Cahr_Lie Assenza di progetti complicati o "assenza di progetti, punto?"
Cahr_Lie Assenza di progetti complicati o "assenza di progetti, punto?"
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Per me di sicuro c'è una componente viscerale, fortemente sensuale (che ha a che fare con il sesso e con tutti i sensi).
Poi c'è una componente cerebrale: ho bisogno che l'altra persona mi stimoli, sia nel senso che devo potermi dedicare a lei sia nel senso che, confrontandomi con lei, devo poter scoprire delle parti di me che conosco poco o che non conosco proprio. Deve stupirmi il rapporto: mi devo poter sentire impreziosito ed incuriosito. E, al contempo, sicuro: sicuro nel poter sperimentare con lei senza sentirmi in imbarazzo. In fondo, due persone che si trovano non hanno nulla di cui vergognarsi nel momento in cui si scoprono reciprocamente.
Originalmente inviato da RosadiMaggio
Mi sembra di aver già risposto, se i progetti sono questi qua non so se mi starebbe bene. Se il progetto consiste nell'andare a seguire un corso di Yoga insieme (commisurato alle risorse disponibili) e cose del genere perché no. La sicurezza di trovarmi domani (se sono ancora vivoIo non cerco un amore progettuale tipo "andiamo a vivere insieme", "mettiamo su famiglia" e cose del genere, perciò ci vorrebbe una situazione in cui l'altra persona stia già bene e non le manchino in particolar modo queste cose: io non ho intenzione di gestire questo tipo di progetti, comunque viceversa non lo chiedo nemmeno io tutto questo all'altra persona.) ad una donna posso dargliela, se lei è ben disposta a frequentarmi (con una persona che mi disprezza per far leva a farmi cambiare io non ci voglio proprio stare), sicurezze di altro tipo, economiche e cose del genere no. Posso svolgere di sicuro la funzione del padre affettuoso, ma del padre guida no, ma io non chiedo nemmeno questo all'altra persona.
L'amore che cerco è un amore per star meglio non peggio, se diviene un sacrificio per me e l'altra persona stare insieme, pur di tener in piedi una relazione, non so fino a che punto possa esser considerato un bene. Se per stare con qualcuno devo autocostringermi a prendere una forma adatta a quel tipo di relazione non so proprio se questa cosa riuscirà a giovarmi.
Per me l'amore dovrebbe essere uno star vicini per riscaldarsi a vicenda e non un tenersi al guinzaglio reciprocamente. Quando la vicinanza reciproca è gradita le cose funzionano per me. E' questo l'amore che mi manca.
Se è roba da sognatori la mia e non esiste proprio niente del genere non è che poi alla fine una qualche sostituzione con qualcosa di reale, che in fin dei conti poi comunque mi darà sui nervi e mi farà stare più male che bene, la colmerà.
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 28-03-2011 alle ore 13.35.06
Ma se è amore è così come dici, Char-Lie.
Codesta che tu descrivi è la normalità,la quotidianità di una coppia.
Certo, il desiderio di metter su famiglia, non è un progetto ponderato, all'inizio, almenoo!
Prima ci si piace, poi ci si mette insieme, poi si sta talmente bene insieme, che si vuol vivere insieme anche di notte, anche alle ore dei pasti, ecc.
Poi si sta talmente bene insieme che vengono i figli, i figli dell'AMore, non progettati a priori!
anzi, i figli all'inizio sconvolgono un po' la vita della coppia!
Non c'è proprio nessun guinzagliooo, nessuna costrizionee, è tutto spontaneo, io mi scandalizzo a sentirti.
Io: "quando aspettavo la bambina, pensavo: ecco, nascerà una persona, si siederà a tavola con noi, e dirà la sua!"
Analista: "Lei ha visto arrivare se stessa"))))
Ultima modifica di complicata : 28-03-2011 alle ore 14.45.10
Ho letto i vostri interventi e ho provato a domandarmi anch’io: cosa cerco in una relazione?
Dannazione, devo essere grave! Non riesco a formulare una lista! Sarà l’età? Sarà che ne hai viste un po’di tutte? Che ognuna ti ha fatto vivere il sentimento in modo differente? Che ognuno ti ha fatto scoprire cose di te diverse da coloro che sono venuti prima?
