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  1. #181
    Partecipante
    Data registrazione
    04-01-2010
    Messaggi
    52

    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    buongiorno a tutti!scusate la domanda poco brillante...ma mi è sorto un dubbio terminologico!in alcune tracce d'esame si parla di metodi- tecniche- strumenti di indagine dello psicologo. in alcune ricerche che ho svolto, a volte questi termini vengono usati come sinonimi e questo mi ha generato una certa confusione, alimentata dall'agitazione pre-esame! qualcuno può aiutarmi a fare chiarezza?
    Da quello che ho capito:
    metodo: osservativo, sperimentale, clinico...
    tecniche d'indagine: psicofisiologiche, proiettive, d'inchiesta...
    le diverse tecniche prevedono la somministrazione di: test, questionari o interviste, COLLOQUIO (?)... (che sono poi gli strumenti effettivi).
    Dubbi: l''osservazione può essere considerata uno strumento oltre che un metodo?
    il colloquio si può definire uno strumento?
    Giusto??? Altri esempi??
    Grazie infinite e scusate se vi faccio perdere tempo con questi "cavilli" terminologici ma il rischio di non centrare il tema proposto dalla traccia non è allettante!!

  2. #182
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
    Data registrazione
    18-02-2005
    Residenza
    provincia di Latina
    Messaggi
    8,320

    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    ..Ciao penelope..è normale avere dubbi a pochi giorni dall'eds..
    io ti consiglio però di non arrovellarti la testa su questi "cavilli"..perchè IN SEDE DI EDS struemnti d'indagine vengono consifderati test, e metodi...quindi test proiettivi, di livello.....+ colloquio e osservazione..............................
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

    nuovo regolamento: http://www.opsonline.it/help/
    ---------------------

    VENDITRICE ACCREDITATA DI OPSonline

  3. #183

    Riferimento: Re: esame di stato maggio/giugno 2011

    ciao a tutti!!!
    che ne pensate di questo progetto? Vi prego datemi qualunque tipo di feedback!!
    la traccia è:

    un servizio territoriale vuole realizzare un progetto di prevenzione del fenomeno dell'alcolismo fra i giovani. Il candidato scelga un quadro concettuale al quale fare riferimento e descriva procedure diagnostiche e ipotesi di inervento

