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Discussione: Il gioco del rocchetto

  1. #16
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    Riferimento: Il gioco del rocchetto

    E invece te li devi pigiare, Char-Lie!

    Pigiali tutti insieme. Guarda il mio amante, tanto ha fatto e tanto ha pigiato,che alla fine si ritrova innamorato, e pure si contenta di una cartolina ogni tanto

    Una donna si porta nel cuore, c'è e ti fa compagnia anche quando non c'è!
    Ultima modifica di complicata : 06-07-2011 alle ore 19.51.59

  2. #17
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    Riferimento: Il gioco del rocchetto

    Insomma, parlavate di rocchetti...

    ahah)

    freud si rigira nella tomba...

    ora gli dò un colpo di telefono nell'aldilà e gli dico: "signor Freud, la mi scusi..."
    Ultima modifica di complicata : 06-07-2011 alle ore 20.03.46

  3. #18
    Megiston Matema
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    Riferimento: Il gioco del rocchetto

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Insomma, parlavate di rocchetti...

    ahah)

    freud si rigira nella tomba...

    ora gli dò un colpo di telefono nell'aldilà e gli dico: "signor Freud, la mi scusi..."
    Attenta, Freud potrebbe risponderti: "l'ombra del rocchetto cadde così sull'Io ...."
    Ciao

  4. #19
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    Riferimento: Il gioco del rocchetto

    Megiston ho letto il testo sulle metafore da te postato

    http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/scano1.htm

    però bo, per me Thomas Nagel aveva ragione, con una metafora non puoi comunicare ad un cieco il vero vissuto del "vedere il colore rosso". I vissuti non è detto che si possano comunicare, le qualità ultime potrebbero non essere proprio presenti nell'esperienza dell'altro e tramite delle strutture le qualità non possono di certo emergere o passare da una persona all'altra, non si possono costruire in alcun modo. Per far vedere qualcosa davvero ad un cieco bisogna solo intervenire sull'apparato visivo e cerebrale, c'è poco da fare, una metafora linguistica non potrà trasferire nella sua mente un vissuto realmente simile a chi ci vede, si potrà fare un'idea vaga di quel vissuto, questo sì, ma non è la stessa cosa.

    L'isomorfismo rappresenta una somiglianza di struttura, i vissuti non sono costituiti solo da strutture, quel che si può trasmettere da una struttura all'altra tramite isomorfismo (se le due strutture sono isomorfe) sono le qualità strutturali, le altre no.

    Un vissuto in prima persona può essere "esportabile" se l'altro è abbastanza simile a me e possiede gli stessi apparati senso-motori (con questo intendo che i due esseri esperiscono effettivamente cose molto simili al livello cosciente), col linguaggio non si può costruire di certo l'udito, il tatto, la vista o un certo modo di sentire nel caso in cui un essere vivente non possiede queste capacità, la lingua senza esperienza è sorda, muta e cieca, è un codice. Un camaleonte che c'ha gli occhi che vanno ognuno per conto suo cosa vedrà? E chi lo sa?! Posso esportare questo vissuto della visione del camaleonte dentro di me? Secondo me no, posso farmi un'idea del sistema percettivo che usa ma io non posso esperire probabilmente nulla di simile (per ora, forse tramite l'ausilio di nuove tecnologie sarà possibile un giorno far questo).

    Per fare un esempio più banale c'è il cinema 3D, in cui si sfrutta la capacità della mente e dell'apparato visivo umano di osservare immagini stereoscopiche, questa esperienza come gliela comunichi davvero a chi non dispone di questo sistema? Non tutti gli esseri umani possiedono questa capacità e per alcuni guardare un film in 3D rimane qualcosa di inaccessibile, qualsiasi metafora costruisci non potrai far vedere certe cose a certe persone.

    Io continuo a pensare che si scambia la relazione di "A come se fosse B" con un "A è molto simile a B", la metafora opera con dei come se, non è una vera e propria similitudine qualitativa dei vissuti. Per capirci meglio si può parlare metaforicamente del fatto che "la lettura di un libro nutre la mente dell'essere umano come la suzione di un seno nutre un bimbo" ma il vissuto in prima persona del nutrimento tramite l'allattamento non è che lo puoi trasmettere a qualcuno che è capace di leggere un libro ma è incapace di sentire altre cose, non possiede il tatto, non ha un apparato nutritivo e così via, con l'ausilio di questa metafora, per me questo risulta falso.

