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  1. #16

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    sì, però un po' di inseguimento a una donna lo dovresti fare, nel senso che mi dà l'idea che tu non insista più di tanto.

    Un po' di corteggiamento lo fai?

    no, siccome ho conosciuto uno che si lamentava del contrario, cioè lui diceva "al giorno d'oggi è troppo facile, te la sbattono sul muso, non c'è gusto, a me mi fa l'effetto ripugnanza, boh?"

    Boh, si vede non siete mai contenti.
    bhè, come ti dicevo, fin'ora mi sono giocato sempre la parte della vittima, puntando a ragazze con spirito da crocerossina e usandole come stampella, ovviamente ho preso coscienza che questo non è amore e soprattutto non porta benefici ne a me ne a loro, adesso... con le ragazze, mi limito ad essere me stesso e come va va! d'altronde è meglio che mi conoscano subito per quello che sono, a che serve sforzarsi di apparire o fare la vittima sminuendosi?? tanto prima o poi, quello che sei viene fuori, non pensi?
    tutti possono essere importanti, ma solo tu sei essenziale per te stesso
    vivi come pensi o finirai per pensare come vivi
    carpe diem
    chi tace e abbassa la testa, muore ogni volta che lo fà, chi parla a testa alta, muore una volta sola

  2. #17

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    M, ma non basarti sul contatto skype, guarda, ci vuole una donna particolarmente coraggiosa per mantenere un contatto skype.

    del potenziale partner bisogna conoscere la gestualità, lo sguardo dal vivo.

    m.

    Bisogna vedere se vi conoscevate prima, Puntini grigi e verdi sono trappole.
    ha ragione complicata (che poi tanto complicata non mi sembri, io ti capisco benissimo )
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  3. #18
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    bhè, come ti dicevo, fin'ora mi sono giocato sempre la parte della vittima, puntando a ragazze con spirito da crocerossina e usandole come stampella
    Ma ne esistono di crocerossine carine? Bo, a me non dispiacerebbero donne con lo spirito da crocerossina, ma non le ho mai trovate, forse è con me che non le fanno mai le crocerossine. Molte donne al contrario pretendono che un uomo le salvi e le protegga dall'infelicità, altro che crocerossine.

    con le ragazze, mi limito ad essere me stesso e come va va! d'altronde è meglio che mi conoscano subito per quello che sono, a che serve sforzarsi di apparire o fare la vittima sminuendosi??
    Ma quando hai fatto la vittima in concreto cosa dicevi a queste ragazze? Giusto per curiosità lo chiedo. A fare la vittima non la faccio, ma quando ti fanno delle domande poi cosa fai, dici la verità, tergiversi o inventi? Quando ti chiedono ad esempio "dove e come vivi?" cosa rispondi?
    Io quando sono stato me stesso e ho detto la pura e semplice verità, ad esempio rispondendo a queste domande con un "mi mantengono i miei genitori e vivo con mio fratello" la cosa subito ha messo in circolo altre curiosità "Eh ma come mai alla tua età vivi ancora con i genitori e tuo fratello?!" e cose del genere.

    Ora la mia risposta pura e semplice, che ha a che fare con me stesso, non contiene giudizi negativi, descrive uno stato di fatto, ma mette in genere una donna in allarme visto che a questa spesso segue un "Come mai..."... Ora se avessi detto "Vivo da solo..." o che so "Sono sposato..." sarebbe venuta fuori quest'altra curiosità? "Eh ma come mai...".

    Non è che sono io a sforzarmi nel costruire tutti questi giudizi negativi, provengono dalle persone con cui parlo che si comportano conformemente a questi, qua non è il mio inconscio che funziona così ma è buona parte dell'apparato sociale con cui interagisco e con il quale convivo a malapena ed in modo conflittuale.