    Progetto “Alcol? no grazie!”
    Il fenomeno dell’alcolismo rappresenta un fenomeno di drammatica attualità.
    I dati epidemiologici a livello internazionale mostrano una prevalenza nell’ uso di alcolici dei paesi occidentali e in particolare degli uomini rispetto alle donne. Una recente ricerca svolta a livello nazionale mostra che circa il 70% degli uomini e il 60% delle donne consuma alcool con una prevalenza maggiore nei soggetti di età compresa tra i 26 e i 34.
    Gli effetti postumi del bere alcolici e gli effetti immediati di una intossicazione possono avere diverse conseguenze sulle prestazioni scolastiche o lavorative, sulla cura dei bambini o sulle responsabilità domestiche che possono essere trascurate. Possono manifestarsi delle assenze ripetute a scuola o dal lavoro, il soggetto può assumere alcool in circostanze rischiose, possono insorgere difficoltà legali a causa dell’uso di alcool, nonché l’abuso ripetuto potrebbe determinare l’insorgenza di una dipendenza.
    Recenti statistiche su base nazionale hanno registrato un notevole incremento di soggetti di età compresa tra i 25-35 che presentano una dipendenza da alcool in particolare nella città di Lecce. A partire da questi dati un servizio territoriale in associazione con il comune di Lecce propone la realizzazione, nell’anno 2012, di un progetto ad approccio concertativo, rivolto alla prevenzione del fenomeno dell’alcolismo.
    L’OBIETTIVO GENERALE del presente progetto è: ridurre il numero di soggetti di età compresa tra i 25-35 anni che abusano di alcool.
    IPOTESI DI INTERVENTO: In conformità con il quadro concettuale di riferimento di seguito descritto, si ipotizza che un intervento basato sulla trasmissione di informazione orizzontale ovvero tra pari volto a favorire/aumentare le conoscenze circa i comportamenti a rischio permetterà di ridurre il numero dei comportamenti medesimi.
    TARGHET:
    Tale progetto è rivolto in maniera diretta ai soci di età compresa tra i 25 – 35 anni di 3 diverse associazioni presenti nel territorio, scelte in base al consenso dei presidenti (“Crescere Insieme”, “Giovani Oggi” e “Apulia”), e in maniera indiretta ai restanti membri delle medesime associazioni di età differenti.
    L’obiettivo generale definito si ritiene verrà raggiunto dopo il conseguimento dei seguenti OBIETTIVI SPECIFICI:
    - aumentare la conoscenza relativa alle conseguenze determinate dall’uso e abuso di alcool
    - favorire la condivisione di dubbi e vissuti relativi alla problematica.
    - contrastare la valenza positiva attribuita dai soggetti all’uso di alcool
    -modificare il comportamento del soggetto relativo all’uso/abuso di alcool attraverso l’osservazione di un modello.
    METODI E STRATEGIE
    Al fine di conseguire l’obiettivi specifici e conseguentemente l’ obiettivo generale verranno utilizzate: in una prima parte la strategia della peer education che deriva dalla psicologia umanistica di Rogers, in una seconda parte la tecnica del controcondizionamento derivante dal modello associazionistico pavloviano che la tecnica del modelling derivante dalla teoria dell’apprendimento sociale di Bandura dimostratesi efficaci nel contrastare l’insorgere di comportamenti a rischio.
    La valutazione dell’efficacia si baserà sullo scarto del punteggio ottenuto al VASA test prima dell’intervento e dopo l’intervento così come sul numero di alcolici venduti dopo 15 giorni dal termine degli incontri.
    In particolare il progetto si articola 2 parti. Di cui la prima è a sua volta articolata in quattro fasi.
    Parte I:
    prevede 4 fasi finalizzate a fornire/aumentare le conoscenze relative all’eziologia, alla frequenza, alle conseguenze fisiologiche e psicologiche derivanti dall’abuso di alcool
    Fase I
    Prevede 2 incontri serali, da realizzare in una settimana, con i presidenti e vicepresidenti delle associazioni della durata di 2 ore ciascuno all’ interno degli spazi comunali. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto ed evidenziato il loro ruolo utilizzando come ausilio delle slide (1 incontro)
    -verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo all’eziologia, la frequenza e le conseguenze dell’uso/abuso di alcool (2)
    Fase II
    Prevede 4 incontri serali (per ogni associazione), da realizzare in un mese, della durata di 2 ore ciascuno, con i soci dell’associazione all’ interno degli spazi di questa. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto (1 incontro)
    - verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo all’eziologia, la frequenza e le conseguenze dell’uso/abuso di alcool (2)
    - verranno misurate attraverso il VARA test l’abuso di alcolici e il rischio di alcolismo tra i membri del gruppo. (3)
    - verrà spiegato al piccolo gruppo il ruolo, le funzioni del peer educator (4)
    - verrà eletto dai soci dell’associazione colui che svolgerà il ruolo di peer educator (5)
    Fase III
    Prevede 4 incontri serali da svolgersi in un mese, di 2 ore ciascuna all’ interno degli spazi comunali. In tali incontri che prevedono la presenza congiunta dei presidenti, vicepresidenti e peer educator:
    - verrà presentato il personale formatore (1 psicologo, 1 educatore, 1 medico), favorita la conoscenza tra i membri del gruppo attraverso giochi di “riscaldamento” per rompere il ghiaccio, e in ultimo esplicitate le aspettative del gruppo (1).
    - verranno fornite conoscenze rispetto all’eziologia, alla frequenza dei diversi disturbi provocati dall’abuso di alcol (2-3 incontro)
    - verrà favorito lo scambio di dubbi, conoscenze, vissuti tra operatore, presidente, vicepresidente e peer educator (4).
    FASE IV
    Prevede 7 incontri serali da realizzarsi in 2 mesi, della durata di 2 ore ciascuno all’ interno degli spazi della propria associazione. In tali incontri:
    - il peer educator trasmetterà le informazioni e le conoscenze al gruppo sul comportamento a rischio (1-2)
    - verrà favorito lo scambio, il confronto circa i vissuti, i dubbi relativamente alla tematica trattata. Al fine di facilitare lo scambio, durante tutta questa fase verrà utilizzato un “Diario di Bordo” ovvero un quaderno all’interno del quale ciascun membro del gruppo in anonimato può riportare dubbi, domande, consigli, esperienze o vissuti (3).
    - verranno svolte le attività scelte dal peer educator (4-5)
    -verrà rivalutato, attraverso il VARA test l’abuso di alcolici e il rischio di alcolismo inoltre verrà data la possibilità ai soggetti di consigliare eventuali modifiche al progetto (6)
    -verrà rivalutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, l’eventuale incremento delle conoscenze rispetto al comportamento a rischio considerato. (7)
    Parte II
    Prevede la realizzazione dopo 15 giorni di un concerto degli Apres la Classe, che durante l’evento bevono solo analcolici, aperto ai soli soci, all’interno della discoteca Ciak di Lecce finalizzato:
    - allo scambio di opinioni tra i partecipanti all’intervento
    - a contrastare il senso comune relativo all’assunzione di alcol come determinante per il divertimento o per il trascorrere di una serata piacevole. Infatti si ipotizza che il numero di alcolici venduti sia scarso o nullo.
    - a valutare l’effettiva efficacia dell’intervento misurata in base al numero di alcolici venduti
    TEMPO:
    Il progetto prevede in totale 18 incontri (in media uno a settimana), pertanto avrà una durata di 5 mesi.
    VINCOLI:
    i vincoli del presente progetto sono: un buget troppo ridotto, la scarsa motivazione dei membri delle associazioni e dei presidenti, fattori imprevisti.
    RISCHI:
    rifiuto da parte dei membri, resistenze dei presidenti
    RISORSE:
    risorse umane: 1 psicologo, 1 educatore, 1 medico, membri delle associazioni, peer educator
    risorse materiali: spazio per le attività di formazione all’interno delle associazioni e del comune, materiali di consumo, computer portatile messo a disposizione dai formatori, proiettore, discoteca,
    COSTI: compenso personale formatore, spese materiali di consumo, rispetto alle associazioni risultano promotrici. insegnanti, targa di peer educator.

