tuoi tirocini o i tuoi interessi. Preparali con cura, pensandoli “con gli occhi del committente” (cioè quello che serve a lui, con la sua logica). Inizia a mandare in giro proposte di progetti mirati, non solo curriculum non richiesti a pioggia. L’esito può essere molto diverso, anche se ovviamente è più faticoso.

    7. Costruisciti una rete di colleghi, con competenze diversificate rispetto alle tue; usa questo forum, incontri dell’Ordine, convegni, congressi, seminari, etc. per “fare rete”, conoscere colleghi, approfondire tematiche e spazi professionali.

    8. Non passare 10 ore al giorno a “cercare lavoro”: passale a “costruirtelo”. E’ un modo più razionale di impiegare le tue giornate :-)

  11. #971
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Pulce:
    1. Fai l’esame di stato ! E’ l'unica conclusione sensata del lungo percorso formativo fatto fino a qui, ed è l’unico modo per poter lavorare come psicologa – anche se al momento non ti sembra di riuscirci...

    2. Se hai la possibilità di iniziare a lavorare come commessa, fallo. Ti permetterà di mantenerti, ed è essenziale. Nel frattanto, puoi pianificare gli step successivi della tua formazione/professione: permetterti un master nei finesettimana; fare progetti; svolgere attività di aggiornamento; iniziare a organizzare e tenere qualche breve corso di formazione le sere. Se il lavoro è part-time, sarebbe perfetto, perché ti lascia molto tempo libero per la tua seconda attività, quella psi; se è full-time, cerca ovviamente di ritagliarti – con regolarità – spazi da dedicare con energia alla dimensione psi-. Non sentirti "legata" alle tue fantasie sulla paura di deludere le eventuali aspettative del datore di lavoro su di te: è un rapporto di lavoro, non di amicizia. Si basa sull'utilità reciproca, non sulla fiducia in stile amici per la pelle: tu col datore di lavoro devi essere sempre corretta e lavorare bene, ma non devi giurargli fedeltà eterna in maniera autolesiva, o sentirti in colpa se dopo un pò di tempo la tua "utilità personale" - come è anche fisiologico - si sostanzierà diversamente con l'evoluzione della tua professionalità, delle occasioni, del contesto, etc..
    Distingui questi piani (lavoro/amicizia), sennò ti freghi da sola.

    3. Sfrutta i tuoi studi fino in fondo, e renditi conto del loro potenziale reale. Sei ragioniera, hai fatto psicologia del lavoro: parti avvantaggiata rispetto a molti altri psicologi, per quanto riguarda il “piano di realtà” (conosci l’economia, un po’ di diritto, un po’ di marketing, le lingue, l’informatica, l’organizzazione e la logica aziendale, parli “burocratese”… pochi psicologi possono dire altrettanto).

    4. Una volta abilitata, inizia a valutare la possibilità di avviare attività in proprio, nella consulenza / formazione. Fatti un primo business plan orientativo ed una SWOT analysis per la tua futura attività. Guardati intorno, fai rete con altri colleghi. Chiediti a che esigenze/bisogni produttivi, organizzativi o aziendali – nei contesti che conosci – potresti dare risposta con le tue competenze; costruiscici intorno un progetto sensato, inizia a proporlo in maniera mirata e ben presentata a possibili committenti, usando anche le tue reti di contatti, di conoscenze professionali, di tecniche di marketing e comunicazione (che conosci…).

  12. #972
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Re: Riferimento: psicologa o commessa rassegnata?

    Citazione Originalmente inviato da Dispodaspo Visualizza messaggio
    Skarlet, posso permettermi ?

    3. Il lavoro, ormai, difficilmente ti verrà dato da altri. Entra nell’ottica di costruirtelo te. Difficile, difficilissimo; ma meno peggio di altre alternative.

