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  1. #196
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Però secondo me la consapevolezza di cui parlano loro è una cosa tutta particolare, non è una consapevolezza comune di qualcosa di generico:
    es: ti chiedono di disegnare una cosa, a piacere tuo, una situazione ad esempio in cui eri con tizio o caio a tuo agio e facevate qualosa insieme.

    tu lo disegni, poi ti chiedono cosa hai disegnato e tu lo descrivi.

    Dopo un tot di minuti, ti viene un lampo in testa: ma io non ho disegnato quel che ho detto! Se lo guardi ho disegnato qualcosa che è ora! Oppure anche quell'altro ricordo, tutta un'altrasituazione!

    Questa è la consapevolezza, leggersi un po', riuscire a capire cosa ci passa per la testa!

  2. #197
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Però secondo me la consapevolezza di cui parlano loro è una cosa tutta particolare, non è una consapevolezza comune di qualcosa di generico:
    es: ti chiedono di disegnare una cosa, a piacere tuo, una situazione ad esempio in cui eri con tizio o caio a tuo agio e facevate qualosa insieme.

    tu lo disegni, poi ti chiedono cosa hai disegnato e tu lo descrivi.

    Dopo un tot di minuti, ti viene un lampo in testa: ma io non ho disegnato quel che ho detto! Se lo guardi ho disegnato qualcosa che è ora! Oppure anche quell'altro ricordo, tutta un'altrasituazione!

    Questa è la consapevolezza, leggersi un po', riuscire a capire cosa ci passa per la testa!
    Se mi si chiede di disegnare qualcosa è estremamente probabile che disegnerò qualcos'altro , disegno molto più volentieri quello che mi passa per la testa e che ho voglia di disegnare che quel che mi suggerisce un interlocutore. Se avessi saputo far questo, disegnare qualcosa a comando, forse sarei riuscito a trasformare questa attività in un lavoro.

    Ma in che modo sapere quello che mi passa per la testa, ammesso che io non lo sappia (perché una cosa è non saperlo io stesso, altra è non volerlo comunicare a qualcuno per certi motivi), risolverà il problema di cui parlavo prima, quello della pagnotta?

    Io spesso riesco anche a capire abbastanza bene cosa possa passare per la testa non solo mia ma anche di altre persone, ma non sono contento lo stesso, una volta che lo so, cosa me ne faccio di questa conoscenza per ottenere finalmente quel che voglio io?
    Ad esempio se una super sventola mezza svestita passeggia per strada e qualcuno di sesso maschile si volta a guardarla, nel far questo io credo che non avrà di certo pensato a "to' guarda, ha abbinato il colore delle scarpe a quello del vestito" . Cosa passa per la testa del Berlusca quando dice "Vi libererò dai comunisti"?... no di certo "Vi libererò dai comunisti" ... E così via.
    Sono consapevole che mi rompo le scatole di fare certe cose perché per me sono faticose, cosa devo capire ancora? Perché sono faticose? Perché io le trovo faticose (e qua si può avviare anche tutta una spiegazione storica se si preferisce, "perché mia madre" ecc. ecc.) non avendo voglia di farle, ma arrivati a questo punto lo psicoterapeuta si limiterà a suggerirmi solo che "non le dovrei ritenere tali e che ogni obiettivo costa fatica" che è praticamente lo stesso quadro che gli ho fornito io stesso, e qua si chiude e risolve il problema che gli pongo... Secondo il suo punto di vista ovviamente. Secondo il mio invece resta ancora completamente appeso e completamente irrisolto, è andata a vuoto la chiarificazione, perché ha ridescritto lo stesso problema con a fianco l'aggiunta "per te non dovrebbe essere un problema fare cose faticose, la vita è fatta così" oppure altra chiarificazione in voga "in realtà queste cose non sono faticose" e però mi chiedo questa realtà più reale di quel che sento io dove dovrebbe andare a situarsi, visto che la fatica sta nel soggetto e non nelle cose? Non è che è faticoso salire una scala oggettivamente, è faticoso per qualcuno e non faticoso per qualche altro, ma non ha senso appioppare l'etichetta "più reale" e "meno reale" alla fatica provata, che significa?

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 01-06-2011 alle ore 09.33.36

  3. #198
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Il processo filosofico, in un certo senso, no? Non è una certezza, non è per dire "oh, ho capito in assoluto", non serve dal punto di vista pratico, ti serve dal punto di vista dell'esperienza.

    Per modificare il tuo punto di vista, per cambiare angolazione e guardare la stessa cosa con altri occhiali.

    E questo ti dà una sensazione di iniziare a capire, e quindi sei più sereno.

    Cogito ergo sum

  4. #199
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Il processo filosofico, in un certo senso, no? Non è una certezza, non è per dire "oh, ho capito in assoluto", non serve dal punto di vista pratico, ti serve dal punto di vista dell'esperienza.

    Per modificare il tuo punto di vista, per cambiare angolazione e guardare la stessa cosa con altri occhiali.

    E questo ti dà una sensazione di iniziare a capire, e quindi sei più sereno.