  4. #184
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-10-2009
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    80

    Re: esame di stato maggio/giugno 2011

    Ciao l unico dubbio è per la peer education che non mi sembra derivi dalle teorie umanistico esistenziali del resto ben fatto

  5. #185
    Partecipante Affezionato
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    14-10-2009
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    80

    Re: esame di stato maggio/giugno 2011

    io ho fatto progetti sulla prevenzione dell'alcool, sulla legalità e sulla prevenzione della depressione sono davvero indietro

  6. #186
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-10-2009
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    80

    Re: esame di stato maggio/giugno 2011

    Ciao a tutti sono ferma su tale progetto non ho idee, qualcuno può darmi un idea?
    Il candidato definisca le metodologie, gli obiettivi, di un progetto per una comunita terapeutica riabilitativa per adolescenti dai 13 ai 18 anni affetti da disturbi del comportamento medio gravi dopo aver delineato la tipologia dei soggetti e il contesto in cui si deve realizzare l intervento.

  7. #187
    Partecipante
    Data registrazione
    04-01-2010
    Messaggi
    52

    Riferimento: Re: esame di stato maggio/giugno 2011

    Citazione Originalmente inviato da nifraros Visualizza messaggio
    ciao a tutti!!!
    che ne pensate di questo progetto? Vi prego datemi qualunque tipo di feedback!!
    la traccia è:

    un servizio territoriale vuole realizzare un progetto di prevenzione del fenomeno dell'alcolismo fra i giovani. Il candidato scelga un quadro concettuale al quale fare riferimento e descriva procedure diagnostiche e ipotesi di inervento

