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  1. #481
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    10-09-2008
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    Lecce
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Citazione Originalmente inviato da nifraros Visualizza messaggio
    Gentile Professore,
    mi chiamo roberta e da giorni ho un dubbio che non riesco a risolvere. Prendendo come esempio questa traccia:
    I dati epidemiologici relativi ai tassi di depressione rivelano che in un quartiere di una città capoluogo di provincia l'incidenza è 8 volte superiore a quella delle altre zone della città. Il candidato elabori un progetto triennale con lo scopo di prevenire la depressione nel quartiere indicando l'approccio alla progettazione e,
    coerentemente, gli obiettivi, le azioni, la tempistica e il piano per valutare i risultati.

    in questo caso per approccio alla progettazione si intende sinottico -razionale, concertativo o euristico o invece l'approccio teorico ad esempio modello bio-psico-sociale?

    Inoltre mi potrebbe consigliare un libro all'interno del quale sono riportati i diversi modelli teorici con le relative metodologie? ho letto il suo libro ma non sono riportati.
    Buongiorno, Roberta.
    Qualche considerazione sui suoi quesiti.
    In primo luogo, le tracce dell'Esame di Stato sono sempre sufficientemente aperte per consentire ai candidati di esprimere la loro posizione. Spesso non c'è una risposta univoca sull'approccio e la metodologia di intervento, ma piuttosto sulla correttezza dello schema progettuale. Per questo motivo non sono inserite nel mio testo indicazioni metodologiche specifiche, occorrerebbe un'enciclopedia...
    Detto questo, sulla traccia riportata in realtà potrebbero essere corretti tutti gli approcci da lei citati, dipende da come vede la questione. Personalmente, se fosse un progetto da realizzare concretamente, preferirei l'approccio sinottico-razionale, ma è una mia personalissima posizione, non la prenda come una "risposta esatta", è dettata più che altro dalla conoscenza delle situazioni reali e dalla consapevolezza che nella pratica occorre un elevato grado di efficienza nella realizzazione degli interventi.
    Per quanto concerne i riferimenti bibliografici, faccia pure riferimento ai testi utilizzati nel suo corso di studio, non c'è nulla di innovativo in testi più specifici. Inoltre (non ce l'ho sottomano in questo momento), se non ricordo male sul Leone-Prezza ci sono riferimenti del tipo che lei cerca.
    Buono studio e in bocca al lupo!

  2. #482

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Gentile Professore
    La ringrazio per aver risposto alla mia domanda, la Sua risposta è stata utilissima!!
    Ho provato a scrivere un progetto sulla prevenzione del disturbo del comportamento alimentare includendo tutte le informazioni: approccio, metodologia etc. Sarebbe davvero utile per me avere un feedback da lei. Accetto ogni sorta di critica. Grazie