    Io sono e vivo in un certo modo adesso, ma non sono io di certo a sminuirmi o a emettere tutti questi giudizi negativi, a piazzarmi in una posizione patologica e così via, non è che queste cose me le invento io, 'ste cose io le avverto all'interno di certi discorsi o le osservo partendo da certe forme di comportamento di altre persone, persone che non stanno nella mia testa semplicemente, perciò non mi si piazzi là dove io non mi sono mai andato a piazzare. Il discorso giudicante di sopra non lo costruisco io, anzi se conoscessi un modo per ribaltare certi valori sociali e convincere tutti (soprattutto certi tipi di donne ) che io valgo un botto così come sono, senza lavorare in alcun modo e senza far fatica e dovermi conformare, li avrei già messi sotto sopra.

    Io dico "A" poi se qualcuno ad A aggiunge "male A" quel "male" non ce l'ho messo io, ma l'altra persona. Queste cose io le distinguo.

    Non è che se una donna mi risponde "Ah bello che vivi coi tuoi" sto là a ripetere "No è una merda a quest'età vivere con i genitori!"... Se trovo una donna che mi piace e che mi risponde così non mi sminuisco di sicuro . Alla fine non è che mi sminuisco io, è il mio modo di vivere che spinge altre persone a sminuirmi socialmente, e questo stato di cose secondo me è ben diverso da quello che descrivi tu. Se partissero da me questi discorsi giudicanti direi di essere io a fare la vittima, ma non partono da me, li avviano altri parlanti con cui interagisco.

    Spesso si cerca quasi sempre solo di convincere qualcuno che "è malato" e che il discorso giudicante è suo, ma non è affatto vero se si osserva chiaramente quel che avviene.

    La mia esperienza perciò è molto diversa dalla tua in tal senso.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 01-08-2011 alle ore 15.35.50

  4. #19
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    allora, io rispondo spicciola, eh?, in base a quel che mi vien da dire, prendetelo con le molle.

    ( metto le mani avanti, gulp)

    ma se ti chiedono come mai vivi ancora con i tuoi, perchè non rispondi "perchè così sono i casi della vita, a me piace vivere così, del resto sono tanto affezionato a casa mia e non mi fa voglia di lavorare", senza problemi, senza remore,senza sottintendere che quella cerchi di accasarsi.

    Molte donne al giorno d'oggi sono autonomissime, non cercano l'uomo che le protegga, anzi, manco vorrebbero la famiglia, perchè hanno capito che è un grande impegno. Lo sanno pure le adolescenti, ne ho sentite tante.

    però scusate, ma perchè crocerossine? Da qui a crocerossine ce ne vuole.

    non sarete nè da proteggere, nè per farsi proteggere, una via di mezzo,eh?

  5. #20
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    "perchè così sono i casi della vita, a me piace vivere così, del resto sono tanto affezionato a casa mia e non mi fa voglia di lavorare"
    Ma questo lo comunico già, il problema è che proprio come certi psicoterapeuti poi vogliono mettersi a farmi cambiare, io me ne accorgo se non c'è accettazione, cosa faccio poi? Io mi stufo a star con queste donne così, ma alternative non ne vedo mai. A me piacerebbe una compagnia affettuosa femminile con cui si possa far sesso, ma poi se una donna inizia a pretendere che la vada a prendere per uscire spesso, che la porti qua e là con l'auto, che le faccia regali e quant'altro, beh io non me lo posso proprio permettere economicamente. A fare una passeggiata insieme non costa quasi nulla se non l'impiego di tempo e attenzione, ma donne che mi piacciono e s'accontentano di questo non ne esistono, o almeno io non ne conosco. Una donna non brutta e mediamente carina te la fa pagare comunque la bellezza se tu non sei al suo livello, se può ottenere di più da un altro ti molla e sta con quest'altro, con quello che può comportarsi da uomo maturo e darle queste altre cose (questi discorsi nuovamente non li ho costruiti io, girano davvero per la testa di molte donne, perché poi non si comprenderebbe nemmeno perché si comportano in certi modi).
    A me complicata andrebbe realmente bene "due cuori e una capanna" ma donne che la pensano realmente così (e che possono scegliere un partner che le dà di più al livello di risorse materiali) io non ne ho mai conosciute. Credo davvero che dipenda in larga misura da queste cose qua che incontro difficoltà perché osservo che anche altri ragazzi, che si trovano nella stessa situazione mia e con un carattere diverso dal mio, vanno incontro alle stesse difficoltà con l'altro sesso proprio come me.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-08-2011 alle ore 11.18.07

  6. #21
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    'nsomma, portarla a cena fuori mi sembra il minimo che tu possa fare, boh?