Boh.
Tolte le esperienze proprio ma proprio negative – un paio al massimo, per fortuna – credo di non aspettarmi niente da una relazione se non la relazione stessa, e che prende ogni volta le forme più inaspettate. Mi rendo conto di essere assolutamente a corto di parole sull’argomento, come invece non lo sarei se dovessi dire cos’ho vissuto nelle relazioni accadute sinora: ma sul come e cosa vorrei vivere, ho il vuoto in testa. L’inaspettato, credo. Ecco, forse questo. E fare l’amore (di questo invece sono sicura!).
Ecc’hai ragggione cara…(purtoppo…)
Ma i lavori sono in corso (e non perdo le speranze)
Ma adesso cosa cerchi giulietta? L'inaspettato è vago, ti chiedo una cosa: cos'è che non ti aspetti?Originalmente inviato da giulietta.o
Quel che non mi aspetto io è di trovare proprio quel che mi auguro sempre di trovare, questo sì che mi stupirebbe! Che quel che mi sembra impossibile (e che desidero) divenga reale.
Ecco cerco l'inaspettato anche io. Ma credo che lo cerchino tutti, solo che ognuno ne possiede uno diverso e proprio di "inaspettato", il tuo quale è? Puoi iniziare con l'escludere "quel che ti aspetti" raccontandoci in cosa consiste quello che ti aspetti definendo così in questo modo "quel che non ti aspetti" (in modo negativo insomma). Se ci rifletti un attimo, questo dovresti saperlo: dovresti sapere in cosa consiste quel che ti aspetti, quel che non ti aspetti (l'inaspettato) è tutto quel che resta. Se resta qualcosa puoi riuscire a sapere più o meno in cosa potrebbe consistere.
Così giusto per approfondire, se non ti va però non importa, non voglio risultare invadente, mi era sembrato che avessi voglia di parlare di questa cosa.
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 29-03-2011 alle ore 00.26.31
?????? Prova a riformularmi la domanda perché giuro che mi ci sono persa...
Visto che cerchi l'inaspettato, ti ho proposto di parlare delle cose che ti aspetti e quindi che non ti piacciono, non sai cosa cerchi in positivo, ma dovresti sapere cosa non cerchi di sicuro. La mia domanda è negativa.
Cosa di sicuro non cerchi o non desideri in una relazione d'amore con l'altro sesso adesso?
Per te immagino che ora non risulti inaspettato tutto, certe cose le riterrai, diciamo così banali perché te le aspetti e queste non desteranno meraviglia in te (devi conoscere almeno questo altrimenti non potrebbe esistere l'inaspettato). Per spiegarci e raccontarci cosa cerchi (il tuo inaspettato, quel che ti stupirebbe) puoi iniziare col raccontarci cosa non cerchi (quel che non ti stupirebbe proprio più, quel che ti aspetti).
Tolto quel che non stupisce più resterà tutto quello che stupisce. Da bambino mi stupì guardare per la prima volta le funivie, conoscevo già aerei, elicotteri ed anche le gru, però mi stupì l'ingegnosità del mezzo di trasporto estremamente semplice, un filo sospeso ed un mezzo che conteneva persone e bagagli che scivolava lungo il filo con delle ruote. Anche in natura non avevo mai visto cose del genere, gli insetti o volavano o si lasciavano cadere verso il basso direttamente attaccati ad un filo (i ragni) come un'ascensore.
Ideare una funivia secondo me è più complicato che pensare ad un mezzo di trasporto simile al "paniere" usato dalla nonna.
Va be'... Un saluto
Ultima modifica di Char_Lie : 29-03-2011 alle ore 13.43.18
I lati negativi esistono ovunque, anche in una relazione evidentemente. Non riesco tracciare una riga e a mettere “buoni” da una parte e “cattivi” dall’altra. Buoni e cattivi rispetto a che?
Tolti alcuni estremi – se un uomo è violento fisicamente, palesemente sopraffattore, tanto per citarne qualcuno – è comunque un modo di ragionare, quello cioè di partire da una lettura al negativo, che non mi riesce neanche sotto tortura. Mi terrebbe lontana dal tutto, unico campo nel quale per me abbia senso muovermi.
