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  1. #3271
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    14-09-2009
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Troppo forte, eheheh!

    Io: "Io so tutto del transfert, sa, che si crede, non m'imbroglia!"

  2. #3272
    CHANEL Nr5
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Troppo forte, eheheh!

    Io: "Io so tutto del transfert, sa, che si crede, non m'imbroglia!"
    Sei la paziente Complicata che qualsiasi strizzacervelli vorrebbe avere.
    Io invece...
    Analista: Senta, se vuole comandare Lei, me lo dica che mi alzo e me ne vado.

  3. #3273
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    14-09-2009
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    126

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Io:" Lei esercita un potere qua dentro!!"
    A: "eh, e lei non me lo vuol far esercitare"
    Io: "Ho capiitoo, lei legge le mie parole,ma se io ora sto zitta, lei non legge più niente, chiaro?!"


    La cosa più bella erano le scaramucce, che nostalgia, bei tempi, Chanel.

    Speriamo di riviverle

  4. #3274
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o
    Un uomo minimamente consapevole di sé? Ecco, forse questo sì, adesso sì: qualcuno che non m’investa di proiezioni dalla mattina alla sera… Esistono, e non necessariamente sono ex pazienti d’analisi ma individui che sono maturati nel tempo con introspezione; che hanno attraversato successi e fallimenti, dolore e felicità, potere subito ed esercitato – i pacchetti completi – intendendone la necessità della copresenza e senza risultarne oltremodo sopraffatti, chiusi a ciò che di nuovo verrà.
    Ma un uomo che investe di proiezioni una donna dalla mattina alla sera concretamente che fa?
    Comunque in sostanza vuoi persone resistenti alle turbolenze, che accettino la realtà, persone bene adattate ai "pacchetti completi" di cui si è parlato prima.
    Già così hai escluso una bella fetta di persone dell'altro sesso, ora se cerchi di capire meglio la tua stessa idea di "uomo che non resta sopraffatto e chiuso" comprendendo cosa intendi dire con questa espressione puoi riuscire a capire cosa cerchi davvero, non è tanto vero che hai la testa vuota.
    Delle preferenze ce le hai anche tu giulietta, ma per fartele tirar fuori è un po' difficile.

    Uff, sono proprio queste preferenze femminili diffuse che vorrei che non fossero così diffuse.

    L'uomo coraggioso con esperienza che non viene mai sopraffatto dalla paura, che non può essere sopraffatto dalle circostanze, che accetta tutto sportivamente, che non se la dà quasi mai a gambe levate. Se ci rifletti è già questo un ideale alto che non lascia spazio all'essere dell'altro e pure molto presente nel genere femminile. Qualsiasi preferenza tu abbia non può lasciare spazio all'essere di altre persone, è una contraddizione in termini, quindi il tuo ragionamento secondo me non fila. O non hai proprio preferenze e ti va bene tutto o un certo spazio all'essere dell'altro lo devi per forza negare all'interno di una relazione.

