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  1. #31
    Partecipante L'avatar di Ripe Mature
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    16-08-2007
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    53

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Ciao Chanel Nr.5 è la prima volta che partecipo al forum, ti volevo rispondere secondo la mia esperienza di terapia di quasi 3 anni, quando esco dal setting penso alle parole importantissime della terapeuta e ne faccio tesoro, queste le custodisco dentro di me e provo ad applicarle durante il giorno con il rapporto con le persone a me vicine e con me stessa,certo è successo con il tempo ma devo dire che la mia vita è migliorata, anche il sentimento che provo per lei è cambiato nn saprei come definirlo, nn è morboso come i primi tempi che volevo vederla sempre, ora sono più consapevole direi maturato ma questo l'ho fatto insieme a lei

  2. #32
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da Ripe Mature Visualizza messaggio
    Ciao Chanel Nr.5 è la prima volta che partecipo al forum, ti volevo rispondere secondo la mia esperienza di terapia di quasi 3 anni, quando esco dal setting penso alle parole importantissime della terapeuta e ne faccio tesoro, queste le custodisco dentro di me e provo ad applicarle durante il giorno con il rapporto con le persone a me vicine e con me stessa,certo è successo con il tempo ma devo dire che la mia vita è migliorata, anche il sentimento che provo per lei è cambiato nn saprei come definirlo, nn è morboso come i primi tempi che volevo vederla sempre, ora sono più consapevole direi maturato ma questo l'ho fatto insieme a lei
    Buonasera Ripe,
    è così semplice e profondo il tuo intervento.
    E ho l'impressione che il modo in cui pronunci le parole 'tesoro', 'migliorata' e 'cambiato' siano così naturali, necessarie.
    In quanto sindacalista della categoria 'pazienti', penso che il tuo percorso possa rappresentare un riferimento importante per tutti coloro che navigano nelle nebbie dell'analisi senza riuscire ancora a distinguere terra o fari.
    Grazie e un saluto a presto.
    Ultima modifica di CHANEL Nr5 : 03-04-2011 alle ore 22.49.23

  3. #33
    Partecipante
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    03-06-2010
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    45

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    "Io so solo che prima di andare in analisi stavo benissimo.
    Ora sono disastrata"

    Strana questa cosa Chanel: all'inizio della tua discussione hai detto che stai così bene in analisi che la preferisci alla vita reale e ora leggo che da quando sei in analisi adesso sei "disastrata."
    Mi sembra che solo adesso sia venuta fuori la tua vera situazione, o no?
    Era proprio questo a cui mi riferivo io: voglio dire che lo stare con l'analista ti prende, anche per quell'universo che vieni a scoprire (tu parli del fascino di certe parole che prima magari non avevi mai sentito dire) (questo almeno per chi non conosce la psicologia) ma poi si mettono in gioco delle emozioni e delle sensazioni, che non sempre sono piacevoli. C'è l'accoglienza dell'inizio della terapia, il sentirsi ascoltate, comprese, piene di attenzione da parte dell'altro. Poi magari scatta qualcosa e la poltrona inizia a non essere più così comoda come all'inizio.
    Narcisismo o schizofrenia (dubito che saresti capace di parlare così normalmente se fossi davvero schizofrenica ) non è qui che si fanno le diagnosi e comunque il sogno che tu stai vivendo, dentro lo studio (e che ti porti addosso anche fuori) è diventato talmente importante per te che ti stressa pensare alla vita reale di quando esci da quella porta. Non vorresti uscire, vorresti restare dentro.
    E' questo legame, con l'analista, che si è venuto a creare, che ti rende la vita esterna una cosa ormai inutile. Ti senti disastrata dove? presumo non con lui ma fuori giusto? Lui invece è così bravo con quelle paroline magiche, ti incanta e tu sei lì a sognare, sognare, sognare,....Spero che quando aprirai davvero gli occhi non resterai delusa. perchè nemmeno la realtà dell'analisi è così bella come la si dipinge. Certe volte è una tempesta in cui ti ritrovi e l'analista è l'unico faro ma certe volte ti appare lontano, trppo lontano, o troppo vicino,...insomma, anche l'analisi non è tutta rose e fiori.
    Un'altra frase tua che mi ha colpita è :""Per te non ci sono raccomandate", questo te l'ha detto l'analista (il qualcuno di cui parli ma di cui non hai ancora specificato il genere, è un dottore o una dottoressa?) e come mai non le hai chiesto una spiegazione? perchè rimanere così nel dubbio? chiedigli cosa ha voluto intendere veramente, prima di fare mille supposizioni che ti buttano giù.
    Poi non mi è chiaro se tu non riesci ad adattarti alla realtà da quando sei in terapia o solo dopo aver iniziato la terapia, perchè in quest'ultimo caso una ragione sarebbe più che ovvia.