    Dove la vuoi portare una donna? Non lo so, nella giungla?

    vuoi fare alla romana, che il pranzo se lo paghi da sè?
    Va bene, non sei molto cavaliere, comunque, se trovi quelle che non ci restano male..

    Di cosa lo vuoi nutrire un rapporto? Di libri, di sapienza, di chiacchierate?

    se lo vuoi alimentare solo con il sesso te lo scordi, secondo me.

    Che ne dici?

    due cuori va bene, la capanna pure, ma poi?
    Viene a noia la capanna!

  7. #22
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Dicci, se ti va, che vita farebbe una donna accanto a te, cosa le proporresti?

    Cosa ti piace a te?

  8. #23

    Riferimento: attaccamento alla patologia

    scusa char lie, posso essere sincero? i tuoi post non riesco a leggerli, li trovo prolissi e poco interessanti, non ti offendere, è solo l'opinione di una persona
    complicata mi sembra molto più sintetica e concreta
    tutti possono essere importanti, ma solo tu sei essenziale per te stesso
    vivi come pensi o finirai per pensare come vivi
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    chi tace e abbassa la testa, muore ogni volta che lo fà, chi parla a testa alta, muore una volta sola

  9. #24
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    grazie, dipende da me, questione di punti di vista.

    Dunque, il punto di forza di Char-Lie, sta proprio nell'intelligenza, nella cultura vastissima, e nella capacità di controbattere e di argomentare, nonchè nell'arguzia innata.

    potrebbe sfruttarlo per conquistare una valanga di donne, il mondo sta ai vostri piedi, conquistatelo

  10. #25
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da dipendedame
    scusa char lie, posso essere sincero? i tuoi post non riesco a leggerli, li trovo prolissi e poco interessanti, non ti offendere, è solo l'opinione di una persona
    complicata mi sembra molto più sintetica e concreta
    E se mi offendessi invece? "Senza offesa ma lei per me è uno stronzo! Però senza offesa eh...", "Senza offesa ma lei per me ha proprio una faccia come il di dietro, è una mia opinione eh, quella di una persona... senza offesa", 'Ste frasi mi fanno schiattare dal ridere , si vede che a furia di frequentare psicoterapeuti stai imparando anche tu ad usare il linguaggio subdolamente.
    Poi mi chiedi "Posso essere sincero?" senza aspettare la mia risposta...
    E che me lo chiedi a fare?

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    se lo vuoi alimentare solo con il sesso te lo scordi, secondo me.

    Che ne dici?

    due cuori va bene, la capanna pure, ma poi?
    Viene a noia la capanna!
    Dico che la situazione è proprio questa come la descrivi e l'ho compresa bene allora, ma non mi sta bene comunque. Alla fine io ho degli amici che accettano quel che riesco a dare senza pretendere che nutra il rapporto con loro con chissà cosa, una donna invece in cambio di sesso e attenzioni pretende certe cose, alla fine è così, ho compreso tutto perfettamente, non è che sono pazzo io. E' come dici tu certe cose dovrei scordarmele e basta. Ad essere me stesso perciò non otterrò mai nulla perché se l'altra persona la si deve nutrire con certe cose specifiche costose, nella mia condizione non posso permettermele. Perciò in un certo senso il giudizio negativo della mia condizione c'è ed è interno alla testa di altre persone non è che sta solo nella mia testa e tolto da questa scompare. Se non scompare anche dalla testa di altre persone (le donne con cui ci provo) i suoi effetti continueranno ad esserci.

    Io comunque non mi annoierei a stare con una persona che mi piace in qualsiasi posto... A parte una fognatura e cose del genere .