    Comunque quello che hai detto mi ha fatto pensare a questo dialogo

    è vero che sei proprio diventato pazzo, Ferdinand? mi chiese lei un giovedì.
    -Lo sono! confessai.
    -Allora ti cureranno qui?
    -Non si cura mica la paura, Lola.
    -Hai dunque così tanta paura?
    -Anche molta di più Lola, così paura, vedi, che se muoio di morte naturale, io, più avanti, voglio soprattutto che non mi brucino. Vorrei che mi lasciassero nella terra, a marcire al cimitero, tranquillamente, là, pronto a rivivere forse.. Chissamai! Mentre se mi riducono in cenere, Lola tu capisci, sarebbe finita, proprio finita... Uno scheletro malgrado tutto, assomiglia ancora un po' a un uomo. è sempre più pronto a rivivere che delle ceneri... Le ceneri è finita!... Che ne dici?... Allora, nevvero, la guerra...
    -Oh! Ma allora sei proprio un vigliacco, Ferdinand! Tu sei ripugnante come un topo...
    -Sì, assolutamente vigliacco, Lola, rifiuto la guerra e tutto quel che c'è dentro... Non la deploro, io...
    Non mi rassegno, io... Non mi piagnucolo addosso, io... La rifiuto recisamente, con tutti gli uomini che contiene, voglio averci niente a che fare con loro, con lei. Fossero anche novecentonovantacinque milioni e io solo, sarebbero loro che hanno torto, Lola, e io che ho ragione, perché sono il solo a sapere quel che voglio: non voglio più morire.
    -Ma è impossibile rifiutare la guerra, Ferdinand! Ci son solo i pazzi e i vigliacchi che rifiutano la guerra quando la loro Patria è in pericolo...
    -Allora vivano i pazzi e i vigliacchi! O piuttosto sopravvivano i pazzi e i vigliacchi! Ti ricordi un solo nome per esempio, Lola, di uno dei soldati ammazzati nella guerra dei Cent'Anni?... Hai mai cercato di conoscere uno solo di quei nomi?... No, vero?... Hai mai cercato? Ti sono altrettanto anonimi, indifferenti e sconosciuti quanto l'ultimo atomo di questo fermacarte davanti a noi, quanto la tua cacca mattutina... Vedi allora che sono morti per niente, Lola! Per assolutamente niente di niente, 'sti cretini!
    Te lo dico io! Abbiam fatto la prova! Non c'è che la vita che conta. Fra diecimila anni, ci scommetto che questa guerra, per quanto sublime ci sembri adesso, sarà completamente dimenticata... Sarà tanto se una dozzina di eruditi s'accapiglieranno ancora qua e là, circa le date delle principali ecatombi che la resero famosa... è tutto quel che gli uomini son riusciti fin qui a trovare di memorabile su questo e quello a distanza di qualche secolo, qualche anno e perfino a qualche ora... Io non credo all'avvenire, Lola..."
    Quando lei scoprì fino a che punto strombazzavo la mia vergognosa condizione, smise di trovarmi degno della minima pietà. Spregevole mi ha giudicato lei, definitivamente.
    Decise di lasciarmi seduta stante. Era troppo. Quando la riaccompagnai alla porticina del ricovero quella sera, non mi abbracciò.
    Decisamente le era impossibile ammettere che un condannato a morte non avesse anche la vocazione.
    Io sul versante della ragionevolezza e dell'accettazione dei pacchi e pacchetti reali non riesco più a starci, questa frattura ormai per me è insanabile (è come la paura, non è che si guarisce, è qualcosa che fa parte di me), conoscere altro non mi aiuta, da un mondo fatto così come l'ho conosciuto io ci vorrei uscire (questa è la mia chiusura), ma non c'è nessun altro posto dove andare.
    Non mi resta che insistere sul versante opposto e vedere se riesco a tirar fuori qualche cazzata cercando di continuare a vivere nonostante io odi sostanzialmente la vita, tanto ad accettarla così com'è, visto che ci sono parti così sgradevoli per me, non l'accetto (ed in questo punto mi conosco meglio di altri, non è certo la consapevolezza a mancare), però al minimo posso immaginare qualcosa di diverso.
    Nessuno forse avrebbe coltivato alcuna immaginazione se tutti avessero accettato pacchi e pacchetti tranquillamente da persone "forti" (secondo qualcuno). Visto che verso sanità, maturità ecc. ecc. non riesco ad andarci, proverò a percorrere il verso opposto.

    Per questo frequento 'sto forum, qualcosa di inaspettato a me può capitare solo stando a contatto con qualche svitato, e qui ci sono parecchi psicoanalisti .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-03-2011 alle ore 10.13.25