  4. #34
    CHANEL Nr5
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Cara Diamanda,
    vediamo se riesco ad essere analitica quanto te:
    io sono entrata in analisi per motivi professionali.
    Ho da subito scambiato l'analista per un maestro infatti l'ho scelto molto anziano e molto ortodosso.
    Non avrei mai immaginato che l'esperienza analitica fosse così emotiva e corporale, io pensavo di farmi uno stage teorico!
    In genere si va in terapia per lenire i sintomi e la sofferenza, io invece mi ritrovo a dover imparare a soffrire.
    Non sapevo che avrei potuto permettermi di soffrire, che dentro di me ci sono voragini di sentimenti mai conosciuti, mai ascoltati.
    Il mio analista è molto duro, niente dolcezze, niente paroline magiche, solo frustrazioni. Soprattutto alle domande.
    E' un'esperienza violenta che sta lentamente aprendo degli spazi interiori. E questo è doloroso, fastidioso, faticoso.
    (La frase che citi non me l'ha detta l'analista)
    La possibilità di dare finalmente un significato alla mia persona attraverso l'analisi, è ciò che rende la vita e le relazioni reali inutili: fino ad ora le ho vissute in modo distorto, regressivo.

    Ma intendiamoci: io sono veramente una narcisista di merda.
    Un abbraccio Diamanda, sei davvero cara.

  5. #35
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Ma intendiamoci: io sono veramente una narcisista di merda
    Pecrhè non solo narcisista? E poi chi l'ha fatta questa diagnosi, tu o l'analista o altri professionisti?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  6. #36
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    126

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Scusate, ma che c'entra essere narcisisti col fatto che l'analista non risponde alle domande,

    Perchè essere narcisisti, è una colpa?

    Ma poi chi l'ha detto, l'analista, che si è narcisisti?

    E chissene, perchè loro cosa sono.

    Senza un po' d'amore per se stessi dive si va, da nessuna parte, guarda tutti gli psy di questo forum, dei narcisisti ma di bruttooo..


    Ma che è, ma chissene di quel che dice lopsy.

    Qualunque cosa dicano, va bene, passa sopra come acqua.

    Se sei fiume, sei fiume, non puoi diventare mare, casomai ci sbocchi al mare, fluisci.. questo mi ha detto il mio, all'obiezione: "Io voglio essere me stessa!"
    Ultima modifica di complicata : 04-04-2011 alle ore 14.43.09

  7. #37
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Care Rosa e Complicata,
    calma, niente panico: nessun analista fa diagnosi.
    Ma sono diplomata presso una scuola ad orientamento psicodinamico.

    Torniamo a noi:
    Come dice il grullaio di Complicata, non si tratta di cambiare, ma di evolversi, affrancarsi da una condizione infantile che si è protratta per motivi diversi (troppo dolore blocca la crescita).
    Questo dovrebbe avvenire attraverso la relazione analitica.
    E io forse imparerò a non trattare me e le persone come oggetti.

    Rosa, credimi, sono una stronza.
    Ma adoro parlare con voi.

  8. #38
    Megiston Matema
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio

    Rosa, credimi, sono una stronza.
    Ma adoro parlare con voi.
    Sai, Cara, comincio a credere che tu abbia ragione

  9. #39
    Partecipante L'avatar di Ripe Mature
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Ti ringrazio delle belle parole Chanel la tua impressione è corretta, certo ho avuto dei momenti di crisi, la mia vita è stata un inferno fin da piccola e rivivere tutto nn è stato facile,(me ne sono andata diverse volte dalla seduta) certo è che se avessi saputo sarei andata prima in terapia ma come dice la mia dott. ogni momento ha i suoi tempi, ora è il mio momento di consapevolezza e rinascita siamo noi che decidiamo la nostra vita questo per me è importante e spero per tutti un caloroso saluto
    Ps dai diamanti nn nasce niente dal letame nascono i fior! anche gli stronzi hanno una funzione dopo tutto!

