bisognerebbe vedere, se negli studi sono inserite anche le tecniche della Tcc di 3 generazione. "Mindfulness e Act".
bisognerebbe vedere, se negli studi sono inserite anche le tecniche della Tcc di 3 generazione. "Mindfulness e Act".
Questione interessante. Uno dei prof della mia specializzazione in TCC aveva come interesse personale sia mindfulness che act.
Mi confermava che le tecniche di 3 generazione si stanno ritagliando uno spazio sempre + ampio nella ricerca anche se molti cpuristi le vedono "un po' troppo new age".
Dove lavoro io la maggior parte dei clinici usa entrambe abbastanza regolarmente. Io le ho trovate particolarmente utili con pazienti che presentavano storie di Ansia cronica (>20 anni ). Al follow up dei 6 mesi i 4 che ho trattato con Mindfulness/Act avevano mantenuto i risultati ottenuti. Vediamo tra altri 6.....
Ed a proprsoto dei neuroni specchio... io citerei le ricerche sui cambiamenti neuroanatomici e neurofunzionali che si evidenziano nella cura di specifiche patologie come la depressione e il DAP dopo un trattamento cognitivo-comportamentale.
Fonti:
"La psicoterapia Cambia il cervello" - studi SPC Napoli, forum psicoterapia Assisi 2009
Ciao Ragazzi,
sono una psicologa italiana emigrata al'estero. Da 8 anni mi trovo in UK dove dopo una scuola di specializzazione in Counselling Psicodinamico sto ora concludendo una'altra specializzazione in CBT (Cognitive Behavioural Therapy) presso l'istituto di Oxford (Octc) che rappresenta un punto di riferimento modiale per la ricerca in CBT. I miei insegnanti sono del calibro di David Westbrook e Freda McManus.
Anche io faccio parte di quei professionisti che hanno usufruito dei fondi messi a disposizione dall'IAPT (citata da Simone11) per migliorare l'accesso alle terapie psicologiche. Molto brevemente, CBT e' un approccio evidence-based, nel senso che si basa su evidenze scientifiche (io preferisco dire 'misurabili') di efficacia. Credo che l'enfasi che qui in Inghilterra viene messa sulla CBT non e' tanto sulla superiorita' di efficacia rispetto ad altre terapie ma sulla relativa velocita' con cui si ottengono I risultati.
Infatti il servizio sanitario nazionale (NHS) mette a disposizione un massimo di 20 sessioni per pazienti con 'severe depression and/or anxiety' visto che sono ritenute sufficienti per ottenere risultati soddisfacenti.
E' chiaro che il servizio sanitario nazionale e' piu' propenso ad investire su terapie brevi che promettono risultati soddisfacenti, e il motivo e' puramente economico: maggiore accessibilita' ai servizi psicologici implica un maggiore turn over di pazienti visti in un periodo relativamente breve, che rinforza l'idea dell' NHS di essere un organo efficiente e cost-effective. Ma questa non e' la ragione piu' importante per giustificare un massiccio investimento economico sulla CBT.
Infatti le patologie mentali 'costano' molto allo Stato perche' si traducono in assenze dal lavoro che vengono comunque retribuite. E' chiaro che se i pazienti migliorano perderanno meno giorni di lavoro e conseguentemente l'economia subira' meno perdite. Questo, semplificando molto, e' il concetto di base. La questione pero' a questo punto e': sono i risultati ottenuti attraverso 'short-term CBT' duraturi?? Le ricerche in questo senso sono contarstanti, il che indebolisce un po' il 'rationale' alla base dell'IAPT project
Concordo con chi sosteneva precedentemente che il tutto si basa su una logica dell'ingoranza...Ma preferirei definirla come una logica economica (almeno qui in UK), perche' alla fine il servizio nazionale inglese e' a tutti gli effetti un business e come tale deve essere gestito in modo da giustificare l'impiego dei soldi pubblici (gli inglesi sono molto suscettibili sull'argomento tasse e come queste vengano gestite...)
Concordo pienamente con l'idea (avvalorata da numerosi aricoli) che i fattori aspecifici in terapia siano maggiormente responsabili del cambiamento. Attualmente l'IAPT si sta interrogando sulla possibilita' di inserire altre 'therapeutic choices' all'interno del servizio pubblico, ma questo e' un dibattito molto controverso, ovviamente per le stesse questioni economiche citate precedentemente: possono altre forme di terapia garantire risultati in un tempo compatibile con i ritmi del servizio sanitario nazionale?
Personalmente trovo sterile un dibattito sulla superiorita' di una terapia piuttosto che di un'altra. Piuttosto trovo discutibile ragionare sul disagio mentale in termini economici. Ma questa e' un'altra storia....
Saluti
Brisa, questo è Migone, non so se lo conosci, che per dimostrare la superiorità della psicoanalisi si attacca ad ogni cosa.
Simone