    Cogito ergo sum
    Sarà, ma a me la comprensione non mi rende necessariamente più sereno, dipende da cosa comprendo e da come posso usare io stesso questa comprensione per raggiungere certi obiettivi.
    Faccio un esempio.
    Supponi che abbia capito che una certa persona reagisce con certe lamentele ad un certo mio modo di fare che magari consiste per esempio nel non mettere in ordine certi oggetti, e supponi che io desideri far cessare queste lamentele di questa persona e renderla bendisposta nei miei confronti senza però ovviamente mettere a posto, senza traslocare e così via... Così facendo cesserebbero di sicuro le lamentele, ma questo lo sapevo già prima di rivolgermi a qualcuno per risolvere il mio problema, non è che ci sia bisogno di uno psicoterapeuta che capisca queste cose così complicate da capire , non ci vuole una cima insomma per afferrare questi collegamenti (a meno che davvero non si sia completamente deficienti).
    A questo punto ho capito più o meno questa dinamica, ma il mio problema resta, cosa faccio in concreto per far funzionare le cose dal mio punto di vista? Per far girare gli ingranaggi nel verso desiderato senza dover mettere in ordine io stesso?
    Ora io non è che non abbia compreso il collegamento "creazione di disordine da parte mia -> irritazione dell'altra persona nei miei confronti" ho compreso bene questa cosa, non è che uno psicoterapeuta debba mettersi ad evidenziare 'ste cose qua (io perciò spesso mi irrito, si ripete quello che già so dicendomi che il comportamento è inconscio, ma cosa è inconscio se un oggetto alla fine non lo ripongo io stesso nel cassetto? Così mi sento preso per i fondelli.). Evidenziato per l'ennesima volta tutto questo il mio problema resta comunque irrisolto, anzi è proprio il sussistere di queste relazioni tra certe cose che desidero fare, e certi effetti indesiderati, il problema per me.
    Se comprendere qualcuno significa capire grosso modo cosa potrebbe passargli per la testa in certe circostanze e perché fa certe cose, non sono difettato in modo particolarmente grave, ma se significa assecondare anche certi suoi desideri io lo sono difettato e non so nemmeno se voglia guarire da questa "patologia". Se la comprensione è definita così, in un ambito sociale conflittuale è destinata a fallire, i miei desideri possono confliggere con quelli di un altro e perciò o comprendo me stesso soddisfacendo esigenze mie o comprendo quelle di un'altra persona aiutando l'altro a soddisfare le sue.

    L'altro potrebbe desiderare che io mi comporti in un certo modo, ma allo stesso tempo anche io potrei desiderare che l'altro si comporti diversamente, in queste situazioni c'è un conflitto che non sta nella testa di una persona sola, le intenzioni dei vari soggetti risultano conflittuali e si produce spesso una lacerazione sociale. Qualcuno deve modificare le proprie intenzioni per rendere di nuovo armonica la situazione, ma chi è che dovrebbe cedere?
    A me servirebbe una comprensione così approfondita che riesca a spazzare via questi vincoli rendendomi libero da questi. Insomma io voglio cambiare le intenzioni di qualche altro non le mie, se non si è compreso questo non s'è capito nemmeno vagamente cosa cerco. Questa conoscenza sì che mi renderebbe sereno perché riuscirebbe finalmente a risolvere qualche problema che pongo.
    Non mi acquieta la conoscenza impotente quando mi stanno a cuore certe posizioni reali: il sole sta là, si muove così per questo motivo... ecc. ecc oppure si muore per questo e quest'altro motivo... Sì ma se io non volessi farlo star là il sole o non volessi morire, cosa potrei fare? Rispetto a problemi del genere possedere 'ste conoscenze qua serve a ben poco, manca ancora un nesso fondamentale con quello che possiamo e siamo ben disposti a fare noi per creare una catena causale fino all'effetto desiderato. Capire nel senso di sopra a me non basta per rassenerarmi, ci vuole questa comprensione ultima qua.

    E' come dire, ti piacerebbe risultare molto attraente? Sì... Ma non mi piacerebbe affatto passare ore ed ore in una palestra a scolpire addominali, sorbirmi beveroni schifosi e cose del genere, ho risposto sì alla prima domanda non ad altro. 'Ste strade complicate qua le conosco già, ma cosa me ne faccio di uno che mi ricordi che queste sono disponibili? Questo magari lo sapevo pure prima di rivolgermi a lui ed era proprio questo un problema che mi preoccupava, sono delle alternative funzionanti che un esperto dovrebbe riuscire a proporre e non far funzionare la persona in concomitanza a certi blocchi problematici, se non ne possiede di alternative non può aiutare proprio nessuno rendendolo più consapevole di cose che non sbloccano affatto alcunché visto che queste conoscenze rappresentano le variabili stesse da cambiare per raggiungere una soluzione. La conoscenza deve vertere ed essere pertinente alla soluzione del problema posto per poter essere utile, il resto è solo un pensare ridondante ed inutile (nei confronti ovviamente di questi problemi soggettivi poi magari sono anche idee interessanti in generale).