    8. Non passare 10 ore al giorno a “cercare lavoro”: passale a “costruirtelo”. E’ un modo più razionale di impiegare le tue giornate :-)
    dispo, che dire...sei un mito! Anch'io quando ho letto il post di Skarlet, sono rimasta colpita dal fatto di cercare 10 ore al giorno lavoro tramite internet. In fondo Skarlet non è una buona strategia, hanno fatto anche delle ricerche, porta risultati nello 0,3% dei casi, e quei casi riguardano soprattutto venditori e programmatori informatici! Questo significa che il 99,7% delle persone trova lavoro attraverso altre vie, in particolare il passaparola (indagine Censis, Istat, Rapporto Iard). Quindi la prima cosa da fare è: spegnere il computer! E' tempo sprecato, anche se può sembrare comodo. In più, come psicologa, non si tratta neanche di "trovare" lavoro, ma proprio di costruirselo, perché lo psicologo non è un impegiato da assumere, ma un professionista del terziario avanzato, cioè "predisposto" ad un tipo di lavoro non da dipendente classico da 8 ore al giorno. Quanti dentisti, avvocati, ecc, cercano o trovano lavoro mettendo su google "annunci di lavoro per dentisti"? davvero pochi, in fondo il dentista è un professionista che offre una competenza, quindi più che altro dovrà cercare clienti, così come l'avvocato, quanti sono "assunti" e quanti invece autonomi che offrono la loro competenza? Stessa cosa per gli psi, non si tratta di cercare un'assunzione, un posto, ma di immettersi sul mercato, con tutte le immense difficoltà che questo implica, e "pubblicizzare" i propri servizi. Non so se e quanto hai già provato questa strada, che per fortuna è molto economica! Infatti noi psicologi non dobbiamo fare grandi investimenti, come i dentisti che devono comprare macchinari costosi, trapani, attrezzi vari...noi possiamo prendere una stanza in affitto a ore o a percentuale, batsano due sedie, in che significa poter iniziare senza nessun investimento, neanche di un euro! Le indicazioni che ti ha dato dispo sono davvero preziose, è vero che è faticoso entrare in quest'ottica diversa, di crearsi il lavoro, ma ce la puoi fare, le conoscenze le hai, le competenze le hai, anzi meglio metterle subito in atto altrimenti si rischia che vengano anche perse! Le risorse le hai, al massimo puoi potenziare alcune strategie di marketing (giustamente, chi ce le ha mai insegnate all'università?)..."offrendoti" direttamente al mercato e... fatica dopo fatica, avrai dei risultati...come marisetta, davvero un ottimo esempio di imprenditorialità! Con questo, capisco assolutamente la tua frustrazione e ti dò davvero la massima solidarietà ed empatia, capisco cosa vuol dire... ma vorrei darti un incoraggiamento, hai tutti i numeri per riuscire !
    Ultima modifica di ste203xx : 23-03-2011 alle ore 09.27.55

  13. #973
    Partecipante Super Figo L'avatar di skarlet82
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    Re: psicologa o commessa rassegnata?

    Se fosse così semplice non saremmo tutti qui a lamentarci di non avere lavoro.
    Io non ho detto di non voler fare la psicoterapeuta, dico solo che ho molti dubbi sul mio futuro e a quanto sembrava non ero l'unica.
    Non mi sento di iniziare ora un'attività indipendente, perchè credo, ora come ora, di non averne le capacità e la dovuta esperienza. Il tirocinio mi ha insegnato ben poco e non posso permettermi il volontariato perchè i miei non mi danno più nemmeno un euro. Cerco lavoro su internet, perchè cerco "qualsiasi lavoro", mentre un domani, con la dovuta preparazione che mi darà la scuola, potrò fare il mio lavoro.
    Complimenti a voi, che sembrate avere tutte le risposte. Bisogna "costruirsi il proprio lavoro" e allora sono curiosa di sentire come ci siete riuscite voi...

  14. #974
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    Riferimento: Re: psicologa o commessa rassegnata?

    Citazione Originalmente inviato da skarlet82 Visualizza messaggio
    Se fosse così semplice non saremmo tutti qui a lamentarci di non avere lavoro.
    Io non ho detto di non voler fare la psicoterapeuta, dico solo che ho molti dubbi sul mio futuro e a quanto sembrava non ero l'unica.
    Non mi sento di iniziare ora un'attività indipendente, perchè credo, ora come ora, di non averne le capacità e la dovuta esperienza. Il tirocinio mi ha insegnato ben poco e non posso permettermi il volontariato perchè i miei non mi danno più nemmeno un euro. Cerco lavoro su internet, perchè cerco "qualsiasi lavoro", mentre un domani, con la dovuta preparazione che mi darà la scuola, potrò fare il mio lavoro.
    Complimenti a voi, che sembrate avere tutte le risposte. Bisogna "costruirsi il proprio lavoro" e allora sono curiosa di sentire come ci siete riuscite voi...
    ciao,
    io ho lavorato come educatrice, poi da lì ho cercato uno studio e ho iniziato a farmi pubblicità... ho aperto la partita iva da un anno e mezzo, e ho 5 pazienti (venerdì prossimo avrò un colloquio con il probabile 6°).... nel frattempo faccio la scuola, oltre a lavorare sempre nello stesso posto di prima, ma con la differenza che dopo anni di gavetta a fare da educatrice-infermiera-tutor-operatrice con ragazzi disabili, ora ho mansioni da psicologa

    non so quale sia il tuo caso, ognuno di noi ha una storia lavorativa a sè, con fortune che ci hanno aiutato e sfighe che non ci hanno spianato la strada ma ci sono alcune cose che ci tengo a precisare:

