ragazzi ho provato ad aprire il link nella pagina precedente x saxe i testi del nuovo programma ma purtroppo nn m fa entrare...c'è qualcuno di buona volontà ke sa quali sono i testi del nuovo programma e li scrive??vi ringrazio anticipatamente![]()
Larry Greiner descrive l’evoluzione delle O come se avessero un ciclo di vita alla
stregua di quello di un essere umano (infanzia, fanciullezza, adolescenza, età adulta e
vecchiaia), e, proprio come un individuo, anche le imprese attraversano 5 fasi.
Fondamentali.
In ciascuna fase l’O è dominata da un interesse diverso, e ciascuna fase si conclude con
una crisi, la cui risoluzione dà inizio alla tappa successiva (forte somiglianza con
Erikson).
1) Fase imprenditoriale:
L’organizzazione è impegnata a produrre e vendere il suo prodotto; essendo in una fase
iniziale, si lavora in un ambiente ristretto, e questo fa sì che non solo ogni individuo sia a
conoscenza dei compiti degli altri, ma che tutti loro possiedano una visione completa
dell’intero processo organizzativo. L’imprenditore può facilmente controllare la maggior
parte delle attività personalmente, e questo contatto fa sì che il personale abbiano chiaro
cosa ci si aspetta da loro, e quali sono i compiti che devono svolgere grazie al continuo
feedback dato dalla stretta supervisione.
Se questa fase ha successo, si sentirà ben presto la necessità di manager professionisti,
perché gli imprenditori sono sì persone piene di idee, ma non sono organizzatori veri e
propri. Per fare questo sarà necessaria una crisi, poiché i successi iniziali daranno
all’imprenditore l’impressione che non vi sia alcuna ragione di cambiare le cose.
Crisi di leadership: viene superata introducendo nell’O i primi manager
professionisti, che stimolano la centralizzazione dei processi decisionali, e la
concentrazione dell’impresa sugli obiettivi da raggiungere
2) Fase della collettività:
Ha inizio col superamento della crisi di leadership. Qui la preoccupazione è quella di
stabilire degli obiettivi chiari, e routine precise. La complessità aumenta, la
centralizzazione anche, al punto da far sì che i processi decisionali raggiungano il
sovraccarico (overloaded). Pure i manager più efficaci non riescono più a far fronte a
tutte le decisioni che devono essere prese dall’O in questa fase. E’ ora che parte delle
responsabilità vengano delegate ai livelli più bassi della gerarchia.
Crisi di autonomia: la maggior parte dei mangae trova complicato lasciare ad
altri le decisioni che prima spettavano soltanto a loro. Pertanto non è inusuale
che il management ritardi quanto più possibile l’avvio della decentralizzazione:
quest’attesa provoca la crisi, ma se eccessivamente protratta potrebbe essere
fatale all’azienda.
3) Fase di delega:
Ha inizio col superamento della precedente crisi. Una volta che inizia la delega, viene
avviata la decentralizzazione, la quale è causa di differenziazione, che – come sappiamo –
fa insorgere il bisogno di integrazione.
Crisi di controllo: formulazione di regole e procedure formali atte a garantire
che le decisioni saranno prese come lo farebbero i manager se potessero farlo
di persona.
4) Fase di formalizzazione:
L’organizzazione continua a crescere e a differenziarsi creando meccanismi di controllo
sempre più complessi, nel tentativo di integrare le sempre più diverse attività attraverso la
pianificazione, la contabilità e procedure formali di revisione. Il tentativo di esercitare un
controllo attraverso mezzi burocratici porta alla prossima crisi.
Crisi del red tape:è stato chiamato così perché il nastro rosso era quello con
cui venivano legati i documenti ufficiali. Questa crisi è quella che dà una cattiva
reputazione alla burocrazia: i manager, alla ricerca di un controllo sempre più
stretto e sicuro, non si rendono conto di esagerare. Rendono l’ambiente freddo
e impersonale, sgradito ai lavoratori, i quali, oltretutto, non capiscono
nemmeno più come applicare la grande mole di prescrizioni, e ciò fa si che le
loro prestazioni calino notevolmente.
5) Fasedella collaborazione:
Durante questa fase l’O ricorre al lavoro di equipe come mezzo per ri-personalizzare
l’impresa; ciò implica una nuova suddivisione dei compiti, ormai sovra-specializzati, in
gruppi di funzioni più facilmente riconoscibili. In situazioni come questa è necessaria una
maggiore enfasi sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione.