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-06-2011 alle ore 11.17.13

  5. #200
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    Char-lie, l'importante è che tu abbia la possibilità di aprirti, in seduta, tutti si a bisogno di aprirsi agli altri, sennò ci si ripiega e ci si contrae, e ci vengono anche le malattie psicosomatiche.
    Lì c'è uno che ci ascolta, a pago, va beh, però gli si può dire icchè si vuole, siamo liberi di essere come siamo, e questa è una grossa occasione comunque.
    E' di questo che si ha bisogno, talvolta, di contatto profondo, tutto il resto è noia, gli obiettivi sono noia, tanto si va due metri sotto terra lo stesso prima o poi.

    Il sugo della vita sono i rapporti con gli altri, no non durare fatica, essere disordinati quanto ci pare e avere un bel fisico.

    la conoscenza è UTILE, sono gli obiettivi i fardelli inutili!

  6. #201
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Char-lie, l'importante è che tu abbia la possibilità di aprirti, in seduta, tutti si a bisogno di aprirsi agli altri, sennò ci si ripiega e ci si contrae, e ci vengono anche le malattie psicosomatiche.
    Lì c'è uno che ci ascolta, a pago, va beh, però gli si può dire icchè si vuole, siamo liberi di essere come siamo, e questa è una grossa occasione comunque.
    E' di questo che si ha bisogno, talvolta, di contatto profondo, tutto il resto è noia, gli obiettivi sono noia, tanto si va due metri sotto terra lo stesso prima o poi.

    Il sugo della vita sono i rapporti con gli altri, no non durare fatica, essere disordinati quanto ci pare e avere un bel fisico.

    la conoscenza è UTILE, sono gli obiettivi i fardelli inutili!
    Riguardo allo sfogo sono d'accordo, se la realtà è proprio quella che conosco credo purtroppo che per come sono ordinate cose e persone in questo mondo solo lo sfogo mi resta, certi sogni li posso vivere solo dormendo o usando un po' di immaginazione.
    Messe così le cose dal mio punto di vista non c'è modo di star meglio, né la conoscenza, né la riflessione, né niente di niente può far star meglio chi si trova alle prese con un irrimediabile oggettivo che nessuno ha idea di come smuovere.

    Comunque io non conosco la noia, non mi sono mai annoiato in vita mia, conosco la tristezza, la rabbia, talvolta l'allegria, ma stranamente la noia no .

    Poi l'ho detto però che non me ne importa nulla di avere un bel fisico, mi interesserebbe risultare attraente agli occhi di certe belle ragazze (insomma belle, quelle che mi piacciono) in maniera tale che queste abbiano voglia sinceramente di avere contatti fisici con me (questa cosa qua mi interesserebbe ). Il bel fisico sarebbe solo un mezzo per avere tutto questo e non un bene in sé (cioé sono queste cose qua che mi piacerebbe avere e non un bel fisico, cosa che in sé non mi dà alcun piacere).
    Se nessuna donna potesse guardarmi e il mio aspetto non contasse nulla agli occhi di questa, allora cosa me ne fregherebbe di avere un bel corpo? Cosa farei in questo caso con un bel fisico, me lo guarderei da solo? Non è che mi dia particolarmente piacere avere 'ste cose qua, riesco distinguere un mezzo dal fine per cui l'adopero . Raggiungere e mantenere posizioni del genere è troppo difficile e faticoso, anche se le raggiungessi poi a mantenerle non ne avrei voglia, ci vorrebbero posizioni più semplici per me, ma se nessuno mi aiuta a trovarle e mi suggerisce sempre di andare nelle solite direzioni che già conosco senza propormene un'altra, è completamente inutile. Ci vogliono proposte positive, perturbare quello che non funziona è del tutto inefficace con me.
    E' come la questione delle energie alternative, qualcuno deve pur pensare a qualcos'altro che vada a sostituire le energie inquinanti e che sia capace di sostituirle in toto, criticare e perturbare non basta.

    Io a pensare a qualcos'altro (ammesso che ci sia qualcos'altro che funzioni davvero) non ci riesco, le idee per mettere a posto il mio malcontento per certe situazioni e modificarle le ho esaurite, è inutile che mi si spinga a pensare ancora o a far qualcosa, qua non c'è un blocco, qua c'è una mancanza di idee nuove e funzionanti, qua qualcun altro qualcosa la deve pur aggiugere, due persone che non sanno cosa fare riguardo ad un problema e che discutono insieme non risolvono niente di più di una persona sola che non sa come trovare un rimedio per quel problema.

    Comunque non mi interessa avere nemmeno lodi finte, mi piacerebbe tanto piacere sinceramente a certe tipe e suscitare attrazione senza dover far niente di complicato e faticoso, ecco tutto.