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-08-2011 alle ore 21.16.12

  11. #26
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Dicci, se ti va, che vita farebbe una donna accanto a te, cosa le proporresti?
    A me piace fare delle passeggiate sempre negli stessi posti, le proporrei di far questo con me, c'è un lungomare dove abito io che anche se non sarà il più bello del mondo a me piace. Mi piace oziare come un micio su una panchina al vento d'estate con gli occhi socchiusi, e star là mano nella mano con una donna a me piacerebbe, mi piacerebbe prendere un caffé in un bar in sua compagnia, mi piacerebbe farle ascoltare musica ed ascoltarla con lei, mi piacerebbe andare al mare con lei, però senza star là troppo tempo ad arrostirsi. Al di là delle complicazioni mentali, che per me dipendono da tutta una serie di pressioni esterne, internamente sono piuttosto semplice, non ho in mente progetti complicati. Così sono me stesso, ma se mi trovano noioso io cosa dovrei fare? Forzarmi a non esserlo?

    Con me sono gli altri che spesso si annoiano, me lo ha comunicato anche dipendedame... Come vedi non sono io ad emettere giudizi su di me ma le persone attorno a me, io perciò dico che queste cose andrebbero distinte.

    Un saluto

  12. #27
    ninfaverde
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    Re: attaccamento alla patologia

    Char, leggendo questa discussione tu sei quello che mi ha annoiato di meno... Sai, anche io ho la tendenza ad attribuire ad altri giudizi negativi o scarsa accettazione: a volte ho avuto ragione, altre volte un po' meno ed ero io a vittimizzarmi e a complicarmi troppo la vita, così piano piano sto imparando ad essere meno paranoica e a prendere le cose con più leggerezza. per farti un esempio: se una persona è scortese con me non la prendo sul personale, magari è quella deficiente!

  13. #28
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    Riferimento: Re: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da ninfaverde Visualizza messaggio
    Char, leggendo questa discussione tu sei quello che mi ha annoiato di meno... Sai, anche io ho la tendenza ad attribuire ad altri giudizi negativi o scarsa accettazione: a volte ho avuto ragione, altre volte un po' meno ed ero io a vittimizzarmi e a complicarmi troppo la vita, così piano piano sto imparando ad essere meno paranoica e a prendere le cose con più leggerezza. per farti un esempio: se una persona è scortese con me non la prendo sul personale, magari è quella deficiente!
    Ora non sono stato io a dire e affermare che quel che scrivo risulta "poco interessante", mi dà fastidio che certi giudizi partono da altre persone e poi li si attribuisce a me come se li avessi emessi io. Perciò io dico che riesco a distinguere queste cose, non è che sia matto. In ambienti sociali mi sono accorto che certi giudizi negativi vanno in circolo velocemente se non li stronchi con controgiudizi aggressivi, ed anche questo non sono stato io ad inventarmelo mentalmente.

    Alcune persone hanno compreso questi meccanismi e tramite l'utilizzo di certi mezzi di comunicazione fanno passare messaggi semplici, poche parole incantatorie che diventano dei boomerang pericolosissimi, questa lotta è presente realmente, non sta solo nella mia testa, e mi dà fastidio quando mi si attribuiscono giudizi che non ho emesso io e non sono partiti affatto da me, ma da qualcun altro, io magari quello che non ho saputo fare effettivamente in certe situazioni è difendermi adeguatamente, non è che giudico male da me certe mie caratteristiche, non è presente roba del genere nella mia testa, non penso da me che è noioso quel che scrivo ed esprimo (a me spesso piacciono certe cose che faccio), però penso che il giudizio sociale pesa se questa idea negativa la mette in mezzo qualcuno e va in giro per la testa di molte persone. Non percepisco in modo scorretto quel che sentono certi altri nei miei confronti, certi segnali ci sono, mi sono sbagliato molto più spesso a non fidarmi di quello che avvertivo.