    Progetto “Belli Dentro”.
    I disturbi del comportamento alimentari, quali la bulimia e l’anoressia nervosa, rappresentano un quadro di drammatica attualità.
    Rispetto agli anni precedenti si riscontra da numerose statistiche un notevole incremento di questi disturbi. In particolare i dati epidemiologici a livello nazionale registrano una prevalenza di circa lo 0,5-1% per l’anoressia nervosa e del 1-3% della bulimia nervosa nella fascia adolescenziale femminile. Le forme subcliniche, ovvero quelle caratterizzate da una minore gravità clinica rispetto ai due quadri clinici sopraccennati, colpiscono il 6-10% dei soggetti di sesso femminile.
    Nei disturbi del comportamento alimentare il livello di autostima sono fortemente influenzati dalla forma e dal peso corporeo, si manifesta un ridotto interesse sessuale e interpersonale, sono spesso associate problemi di controllo degli impulsi, abuso di alcol e di sostanza che spesso inizia come tentativo di controllare l’appetito ed il peso.
    Da recenti statistiche Milano presenta la percentuale più alta di adolescenti che presentano il disturbo descritto pertanto un servizio territoriale in collaborazione con la scuola superiore statale Sabrina Salerno propone, nell’ anno accademico 2012-2013, la realizzazione di un progetto“Belli Dentro”, ad approccio concertativo, finalizzato alla prevenzione dei DCA .
    L’ OBIETTIVO GENERALE è:
    Ridurre il numero di adolescenti a rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare.
    TARGET:
    Il progetto sarà rivolto agli studenti della scuola superiore Sabrina Salerno di Milano frequentanti le classi 1- 4. Nello specifico tra le 8 sezioni ne verranno selezionate casualmente 4.
    L’obiettivo testè delineato, si ritiene, verrà raggiunto attraverso il conseguimento dei seguenti OBIETTIVI SPECIFICI:
    - Favorire la conoscenza dei disturbi alimentari.
    - Favorire la condivisione di dubbi
    - Favorire il confronto tra gli alunni rispetto ai vissuti legati alla propria immagine corporea
    - Favorire la circolarità della comunicazione
    - Favorire l’interruzione della coerenza narrativa
    METODO E STRATEGIE:
    Al fine di conseguire gli obiettivi specifici e successivamente l’obiettivo generale del progetto verrà utilizzata la strategia della peer education derivante dalla Psicologia Umanistica di Roger.
    Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia di tale strategia nella riduzione di comportamenti a rischio.
    Inoltre al fine di valutare il conseguimento dell’obiettivo generale e l’efficacia del progetto verrà somministrato il test EAT-12 prima e dopo l’intervento.
    In particolare il progetto si articola in 4 diverse fasi:
    FASE I
    Prevede 3 incontri con tutte le insegnanti pomeridiani mensili della durata di 2 ore ciascuno all’ interno degli spazi scolastici. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto alle insegnanti e il loro ruolo all’interno del progetto utilizzando come ausilio delle slide (1 incontro)
    -verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo ai disturbi del comportamento alimentare (2)
    - verranno estratte le classi alle quali rivolgere l’intervento (3)
    FASE II
    Prevede 4 incontri mensili con gli studenti, durante le ore di lezione, della durata di 2 ore ciascuno all’ interno delle aule. In tali incontri:
    - verrà presentato il progetto nelle classi selezionate (1 incontro)
    - verrà valutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, il livello di conoscenze relativo ai disturbi del comportamento alimentare (2)
    - verranno misurate attraverso il test EAT-12 i sintomi e le preoccupazioni caratteristiche dei disturbi dell’alimentazione e della propria visione del corpo.
    - verrà spiegato al piccolo gruppo il ruolo, le funzioni del peer educator (3)
    - verrà eletto dagli studenti della classe selezionata l’alunno che svolgerà il ruolo di peer educatore (4)
    FASE III
    Prevede 4 incontri pomeridiani mensili, di 2 ore ciascuna all’ interno degli spazi scolastici.
    In tali incontri che prevedono la presenza congiunta delle insegnanti delle classi selezionate e dei peer educator:
    - verrà presentato il personale formatore (1 psicologo, 1 educatore, 1 medico), favorita la conoscenza tra i membri del gruppo attraverso giochi di “riscaldamento” per rompere il ghiaccio, e in ultimo esplicitate le aspettative del gruppo (1).
    - verrà presentata e sperimentata nel piccolo gruppo l’ attività “vedi quel che vedo” che il peereducator, dovrà coordinare oltre a quelle che lui stesso organizza. Nello specifico verrà scelto un soggetto del gruppo che dovrà scrivere i propri vissuti rispetto al suo corpo su un foglio, visibile solo al formatore. Successivamente il soggetto è invitato a interporsi tra 2 altri membri che ritiene più simili alla sua forma corporea. I restanti membri del gruppo sono invitati a criticare la posizione scelta dal soggetto sulla base della loro percezione.
    - verranno fornite conoscenze rispetto all’eziologia, alla frequenza dei diversi quadri clinici della classe di DCA (2-3 incontro)
    - verrà favorito lo scambio di dubbi tra operatore, insegnante e peer educator nonché il confronto tra i vissuti adolescenziali e quelli adulti relativamente al problema (4).
    FASE IV
    Prevede 7 incontri mensili, durante le ore di lezione, della durata di 2 ore ciascuno all’ interno delle aule. In tali incontri:
    - il peer educator trasmetterà le informazioni e le conoscenze al gruppo classe sul comportamento a rischio (1-2)
    - verrà favorito lo scambio, il confronto circa i vissuti, i dubbi, degli adolescenti rispetto alla tematica trattata. Al fine di facilitare lo scambio, durante tutta questa fase verrà utilizzato un “Diario di Bordo” ovvero un quaderno all’interno del quale ciascun membro del gruppo in anonimato può riportare dubbi, domande, consigli, esperienze o vissuti (3).
    - verranno svolte le attività scelte dal peer educator (4)
    - verrà svolta l’ attività “vedi quel che vedo” (5)
    -verrà rivalutato, attraverso un questionario costruito ad hoc, l’eventuale incremento delle conoscenze del DCA inoltre verrà data la possibilità agli studenti di consigliare (6)
    - verranno rivalutati attraverso il test EAT-12 i sintomi e le preoccupazioni caratteristiche dei disturbi dell’alimentazione e della propria visione del corpo (7).
    TEMPO:
    Il progetto prevede in totale 17 incontri (uno a settimana), pertanto avrà una durata di 5 mesi.
    VINCOLI:
    i vincoli del presente progetto sono: un buget troppo ridotto, la scarsa motivazione degli alunni e delle insegnanti, fattori imprevisti.
    RISCHI:
    rifiuto da parte degli alunni, resistenze delle insegnanti
    RISORSE:
    risorse umane: 1 psicologo, 1 educatore, 1 medico, docenti della scuola, peer educator
    risorse materiali: spazio per le attività di formazione all’interno dell’istituto scolastico, materiali di consumo, computer portatile messo a disposizione dai formatori, proiettore
    COSTI: compenso personale formatore, spese materiali di consumo, (rispetto alle insegnanti, dal piano scolastico sono previste attività di formazione e progettuali), targa di peer educator.