    Invece per stare con una donna che mi piaccia e suscitare interesse io devo pagare sempre troppo, e così le alternative si riducono a queste due per me: o vivo male perché sto da solo o vivo male perché mi devo costringere a fare certe cose che proprio non voglio fare per piacere. Insomma non si risolve mai un bel niente se qualcuno non trova un'altra alternativa distinta da queste due che ho citato e che sia adatta a me.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 03-06-2011 alle ore 13.28.24

  7. #202
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Ma,per rimanere sul generale, io penso che un'idea delle donne proprio sbagliata sia pensare che il fisico sia un mezzo per farsi guardare da quelle che ci piacciono.
    Mi sembra di averlo già sostenuto che le donne sono una razza dotata di intelletto, per cui i ragazzi dalle belle ciglia, tutte li vogliono ma nessuno li piglia.

    Sarà banale, ma è così.

    I più grandi gattonatori di donne per lo più son brutti, ma affascinanti nello spirito.
    Ah, e poi le donne lo sanno benissimo che la bellezza del ciuco poi sparisce con gli anni!
    Certo se si hanno delle idee precostituite, non ci si apre al prossimo.

    Aprirsi secondo me non è uno sfogo, lo sfogo è gettare addosso a un'altra persona le proprie rabbie, le tristezze, la noia, anche troppe gioie e allegrie se l'altro non è in quel momento predisposto a riceverle, ecc.

    Aprirsi è tutt'altra cosa, altrimenti vai dallo psy e gli fai fare il punching ball, come spesso accade, del resto.
    Lo puoi fare,ma lo sai che gli fai fare quel ruolo, magari lo avverti prima.
    Ultima modifica di complicata : 03-06-2011 alle ore 14.42.54

  8. #203
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Ma,per rimanere sul generale, io penso che un'idea delle donne proprio sbagliata sia pensare che il fisico sia un mezzo per farsi guardare da quelle che ci piacciono.
    Mi sembra di averlo già sostenuto che le donne sono una razza dotata di intelletto, per cui i ragazzi dalle belle ciglia, tutte li vogliono ma nessuno li piglia.

    Sarà banale, ma è così.

    I più grandi gattonatori di donne per lo più son brutti, ma affascinanti nello spirito.
    Ah, e poi le donne lo sanno benissimo che la bellezza del ciuco poi sparisce con gli anni!
    Certo se si hanno delle idee precostituite, non ci si apre al prossimo.

    Aprirsi secondo me non è uno sfogo, lo sfogo è gettare addosso a un'altra persona le proprie rabbie, le tristezze, la noia, anche troppe gioie e allegrie se l'altro non è in quel momento predisposto a riceverle, ecc.

    Aprirsi è tutt'altra cosa, altrimenti vai dallo psy e gli fai fare il punching ball, come spesso accade, del resto.
    Lo puoi fare,ma lo sai che gli fai fare quel ruolo, magari lo avverti prima.
    Ma io l'ho detto che è solo un mezzo, probabilmente comunque io manco affascinante sono visto che tutto questo interesse non lo suscito affatto in quel senso là. Pensa al ciuco che è pure brutto, il bello sempre un vantaggio c'ha , e almeno in gioventù qualcosa in più la becca, al ciuco brutto tocca l'astinenza da certe emozioni e sensazioni vita natural durante.

    Se non la pagavo io una donna credo che non le sarebbe mai venuta voglia (ad una così) spontaneamente di toccarmi e di far certe cose con me, questa è la realtà che conosco, io una realtà diversa la vorrei pure osservare, ma dov'è?
    Io queste idee precostituite non le vorrei nemmeno avere rispetto al mondo sociale fatto dalle persone che si muovono ed agiscono attorno a me, però se non vedo qualcosa di veramente diverso io non ci credo all'esistenza di altre intenzioni.

    Se fossi stato affascinante nello spirito avrei dovuto osservare qualche effetto positivo, perciò deduco che io non lo sono affatto. Ora se devo diventare affascinante nello spirito si pone un problema analogo a quello di prima dello scolpire il fisico, anche qua bisogna valutare cosa dovrei fare per divenire così. In fin dei conti che significa essere affascinanti nello spirito? Se per essere affascinante devo diventare che so un imprenditore o un professionista affermato o roba del genere, le cose si complicano comunque.

    Prendiamo uno spiantato che non ha un bell'aspetto e che frequenta un centro di igiene mentale e lasciando queste caratteristiche immutate rendiamo il suo spirito affascinante, cosa dovrebbe fare subito che risulti efficace con le donne carine? E' solo una questione di pensiero, basta che si apra? Io guarda mi apro pure ma non appena lo faccio e dico la verità su certe questioni certi tipi di donne scappano via o nella migliore delle ipotesi mi piazzano nell'alveo delle persone non interessanti dal punto di vista erotico/sessuale/affettivo.
    Tutte le persone così (senza una posizione sociale, senza mezzi economici importanti...) lo spirito affascinante secondo me non lo possiedono e non lo possono possedere, se no dovrei vedere qualche bella ragazza che sta insieme a qualcuno di questi tipi qua (dei quali tutto sommato faccio parte anche io). Il fascino è una proprietà indipendente da ogni forma di intraprendenza, di successo sociale, professionale ed economico nella vita? A me sembra di no, queste sono le mie idee precostituite rispetto all'altro sesso, e vorrei smontarle sinceramente.
    Se vedessi qualcuno che con tutta una serie di caratteristiche che io credo che l'altro sesso ritenga negative (e che sono presenti nella propria esistenza) funziona e suscita attrazione lo stesso, nonostante tutto, ci crederei anche io che esistono molte donne che guardano oltre queste caratteristiche e le mie idee precostituite cesserebbero di rimaner fisse là.