    Io non sono incapace di cambiare un'idea negativa di me che s'è formata perché i miei genitori non si sono comportati in un certo modo con me: non ho un'idea negativa di me che s'è costituita così nella mente. Ho adesso il pensiero che diverse altre persone se la formano questa idea negativa nei miei confronti quando osservo come si comportano con me, e spesso davvero non mi sembra d'essermi sbagliato, riesco a comprendere certe cause oggettive insite nel mio modo di vivere e di fare (nel senso che c'è una forte non accettazione sociale), ma non voglio cambiare il mio stile di vita (da Bamboccione secondo Brunetta ed altri).

    Una donna, per esempio, come faccio a convincerla a mettersi con me e fare le cose che desidererei fare io con lei nonostante le mie risorse effettive reali siano queste, senza attivare in lei un rifiuto se poi c'ha sempre in mente comunque idee del genere? Come faccio a vivere bene in un mondo sociale che mi bombarda di giudizi negativi, parla di immaturità, bamboccioni ecc. che poi si attribuiscono subdolamente a me? Sei tu che ti ritieni di poco valore, non siamo noi a ripeterlo in giro e a piazzarti in questa posizione col nostro atteggiamento! Questa idea è solo tua... Sei tu a fare la vittima! Già, ma se io non ho aperto bocca in certe situazioni e non ho pensato a nulla del genere, queste idee come hanno fatto a diffondersi e ad attecchire a partire da me? Ma poi che c'ho i superpoteri che son capace di influenzare donne, mass media, ministri, psicoterapeuti e psicoanalisti?

    Si scarica questo giudizio negativo su di me e direttamente nella mia mente, supponendo che questa mente riesca ad influenzare il resto della società civile, quando poi non è affatto vero che è così. Io spesso davvero non ho fatto nulla di particolare attivamente (al livello di espressione di giudizio su di me) in molte situazioni sociali, i giudizi negativi sono partiti da certe persone come "dipendedame" e sono andati in circolazione, ma già erano presenti nelle teste altrui, non li ho prodotti io. Questi giudizi non sono stato mica io a metterli in circolazione, se non col mio modo di essere, che suscita a quanto pare reazioni negative nell'altro sesso e non solo, ma questo schema reattivo già c'era, non l'ho "montato" io nella mente di queste altre persone.

    Se mostro la mia faccia e questa non piace alla maggior parte delle persone, il mostrare la mia faccia non rappresenta affatto un mio autogiudicare negativamente la mia estetica facciale, l'attribuzione di valore perciò non l'effettuo mica io direttamente ma altre persone in questi casi... Io indirettamente capto soltanto la cosa tramite altri effetti più diretti (=giudizi) e meno diretti (=diverse forme di rifiuto). Anche gli escrementi veri e propri vengono evitati, ma gli escrementi oltre al fatto d'essere quello che sono, non fanno assolutamente nulla, non possono autogiudicarsi di certo in modo negativo, sono gli esseri umani che attivamente li evitano e li tengono lontani da loro. Se gli escrementi poi potessero parlare magari uno psicoterapeuta gli suggerirebbe le stesse cose che Mr Henkey suggerisce al figlio ...



    Ah già magari uno psicoterapeuta si mette a parlare con una cacca suggerendole di non fare la vittima. Il fatto che le persone la evitano dipende da questo suo atteggiamento.

    Non è una forma d'autogiudizio che produce rifiuto in tutti gli altri ma certi modi di comportarsi, fare ed essere, per questo non condivido la teoria di dipendedame e di certi psicoterapeuti. Io sto solo scrivendo qui, questa è la mia parte attiva, il giudizio negativo però non l'ho emesso io rispetto a quel che faccio e sto continuando a fare, ma un'altra persona, e quest'altra persona ha affermato che preferirebbe evitare di leggere i miei messaggi (se lo pensassero quasi tutti questo, il mio modo di comunicare attuale verrebbe evitato, ma il mio giudizio non c'entra nulla in questa dinamica). Non è stata la mia mente a pensare che quel che scrivo risulta poco interessante in questo contesto, questo vorrei che lo si notasse. I giudizi quando vengono espressi possono produrre effetti negativi se vengono accettati e condivisi anche da altri individui per questo alcune persone cercano di controllare i mezzi di comunicazione. Molte altre volte certe forme giudicanti già sono presenti nelle teste altrui e non nella propria.