    Progetto “Alcol? no grazie!”
    Il fenomeno dell’alcolismo rappresenta un fenomeno di drammatica attualità.
    I dati epidemiologici a livello internazionale mostrano una prevalenza nell’ uso di alcolici dei paesi occidentali e in particolare degli uomini rispetto alle donne. Una recente ricerca svolta a livello nazionale mostra che circa il 70% degli uomini e il 60% delle donne consuma alcool con una prevalenza maggiore nei soggetti di età compresa tra i 26 e i 34.
    Gli effetti postumi del bere alcolici e gli effetti immediati di una intossicazione possono avere diverse conseguenze sulle prestazioni scolastiche o lavorative, sulla cura dei bambini o sulle responsabilità domestiche che possono essere trascurate. Possono manifestarsi delle assenze ripetute a scuola o dal lavoro, il soggetto può assumere alcool in circostanze rischiose, possono insorgere difficoltà legali a causa dell’uso di alcool, nonché l’abuso ripetuto potrebbe determinare l’insorgenza di una dipendenza.
    Recenti statistiche su base nazionale hanno registrato un notevole incremento di soggetti di età compresa tra i 25-35 che presentano una dipendenza da alcool in particolare nella città di Lecce. A partire da questi dati un servizio territoriale in associazione con il comune di Lecce propone la realizzazione, nell’anno 2012, di un progetto ad approccio concertativo, rivolto alla prevenzione del fenomeno dell’alcolismo.
    L’OBIETTIVO GENERALE del presente progetto è: ridurre il numero di soggetti di età compresa tra i 25-35 anni che abusano di alcool.
    IPOTESI DI INTERVENTO: In conformità con il quadro concettuale di riferimento di seguito descritto, si ipotizza che un intervento basato sulla trasmissione di informazione orizzontale ovvero tra pari volto a favorire/aumentare le conoscenze circa i comportamenti a rischio permetterà di ridurre il numero dei comportamenti medesimi.
    TARGHET:
    Tale progetto è rivolto in maniera diretta ai soci di età compresa tra i 25 – 35 anni di 3 diverse associazioni presenti nel territorio, scelte in base al consenso dei presidenti (“Crescere Insieme”, “Giovani Oggi” e “Apulia”), e in maniera indiretta ai restanti membri delle medesime associazioni di età differenti.
    L’obiettivo generale definito si ritiene verrà raggiunto dopo il conseguimento dei seguenti OBIETTIVI SPECIFICI:
    - aumentare la conoscenza relativa alle conseguenze determinate dall’uso e abuso di alcool
    - favorire la condivisione di dubbi e vissuti relativi alla problematica.
    - contrastare la valenza positiva attribuita dai soggetti all’uso di alcool
    -modificare il comportamento del soggetto relativo all’uso/abuso di alcool attraverso l’osservazione di un modello.
    METODI E STRATEGIE
    Al fine di conseguire l’obiettivi specifici e conseguentemente l’ obiettivo generale verranno utilizzate: in una prima parte la strategia della peer education che deriva dalla psicologia umanistica di Rogers, in una seconda parte la tecnica del controcondizionamento derivante dal modello associazionistico pavloviano che la tecnica del modelling derivante dalla teoria dell’apprendimento sociale di Bandura dimostratesi efficaci nel contrastare l’insorgere di comportamenti a rischio.
    La valutazione dell’efficacia si baserà sullo scarto del punteggio ottenuto al VASA test prima dell’intervento e dopo l’intervento così come sul numero di alcolici venduti dopo 15 giorni dal termine degli incontri.
    In particolare il progetto si articola 2 parti. Di cui la prima è a sua volta articolata in quattro fasi.
    Parte I:
    prevede 4 fasi finalizzate a fornire/aumentare le conoscenze relative all’eziologia, alla frequenza, alle conseguenze fisiologiche e psicologiche derivanti dall’abuso di alcool
    Fase I
    Prevede 2 incontri serali, da realizzare in una settimana, con i presidenti e vicepresidenti delle associazioni della durata di 2 ore ciascuno all’ interno degli spazi comunali. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto ed evidenziato il loro ruolo utilizzando come ausilio delle slide (1 incontro)
    -verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo all’eziologia, la frequenza e le conseguenze dell’uso/abuso di alcool (2)
    Fase II
    Prevede 4 incontri serali (per ogni associazione), da realizzare in un mese, della durata di 2 ore ciascuno, con i soci dell’associazione all’ interno degli spazi di questa. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto (1 incontro)
    - verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo all’eziologia, la frequenza e le conseguenze dell’uso/abuso di alcool (2)
    - verranno misurate attraverso il VARA test l’abuso di alcolici e il rischio di alcolismo tra i membri del gruppo. (3)
    - verrà spiegato al piccolo gruppo il ruolo, le funzioni del peer educator (4)
    - verrà eletto dai soci dell’associazione colui che svolgerà il ruolo di peer educator (5)
    Fase III
    Prevede 4 incontri serali da svolgersi in un mese, di 2 ore ciascuna all’ interno degli spazi comunali. In tali incontri che prevedono la presenza congiunta dei presidenti, vicepresidenti e peer educator:
    - verrà presentato il personale formatore (1 psicologo, 1 educatore, 1 medico), favorita la conoscenza tra i membri del gruppo attraverso giochi di “riscaldamento” per rompere il ghiaccio, e in ultimo esplicitate le aspettative del gruppo (1).
    - verranno fornite conoscenze rispetto all’eziologia, alla frequenza dei diversi disturbi provocati dall’abuso di alcol (2-3 incontro)
    - verrà favorito lo scambio di dubbi, conoscenze, vissuti tra operatore, presidente, vicepresidente e peer educator (4).
    FASE IV
    Prevede 7 incontri serali da realizzarsi in 2 mesi, della durata di 2 ore ciascuno all’ interno degli spazi della propria associazione. In tali incontri:
    - il peer educator trasmetterà le informazioni e le conoscenze al gruppo sul comportamento a rischio (1-2)
    - verrà favorito lo scambio, il confronto circa i vissuti, i dubbi relativamente alla tematica trattata. Al fine di facilitare lo scambio, durante tutta questa fase verrà utilizzato un “Diario di Bordo” ovvero un quaderno all’interno del quale ciascun membro del gruppo in anonimato può riportare dubbi, domande, consigli, esperienze o vissuti (3).
    - verranno svolte le attività scelte dal peer educator (4-5)
    -verrà rivalutato, attraverso il VARA test l’abuso di alcolici e il rischio di alcolismo inoltre verrà data la possibilità ai soggetti di consigliare eventuali modifiche al progetto (6)
    -verrà rivalutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, l’eventuale incremento delle conoscenze rispetto al comportamento a rischio considerato. (7)
    Parte II
    Prevede la realizzazione dopo 15 giorni di un concerto degli Apres la Classe, che durante l’evento bevono solo analcolici, aperto ai soli soci, all’interno della discoteca Ciak di Lecce finalizzato:
    - allo scambio di opinioni tra i partecipanti all’intervento
    - a contrastare il senso comune relativo all’assunzione di alcol come determinante per il divertimento o per il trascorrere di una serata piacevole. Infatti si ipotizza che il numero di alcolici venduti sia scarso o nullo.
    - a valutare l’effettiva efficacia dell’intervento misurata in base al numero di alcolici venduti
    TEMPO:
    Il progetto prevede in totale 18 incontri (in media uno a settimana), pertanto avrà una durata di 5 mesi.
    VINCOLI:
    i vincoli del presente progetto sono: un buget troppo ridotto, la scarsa motivazione dei membri delle associazioni e dei presidenti, fattori imprevisti.
    RISCHI:
    rifiuto da parte dei membri, resistenze dei presidenti
    RISORSE:
    risorse umane: 1 psicologo, 1 educatore, 1 medico, membri delle associazioni, peer educator
    risorse materiali: spazio per le attività di formazione all’interno delle associazioni e del comune, materiali di consumo, computer portatile messo a disposizione dai formatori, proiettore, discoteca,
    COSTI: compenso personale formatore, spese materiali di consumo, rispetto alle associazioni risultano promotrici. insegnanti, targa di peer educator.
    Io sono moolto indietro, sto ancora studiando progetti e devo ancora cimentarmi nella stesura. Premesso ciò, il tuo progetto mi sembra molto articolato e ben fatto! Grazie per la possibilità di allenarmi ad una riflessione critica!
    Unica cosa che mi viene in mente: mi sembra di aver capito che nella fase di definizione degli obiettivi vadano esplicitati anche i risultati attesi, che sono quelli sui quali si baserà la valutazione finale (che a sua volta va citata alla fine del progetto).
    In questo caso i risultati attesi mi sembra siano: aumento delle conoscenze (valutato prima e dopo attraverso apposito questionario), riduzione del consumo di alcol (valutato attraverso il num di vendite, misurato prima e dopo), riduzione del rischio di abuso (valutato attraverso VARA test, prima e dopo). In sostanza gli elementi ci sono già, ma forse potrebbe essere utile esplicitarli nelle voci "risultati attesi" e "valutazione".
    Sbaglio?

