Ciao.
Vi aggiorno a distanza di un anno e mezzo.
- Durante i primi mesi del 2010 ho superato da solo la fase pseudo-depressiva, dedicandomi molto allo studio e cercando di uscire con gli amici seppur con alti e bassi;
- Nei mesi estivi ho accettato di passare le vacanze con i miei, ma immancabilmente si sono ripresentati i litigi e la voglia di mollare tutto;
- Mio padre è andato in pensione e la situazione è degenerata ancora una volta verso novembre, quando a seguito di una lite gli ho dato uno schiaffo per la seconda volta (ricevendo da lui diversi ceffoni, un pugno al costato e delle manate al collo) dopo che lui aveva alzato le mani su mia madre;
- Memore di quanto accaduto un anno prima ho deciso di rivolgermi ad un analista, con cui tutt'ora porto avanti un percorso di psicoterapia;
- Malgrado la terapia abbia dato i suoi frutti durante i primi mesi, domenica 17 aprile a seguito di un banale diverbio tra me e mio padre prima di andare a pranzo con le zie (a cui lui tiene molto) ho completamente perso la testa, arrivando a provocarlo con l'intenzione di finire alle mani e stavolta di finirci male;
- Secondo l'analista non ho nulla da rimproverarmi se non il modo e quindi il tramutare l'ira in fermezza, poiché si è trattato di una reazione giusta al suo tentativo di prevaricazione (l'aggressività di mio padre deriverebbe da un suo senso di inadeguatezza verso la famiglia di origine, che tende a sfogare su me e mia madre);
- Ad oggi mio padre versa in uno stato che preoccupa tutti (tranne mia madre che continua a puntargli addosso il dito), poiché non è affatto lucido e presente a se stesso e non fa che delirare (apparentemente senza aggressività);
- Le sorelle lo hanno portato da uno psicoterapeuta, che però non prescrive farmaci, cosicché nell'appuntamento di giovedì prossimo sarà affiancato da uno psichiatra che gli darà la cura (che dovrò essere io ad assicurarmi che segua) per poi proseguire con l'analisi (mia madre non ci pensa nemmeno lontanamente ad una terapia di coppia).
Questa è la cronaca dei fatti, cui aggiungo che non riuscirò a laurearmi prima di gennaio 2012 e che di mio oggi non ho più di 4000 euro da parte...
Alla luce di tutto ciò e di fronte ad un mio costante malessere, che fare?
Seguire mio padre nell'assunzione dei farmaci (mettiamo un mese o due) e poi impiegare i risparmi per affittarmi una stanza?
Aiutare entrambi a separarsi (da soli non capiscono che se si separano odiandosi non riusciranno mai più a riprendersi)?
Rimanere a casa fino alla laurea sforzandomi di tenere duro di fronte a future liti (questa è la via che più mi terrorizza, poiché dividere questa casa con questi genitori è diventata una tortura quotidiana, tanto da non trovare pace se non fuori)?
Non so proprio che fare...







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