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  1. #61
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
    Data registrazione
    22-11-2010
    Residenza
    Foggia
    Messaggi
    442

    Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete

    Rendiamoci conto che il principale argomento di conversazione di un subforum qui è "quando licenziano il prof che fa l'esame difficile", rendiamoci conto! Ovviamente si tratta di un professore bravissimo, capacissimo di spiegare davanti a un grande numero di persone, allievo di uno dei nomi grandi della neuropsicologia in Italia. L'unica questione è che questo professore non regala 30, se vuoi il 30 devi studiare molto molto bene
    Il loro problema (discorso che va avanti da più di un anno) è quando se ne va perché vogliono prendere un voto alto senza impegnarsi...e non come apprendere da un allievo di uno dei prof più importanti non solo in Italia! E' assurdo

  2. #62
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-02-2011
    Messaggi
    191

    Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete

    Ti quoto in pieno, Empowered. Il problema è sistemico: non è solo l'"istituzione formativa" che presenta problemi, ma spesso anche... chi la frequenta.
    Nel massimo rispetto di tutti, e con le debite ed importanti eccezioni, è conoscenza comune che il livello medio degli studenti di psicologia - in quanto ad impegno, approfondimento autonomo e personale, ore di studio medie (parlo in generale, ovviamente) impallidisce davanti a quello di studenti di facoltà più rigorose e selettive, come Medicina o Ingegneria. E questo non aiuta certamente a inserire nel mercato professionale figure altamente qualificate e competenti, purtroppo.

  3. #63
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
    Data registrazione
    17-01-2007
    Residenza
    roma
    Messaggi
    768

    Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete

    Ma il punto, non è se l'università è facile o difficile, ma come è strutturata, le nostre facoltà (in genere tutte), sono molto teoriche, rispetto alla spagna e certi paesi anglossassoni, da noi c'è molta più teoria (per me un errore), ecco del perchè dopo aver studiato tutte quelle teorie per anni, dopo mi ritrovo un'esame di stato, che mi richiede più o meno le stesse cose (almeno per la prima prova), allora la domanda sorge spontanea, se tu vuoi vedere le mie competenze vuole dire che stai svalutando ciò che ho studiato negli anni precedenti. Forse solamente la prova del caso clinico ha senso, visto che è un argomento diverso dal solito universitario.
    Hai ragione Dispodaspo, il problema è sistemico, quindi anche gli editori c'entrano, è un business circolare.
    I testi ad esempio, non servono per passare l'esame di stato, sono scritti male non completi, vista la diversità dei temi che spesso vengono dati, senza dimenticare che le correzioni non seguono un criterio oggettivo, (tipo domande chiuse), così spesso ti ritrovi che un compito che sarebbe passato con il pieno dei voti, con un membro della commissione, con un altro membro sarebbe bocciato.
    Insomma è un altro metodo per allungare il brodo, senza dimenticare che allunga i tempi di entrata nel mondo del lavoro "per una professione, che a dire precaria è poco".
    Quindi empowered ha ragione, quando trovi persone che vanno nel panico, quando gli si propone di fare un qualche cosa di operativo, ma è proprio perchè l'università è dominata da esami teorici, ed anche alquanto inutili, meno teoria e più pratica non sarebbe male.

  4. #64
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
    Data registrazione
    17-01-2007
    Residenza
    roma
    Messaggi
    768

    Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete

    Ma il punto, non è se l'università è facile o difficile, ma come è strutturata, le nostre facoltà (in genere tutte), sono molto teoriche, rispetto alla spagna e certi paesi anglossassoni, da noi c'è molta più teoria (per me un errore), ecco del perchè dopo aver studiato tutte quelle teorie per anni, dopo mi ritrovo un'esame di stato, che mi richiede più o meno le stesse cose (almeno per la prima prova), allora la domanda sorge spontanea, se tu vuoi vedere le mie competenze vuole dire che stai svalutando ciò che ho studiato negli anni precedenti. Forse solamente la prova del caso clinico ha senso, visto che è un argomento diverso dal solito universitario.
    Hai ragione Dispodaspo, il problema è sistemico, quindi anche gli editori c'entrano, è un business circolare.
    I testi ad esempio, non servono per passare l'esame di stato, sono scritti male non completi, vista la diversità dei temi che spesso vengono dati, senza dimenticare che le correzioni non seguono un criterio oggettivo, (tipo domande chiuse), così spesso ti ritrovi che un compito che sarebbe passato con il pieno dei voti, con un membro della commissione, con un altro membro sarebbe bocciato.
    Insomma è un altro metodo per allungare il brodo, senza dimenticare che allunga i tempi di entrata nel mondo del lavoro "per una professione, che a dire precaria è poco".
    Quindi empowered ha ragione, quando trovi persone che vanno nel panico, quando gli si propone di fare un qualche cosa di operativo, ma è proprio perchè l'università è dominata da esami teorici, ed anche alquanto inutili, meno teoria e più pratica non sarebbe male.

  5. #65
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
    Data registrazione
    22-11-2010
    Residenza
    Foggia
    Messaggi
    442

    Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Ma il punto, non è se l'università è facile o difficile, ma come è strutturata, le nostre facoltà (in genere tutte), sono molto teoriche, rispetto alla spagna e certi paesi anglossassoni, da noi c'è molta più teoria (per me un errore), ecco del perchè dopo aver studiato tutte quelle teorie per anni, dopo mi ritrovo un'esame di stato, che mi richiede più o meno le stesse cose (almeno per la prima prova), allora la domanda sorge spontanea, se tu vuoi vedere le mie competenze vuole dire che stai svalutando ciò che ho studiato negli anni precedenti. Forse solamente la prova del caso clinico ha senso, visto che è un argomento diverso dal solito universitario.
    Hai ragione Dispodaspo, il problema è sistemico, quindi anche gli editori c'entrano, è un business circolare.
    I testi ad esempio, non servono per passare l'esame di stato, sono scritti male non completi, vista la diversità dei temi che spesso vengono dati, senza dimenticare che le correzioni non seguono un criterio oggettivo, (tipo domande chiuse), così spesso ti ritrovi che un compito che sarebbe passato con il pieno dei voti, con un membro della commissione, con un altro membro sarebbe bocciato.
    Insomma è un altro metodo per allungare il brodo, senza dimenticare che allunga i tempi di entrata nel mondo del lavoro "per una professione, che a dire precaria è poco".
    Quindi empowered ha ragione, quando trovi persone che vanno nel panico, quando gli si propone di fare un qualche cosa di operativo, ma è proprio perchè l'università è dominata da esami teorici, ed anche alquanto inutili, meno teoria e più pratica non sarebbe male.
    Certamente non volevo dire che è bello fare le cose difficili. Ad esempio quando sono passato da Urbino (triennali) a Padova (magistrale), ho trovato gli esami più facili di quelli che facevo a Urbino...ma allo stesso tempo più utili e informativi!
    Quello che volevo dire era di casi estremi, di esami facili non perché fatti bene e spiegati come si deve ma perché regalati.
    Anche perché è inutile negarlo, la psicologia è un tema di una complessità enorme e chi ritiene di essere un esperto della materia con mezz'ore di studio giornaliere o è un genio o non ha capito molto.
    Personalmente trovo, come tanti altri, che c'è una frattura tra chi insegna psicologia e chi fa psicologia. Spero che in futuro ci siano più persone che facciano entrambe le cose. Se chi fa psicologia non la insegna...o vende il suo insegnamento a prezzi esorbitanti...e chi insegna psicologia non sa insegnare ma al massimo sa fare ricerca si crea un corto circuito terrificante.

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