  8. #188
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    09-05-2011
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    74

    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    Ok gli argomenti principali allora sono quelli giusti, quello che continua a impanicarmi è la psicologia sociale di cui mi ricordo gran poco e che non so quanto tempo avrò di ripassare...Grazie Pippynet!

  9. #189
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    09-05-2011
    Messaggi
    74

    Riferimento: Re: esame di stato maggio/giugno 2011

    La prima osservazione critica che mi viene da fare è una mancanza di citazione delle fonti: secondo me dovresti dire a che ricerche e a che dati ti stai ispirando. Inoltre non mi è ben chiaro che tipo di associazioni sono quelle a cui ti rivolgi e perchè hai scelto proprio queste.


    Citazione Originalmente inviato da nifraros Visualizza messaggio
    ciao a tutti!!!
    che ne pensate di questo progetto? Vi prego datemi qualunque tipo di feedback!!
    la traccia è:

    un servizio territoriale vuole realizzare un progetto di prevenzione del fenomeno dell'alcolismo fra i giovani. Il candidato scelga un quadro concettuale al quale fare riferimento e descriva procedure diagnostiche e ipotesi di inervento

    Progetto “Alcol? no grazie!”
    Il fenomeno dell’alcolismo rappresenta un fenomeno di drammatica attualità.
    I dati epidemiologici a livello internazionale mostrano una prevalenza nell’ uso di alcolici dei paesi occidentali e in particolare degli uomini rispetto alle donne. Una recente ricerca svolta a livello nazionale mostra che circa il 70% degli uomini e il 60% delle donne consuma alcool con una prevalenza maggiore nei soggetti di età compresa tra i 26 e i 34.
    Gli effetti postumi del bere alcolici e gli effetti immediati di una intossicazione possono avere diverse conseguenze sulle prestazioni scolastiche o lavorative, sulla cura dei bambini o sulle responsabilità domestiche che possono essere trascurate. Possono manifestarsi delle assenze ripetute a scuola o dal lavoro, il soggetto può assumere alcool in circostanze rischiose, possono insorgere difficoltà legali a causa dell’uso di alcool, nonché l’abuso ripetuto potrebbe determinare l’insorgenza di una dipendenza.
    Recenti statistiche su base nazionale hanno registrato un notevole incremento di soggetti di età compresa tra i 25-35 che presentano una dipendenza da alcool in particolare nella città di Lecce. A partire da questi dati un servizio territoriale in associazione con il comune di Lecce propone la realizzazione, nell’anno 2012, di un progetto ad approccio concertativo, rivolto alla prevenzione del fenomeno dell’alcolismo.
    L’OBIETTIVO GENERALE del presente progetto è: ridurre il numero di soggetti di età compresa tra i 25-35 anni che abusano di alcool.
    IPOTESI DI INTERVENTO: In conformità con il quadro concettuale di riferimento di seguito descritto, si ipotizza che un intervento basato sulla trasmissione di informazione orizzontale ovvero tra pari volto a favorire/aumentare le conoscenze circa i comportamenti a rischio permetterà di ridurre il numero dei comportamenti medesimi.
    TARGHET:
    Tale progetto è rivolto in maniera diretta ai soci di età compresa tra i 25 – 35 anni di 3 diverse associazioni presenti nel territorio, scelte in base al consenso dei presidenti (“Crescere Insieme”, “Giovani Oggi” e “Apulia”), e in maniera indiretta ai restanti membri delle medesime associazioni di età differenti.
    L’obiettivo generale definito si ritiene verrà raggiunto dopo il conseguimento dei seguenti OBIETTIVI SPECIFICI:
    - aumentare la conoscenza relativa alle conseguenze determinate dall’uso e abuso di alcool
    - favorire la condivisione di dubbi e vissuti relativi alla problematica.
    - contrastare la valenza positiva attribuita dai soggetti all’uso di alcool
    -modificare il comportamento del soggetto relativo all’uso/abuso di alcool attraverso l’osservazione di un modello.
    METODI E STRATEGIE
    Al fine di conseguire l’obiettivi specifici e conseguentemente l’ obiettivo generale verranno utilizzate: in una prima parte la strategia della peer education che deriva dalla psicologia umanistica di Rogers, in una seconda parte la tecnica del controcondizionamento derivante dal modello associazionistico pavloviano che la tecnica del modelling derivante dalla teoria dell’apprendimento sociale di Bandura dimostratesi efficaci nel contrastare l’insorgere di comportamenti a rischio.
    La valutazione dell’efficacia si baserà sullo scarto del punteggio ottenuto al VASA test prima dell’intervento e dopo l’intervento così come sul numero di alcolici venduti dopo 15 giorni dal termine degli incontri.