    Insomma dovrebbe esistere un qualcosa che funzioni e che costi davvero poco in termini di fatica se no il problema si ripete e propaga uguale ed identico. Se per risultare affascinante c'è bisogno di una preparazione culturale particolare, una buona posizione sociale, certi mezzi economici di un certo livello e via dicendo, occhio e croce si ripropone lo stesso problema del fisico, al posto della palestra per il corpo e i beveroni poi ci sono altre cose che comunque sono faticose da fare quanto lo star per ore là a pompare.

    Insieme alla bellezza comunque in certi casi con la vecchiaia va via anche l'intelligenza... Niente di niente è al sicuro. Di vecchi rimbambiti ce ne sono tanti.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 04-06-2011 alle ore 09.34.02

  9. #204
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    no no no, per essere affascinanti non contano la preparazione culturale, o la posizione sociale!

    secondo me ci vuole: un buon carattere, solare e di quelli che vedono il bicchiere mezzo pieno, un bel sorriso, buona conversazione, capacità di far sentire la donna una DONNA attraente, disponibilità al dialogo adulto nei momenti di malumore di ciascuno, saper ritornare sui propri passi se si litiga, saper ascoltare con un pizzico di umorismo, trasmettere il positivo di sè!

  10. #205
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    [QUOTE][saper ascoltare con un pizzico di umorismo, trasmettere il positivo di sè![ /QUOTE]
    Oh, complicata, ma sai che "ascoltare" può essere faticoso? E come fa il nostro povero Char_Lie? Dovrebbe metter su i "muscoli" alle orecchie, no? Far palestra auditiva?
    E poi, dai, trasmettere il positivo di sé! Che pretesa, se "nel mondo" fuori, non ce n'é e non si adatta a cambiare quello, per render-ci più umoristici.....

    Comunque, tu hai ragione
    e chissà che non riesca nell'impresa di modificare appena appena il pessimismo cosmico di Char_Lie
    Gaia

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  11. #206
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Di vecchi rimbambiti ce ne sono tanti.
    Bé, anche di giovani rimbabiti però, é pieno il mondo...
    Gaia

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  12. #207
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    ooo, meno male Rosadimaggio partecipa ancora, per la squadra psicoterapeuti!:

    oggi leggevo in un libro di un certo Wayne Dyer, della consapevolezza, questa cosa misteriosa!

    Ma prende parecchio dal Tao, e la Sorgente e bla bla!

    ego mettere da parte, io autentico far emergere, guuulp, ma noi come si fa!

  13. #208
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    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    saper ascoltare con un pizzico di umorismo, trasmettere il positivo di sè!
    Oh, complicata, ma sai che "ascoltare" può essere faticoso? E come fa il nostro povero Char_Lie? Dovrebbe metter su i "muscoli" alle orecchie, no? Far palestra auditiva?
    A me però capita che insieme all'ascolto osservo pure. Se il significato che ho compreso, di quel che mi vien detto, non è congruente con quel che sperimento, qualcosa per me non torna.
    Comunque riguardo all'ascolto, poi dipende eh... Se uno mi chiedesse di ripetere parola per parola quello che ha detto, beh per me risulterebbe faticoso davvero , soprattutto se quel che mi racconta è pieno di nomi propri e particolari vari (diciamo così, barocchi).
    I suoni arrivano, non mi sembra di sentirci particolarmente male, ma è l'elaborazione del malloppo poi che può essere difettata in vari modi, per far certe operazioni è migliore di me un registratore, si porta il nastro indietro e ripete tutto alla perfezione, se dovessi far questo io risulterei un "pessimo ascoltatore".
    Può darsi perciò che non sia capace di "ascoltare" davvero, dipende dalle performance che c'ha in mente l'interlocutore nei confronti di quel che mi racconta. Mica so rintracciare le parole con la vocale "i" all'interno di un discorso che mi ha appena raccontato?! Le informazioni si possono elaborare nei più svariati modi, ed io sono limitato in questo. Comunque se c'ha in mente che gli dica "hai ragione" persuaso di quel che dico quando non ho osservato abbastanza prove per riuscire a dargliela rispetto ad un esame di quella che mi sembra sia la realtà, sarò sempre e comunque un pessimo ascoltatore.

