facciamo un passo indietro:
negli ultimi anni si era riuscito ad arginare in parte l'immigrazione clandestina proveniente dal nordafrica """grazie""" ad un accordo stipulato tra libia e italia nel quale, tra gli altri punti, si stabiliva un pattugliamento condiviso della zona di mediterraneo che separa l'italia dall'africa al fine di contrastare questi movimenti.
Nel momento in cui si è deciso di agire contro il regime di gheddafi questi ha subito interrotto questa attività di controllo.
Le prime migliaia di immigrati nulla avevano a che fare con la Libia: erano per la maggior parte tunisini che avevano il "campo libero" per la traversata.
E' importante per me distinguere appunto tra immigrati clandestini e coloro i quali fuggono (dalla Libia per esempio) per chiedere asilo politico.
Il fine del viaggio è diverso : il primo generalmente è propenso a stabilirsi in un altro territorio, l'altro fugge per forza di cose, ma è possibile il suo ritorno in patria a condizioni mutate.
E per quanto mi riguarda l'azione verso le due tipologie dovrebbe essere diversa: da una parte assicurare protezione a chi scappa da situazioni che mettono a repentaglio la propria vita, dall'altra invece cercare di migliorare le condizioni di vita delle altre persone direttamente nel loro paese.
A un livello meramente economico (e legale aggiungerei) il "trattamento" di un clandestino è costoso per lo stato, tanto varrebbe investire questi soldi per migliorare alla fonte la loro situazione e non tamponarla per rimandarli di nuovo nelle stesse condizioni. E' un circolo vizioso.
Naturalmente non intendo nemmeno prendere in considerazione gli eventuali ( ) fattori di convenienza in questa situazione, non per ingenuità ma più che altro nell'utopica speranza che prima o poi qualche nostro politico ( e non solo) non li metta in conto (ridete pure, non mi offendo )

Riassumendo questo trattato: è l'Europa intera che dovrebbe farsi carico della sistemazione di chi chiede asilo, e sempre l'unione intera dovrebbe formulare dei progetti per migliorare le condizioni di vita dei paesi del nord africa ( per ragioni strettamente economiche, ma anche dell'africa intera per ragioni umanitarie; si, ridete di nuovo ). Per il resto i popoli si mescolano; tanti italiani cambiano paese. Ma è giusto che questo sia fatto come scelta ponderata e non solo come esito della disperazione. Una persona disperata può abbassarsi a fare di tutto. Gli immigrati nel nostro paese non godono nemmeno di un quarto dei nostri diritti (teorici) di lavoratori , vengono trattati tante volte alla stregua di bestie. e questo non è giusto. Noi non lo faremmo mai. adesso.
Ma immaginiamoci una attimo a patire la fame se possiamo.. lavorare 12 ore per 10 euro a quel punto potrebbe sembrarci un miracolo.....