  3. #483
    Partecipante
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Gentile Professore,
    anch'io mi chiamo Roberta e volevo chiederle un chiarimento riguardo la differenza tra seconda e terza prova per l'indirizzo di lavoro.
    Ho riguardato le tracce proposte nelle scorse sessioni e non riesco bene a capire la differenza tra le due prove.
    A livello teorico so che la seconda prova dovrebbe essere un'analisi (più teorica) di un problema proposto, mentre la terza prova riguarda il progetto vero e proprio... Fatto sta che quando svolgo le due prove finisco sempre con il fare un progetto in entrambe, e le mie prove si distinguono solo per un'introduzione teorica più approfondita nella seconda prova. Sto sbagliando qualcosa? E' corretto svolgere anche la seconda prova come un progetto?
    La ringrazio tanto per la sua disponibilità!

  4. #484
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Citazione Originalmente inviato da nifraros Visualizza messaggio
    Gentile Professore
    Ho provato a scrivere un progetto sulla prevenzione del disturbo del comportamento alimentare includendo tutte le informazioni: approccio, metodologia etc. Sarebbe davvero utile per me avere un feedback da lei. Accetto ogni sorta di critica. Grazie

    Progetto “Belli Dentro”.
    Cara Roberta,
    complimenti per la stesura del documento, sia dal punto di vista metodologico che da quello progettuale. Bello anche il titolo... Nulla da eccepire dal punto di vista teorico. Sono un aspetto. Non mi è chiara la numerosità degli studenti, si parla di quattro classi per quattro sezioni, quindi sedici classi, che per una media di 20 studenti a classe fanno 320 studenti. In quanti gruppi vengono suddivisi? Quindi gli incontri per quanto vanno moltiplicati? Di conseguenza le risorse economiche e umane come vengono ridefinite?
    In secondo luogo, se posso permettermi, darei un suggerimento pratico, qualora il progetto dovesse realizzarsi. E' oggettivamente difficile riuscire a raccogliere l'adesione di tutti i docenti per tre pomeriggi, avrei strutturato l'intervento in un'unica sessione. Inoltre appare molto difficile da realizzare l'intervento con gli alunni durante l'orario scolastico, per esigenze didattiche e fortissime resistenze da parte dei docenti. Sarebbe utile e opportuno da un punto di vista teorico, ma l'esperienza mi insegna che sarebbe ad alto rischio di fallimento, quindi sposterei tutto nella fascia pomeridiana (magari pensando a un P.O.N.).
    Devo dirle, comunque, che leggendo il progetto mi è venuta fame... :-) Vado a fare colazione!
    In bocca al lupo