    Poi rispetto al discorso di complicata di prima

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    secondo me ci vuole: un buon carattere, solare e di quelli che vedono il bicchiere mezzo pieno, un bel sorriso, buona conversazione, capacità di far sentire la donna una DONNA attraente, disponibilità al dialogo adulto nei momenti di malumore di ciascuno, saper ritornare sui propri passi se si litiga, saper ascoltare con un pizzico di umorismo, trasmettere il positivo di sè!
    ho da aggiungere qualche commento:

    0) secondo me ci vuole: un buon carattere, solare e di quelli che vedono il bicchiere mezzo pieno - Su questo ci posso lavorare di sicuro, se poi il bicchiere da vuoto arriva davvero a metà riuscirò certamente a vederlo mezzo pieno .
    1) un bel sorriso - Il sorriso molto spesso c'è, solo che non scommetterei molto sul fatto che sia pure bello per tutti .
    2) buona conversazione - Ma una buona conversazione in cosa consiste?
    3) capacità di far sentire la donna una DONNA attraente - Ecco un altro punto da approfondire. Cosa si dovrebbe fare in concreto per far sentire la donna una DONNA attraente? Se si tratta di invitarla al ristorante spesso si torna al problema pecuniario di partenza , se invece si tratta di farle regalini alla propria portata, dar baci e abbracci e via dicendo beh si può fare (se ovviamente non diventa un’attività a senso unico), anzi se non lo si fa che senso avrebbe stare insieme a questa donna? Se la donna per me non risulta attraente ci sarebbero difficoltà maggiori e direi insormontabili.
    4) disponibilità al dialogo adulto nei momenti di malumore di ciascuno -
    Qua bisogna un po' chiarire cos'è un dialogo adulto, se una persona che voglio bene è depressa di sicuro cerco di tirarla un po’ su a modo mio, non so se però la mia rappresenti una modalità adulta o no di affrontare la cosa.
    5) saper ritornare sui propri passi se si litiga - Qui non ho proprio capito cosa si dovrebbe fare… Riappacificarsi dopo un litigio? Ma se non si è proprio d'accordo?
    6) saper ascoltare con un pizzico di umorismo - Ho paura che se uno non ne è dotato naturalmente di un certo senso dell’umorismo (un po’ teatrale e comunicativo) dubito che possa coltivare ‘sta cosa. Ad ascoltare in genere lo faccio, anche se non sembra. Io tengo a mente molte informazioni quando inizia a piacermi una persona. Qua comunque bisogna comunque chiarire con "ascoltare" cosa si intende. Ad ascoltare una musichetta monocorde e ricanticchiarla lo riesco a fare, ma ascoltarla e scrivere poi le note da cui è composta no, dire "saper ascoltare" senza stabilire quale debba essere la restituzione di chi ascolta risulta ambiguo.
    7) trasmettere il positivo di sè! - Beh qua tieni presente complicata che quando mancano certi mezzi c’è poco da trasmettere di così positivo se si prendono come punti di riferimento i giudizi di cosa è positivo secondo altre persone. Immagina una televisione che dispone di molte risorse, di sicuro può trasmettere programmi di un certo livello, ma una tv locale che ha pochi soldi, trasmette quel che può, ma il meglio che può confrontato con altre proposte può risultare negativo. Ricordo una rete locale “Tele Laser” con un gioco a quiz (con una grafica da commodor 64 per chi lo ricorda) in cui si vinceva una musicassetta vergine, cambiando quel che c’è da cambiare rispetto a questo esempio, il mio positivo è roba del genere, secondo te non risulta fuori luogo strombazzare “hai vinto una audiocassetta vergine!” ad un concorrente telefonico come se avesse vinto milioni di euro?! Il suo punto di vista potrebbe non coincidere col nostro, il proprio massimo può risultare il minimo. Alla fine si è consapevoli che questo si può offrire e si è disposti ad offrire di positivo ma tu dici che se si presenta una audiocassetta vergine in un certo modo a qualcuno lo si può convincere che vale molto ma molto di più della stima generalmente concessale pubblicamente?
    Io per me positivo già lo sono tutto (anzi internamente non c'ho dei giudizi negativi), ad esempio mica avrei pensato d'avere un aspetto poco attraente se non avessi ascoltato anche il giudizio di altre persone?! Quest'idea è partita da me secondo te? Se mostrare il mio positivo non consiste in dimostrazioni da palestra e addestramenti vari, già lo faccio, beh se non altro nascondo il negativo quando mi sono fatto un'idea del sistema di valutazione dell'altro e posso nasconderlo, e qua direi di essere a posto, però non mi sembra che funzioni tanto lo stesso. Poi comunque se si assume che io non capisco come siano fatte le donne e come valutano generalmente un uomo come faccio a mostrare il positivo se non so il positivo in cosa dovrebbe consistere?
    Ora perciò o non ho capito cosa dovrei mostrare (non avendo afferrato cosa risulta positivo per le altre persone), ed allora qualcuno me lo dovrebbe solo spiegare o ho capito bene tutto ed il positivo che mostro fa poca presa proprio come l'audiocassetta vergine che non risulta un "premio" particolarmente allettante per certi tipi di spettatori. Se non si tratta come al solito di addestrarmi in qualche modo a far cose che producono frustrazioni varie e malcontenti e che magari sono io a non voler fare, come andare in palestra e cose simili, allora ho compreso bene, cioé ho capito piuttosto bene come tutti ed il problema però persiste.