    In particolare il progetto si articola 2 parti. Di cui la prima è a sua volta articolata in quattro fasi.
    Parte I:
    prevede 4 fasi finalizzate a fornire/aumentare le conoscenze relative all’eziologia, alla frequenza, alle conseguenze fisiologiche e psicologiche derivanti dall’abuso di alcool
    Fase I
    Prevede 2 incontri serali, da realizzare in una settimana, con i presidenti e vicepresidenti delle associazioni della durata di 2 ore ciascuno all’ interno degli spazi comunali. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto ed evidenziato il loro ruolo utilizzando come ausilio delle slide (1 incontro)
    -verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo all’eziologia, la frequenza e le conseguenze dell’uso/abuso di alcool (2)
    Fase II
    Prevede 4 incontri serali (per ogni associazione), da realizzare in un mese, della durata di 2 ore ciascuno, con i soci dell’associazione all’ interno degli spazi di questa. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto (1 incontro)
    - verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo all’eziologia, la frequenza e le conseguenze dell’uso/abuso di alcool (2)
    - verranno misurate attraverso il VARA test l’abuso di alcolici e il rischio di alcolismo tra i membri del gruppo. (3)
    - verrà spiegato al piccolo gruppo il ruolo, le funzioni del peer educator (4)
    - verrà eletto dai soci dell’associazione colui che svolgerà il ruolo di peer educator (5)
    Fase III
    Prevede 4 incontri serali da svolgersi in un mese, di 2 ore ciascuna all’ interno degli spazi comunali. In tali incontri che prevedono la presenza congiunta dei presidenti, vicepresidenti e peer educator:
    - verrà presentato il personale formatore (1 psicologo, 1 educatore, 1 medico), favorita la conoscenza tra i membri del gruppo attraverso giochi di “riscaldamento” per rompere il ghiaccio, e in ultimo esplicitate le aspettative del gruppo (1).
    - verranno fornite conoscenze rispetto all’eziologia, alla frequenza dei diversi disturbi provocati dall’abuso di alcol (2-3 incontro)
    - verrà favorito lo scambio di dubbi, conoscenze, vissuti tra operatore, presidente, vicepresidente e peer educator (4).
    FASE IV
    Prevede 7 incontri serali da realizzarsi in 2 mesi, della durata di 2 ore ciascuno all’ interno degli spazi della propria associazione. In tali incontri:
    - il peer educator trasmetterà le informazioni e le conoscenze al gruppo sul comportamento a rischio (1-2)
    - verrà favorito lo scambio, il confronto circa i vissuti, i dubbi relativamente alla tematica trattata. Al fine di facilitare lo scambio, durante tutta questa fase verrà utilizzato un “Diario di Bordo” ovvero un quaderno all’interno del quale ciascun membro del gruppo in anonimato può riportare dubbi, domande, consigli, esperienze o vissuti (3).
    - verranno svolte le attività scelte dal peer educator (4-5)
    -verrà rivalutato, attraverso il VARA test l’abuso di alcolici e il rischio di alcolismo inoltre verrà data la possibilità ai soggetti di consigliare eventuali modifiche al progetto (6)
    -verrà rivalutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, l’eventuale incremento delle conoscenze rispetto al comportamento a rischio considerato. (7)
    Parte II
    Prevede la realizzazione dopo 15 giorni di un concerto degli Apres la Classe, che durante l’evento bevono solo analcolici, aperto ai soli soci, all’interno della discoteca Ciak di Lecce finalizzato:
    - allo scambio di opinioni tra i partecipanti all’intervento
    - a contrastare il senso comune relativo all’assunzione di alcol come determinante per il divertimento o per il trascorrere di una serata piacevole. Infatti si ipotizza che il numero di alcolici venduti sia scarso o nullo.
    - a valutare l’effettiva efficacia dell’intervento misurata in base al numero di alcolici venduti
    TEMPO:
    Il progetto prevede in totale 18 incontri (in media uno a settimana), pertanto avrà una durata di 5 mesi.
    VINCOLI:
    i vincoli del presente progetto sono: un buget troppo ridotto, la scarsa motivazione dei membri delle associazioni e dei presidenti, fattori imprevisti.
    RISCHI:
    rifiuto da parte dei membri, resistenze dei presidenti
    RISORSE:
    risorse umane: 1 psicologo, 1 educatore, 1 medico, membri delle associazioni, peer educator
    risorse materiali: spazio per le attività di formazione all’interno delle associazioni e del comune, materiali di consumo, computer portatile messo a disposizione dai formatori, proiettore, discoteca,
    COSTI: compenso personale formatore, spese materiali di consumo, rispetto alle associazioni risultano promotrici. insegnanti, targa di peer educator.