  10. #40
    Banned
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Care Rosa e Complicata,
    calma, niente panico: nessun analista fa diagnosi.
    Ma sono diplomata presso una scuola ad orientamento psicodinamico.

    Torniamo a noi:
    Come dice il grullaio di Complicata, non si tratta di cambiare, ma di evolversi, affrancarsi da una condizione infantile che si è protratta per motivi diversi (troppo dolore blocca la crescita).
    Questo dovrebbe avvenire attraverso la relazione analitica.
    E io forse imparerò a non trattare me e le persone come oggetti.

    Rosa, credimi, sono una stronza.
    Ma adoro parlare con voi.
    Ma da come parli già hai in mente cosa significa trattare le persone come oggetti. Cosa ti impedisce di trattarle diversamente come vorresti?
    Cioé cosa vuoi fare quando incontri qualcuno? In che modo dovresti trattarlo secondo te per non trattarlo da oggetto? Agisci come desideri agire, se vuoi agire così .

    In genere è il problema inverso che è difficile da risolvere (o proprio impossibile), e cioé fare in modo che qualcuno si comporti come uno desidera , questo qua che poni tu è abbastanza facile, per non essere stronzi (ammesso che uno non voglia esserlo come sostieni tu) basta non fare gli stronzi.

    E' molto più difficile divenire dei buoni manipolatori che percorrere la strada inversa. Ad esempio: come si fa a trattare le persone come oggetti semplici da manipolare! Questo lo vorrei sapere io!
    Quando uno dice "tratto gli altri come oggetti" mi chiedo: e dove si trovano questi altri che si lasciano trattar così?
    Gli oggetti dove li sposti là stanno, le persone si divincolano, scappano, fanno continue resistenze e così via, se non gli dai una botta in testa è difficile che si comportino come altre cose più semplici e familiari che ci stanno attorno ... Ammesso poi che la riesca a dare tu una botta in testa a un altro e non beccartela .

    Comunque se vuoi esser così (una stronza) nessuno ti condannerà; beh se vai contro la legge qualche piccolo rischio c'è, ma visto l'andazzo degli ultimi tempi non si rischia molto se sei una di quelle stronze doc .

    Ma poi perché per te risulta problematico essere una stronza? Hai fatto del male a qualcuno e ti senti in colpa? Questa idea da dove è venuta fuori?

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 05-04-2011 alle ore 21.40.36

  11. #41
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma da come parli già hai in mente cosa significa trattare le persone come oggetti. Cosa ti impedisce di trattarle diversamente come vorresti?
    Cioé cosa vuoi fare quando incontri qualcuno? In che modo dovresti trattarlo secondo te per non trattarlo da oggetto? Agisci come desideri agire, se vuoi agire così .

    In genere è il problema inverso che è difficile da risolvere (o proprio impossibile), e cioé fare in modo che qualcuno si comporti come uno desidera , questo qua che poni tu è abbastanza facile, per non essere stronzi (ammesso che uno non voglia esserlo come sostieni tu) basta non fare gli stronzi.




    E' molto più difficile divenire dei buoni manipolatori che percorrere la strada inversa. Ad esempio: come si fa a trattare le persone come oggetti semplici da manipolare! Questo lo vorrei sapere io!
    Quando uno dice "tratto gli altri come oggetti" mi chiedo: e dove si trovano questi altri che si lasciano trattar così?
    Gli oggetti dove li sposti là stanno, le persone si divincolano, scappano, fanno continue resistenze e così via, se non gli dai una botta in testa è difficile che si comportino come altre cose più semplici e familiari che ci stanno attorno ... Ammesso poi che la riesca a dare tu una botta in testa a un altro e non beccartela .

    Comunque se vuoi esser così (una stronza) nessuno ti condannerà; beh se vai contro la legge qualche piccolo rischio c'è, ma visto l'andazzo degli ultimi tempi non si rischia molto se sei una di quelle stronze doc .

    Ma poi perché per te risulta problematico essere una stronza? Hai fatto del male a qualcuno e ti senti in colpa? Questa idea da dove è venuta fuori?

    Saluti
    Buonasera signor Charlie!
    Ogni tanto leggo i Suoi interventi vitali, simpatici e conflittualissimi su questo forum e La ringrazio per questa incursione.