  5. #3275
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Cara Giulietta,
    condivido molto ciò che scrivi negli ultimi interventi, d’altra parte gli stessi interrogativi che ti poni tu mi hanno condotto sulla via della terapia di coppia, è proprio dalla difficoltà non dico di realizzare l’obiettivo di amare l’altro per ciò che è, ma anche solo di pensarlo, di potergli far spazio dentro di te, che puoi cogliere tutta la difficoltà e tutte le resistenze che incontra questo discorso. Dico di più, talvolta un discorso come questo incontra persino l’indifferenza, come se a parlare fosse un alieno e non un essere umano come te in carne ed ossa che ha esperienze simili alle tue. Non sono più argomenti su cui potersi confrontare se lo “standard” oggi è l’ “amore liquido” di Bauman. Però, mi intrigano molto le “opposizioni” a questo discorso, ad esempio quelle di Char_lie, che in fondo combatte si, ma combatte perché comunque la battaglia per lui ha un senso. Char_lie è la DIFESA, mentre ciò che tu scrivi è il DESIDERIO ... e questo per usare un linguaggio classico che più classico non si può. La difesa sta sempre a salvaguardare un desiderio, che non straripi, che non esondi, che non dilaghi, dove c’è desiderio c’è difesa, e non possiamo pensare che questa difesa non abbia una funzione.
    In realtà l’altro è molto inquietante nella sua alterità, sarebbe estremamente difficile da gestire e difficile anche da pensare. In un rapporto cerchiamo subito dei parametri di prevedibilità del partner che ci rassicurino, ci cogliamo attenti a tutto ciò che si ripete, alle abitudini, per timore di incontrare quello che va a comprare le sigarette e non si fa più vedere o quello (più moderno) che con un semplice clic, un semplice delete, ti taglia fuori definitivamente e inesorabilmente dalla sua vita mentre soltanto qualche ora prima ti chiamava “amore”.
    Ma se il partner fosse solo e semplicemente prevedibile, sarebbe di una noia mortale, allora l’amore deve sempre viaggiare sul filo del rasoio della prevedibilità che rassicura e dell’imprevedibilità che ravviva.
    Se avessi tempo e voglia di una buona lettura ti consiglierei L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico, il libro edito postumo per Raffaello Cortina di Stephen Mitchell ... si lo so, che OO con sto Mitchell ... me lo dico da solo, ma tuttavia penso che meriti davvero la lettura.
    Ciao

  6. #3276
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Il tagliare via con un colpo di mouse – quel che una volta era far rispondere alla sorella al posto tuo per dire che non eri in casa – non racconta mai di un amore finito, piuttosto di una storia di possesso che ha esaurito la sua spinta, data l’avvenuta consumazione. Viviamo in un’epoca materialista, diamo per scontato che una passione amorosa non ambisca altro che al possesso dell’altra persona. E’ anche un limite culturale, oltre che di capacità di far spazio all’altro per scarsa consapevolezza di sé. Ed è un limite con il quale ti trovi a scontarti non poche volte, se viceversa percepisci l’amore come andiamo discutendo. Molte volte mi è capitato di essere giudicata una fredda, un’insensibile alla passione: ma di quale passione si parla, però? Non amo possedere, tantomeno essere posseduta.
    E’ davvero molto difficile stare in equilibrio in quel che tu dici, cioè tra sicurezza e imprevedibilità. Che non è stare in equilibrio tra dipendenza e autonomia: forse, tra libertà e legame. Ovvero, stare in un legame – che ti cambia, sempre – diventando però se stessi: e la libertà risiede qui a mio parere, nel cambiare diventando se stessi. E per diventare se stessi c’è bisogno di legami.
    L’analisi per me, infondo, è questo: un legame che mi dà la libertà ad essere, faccenda che negli ultimi tempi si era un po’ bloccata. Insomma, avevo bisogno di un ripasso serio e approfondito...


    PS Va bene, prima o poi leggerò il "tuo" Mitchell (e tu leggi il "mio" Zoja, però!)