Posta così come la poni, la tua domanda è figlia di una tua visione personale degli individui e della vita, molto autocentrata tra l’altro, che non puoi pensare sia applicabile universalmente: ti si confà il tracciare liste di condizioni, o di pro e contro, e tali per cui un evento sentimentale possa per te verificarsi o meno?
Bene, ti rispondo che per me l’amore è qualcosa mosso dal sentimento in sè e dalla persona che me lo suscita, non da dei paletti. Per me non è firmare un contratto, procedere ad una fusione societaria, rastrellare azioni per avere il controllo o pararmi il deretano.
Il massimo che posso fare è provare a dire della predisposizione d’animo con la quale mi ci pongo. Per quanto mi appaia comunque tirato per la manica della giacca. Casca nel campo dell’indicibile, ma proviamo, valà, e andando a braccio.
In primo luogo non ho quadretti predeterminati entro i quali figurarmi un rapporto. Per due ragioni, direi.
La prima, credo banalmente legata all’aver già vissuto alcune tappe come matrimonio o maternità, e proprio per averli vissuti non ci fantastico sopra come situazioni strutturanti a priori (o destrutturanti, perché per alcuni finiscono anche per essere vissute come tali). Possono esserlo, oppure no. Non è il matrimonio o la convivenza in sé che struttura un rapporto, ma la natura del legame che si è stabilito tra due persone.
La seconda, come dicevamo qualche pagina fa ti trovi comunque e sempre con i piedi sia nella strutturazione di un rapporto che nella sua fluttazione. Il quadretto, fluttuante o stabile che lo s’immagini, comprende anche un Altro: come dire, i conti non si fanno senza l’oste. Non è tanto questione di compromessi, parola abusatissima e retorica: è questione di essere consapevoli di avere a che fare con individualità uniche e irripetibili, la tua e quella dell’altro, e il fine del rapporto non può che essere incondizionato e disinteressato, non negoziabile, non programmabile, non strategico: c’è un nucleo sentimentale che ti anima, e quello a mio parere dovrebbe essere l’elemento di cui non perdere mai la messa a fuoco e dal quale partire sempre, in ogni momento o ogni fase si stia vivendo; considerando anche che è passibile di cambiamenti di intensità o forma, di arricchimenti o impoverimenti, inflazioni, ecc.
Non ho nemmeno figure ideali nella testa: ho avuto rapporti con individui molto differenti tra loro e in tutti sensi.
Un uomo minimamente consapevole di sé? Ecco, forse questo sì, adesso sì: qualcuno che non m’investa di proiezioni dalla mattina alla sera… Esistono, e non necessariamente sono ex pazienti d’analisi ma individui che sono maturati nel tempo con introspezione; che hanno attraversato successi e fallimenti, dolore e felicità, potere subito ed esercitato – i pacchetti completi – intendendone la necessità della copresenza e senza risultarne oltremodo sopraffatti, chiusi a ciò che di nuovo verrà.
Il fare l’amore è un capitolo importante. Ho vissuto in modo abbastanza separato il sesso, e caricandolo a volte di bisogno di conferme: ora lo rivesto di significati e sentiti differenti rispetto al passato, dunque rientra in gioco come espressione non narcisistica ma di percezione e riconoscimento del sentimento che mi anima e mi lega all’altro.
Non ho domande da fare a una relazione, se non viverne il suo potere trasformativo e individuativo e con il campo abbastanza sgombro da blocchi e resistenze personali; e che sono assai limitanti, dato che oltretutto sono inconsci. Ma il fatto di averli in parte “stanati” aiuta a lasciare il campo aperto e disponibile all’altro per come è, e non per come ho bisogno o vorrei che fosse. Questo determina un certo grado di libertà a essere per entrambi, e a fare esperienza dell’essere se stesso dell’altro: faccenda, questa, che ora mi provoca emozioni profonde: no, troppo poco. Profondissime e coinvolgenti. Meglio.
aaah, l'avevo già fatto in un altro foruuum, non è un ineditoooo
il copyright è mioooo
Io: Provo qualcosa
A: (....)
Io: Amore?
A: (...)
Io: ma come , mi sono innamorata di lei. Così, del primo che passa?"
A. (Grazie...)
Io: Vuol dire che sono molto indifesa, sigh..
A: Non direi proprio..