  5. #485
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Citazione Originalmente inviato da Roberta.85 Visualizza messaggio
    Gentile Professore,
    anch'io mi chiamo Roberta e volevo chiederle un chiarimento riguardo la differenza tra seconda e terza prova per l'indirizzo di lavoro.
    Ho riguardato le tracce proposte nelle scorse sessioni e non riesco bene a capire la differenza tra le due prove.
    A livello teorico so che la seconda prova dovrebbe essere un'analisi (più teorica) di un problema proposto, mentre la terza prova riguarda il progetto vero e proprio... Fatto sta che quando svolgo le due prove finisco sempre con il fare un progetto in entrambe, e le mie prove si distinguono solo per un'introduzione teorica più approfondita nella seconda prova. Sto sbagliando qualcosa? E' corretto svolgere anche la seconda prova come un progetto?
    La ringrazio tanto per la sua disponibilità!
    Un'altra Roberta? Ma è un'epidemia! :-)
    La questione da lei posta è un dubbio condiviso da molti. Effettivamente per l'indirizzo di psicologia del lavoro i confini tra prova pratica e progetto sono più sfumati. La differenza fondamentale sta nel pensare alla prova pratica come un intervento specifico da attuare e alla prova progettuale come una cornice di più ampio respiro che preveda più interventi. In altri termini, la prova pratica potrebbe essere pensata come una delle componenti di un progetto.
    Vediamo un esempio pratico, così riesco a spiegarmi meglio. La prova pratica di una selezione del personale, ad esempio, potrebbe riguardare la scelta della metodologia più appropriata per far emergere il candidato più idoneo in un contesto aziendale definito. La prova progettuale, invece, potrebbe riferirsi all'individuazione di tutta una serie di elementi che siano a monte della selezione stessa. Non dimentichiamo che la prova pratica riguarda un "caso" che in area clinica può essere un caso clinico, in area psicosociale un caso sul territorio e così via. In area lavoro sarà un caso aziendale, ad esempio e come tale andrà trattato.
    Per concludere, in area lavoro la seconda prova riguarda un'ipotesi di intervento, la terza un progetto complesso all'interno del quale c'è anche un intervento.
    Non so se sono riuscito a chiarirle in qualche misura le idee.
    Se ha dubbi, mi scriva pure, senza alcun problema.

  6. #486
    Partecipante
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Citazione Originalmente inviato da Eugenio Rollo Visualizza messaggio
    Un'altra Roberta? Ma è un'epidemia! :-)
    La questione da lei posta è un dubbio condiviso da molti. Effettivamente per l'indirizzo di psicologia del lavoro i confini tra prova pratica e progetto sono più sfumati. La differenza fondamentale sta nel pensare alla prova pratica come un intervento specifico da attuare e alla prova progettuale come una cornice di più ampio respiro che preveda più interventi. In altri termini, la prova pratica potrebbe essere pensata come una delle componenti di un progetto.
    Vediamo un esempio pratico, così riesco a spiegarmi meglio. La prova pratica di una selezione del personale, ad esempio, potrebbe riguardare la scelta della metodologia più appropriata per far emergere il candidato più idoneo in un contesto aziendale definito. La prova progettuale, invece, potrebbe riferirsi all'individuazione di tutta una serie di elementi che siano a monte della selezione stessa. Non dimentichiamo che la prova pratica riguarda un "caso" che in area clinica può essere un caso clinico, in area psicosociale un caso sul territorio e così via. In area lavoro sarà un caso aziendale, ad esempio e come tale andrà trattato.
    Per concludere, in area lavoro la seconda prova riguarda un'ipotesi di intervento, la terza un progetto complesso all'interno del quale c'è anche un intervento.
    Non so se sono riuscito a chiarirle in qualche misura le idee.
    Se ha dubbi, mi scriva pure, senza alcun problema.
    La ringrazio tanto per la risposta!
    Se ho capito la prova pratica riguarda una parte (trattata in modo approfondito) della prova progettuale, giusto?
    Dunque nella prova pratica non è necessario dettagliare tutte le parti del progetto? Si potrebbe parlare in questo caso dei destinatari, obiettivi, metodologia e fasi senza entrare nel dettaglio degli altri aspetti, come risultati attesi, vincoli, risorse, rischi e valutazione, che invece vengono specificati nel progetto... Ho capito bene?
    Le chiedo anche un'altra informazione. Quando nel progetto si parla di costi, va fatto un calcolo preciso come riportato nel suo testo? Oppure basta citare tutte le voci che influiscono sulla spesa totale?
    Grazie ancora!!