  7. #3277
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o
    Il tagliare via con un colpo di mouse – quel che una volta era far rispondere alla sorella al posto tuo per dire che non eri in casa – non racconta mai di un amore finito, piuttosto di una storia di possesso che ha esaurito la sua spinta, data l’avvenuta consumazione. Viviamo in un’epoca materialista, diamo per scontato che una passione amorosa non ambisca altro che al possesso dell’altra persona. E’ anche un limite culturale, oltre che di capacità di far spazio all’altro per scarsa consapevolezza di sé. Ed è un limite con il quale ti trovi a scontarti non poche volte, se viceversa percepisci l’amore come andiamo discutendo. Molte volte mi è capitato di essere giudicata una fredda, un’insensibile alla passione: ma di quale passione si parla, però? Non amo possedere, tantomeno essere posseduta.
    E’ davvero molto difficile stare in equilibrio in quel che tu dici, cioè tra sicurezza e imprevedibilità. Che non è stare in equilibrio tra dipendenza e autonomia: forse, tra libertà e legame. Ovvero, stare in un legame – che ti cambia, sempre – diventando però se stessi: e la libertà risiede qui a mio parere, nel cambiare diventando se stessi. E per diventare se stessi c’è bisogno di legami.
    L’analisi per me, infondo, è questo: un legame che mi dà la libertà ad essere, faccenda che negli ultimi tempi si era un po’ bloccata. Insomma, avevo bisogno di un ripasso serio e approfondito...
    Per me però c'è sempre qualcosa che non torna, e se "te stesso" già lo sei? Spesso quel che capita è che per mantenere in piedi un legame devi sacrificare parti di te, non è che divieni te stesso così, alieni te stesso nel legame costringendoti a far spazio all'altro eliminando così parti importanti per te, lo spazio per te, usando questo stratagemma, può venire a mancare e comunque così non stai bene.
    Se una persona un po' si conosce capisce che cerca una relazione specifica che vada abbastanza bene per sé e non una qualsiasi relazione in cui si fa spazio ad un individuo generico.
    A me è proprio la consapevolezza di me stesso, che mi fa capire che certe cose non sono disposto a farle e che certi spazi miei di libertà ad essere non posso sacrificarli davvero per far spazio a qualcuno che vorrebbe che mi comportassi in modo ancora più "elastico", o questo mio essere me stesso con questo tipo di elasticità si accoppia bene con un altro esser sé e un altro tipo di elasticità o c'è poco da fare, l'amore non c'è, né sorgerà.

    Ad esempio se una persona non vuole aver figli ed un'altra ne vuole chi dei due dovrebbe cedere questo spazio progettuale così importante all'altro?


    Se una persona pur di stare con qualcuno fa cose di cui in fin dei conti non è così convinta, lascia spazio di sicuro all'altro, però poi le viene a mancare il suo di spazio nella relazione, così per me non funziona comunque.

    Le persone stanno insieme per star meglio e non per far spazio a qualcuno secondo me. Se una persona vive all'interno di una relazione costringendosi a far spazio a qualcuno, secondo me tanto bene non starà. Si sta in due bene in una relazione quando i posti a disposizione sono due e non quando ognuno deve star seduto a turno o lasciare che il suo posto venga occupato dall'altro. Se lo spazio all'altro viene lasciato naturalmente dal proprio "esser sé stessi" le cose potrebbero funzionare. Ad esempio se il tuo atteggiamento da qualcuno viene ritenuto freddo questa persona non avrà a disposizione il suo spazio in una qualche relazione con te e viceversa nemmeno tu (perché a te questo tipo di atteggiamento critico mosso dall'altro, rispetto a questo tuo modo di fare, ti darà fastidio perché per te è un modo che senti tuo e naturale), ma non è che il tuo atteggiamento è giusto o sbagliato (e nemmeno l'atteggiamento dell'altro) perché un metro di giudizio generale non esiste. Tu desideri tenere un certo atteggiamento e lasciare un certo tipo di spazio in una relazione alle persone dell'altro sesso, mentre ne vorresti occupare certi altri, ma non è detto però che per tutti gli esseri viventi gli spazi liberi desiderabili da lasciare ed occupare siano gli stessi.
    Una relazione non diviene conflittuale solo quando lo spazio che si desidera davvero lasciare all'altro e quello che si desidera occupare, all'interno di un rapporto, non si sovrappongono troppo. In questi contesti si può essere cooperativi: in natura esistono accoppiamenti del genere anche tra specie diverse, mentre più spesso in certi altri contesti si è in conflitto.

    Uno spazio di condivisione non lo si può creare dal nulla sforzandosi, deve in qualche modo esser possibile già a monte per una coppia di individui. Quindi mi convince poco questa idea del lasciar spazio all'essere dell'altro in generale. A quale altro, bisogna chiedersi, si vuol lasciar spazio? Ce ne sono tanti e diversi di altri: il concetto di spazio lasciato all'altro e che viene occupato in un contesto relazionale è estremamente relativo allo spazio di cui ha bisogno un'altra persona.