  10. #190
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    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    In qualità di MOd vi avviso che sarebbe meglio aprire una discussione per ogni rpova: tipo...Prima prova 2011...etc etc...e scambiarvi info lì!..così potete scambiarvi info su precisi argoemnti senza rischiare di essere fuori tema...

    poi..il rpogettos volto è ben fatto..unico neo: la peer education NOn è una strategia ma un approccio metodologico.....
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

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  11. #191
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    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    Ecco un dubbio da cavillo anche per me...Se si parla di servizi territoriali non si può fare un progetto solo su una scuola media? Mi spiego: di solito i servizi territoriali riguardano più quartieri e quindi più scuole...Ad esempio i servizi territoriali del distretto 3 di Padova seguono una zona abbastanza ampia della città, è improbabile dunque che facciano un progetto solo all'interno di una scuola, se non magari un progetto pilota. E' una mia paranoia tutto ciò?

  12. #192

    Riferimento: Re: esame di stato maggio/giugno 2011

    Citazione Originalmente inviato da blanchette Visualizza messaggio
    Ciao a tutti sono ferma su tale progetto non ho idee, qualcuno può darmi un idea?
    Il candidato definisca le metodologie, gli obiettivi, di un progetto per una comunita terapeutica riabilitativa per adolescenti dai 13 ai 18 anni affetti da disturbi del comportamento medio gravi dopo aver delineato la tipologia dei soggetti e il contesto in cui si deve realizzare l intervento.
    ciao !! io l'ho svolto in questo modo però non so se è giusto. Ragazzi/e potete esprimere un parere?