    La cosa che mi chiedo ad esempio è perché giulietta in un altro post disse chiaramente che non avrei dovuto vantarmi del fatto che non lavorassi? Se una persona mi parla così vuol dire che crede che generalmente 'sta cosa viene giudicata negativamente, questo io alla fine l'ho afferrato (cioé non partiamo da una visione della situazione diversa), però come faccio a nascondere il fatto che non desidero far cose del genere alle persone? Molte cose non è che non le abbia capite, le ho capite piuttosto bene, cosa dovrei fare però dire "ah non vedo l'ora di far questo e quell'altro?!", ma poi all'atto pratico quando dovrei farle 'ste cose e dimostrare che le voglio fare effettivamente, come la risolvo la questione?
    Per risolvere il problema che pongo io, non dovrei limitarmi a mostrare il positivo, dovrei riuscire a ribaltare tutto come un guanto, e trasformare il negativo (per gli altri) in positivo (per gli altri), ma ci dovrei riuscire realmente.
    E qua davvero ammetto di non sapere come fare e di non capir nulla e desidererei realmente avere l'aiuto di qualcuno.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 06-06-2011 alle ore 08.03.08

  14. #209
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Buona conversazione: individuo che cerca di cogliere ciò che vuoi dire, che non si riferisce solo a se stesso, ma ascolta quel che dici, inoltre ti fa divertire con qualche aneddoto in argomento. Ogni tanto si ferma, non è logorroico ed evita di commentare sparando ciò che gli viene a mente. Leggero quanto basta.Non ti propina che lui sa tutto, non ribatte tutto ciò che dici, cavolate comprese, sennò diventa pesante. Si contiene.

    Donna attraente: individuo che sa farti i complimenti, come sei bella oggi, sei sempre più bella, sei più carina tu di me, ti stanno bene i capelli appena fatti, che ti sei messa, fai vedere? wow!

    Esempio di dialogo adulto: mi hai trattato malissimo!
    Ma, d'altronde mi giravano per questo e quest'altro motivo.
    Va beh, capita, ma ti rendi conto di come mi hai trattato a pesci in faccia?
    Boh, può darsi, e te cerca di capire, in quel momento eri fuori luogo.
    va beh, ora mi conosci, e sai cosa mi dà noia.
    l'importante è saperlo!
    comunque io sono libera di trattarti male se non è il momento!Gira al largo.
    umpf, io sono una persona eh? Non uno zerbino.
    Lo so, lo so, va bene, ho capito.. e così via.

    Riappacificarsi: Senti, ce l'hai con me? Uff...( ...)

    Pizzico di umorismo: la battuta di spirito sdrammatizza qualsiasi litigio o tensione, l'importante è essere serissimi quando la tiri fuori dal cappello, altrimenti non fa ridere.

    Il positivo, mmm, èèè...tutto ciò che hai per non farti trascinare nel baratro dall'altra persona, le tue forze ed energie.

    Es: io non lavoro, beh, è una scelta che ho fatto, mi trovo bene perchè ritengo che lavorare sia una cavolata, ho optato per altre priorità, d'altra parte ne ho la possibilità,così posso dedicarmi ai miei studi. Non escludo di cambiare idea, un bel giorno, tutto può essere, ma ora come ora ho scelto questo, non mi sento di cambiare idea.. e così via.
    Messo così niente da dire.

    Naturalmente si deve essere convinti, l'altro si accorge subito se racconti balle.

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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Buona conversazione: individuo che cerca di cogliere ciò che vuoi dire, che non si riferisce solo a se stesso, ma ascolta quel che dici, inoltre ti fa divertire con qualche aneddoto in argomento. Ogni tanto si ferma, non è logorroico ed evita di commentare sparando ciò che gli viene a mente. Leggero quanto basta.Non ti propina che lui sa tutto, non ribatte tutto ciò che dici, cavolate comprese, sennò diventa pesante. Si contiene.
    Rispetto alla conversazione sono un po' scarso nel raccontare aneddoti, spesso non mi viene in mente cosa raccontare conseguentemente a sparare quel che mi viene in mente non lo sparo di sicuro, penso pure forse troppo a cosa dire. Logorroico dal vivo non lo sono, qui scrivo molto perché un po' mi lamento, un po' sotto sotto spero di riuscire a ricavare qualche buona idea da poter applicare facilmente e allora vi spremo un po'. Sul versante dell'ascolto sono abbastanza attento, è sul versante attivo che risulto noioso. Comunque su questo già sono più ben disposto a lavorarci su.

    Donna attraente: individuo che sa farti i complimenti, come sei bella oggi, sei sempre più bella, sei più carina tu di me, ti stanno bene i capelli appena fatti, che ti sei messa, fai vedere? wow!
    Ecco comunque questa cosa qua del far sentire attraente una donna io non la conoscevo. Credevo al contrario che dire ad una donna carina che è carina le desse più fastidio che piacere. Io spesso mi sono trattenuto dal fare certi complimenti perché pensavo potessero infastidire producendo l'effetto contrario. Questo lo faccio volentieri, qua io mi ero sempre trattenuto immaginando che questa cosa potesse avere effetti deleterei, visto che una ragazza carina è difficile che non sappia di esserlo.

