Ciao a tutti,
premesso che tra un po' andrò a chiedere consiglio ad un commercialista, volevo sapere se qualcuno di voi poteva aiutarmi e illuminarmi le idee...
Vorrei aprire un centro didattico/doposcuola per ragazzi con DSA, organizzare corsi sul sostegno alla genitorialità/familiarità e molto altro.
Quale potrebbe essere la formula fiscale e previdenziale più utile e "conveniente" per iniziare l'attività?
Come sempre noi psicologi iscritti all'albo abbiamo la possibilità di aprire P.IVA, con iscrizione all'enpap dopo la prima fattura, etc. etc., ma ho sentito che si potrebbe anche aprire una ditta individuale. In quel caso, essendo io iscritta all'albo, dovrei versare i contributi all'enpap o all'inps? Qualcuno ha mai intrapreso qualcosa di similare?
Inoltre: un laureato in Psicologia senza abilitazione ed iscrizione all'albo può aprire partita iva con codice affine alle materie psicologiche?
Uno psicologo deve necessariamente aprire p.iva come psicologo pagando enpap e tutto il resto o esistono soluzioni alternative (non effettuando diagnosi, riabilitazione, abilitazione, formazione)?
Grazie mille!
Alter.







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. Puoi usare anche codici di attività affini a quelle psico, un po' come fanno, ahinoi, i counselor, coach, life designer, consulenti esistenziali, antroposofi (giuro che non li ho inventati! Esiste gente che si auto-affibbia questi titoli e lavora e fattura anche...mesà più di noi
). Sono codici attività generici o del tipo "altre attività per i servizi alla persona"...Ovviamente non puoi fatturare come psica né fare attività pische. Ma che senso ha?
). Ovviamente è solo una modesta opinione che non vale nulla!

. La cassa degli avvocati e dei commercialista ha delle soglie moooolto più alte. L'inps, in base alla categoria che scegli, può chiederti un minimo di 2000 euro (esempio di codice attività: commercio). L'enpap è la cenerentola delle casse previdenziale, dà poco, e rispetto alle altre categorie e attività, chiede cmq poco. Le spese per immettersi da professionisti nel magico mondo del lavoro, sono davvero irrisorie. Anch'io ho versato 5 anni come dipendente all'inps (20% del mio lordo), risultato: non valgono e non verranno calcolati ai fini della pensione, quindi, niente di fatto, sono persi. Il perché non lo so, questo mi hanno detto gli addetti ai lavori