    1) tu dici che non te la senti di iniziare l'attività indipendente, perchè non hai esperienza.. poi però dici che lo farai dopo la scuola di psicoterapia, che ti darà la dovuta preparazione ... scordatelo: la scuola ti prepara come l'università, nè più nè meno. ti dà molte informazioni teoriche, insiemi di teorie e modi di operare propri di ciascun approccio, ma non ti darà mai la sicurezza in te come professionista, che è qualcosa che si impara facendo esperienza, e quindi anche facendo esperienza "buttandosi". per fare un percorso di consultazione ci vogliono nozioni su primo colloquio, anamnesi e restituzione che avrai certamente fatto anche in università, ci scommetto solo molti (non parlo di te, dico in generale) studiano ma poi rimuovono tutto dopo l'esame e magari vanno pure a vendere i manuali perchè le reputano tutte cose teoriche che non potranno servire mai, perchè sperano che arrivi qualcuno (un mentore, un tutor di tirocinio, ecc) che li accolga a braccia aperte dicendo "vieni, ti insegno io" ma mai nessuno lo farà, per il semplice motivo che le stesse cose che diranno saranno sempre cose sentite come "teoriche", mentre uno vorrebbe sentirsi dire cose che gli dipanino miracolosamente i dubbi e il senso di inesperienza...

    2) qui parte un discorso che può essere personale, lo riconosco: penso che il percorso per diventare psicologi si costruisca molto prima dell'esame di stato e del fatidico scontro con il mondo del lavoro, è qualcosa che si costruisce anche con il tirocinio e la scelta di un eventuale lavoro prima della laurea.
    conosco persone che dicono esattamente quello che dici tu, ma poi dicono che hanno fatto un tirocinio fallimentare e quindi non ce la fanno perchè "non gli è stato insegnato niente".... poi scopri che hanno scelto la sede del tirocinio accontentandosi del primo posto che hanno trovato, magari senza avere nemmeno idea di cosa fare. Io sono stata fortunata, ho fatto un tirocinio molto formativo (ho imparato a somministrare anche test e a fare colloqui) ma per approdarci ho fatto almeno 6-7 colloqui e rifiutato altrettante proposte sicure ma che non mi davano nessuna garanzia di qualità.
    Idem per il lavoro, e il titolo di questa discussione lo dimostra: la commessa è una lavoro assolutamente rispettosissimo ma anche qui ti racconto la mia esperienza: io lavoro con gli studenti disabili in università, e ogni 6 mesi facciamo bandi per trovare studenti universitari da assumere per supportare i ragazzi nello studio.... mai una volta (e sottolineo, MAI) siamo riusciti ad avere non dico più domande dei posti che cercavamo, ma almeno a coprire i posti necessari . Molti preferiscono fare un lavoro completamente diverso da quello per cui stanno studiando (perchè meglio pagati? per comodità? boh...) poi si lamentano che non hanno esperienza ... anche qui non sto parlando di te (ci mancherebbe!!!!!) ma faccio un discorso generale, su quello che un po' ho potuto vedere guardandomi in giro

    nessuno dice che è facile (io spesso torno a casa alle 10 di sera, o lavoro anche al sabato o alla sera dopo cena), ci vogliono sacrifici, impegno e voglia di mettersi in discussione, ma personalmente credo che per fare la libera professione, apparte l'ovvia e necessaria preparazione - che si acquisisce solo col tempo e lo studio - non ci vuole nient'altro che quello che è dentro di noi, in termini di occasioni, capacità e risorse... se una persona si sente insicura su come fare un primo colloquio, potrebbe "bastare" anche solo un paio di libri (oculatamente scelti, perchè ce ne sono 100 e non tutti utili!!), ma se uno si sente insicuro sul piano delle proprie capacità, può leggersi l'intera letteratura, fare la scuola di specializzazione ed essere seguito da 10 tutor esperti che ancora gli sembrerà di non saperne abbastanza e che gli altri la mettono giù "troppo facile"

    in bocca al lupo
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  15. #975
    Partecipante Super Figo L'avatar di skarlet82
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    Re: psicologa o commessa rassegnata?

    Non intendo imparare solo studiando, la mia scuola prevede molte ore di tirocinio e ho intenzione di farle per bene, voglio un tirocinio davvero formativo, non come quello post laurea. E' una colpa non sentirti preparati già adesso? Purtroppo non posso fare il discorso "faccio volontariato e così faccio esperienza", perchè ho bisogno di guadagnarmi dei soldi ora come ora. Sto cercando un lavoro da educatrice, ho mandato curriculum anche a cooperative distanti 40km da casa mia, ma nessuna sembra avere bisogno di operatori. E' facile parlare per te, che da quanto leggo nella firma sei di Milano. Ti assicuro che qui al sud è tutta un'altra storia. Se non hai conoscenze e raccomandazioni non riesci neanche ad entrare in una struttura come tirocinante.

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