    Quello che per te rappresenta un lasciar spazio per un'altra persona può esser vissuto come invasivo e viceversa. E' roba da incastri per me, nessuno in fin dei conti è capace di occupare tutti gli spazi. Ad esempio se uno parla ed è chiacchierone non occupa lo spazio di chi sta in silenzio ed ascolta, magari nemmeno gli interessa occupare questo spazio, viceversa magari per un altro tipo di persona esser forzata a dover riempire uno spazio silenzioso con la parola, perché per l'altro il silenzio risulta noioso ed ha bisogno in continuazione di sentir l'altro dirgli qualcosa, può risultare invasivo.

    Io in un certo periodo della mia vita ho esagerato, il contatto continuo coatto con qualcuno tanto bene non mi faceva stare. Ho sempre sentito il bisogno di ritirarmi e stare molto tempo per conto mio, ora sono riuscito a regolare la cosa e sto meglio, vedo dei miei amici quando più ne ho voglia davvero, desidero di sicuro il contatto e la socialità (in una certa misura ne ho bisogno anche io) però non oltre certi limiti oltrepassati i quali io inizio a stare più male che bene. Io però non sento questi legami come leggeri, anzi li sento anche più importanti rispetto a quelli che intrattenevo un tempo con altre persone, proprio perché riesco ad esser me stesso, quando una relazione ti fa star male buttando via tutto non perdi granché, è quando stai bene che perdi molto. Infatti quando uno sta bene mica tronca una relazione, in genere può venir mollato se è l'altro a non trovarsi bene .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 01-04-2011 alle ore 16.36.06

  8. #3278
    Megiston Matema
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    Il tagliare via con un colpo di mouse – quel che una volta era far rispondere alla sorella al posto tuo per dire che non eri in casa – non racconta mai di un amore finito, piuttosto di una storia di possesso che ha esaurito la sua spinta, data l’avvenuta consumazione. Viviamo in un’epoca materialista, diamo per scontato che una passione amorosa non ambisca altro che al possesso dell’altra persona. E’ anche un limite culturale, oltre che di capacità di far spazio all’altro per scarsa consapevolezza di sé. Ed è un limite con il quale ti trovi a scontarti non poche volte, se viceversa percepisci l’amore come andiamo discutendo. Molte volte mi è capitato di essere giudicata una fredda, un’insensibile alla passione: ma di quale passione si parla, però? Non amo possedere, tantomeno essere posseduta.
    E’ davvero molto difficile stare in equilibrio in quel che tu dici, cioè tra sicurezza e imprevedibilità. Che non è stare in equilibrio tra dipendenza e autonomia: forse, tra libertà e legame. Ovvero, stare in un legame – che ti cambia, sempre – diventando però se stessi: e la libertà risiede qui a mio parere, nel cambiare diventando se stessi. E per diventare se stessi c’è bisogno di legami.
    L’analisi per me, infondo, è questo: un legame che mi dà la libertà ad essere, faccenda che negli ultimi tempi si era un po’ bloccata. Insomma, avevo bisogno di un ripasso serio e approfondito...


    PS Va bene, prima o poi leggerò il "tuo" Mitchell (e tu leggi il "mio" Zoja, però!)