Tale fase richiede un cambiamento qualitativo della forma organizzativa, oltre un
cambiamento nello stile della leadership. Invece di concentrarsi sul controllo
dell’organizzazione come in passato, i top manager devono preoccuparsi di mantenere
sempre viva la motivazione dei lavoratori e di restare organizzati. Tuttavia, se i manager
non dovessero riuscire a stimolare questo costante proceso di rigenerazione interna,
l’organizzazione attraverserà
Crisi di rinnovamento:contrassegnato da quello che per gli esseri umani
viene definito “momento di letargia”. Il sintomo principale della crisi è che
impiegati e manager si sentono esausti ed esauriti, soffrono di affaticamento e
demotivazione, vi è grande stress causato da incarichi di breve durata e
provvisori dovuti alla continua sperimentazione. Tale crisi può risolversi in molti
modi, o può semplicemente portare al declino dell’organizzazione ed alla sua
definitiva scomparsa.
Greiner utilizza la sua teoria per sottolineare che ciascuna fase dello sviluppo contiene
il germe della successiva crisi, e la crisi – a sua volta – contiene gl ingredienti necessari
alla crescita dell’organizzazione. Metodi e strategie di leadership devono cambiare col
procedere dell’impresa.
illustrare il modello del ciclo di vita organizzativo di greiner.....questa è la domanda!!!Secondo voi è giusto?ovviamente è molto da sintetizzare....devo fare il riassunto del riassunto!!!!![]()
ragazzi per piacere chi sta seguendo il corso può scrivere quali testi si portano e se questo cambiamento di programma vale anche per i fuori corso..
:
ragazzi mi dite su quale libro sta spiegando il prof? grazie =)
Qualcuno di buona volontà mi può dire con precisione il programma nuovo???Chi dice che ci sono 3 libri chi 2, non capisco più niente!!!!!!!!!!!!!!!!
ASIA
Perlina
Stilla di Sorgente
Goccia Pura
Dunque sono questi 3:
Sarchielli G. (2008). Psicologia del lavoro. Bologna: Il Mulino.
• Hatch M. J. (2009). Teoria dell’organizzazione. Bologna: Il Mulino.
• Novara F. & Sarchielli G. (1996). Fondamenti di Psicologia del lavoro. Bologna: Il Mulino. (Capitoli da 1 a 6).
ASIA
dunque....il programma è:
Sarchielli G. (2008). Psicologia del lavoro. Bologna: Il Mulino.
• Hatch M. J. (2009). Teoria dell’organizzazione. Bologna: Il Mulino.
• Novara F. & Sarchielli G. (1996). Fondamenti di Psicologia del lavoro. Bologna: Il Mulino. (Capitoli da 1 a 6).
solo che del primo libro dovete controllare se avete l'edizione con o senza il capitolo sui gruppi, in caso contrario dovete farvi le fotocopie perchè oggi a lezione ha detto che questo capitolo è molto importante ma purtroppo sulla nuova edizione del libro l'hanno tolto
ciao a tutti
ho letto l avviso del prof per quanto riguarda l attuale programma
però volevo chiedervi se voi eravate a conoscenza del vecchio programma poichè io sono un a vecchia 857 e d conseguenza in base all avviso devo fare riferimento al vecchio programma di studio
grazie
buongiorno a tutti....sono matricola 857 fuori corso quindi devo portare il vecchio programma,quindi tutti e quattro i libri.Mi dite cortesemente quanto sarebbe la spesa complessiva...pero'......"DA AGOSTINO"!!!!Grazie![]()
ragazzi anche io sono matricola 857 fuori corso..e quindi x noi il programma rimane invariato??dobbiamo portare 4 libri noi???![]()
Ciao anch'io sono fuori corso ed ho mandato una mail al prof per chiedere dei libri per l'esame mi ha risp così:
"Può fare riferimento al programma sul nostro website, è aggiornato."
Saluti,
quindi suppongo che anche noi dobbiamo portare solo i 3 libri sopra citati.
ciao di preciso nn lo so perchè insieme a quelli di lavoro ho preso anche comunita che è piccolo. ho speso 20 euro quindi togliendo comunita sei al di sotto dei 20!!