    Puoi dare un'idea abbastanza precisa della struttura astratta di un'operazione, ma un vissuto è basato sul sentire, è qualitativo e non semplicemente strutturale, una melodia può essere simile strutturalmente ad un quadro (una volta delimitati certi elementi) ma un suono udito non è molto simile qualitativamente a un colore osservato, queste divisioni categoriali in cui le percezioni (quel che si sente) in prima persona vengono etichettate come più simili o più dissimili tra loro secondo me non si imparano grazie al linguaggio.

    Si possono trasmettere forme molto astratte con le metafore ma non i vissuti da cui derivano queste forme se le persone che esperiscono queste cose non sono abbastanza simili.

    Ora tutto dipenda da cosa si vorrebbe far comprendere all'altro. Se comprendersi significa afferrare grosso modo entrambi una stessa immagine al livello esperienziale ad esempio, con delle metafore non si può far esperire "guardare una foto" a chi non possiede strumenti percettivi visivi. Si può afferrare di sicuro la struttura di una foto: ad esempio se la foto fosse costituita da punti colorati si potrebbe indicare a chi non può guardarla direttamente la posizione d'ogni punto con un numero che indichi un certo colore e al posto del numero si potrebbe realizzare un bastoncino in rilievo corrispondente che questo possa toccare, ma così al più gli si fa toccare una traduzione in bassorilievo della foto (da cui può derivare formalmente in linea di principio qualsiasi qualità strutturale) ma non gli si trasmette il vissuto del "guardare la foto" tramite questa metafora.

    Quel vissuto non può entrare a far parte della sua esperienza con questi stratagemmi. E' come credere che si possa ascoltare musica comprendendo in che modo funziona un lettore mp3. Puoi capire tutta questa struttura perfettamente, ma non essere poi lo stesso capace di ascoltare il brano così come lo ascolta chi possiede una periferica e l'apparato uditivo funzionante capace di fargli fare questa esperienza.

    L'esperienza non è costituita da forme anche se può essere vero che due esperienze molto diverse potrebbero avere ad un certo livello di astrazione la stessa forma. Certe forme con cui si strutturano certi vissuti si possono trasmettere col linguaggio, i vissuti stessi invece si possono trasmettere qualitativamente solo se le persone sono abbastanza simili tra loro e queste esperienze simili le vivono effettivamente.

    Per me quando i simboli vengono spacciati per contenuti s'avvia la gran fregatura del linguaggio (da questo bisogna guardarsi come la peste), avvertire sensazioni in prima persona è una cosa, codificare tutto questo tramite una metafora che usa altri tipi di enti un'altra, io questi due livelli non li confondo. Il godere di sensazioni concrete e piene non lo sostituisci con un godere di forme astratte (questi piaceri non dipendono dalla strutture per me), il vissuto "mangiare qualcosa" non è equivalente ad un "mangiare metaforicamente qualcosa". Ieri ho mangiato una zeppola (o una graffa, non so voi come le chiamate) che aveva un gusto che mi piaceva tantissimo, ora se quel tipo di zeppola non va a finire di nuovo nella mia bocca con quel leggero appetito che avevo dubito che potrò sentirlo nuovamente quel gusto grazie a delle metafore linguistiche particolari mentre mi trovo in altri stati. E per comunicarlo a qualcuno quel tipo di sapore? Posso davvero usare qualche metafora che usa ad esempio elementi visivi o sonori o di altro genere? Secondo me l'unica cosa davvero sensata da fare è portarlo ad assaggiare questo tipo di alimento senza usare metafore contando sul fatto che siamo esseri simili.

    Sfido chiunque a farmi sentire le stesse sensazioni del mangiare quel tipo di zeppola con una metafora che usa altri elementi in maniera tale che io non debba toccar cibo. Se ci riuscite potrei godere del piacere di questi dolci senza ingrassare troppo e senza spendere un centesimo .

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 09-07-2011 alle ore 08.51.20

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