    Ciò che si può tagliar via con un colpo di mouse è il mai stato, il mai accaduto, l’estremamente superficiale, ciò che non ti impegna, ciò che non hai mai abitato, l’equivoco di pensare che puoi salvare te stesso, il tuo amor proprio, eliminando l’altro quando inizia a coinvolgerti e senti questo coinvolgimento come una gabbia intollerabile ... Bauman ne parla bene ed estesamente ... ma quando ti tagli un amore stai tagliando te stesso, quando butti via con un clic tutto il tempo, i sentimenti investiti, l’impegno, i palpiti più reconditi del tuo cuore, stai buttando via anche un po’ di te stesso ... ecco l’angoscia di cui parla Bauman, ecco l’angoscia esistenziale di cui parla Heidegger.
    I rapporti umani (amore compreso) come “consumo”, l’altro come prodotto più o meno allettante, la seduzione come pubblicità di un prodotto che regge finché non si è effettuato l’acquisto, le infinite possibilità di “contatti”, di legami e storie possibili sempre nuove e allettanti, a costo zero, con implicazioni zero, soddisfatti o rimborsati, che non prevedono investimenti affettivi massicci o abilità particolari o responsabilità di qualsiasi tipo, legami che puoi troncare in qualsiasi momento per riaprire i giochi a qualcosa di nuovo e più allettanti, senza che questo comporti un costo, un peso o una qualsiasi forma di remora morale o di senso di colpa. Anzi, sembra proprio che tutto ti spinga a mollare al più presto il prodotto “vecchio”, anche quando non hai ancora nemmeno letto bene le istruzioni e non ti sei ancora impadronita di tutte le sue caratteristiche (come un telefono cellulare, ad esempio), per passare ad uno nuovo e poi ad uno ancora più nuovo.
    Chi legge più ormai I dolori del giovane Werther di Goethe o Daniele Cortis di Fogazzaro, chi comprenderebbe oggi il suicidio per amore di Carlotta del primo e il sacrificio e la rinuncia dell’amore del secondo per Elena; si penserebbe a due sfigati che non hanno avuto accesso al mondo dell’intercambiabilità dell’oggetto dei propri sentimenti, a quella logica da luna park dove tutto è uguale a tutto e dove si vuole provare di tutto, ciascuna delle esotiche attrattive che ci sono prima di uscirne.
    Sul possesso (“...il senso del possesso che fu pre-alessandrino...” canta Franco Battiato) abbiamo opinioni diverse, per me non è una cosa negativa in senso assoluto, appartiene all’amore di diritto, e non sto certo parlando di quei rapporti asfissianti che prevedono un controllo fisico e mentale dell’altro, parlo di sapersi e volersi donare e abbandonare all’altro per uscirne arricchiti da questa commistione, da questo amalgama di anime e corpi. L’aporia allora non è soltanto fra autonomia e dipendenza (anche perché si tratterebbe di una dipendenza volontaria, il soggetto stesso decide di darsi all’altro, completamente), o fra libertà e legame (perché se noi siamo davvero animali sociali oltre che razionali, è nel legame che siamo noi stessi, è attraverso il legame che troviamo la nostra libertà di esistere, sarebbe paradossalmente meno libero chi rinunciasse ad ogni legame ... sempre ammesso che ciò sia possibile), ma fra IO e TE, essere e divenire.
    Io Zoja e tu Mitchell? Accipio, cara!

    Ciao

  9. #3279
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Sul possesso non siamo d'accordo perché tu sei siciliano e io milanese...

    Non tempo ora, ma tornerò su questo punto a breve. Buon weekend a todos!

  10. #3280
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    s..t'ha spiaccicato anche giulietta..

    Senti Meg, puoi scrivere post un po'più corti, per favore?

    Non sei chiaro, diventi prolisso, che volevi dire, volevi fare un discorso sulla costanza, la perseveranza, il sacrificio delle immediate soddisfazioni, volevi fare un elogio della lentezza?

  11. #3281
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Non è che i Dolori del giovane werther fossero proprio un best seller, visto che il romanticismo era diffuso tra pochi fortunati, colti e ricchi.

    Poi, prima, l'amore non c'era nemmeno perchè non c'era tempo, troppo impegnati a mettere insieme il pranzo con la cena,

    il romanticismo era un lusso.

    Quindi il paragone tra ieri e oggi non è corretto in questi termini.

    Lascia stare Goethe e Fogazzaro, che la maggior parte della gente era analfabeta, in Italia, fino agli anni cinquanta, vedi piuttosto come esempio il maestro Manzi.

    Per quantoriguarda i best sellers di oggi, più sono sellers più fanno schifo, sostituiamo Carlotta con Mary, e ilgiovane werther con Johnny, Johnny e Mary, secondo wilbur Smith e simili, dopo poche pagine finiscono a letto, tra finti papiri e piramidi di cartapesta.