  7. #487
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Citazione Originalmente inviato da Roberta.85 Visualizza messaggio
    La ringrazio tanto per la risposta!
    Se ho capito la prova pratica riguarda una parte (trattata in modo approfondito) della prova progettuale, giusto?
    Dunque nella prova pratica non è necessario dettagliare tutte le parti del progetto? Si potrebbe parlare in questo caso dei destinatari, obiettivi, metodologia e fasi senza entrare nel dettaglio degli altri aspetti, come risultati attesi, vincoli, risorse, rischi e valutazione, che invece vengono specificati nel progetto... Ho capito bene?
    Le chiedo anche un'altra informazione. Quando nel progetto si parla di costi, va fatto un calcolo preciso come riportato nel suo testo? Oppure basta citare tutte le voci che influiscono sulla spesa totale?
    Grazie ancora!!
    Sì, la prova pratica riguarda la parte di intervento, soprattutto la metodologia e le cose da fare, la terza prova è riferita all'aspetto progettuale nel complesso.

    Per quanto riguarda i costi, nel mio testo sono dettagliati perché il libro è riferito anche a chi lavora nei servizi e ha bisogno di termini di riferimento precisi, nonché per dare un contributo di conoscenza e idee su come fare concretamente un progetto al di là dell'esame di stato. In sede di Eds basta citare le voci di costo precise, senza valorizzarle (sarebbe impossibile senza un adeguato studio preliminare), quello che bisogna dimostrare è di avere consapevolezza di quali siano gli elementi che concorrono a costituire il budget di un progetto. In realtà dipende anche dalla traccia, ho visto che in alcuni casi l'aspetto economico non è richiesto o può essere trascurato. Nella realtà invito a fare grande attenzione a questo aspetto che spesso si rivela l'ostacolo maggiore alla realizzazione di un progetto.

  8. #488
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Citazione Originalmente inviato da Eugenio Rollo Visualizza messaggio
    Sì, la prova pratica riguarda la parte di intervento, soprattutto la metodologia e le cose da fare, la terza prova è riferita all'aspetto progettuale nel complesso.

    Per quanto riguarda i costi, nel mio testo sono dettagliati perché il libro è riferito anche a chi lavora nei servizi e ha bisogno di termini di riferimento precisi, nonché per dare un contributo di conoscenza e idee su come fare concretamente un progetto al di là dell'esame di stato. In sede di Eds basta citare le voci di costo precise, senza valorizzarle (sarebbe impossibile senza un adeguato studio preliminare), quello che bisogna dimostrare è di avere consapevolezza di quali siano gli elementi che concorrono a costituire il budget di un progetto. In realtà dipende anche dalla traccia, ho visto che in alcuni casi l'aspetto economico non è richiesto o può essere trascurato. Nella realtà invito a fare grande attenzione a questo aspetto che spesso si rivela l'ostacolo maggiore alla realizzazione di un progetto.
    Grazie mille!!!