    Intanto Le ricordo che l'Io non è padrone in casa propria.
    Poi preciso che tutte le mie osservazioni riguardano meccanismi inconsci, mentre Lei si riferisce a scelte consapevoli.
    Guardi che la volontà non conta niente: siamo delle marionette governate dai fili dell'inconscio.
    Senso di colpa per essere stronza? No, proprio perché non c'è alcuna volontà nell'essere così, la mia stronzaggine è un sintomo, il patetico compromesso tra due istanze.
    Forse comincio a provare vergogna, questo sì. E anche un profonda tristezza, un sentimento nuovo, mai provato.

    Il processo analitico che consente di rendere conscio ciò che è inconscio è lentissimo, inoltre non basta conoscere il nome delle cose, è necessario abbassare le resistenze (Lei sa perfettamente che nessuno vuole guarire, tantomeno cambiare o crescere) che impediscono la remissione dei sintomi.

    Infine, caro Charlie, se desidera coscientemente manipolare il Suo prossimo, Le consiglio di diventare strizzacervelli.
    Un caro saluto.
    Ultima modifica di CHANEL Nr5 : 06-04-2011 alle ore 08.55.38

  12. #42
    Partecipante L'avatar di Ripe Mature
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Buonasera signor Charlie!
    Ogni tanto leggo i Suoi interventi vitali, simpatici e conflittualissimi su questo forum e La ringrazio per questa incursione.

    Intanto Le ricordo che l'Io non è padrone in casa propria.
    Poi preciso che tutte le mie osservazioni riguardano meccanismi inconsci, mentre Lei si riferisce a scelte consapevoli.
    Guardi che la volontà non conta niente: siamo delle marionette governate dai fili dell'inconscio.
    Senso di colpa per essere stronza? No, proprio perché non c'è alcuna volontà nell'essere così, la mia stronzaggine è un sintomo, il patetico compromesso tra due istanze.
    Forse comincio a provare vergogna, questo sì. E anche un profonda tristezza, un sentimento nuovo, mai provato.

    Il processo analitico che consente di rendere conscio ciò che è inconscio è lentissimo, inoltre non basta conoscere il nome delle cose, è necessario abbassare le resistenze (Lei sa perfettamente che nessuno vuole guarire, tantomeno cambiare o crescere) che impediscono la remissione dei sintomi.

    Infine, caro Charlie, se desidera coscientemente manipolare il Suo prossimo, Le consiglio di diventare strizzacervelli.
    Un caro saluto.
    Nn sapevo che la stronzaggine fosse inconscia cmq mi piace posso dare la colpa o lui ops .... sono stronza scusate è l'INCONSCIO,
    (senza offesa Chanel!)

  13. #43
    CHANEL Nr5
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da Ripe Mature Visualizza messaggio
    Nn sapevo che la stronzaggine fosse inconscia cmq mi piace posso dare la colpa o lui ops .... sono stronza scusate è l'INCONSCIO,
    (senza offesa Chanel!)
    Ahhhahahhah!!!! Magari fosse così!!
    Ripe: ma cosa hai capito!!! Ahhahahahah!!!
    Non ho scritto che la stronzaggine è inconscia, ci mancherebbe, io sono completamente atea, la psicanalisi è laica!
    Ho detto che la stronzaggine è un semplice sintomo, così come la novercafobia o la dipendenza dallo shopping!

    Saluti dal mio inconscio!

  14. #44
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    così come la novercafobia o la dipendenza dallo shopping!

    Saluti dal mio inconscio!
    La novercafobia? Hai dimenticato la nouvelle cuisine ... . Ma se è "inconscio" anche i saluti saranno inconsci ... s'è visto mai un inconscio che esce dall' "inconscio" e inizia a salutare i frequentatori di un forum???

  15. #45
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Io ho un dialogo assiduo con il mio inconscio, ci parlo tutte le sere, prima di dormire, e anche mentre dormo.
    Ovviamente quando sono sonnambula, ancor di più.

    E' stronzissimo, perchè quando parlo in stato di sonnambulismo, tratto male tutti, se sentiste!

    "andate a dormire da un'altra parteee, andate nella vascaaa da bagnooo, lasciatemi in paceeee, non vi vogliooooo.."

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