    Oggi prediligiamo gli scrittori automatici.

    Comunque anche i dolori del giovane werther è un gran polpettone, quasi quasi come certi tuoi post)))))))))))))))
    Ultima modifica di complicata : 01-04-2011 alle ore 21.47.50

  12. #3282
    Megiston Matema
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    «Ciò che è stato detto circa la struttura della comprensione dell’ “altro” mette in evidenza il significato essenziale che l’unità originaria di bambino e madre riveste per lo sviluppo, nell’adulto, del fenomeno dell’ “incontro”. Vorrei aggiungere che tale fenomeno non è semplicemente l’effetto dell’esperienza di unità, dell’adattamento e del sentimento di benessere, ma si collega in ultima analisi all’esperienza della possibilità di realizzare se stessi. Questa è ciò che riempie di tanta gioia nell’ “incontro”. Il fatto che proprio l’esperienza di autorealizzazione viene suscitata nell’ “incontro spiega perché restiamo così profondamente delusi ogni volta che scopriamo di esserci sbagliati, o perché l’altro è diverso da come pensavamo o perché è cambiato nel frattempo. Questa delusione è così profonda perché rappresenta, per così dire, uno sconvolgimento [shaking] della nostra esistenza. L’esperienza dell’ “incontro” porta in primo piano qualcosa che è profondamente caratteristico della natura umana, cioè che la mia esistenza è vincolata all’autorealizzazione dell’altro». [K. Goldstein, (2007), Il concetto di salute ed altri scritti, in E. Calamari, M. Pini, (a cura di), ETS, Pisa, pp. 105-106].

    Buon fine settimana a tutti.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 02-04-2011 alle ore 14.03.32

  13. #3283
    Megiston Matema
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma un uomo che investe di proiezioni una donna dalla mattina alla sera concretamente che fa?
    Er cinematografo


  14. #3284
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    «Ciò che è stato detto circa la struttura della comprensione dell’ “altro” mette in evidenza il significato essenziale che l’unità originaria di bambino e madre riveste per lo sviluppo, nell’adulto, del fenomeno dell’ “incontro”. Vorrei aggiungere che tale fenomeno non è semplicemente l’effetto dell’esperienza di unità, dell’adattamento e del sentimento di benessere, ma si collega in ultima analisi all’esperienza della possibilità di realizzare se stessi. Questa è ciò che riempie di tanta gioia nell’ “incontro”. Il fatto che proprio l’esperienza di autorealizzazione viene suscitata nell’ “incontro spiega perché restiamo così profondamente delusi ogni volta che scopriamo di esserci sbagliati, o perché l’altro è diverso da come pensavamo o perché è cambiato nel frattempo. Questa delusione è così profonda perché rappresenta, per così dire, uno sconvolgimento [shaking] della nostra esistenza. L’esperienza dell’ “incontro” porta in primo piano qualcosa che è profondamente caratteristico della natura umana, cioè che la mia esistenza è vincolata all’autorealizzazione dell’altro». [K. Goldstein, (2007), Il concetto di salute ed altri scritti, in E. Calamari, M. Pini, (a cura di), ETS, Pisa, pp. 105-106].

    Buon fine settimana a tutti.
    Insomma, in quest'epoca di amori disamorati la società ci impone degli oggetti-gadgets da utilizzare, senza riconoscerli per la loro peculiarità ma per il loro utilizzo. Una specie di primato della tecnica. Noi, ovviamente, saremmo i Primati della Tecnica (una specie che si differenzia dall'Homo Sapiens Sapiens per essersi svincolata dal fluire del tempo e delle stagioni e per essere totalmente dipendente dall'apparato tecnologico e dalla sterilizzazione affettiva).

    Puntualizzo una cosa: Bion, ad esempio, si era interessato non tanto ai momenti di sintonizzazione madre-bambino, quanto ai vuoti (generatori, secondo lui, di possibilità di pensiero).
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  15. #3285
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    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Er cinematografo

    Me la so cercata...
    Però sta battuta mi ha fatto schiattare


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