  9. #489
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    Citazione Originalmente inviato da Eugenio Rollo Visualizza messaggio
    Sì, la prova pratica riguarda la parte di intervento, soprattutto la metodologia e le cose da fare, la terza prova è riferita all'aspetto progettuale nel complesso.

    Per quanto riguarda i costi, nel mio testo sono dettagliati perché il libro è riferito anche a chi lavora nei servizi e ha bisogno di termini di riferimento precisi, nonché per dare un contributo di conoscenza e idee su come fare concretamente un progetto al di là dell'esame di stato. In sede di Eds basta citare le voci di costo precise, senza valorizzarle (sarebbe impossibile senza un adeguato studio preliminare), quello che bisogna dimostrare è di avere consapevolezza di quali siano gli elementi che concorrono a costituire il budget di un progetto. In realtà dipende anche dalla traccia, ho visto che in alcuni casi l'aspetto economico non è richiesto o può essere trascurato. Nella realtà invito a fare grande attenzione a questo aspetto che spesso si rivela l'ostacolo maggiore alla realizzazione di un progetto.
    Grazie mille!!! E' stato gentilissimo!

  10. #490
    Partecipante Affezionato L'avatar di VioleMeli
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    Citazione Originalmente inviato da Eugenio Rollo Visualizza messaggio
    In secondo luogo, se posso permettermi, darei un suggerimento pratico, qualora il progetto dovesse realizzarsi. E' oggettivamente difficile riuscire a raccogliere l'adesione di tutti i docenti per tre pomeriggi, avrei strutturato l'intervento in un'unica sessione. Inoltre appare molto difficile da realizzare l'intervento con gli alunni durante l'orario scolastico, per esigenze didattiche e fortissime resistenze da parte dei docenti. Sarebbe utile e opportuno da un punto di vista teorico, ma l'esperienza mi insegna che sarebbe ad alto rischio di fallimento, quindi sposterei tutto nella fascia pomeridiana (magari pensando a un P.O.N.).
    gentilissimo prof
    una domanda in tutta umiltà mi sorge spontanea:se è vero che il progetto durante l'orario scolastico sarebbe ostacolato dagli insegnanti,nel pomeriggio gli studenti parteciperebbero?io andrei a giocare a pallavolo!(non lo legga in chiave arrogante,sono solo un'aggressiva indagatrice..è il mio modo di estorcere insegnamenti!:-) )
    a questo punto chiedo anche cos'è un P.O.N....che potrebbe essere la risposta alle mie domande!
    un'altra cosa:progetti di questo genere vengono davvero attuati?io quando era al liceo ho partecipato ad un progetto riguardante le tossicodipendenze,ma era organizzato e gestito soltanto da un educatore.non c'erano altre figure come lo psicologo o il medico..probabilmente per una questione di risparmio economico.ecco la mia domanda è questa:i nostri bei progetti nella realtà economica di oggi sono proponibili seriamente?

  11. #491
    Partecipante Affezionato L'avatar di VioleMeli
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    mi è venuto in mente un altro dubbio per l'esame di stato: le citazioni teoriche iniziali come i dati epidemiologici e le statistiche,studi attuali etc..sono necessari per l'esame di stato?lo chiedo perchè probabilmente sono una pessima studentessa,ma ho seri problemi a ricordarmi le statistiche, i numeri in generale e sinceramente non credo di essere informata sugli studi attuali riguardo a tutti gli argomenti che potrebbero capitarmi all'esame
    cioè mi sembra una parte del progetto che è fondamentale approfondire nel momento in cui si tratta di un progetto reale e quindi sono utili dati concreti,ma mi pare improbabile poter avere tali informazioni in sede d'esame...il mio cervello non è ancora una banca dati..ma ci stiamo lavorando!
    lei cosa ne pensa?