    Esempio di dialogo adulto: mi hai trattato malissimo!
    Ma, d'altronde mi giravano per questo e quest'altro motivo.
    Va beh, capita, ma ti rendi conto di come mi hai trattato a pesci in faccia?
    Boh, può darsi, e te cerca di capire, in quel momento eri fuori luogo.
    va beh, ora mi conosci, e sai cosa mi dà noia.
    l'importante è saperlo!
    comunque io sono libera di trattarti male se non è il momento!Gira al largo.
    umpf, io sono una persona eh? Non uno zerbino.
    Lo so, lo so, va bene, ho capito.. e così via.
    Riguardo al dialogo adulto ho afferrato dal tuo esempio che ognuno parla dei motivi per cui ha fatto qualcosa che ha fatto irritare l'altro. Ma può andare a finire anche male però se si è sinceri, perché può darsi che uno dei due non riconosca la serietà del motivo dell'altro per cui ha fatto o non fatto qualcosa. Ho qualche perplessità in proposito, faccio un piccolo esempio.

    Moglie (infuriata): "Perché non hai preparato da mangiare quello che ti ho detto alla bambina?"
    Marito (Risposta sincera): "Cerca di capirmi tesoro, guardavo la tv e mi rompevo le balle"
    Qua le cose proseguono molto male secondo me...
    Marito (Risposta falsissima che potrebbe però avere un effetto migliore): "Cerca di capirmi amore, ero davvero stanco"
    Però se il dialogo prende questa piega poi bisogna motivare pure la stanchezza e se uno non doveva far nulla di impellente prima, come la motiva la cosa in maniera tale che l'altra persona riconosca come "seria" questa motivazione?

    Cioé quel che vorrei capire è questo: nel dialogo adulto le motivazioni che si raccontano all'altro devono essere vere o si deve raccontare qualcosa che l'altro riesca a riconoscere come una motivazione "seria" o quanto meno "corretta moralmente"?

    Riappacificarsi: Senti, ce l'hai con me? Uff...( ...)

    Pizzico di umorismo: la battuta di spirito sdrammatizza qualsiasi litigio o tensione, l'importante è essere serissimi quando la tiri fuori dal cappello, altrimenti non fa ridere.
    A me la battuta esce proprio scadente per questo credo che non faccia ridere, non dipende dall'atteggiamento, è proprio la buona qualità dell'umorismo che forse mi manca. Qua non credo di poterci lavorare molto su.

    Il positivo, mmm, èèè...tutto ciò che hai per non farti trascinare nel baratro dall'altra persona, le tue forze ed energie.

    Es: io non lavoro, beh, è una scelta che ho fatto, mi trovo bene perchè ritengo che lavorare sia una cavolata, ho optato per altre priorità, d'altra parte ne ho la possibilità,così posso dedicarmi ai miei studi. Non escludo di cambiare idea, un bel giorno, tutto può essere, ma ora come ora ho scelto questo, non mi sento di cambiare idea.. e così via.
    Messo così niente da dire.

    Naturalmente si deve essere convinti, l'altro si accorge subito se racconti balle.
    Io non è che sono titubante nel raccontare balle, spesso lo sono molto di più nel raccontare la verità quando mi sono fatto una certa idea di come l'altro valuta certe cose. Una balla ben piazzata spesso m'ha tolto da certi impicci quando ho avuto a che fare con certe persone. Qua nel forum però vengono fuori certi miei pensieri veri, racconto quel che davvero credo, sento e desidero, non è che vi ho mai raccontato cose che non pensavo, che ve le raccontavo a fare?
    Riguardo al lavoro, la verità è che non mi piace proprio lavorare, è una cosa che detesto per una serie di motivi, però mi pesa non guadagnare abbastanza (non chiederei nulla in termini economici ad una possibile partner comunque). Se uso la tua versione poi dovrei dire cosa sto studiando, e mi sentirei un po' in imbarazzo perché mica sto a progettare qualche nuovo reattore nucleare , coltivo qualche interesse con piacere e senza pressioni di vario genere, questa è la verità, questo è quel che provo e vivo io. Non è una situazione positiva questa (nel senso che non è proprio il massimo), ma per me attualmente è meno negativa di altre soluzioni che mi vengono proposte.
    Potendo scegliere una vita alternativa, diversa sotto molti aspetti io la sceglierei pure, ma questa non corrisponde affatto a moltissime altre esistenze di persone in carne ed ossa che conosco, al loro posto io mi sentirei veramente ancora più intrappolato, non invidio le persone che si sono ammazzate di fatica per raggiungere un certo successo professionale ed economico e continuano a farlo per mantenerlo, invidio chi ha ereditato un bel po' di beni senza far nulla, oppure chi è riuscito a realizzarsi senza doversi sacrificare in alcun modo, questi tipi qua sì che li invidio .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 07-06-2011 alle ore 13.47.55

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