    I disturbi della condotta rappresentano una modalità persistente e ripetitiva in cui i diritti fondamentali degli altri o le norme e le regole della società appropriate per l’età vengono violate. Tali comportamenti possono portare a sospensione o ad espulsione della scuola, a problemi nell’adattamento, a difficoltà legali. A fronte di ciò la comunità riabilitativa per minori “Ciao Ciao” propone la realizzazione, nell’anno 2012, di un progetto ad approccio concertativo, rivolto alla riduzione dei comportamenti che riflettono la violazione di regole in adolescenti dai 13 ai 18 anni affetti da disturbo della condotta medio grave.
    La comunità riabilitativa “Ciao Ciao” è una struttura semi residenziale sita a Spongano che ospita 18 pazienti, di ambo i sessi. Questi presentano un’età compresa tra 11 e 13 anni.
    L’OBIETTIVO GENERALE del presente progetto è: ridurre il numero di comportamenti violanti delle regole incrementando quelli positivi.
    IPOTESI DI INTERVENTO: In conformità con il quadro concettuale di riferimento di seguito descritto, si ipotizza che un intervento basato sulla emissione di rinforzi positivi quando il soggetto emette comportamenti che riflettono il rispetto di una regola o quando non emette comportamenti negativi aumenta la probabilità che il comportamento positivo venga ripetuto.
    TARGHET:
    Tale progetto è rivolto in maniera diretta agli adolescenti di sesso maschile e femminile della comunità riabilitativa per minori “Ciao Ciao” di età compresa tra i 13 e i 18 anni che presentano un disturbo della condotta medio grave ed in maniera indiretta a tutti gli altri pazienti di età o con disturbo differente.
    L’obiettivo generale definito si ritiene verrà raggiunto dopo il conseguimento dei seguenti OBIETTIVI SPECIFICI:
    - favorire l’applicazione di un set di regole individuate dai pazienti stessi durante le attività riabilitative svolte nella comunità
    - favorire la riduzione di comportamenti inadeguati
    - Favorire comportamenti di collaborazione
    I RISULTATI ATTESI saranno: una riduzione dell’emissione di comportamenti violanti regole da parte dei soggetti sui quali è stato realizzato l’intervento. Tale risultato verrà valuto attraverso la somministrazione agli educatori, pre e post intervento, di un questionario costruito ad hoc.
    METODI E STRATEGIE
    Al fine di conseguire l’obiettivi specifici e conseguentemente l’ obiettivo generale verrà utilizzata la metodologia Token Economy Cooperativa derivante dal modello cognitivo comportamentale dimostratesi efficace nel ridurre i disturbi del comportamento.
    In particolare il progetto è suddiviso in 4 fasi:
    Fase I:
    Prevede 5 incontri nelle ore lavorative, da realizzarsi in due settimane, rivolti al personale della comunità, della durata di 2 ore ciascuno all’interno degli spazi della comunità. In tali incontri verrà:
    - presentato il progetto al personale, la metodologia Token Economy, il modello da cui deriva
    - verranno definiti i giorni e l’ora da dedicare a questa attività.
    - verrà somministrato agli educatori un questionario costruito al hoc che permetterà di quantificare la capacità di ciascun soggetto di rispettare norme e regole della comunità.
    Fase II
    Prevede 5 incontri mattutini, da realizzarsi in due settimane, con i pazienti e un educatore, della durata di 2 ore all’ interno degli spazi della comunità. In tali incontri:
    - verrà presentata l’attività ai pazienti e in particolare che il successo individuale non consente di accedere ad uno speciale rinforzatore chiamato “superpremio finale”. Per ottenerlo è necessario che tutti i soggetti raggiungano il traguardo. In tal modo è possibile favorire comportamenti di collaborazione.
    - i pazienti sceglieranno i beni e le attività che preferiscono ovvero verranno individuati i rinforzi associati ai token
    - verranno selezionati token adeguati anche in base alle loro preferenze; verrà spiegata la figura dell’angelo custode ovvero ogni gruppo possiede un token jolly che ha la sola funzione di aiutare un altro gruppo. Al fine di stimolare lo spirito di collaborazione.
    - verrà stabilito insieme ai pazienti quando erogare i token, la loro frequenza, quanti di essi sono necessari per accedere al rinforzatore artificiale e come gestire i comportamenti scorretti
    - verrà reso noto quanto concordato agli operatori
    FASE III
    Prevede l’attivazione del programma, da attuare in 30 sedute, 2 a settimana, di 2 ore in relazione alle condizioni condivise e accettate dal gruppo. In tali incontri:
    - verranno presentate a ciascun soggetto le regole da seguire precedentemente concordate
    - i pazienti si alleneranno nell’applicazione di tali regole attraverso dei giochi finalizzati
    - in relazione alla quantità di comportamenti postivi emessi e alla loro frequenza, in accordo con il gruppo, verrà modificata la modalità di rinforzo il numero di token dati.
    FASE IV
    prevede 4 incontri nelle ore lavorative, 2 a settimana, della durata di 2 ore ciascuno, con gli operatori all’interno degli spazi della comunità. In tali incontri:
    - verrà risomministrato agli educatori un questionario costruito al hoc che permetterà di quantificare la capacità di ciascun soggetto di rispettare norme e regole della comunità.
    - verrà stimolato il personale a rinforzare con delle lodi i pazienti quando emettono o un comportamento positivo (viene rispettata una regola stabilita e concordata con i pazienti) o quando non emettono comportamenti negativi. In tal modo verrà favorita la generalizzazione dei comportamenti positivi appresi. In tal modo i rinforzatori artificiali verranno sostituiti da quelli sociali di tipo verbale
    TEMPO:
    Il progetto prevede in totale 44 incontri (in media due a settimana), pertanto avrà una durata di 6 mesi.
    VINCOLI:
    I vincoli del presente progetto sono: un buget troppo ridotto, la scarsa motivazione dei pazienti e degli educatori, fattori imprevisti.
    RISCHI:
    rifiuto da parte dei pazienti, resistenze del personale
    RISORSE:
    risorse umane: 1 psicologo, almeno 1 educatore, personale di comunità
    risorse materiali: spazio per le attività all’interno della comunità, materiali di consumo, token scelti dai pazienti, “superpremio”, rinforzo associato ai token
    COSTI: compenso psicologo in base al tariffario, spese materiali di consumo, spese superpremio.

  13. #193

    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    mi chiedevo se qualcuno avesse una dritta da darmi in merito alla prima prova.
    Qualora uscisse la domanda::"il candidato presenti brevemente il suo settore di interesse e individui alcuni temi cruciali teorici e/o applicativi, ancora insufficientemente indagati, che potrebbero essere oggetto di indagine nei prossimi anni" oppure "presentare una teoria preferibilmente recente che appare oggi di grande importanza"...
    si può rispondere citando uno degli argomenti centrali della psicologia generale su cui ci si è preparati vedi: apprendimento, ragionamento, memoria, percezione, emozioni ecc.. oppure sarebbe più opportuno trattare un argomento più attuale come neuroni specchio e neuropsichiatria?

    se qualcuno potesse darmi un orientamento gliene sarei grato

  14. #194

    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    neuroni specchio e psicoterapia scusate!!!

  15. #195

    Riferimento: esame di stato maggio/giugno 2011

    ciao a tutti tema libero, cioè? grazie ^_^

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