  12. #492
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Citazione Originalmente inviato da VioleMeli Visualizza messaggio
    gentilissimo prof
    una domanda in tutta umiltà mi sorge spontanea:se è vero che il progetto durante l'orario scolastico sarebbe ostacolato dagli insegnanti,nel pomeriggio gli studenti parteciperebbero?io andrei a giocare a pallavolo!(non lo legga in chiave arrogante,sono solo un'aggressiva indagatrice..è il mio modo di estorcere insegnamenti!:-) )
    a questo punto chiedo anche cos'è un P.O.N....che potrebbe essere la risposta alle mie domande!
    un'altra cosa:progetti di questo genere vengono davvero attuati?io quando era al liceo ho partecipato ad un progetto riguardante le tossicodipendenze,ma era organizzato e gestito soltanto da un educatore.non c'erano altre figure come lo psicologo o il medico..probabilmente per una questione di risparmio economico.ecco la mia domanda è questa:i nostri bei progetti nella realtà economica di oggi sono proponibili seriamente?
    Adoro queste domande concrete e disincantate, grazie.
    Lei andrebbe a giocare a pallavolo e sarebbe già un'attività sana! Il problema sono semmai coloro che trascorrerebbero l'intero pomeriggio davanti a Playstation e simili! In ogni caso, ci sono due aspetti. Il primo è che occorre rendere accattivanti e interessanti le iniziative proposte, se i ragazzi sentono che noi siamo dalla loro parte e che siamo disponibili soprattutto ad ascoltarli, partecipano al di là delle attese, mi creda. Poi ci sono i P.O.N., che lei, per pura pigrizia, non ha digitato su Google... Sono i Programmi Operativi Nazionali, un'offerta parallela aggiuntiva alla didattica che le scuole possono realizzare proponendo appositi progetti che poi - qualora siano ritenuti validi - vengono finanziati. Effettivamente non tutti lo fanno e il vincolo economico rappresenta l'ostacolo maggiore alla realizzazione. Pertanto la risposta alla sua ultima domanda è: i progetti sono realizzabili se si agganciano alla realtà e tengono conto dei vincoli ma anche delle opportunità presenti, ovviamente non solo in ambito scolastico.

  13. #493
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Citazione Originalmente inviato da VioleMeli Visualizza messaggio
    mi è venuto in mente un altro dubbio per l'esame di stato: le citazioni teoriche iniziali come i dati epidemiologici e le statistiche,studi attuali etc..sono necessari per l'esame di stato?lo chiedo perchè probabilmente sono una pessima studentessa,ma ho seri problemi a ricordarmi le statistiche, i numeri in generale e sinceramente non credo di essere informata sugli studi attuali riguardo a tutti gli argomenti che potrebbero capitarmi all'esame
    cioè mi sembra una parte del progetto che è fondamentale approfondire nel momento in cui si tratta di un progetto reale e quindi sono utili dati concreti,ma mi pare improbabile poter avere tali informazioni in sede d'esame...il mio cervello non è ancora una banca dati..ma ci stiamo lavorando!
    lei cosa ne pensa?
    Ha ragione: in un progetto reale vanno analizzati accuratamente gli elementi di riferimento, i dati e il contesto. In sede d'esame è tuttavia necessario inquadrare il tema citando qualche generico riferimento teorico, giusto per capire dove siamo e dove ci dirigiamo.
    In bocca al lupo!

  14. #494
    Partecipante Affezionato L'avatar di VioleMeli
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    la ringrazio molto
    cmq più che pigra..mi si è spento il cervello!!!
    e poi sono anche superpigra!!

  15. #495
    Partecipante
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicolo

    Gentile Prof. Rollo,
    chiedo lumi alla sua esperienza in commissione e vorrei per un attimo spostare l'attenzione sulla prima prova.
    Da quanto ha potuto esperire, a quali criteri pratici deve corrispondere una prima prova per essere considerata sufficiente?

    -Quanto lunga (si lo so che meglio la qualita della quantità, ma se uno ha qualità può pure scrivere un trattato)
    -Importanza di citare autori ed esperimenti piuttosto che la teoria (questo è un problema personale, ricordo più i passi logici di una teoria piuttosto che gli autori che l'hanno formulata o le migliaia di esperimenti)
    -livello critico (si deve essere critici verso una teoria o l'eccesso di criticismo viene valutato come supponenza?)

    Grazie davvero.

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