    Se a me una donna non piace, il mio giudizio negativo non dipende dal fatto che è lei a non piacersi o a piacersi... Cosa diavolo c'entra? Nemmeno lo so se una donna che guardo si piace...

    Fortunatamente sembra che non abbia attecchito l'idea di dipendedame, però può capitare che attecchisca se non ci si difende con contromisure adeguate. Io non sono sbroccato come altre persone solo perché questa lucidità l'ho mantenuta quasi sempre e proprio perché distinguo quel che parte da me, il mio giudizio, dal giudizio che proviene da qualcun altrol... Questi non coincidono.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 03-08-2011 alle ore 09.27.49

  14. #29
    ninfaverde
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    Re: Riferimento: Re: attaccamento alla patologia

    Faccio un esempio: a me capita spesso di essere giudicata dagli altri come una che si ritiene superiore e distaccata e ciò non mi rende miss simpatia (io aggiungo sti cavoli ma è una considerazione di poco conto ). Questo giudizio che riscontro esternamente a me è sicuramente non corrispondente al mio sentire, ma ha una base che dipende anche dal mio modo di esprimermi e presentarmi e da come questo possa stridere con le convenzioni sociali, altrimenti dovrei considerare gli altri tutti scemi e avvalorare la loro tesi! Inizialmente con gente che non conosco posso essere un po' timida, ho difficoltà a mettermi in mostra davanti ad un gran numero di persone, ma nello stesso tempo sono una grande osservatrice e la gente notando questi elementi crede che stia giudicando e che non partecipi perchè mi sento superiore a loro. La mia verità interna è ben più turbolenta: ho paura di essere giudicata negativamente, fare brutta figura e ho un grande conflitto tra il partecipare e il non sentirmi adeguata alle situazioni sociali di gruppo.
    Ciò che voglio dirti è che le impressioni e i possibili giudizi negativi su di noi non sono del tutto esterni e possono avere una ragione d'essere se ci mettiamo in discussione. Poi se farlo individualmente è troppo faticoso meglio farsi aiutare da una professionista che oltre ad avere i titoli abbia un discreto livello d'intelligenza (ci tengo sempre a sottolinearlo). Nel contesto di una relazione di coppia il non voler lasciare la famiglia può rappresentare un problema, perchè nella nostra come in altre società una volta raggiunta l'età matura è considerato adeguato lasciare la famiglia d'origine per costruirsene una propria. All'interno di questo contesto tu che vuoi rimanere con i tuoi genitori plausibilmente potrai avvicinare o ragazze molto più piccole o completamente prive di una progettualità, che vivono alla giornata e proprio per questo loro atteggiamento destinate a vaporizzarsi entro tempi non troppo lunghi. Almeno questo è lo scenario più probabile. Non sono gli altri ad esseri crudeli o ingiusti e tu vittima del sistema, tu puoi sempre scegliere e come tutti paghi per le tue scelte. Io ho pagato per le mie scelte sbagliate e pago per quelle giuste, come fai tu e come fanno tutti. Il vecchio detto "botte piena e moglie ubriaca non si può avere" vale sempre.
    Se poi non esci di casa solo ed esclusivamente per problemi economici è ancora altro discorso, non è una vergogna e secondo me coinvolgere una donna nelle tue progettualità può aiutarti ad entrare in maggiore sintonia.
    Ultima modifica di ninfaverde : 03-08-2011 alle ore 09.34.26

  15. #30
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da ninfaverde
    Nel contesto di una relazione di coppia il non voler lasciare la famiglia può rappresentare un problema, perchè nella nostra come in altre società una volta raggiunta l'età matura è considerato adeguato lasciare la famiglia d'origine per costruirsene una propria. All'interno di questo contesto tu che vuoi rimanere con i tuoi genitori plausibilmente potrai avvicinare o ragazze molto più piccole o completamente prive di una progettualità, che vivono alla giornata e proprio per questo loro atteggiamento destinate a vaporizzarsi entro tempi non troppo lunghi. Almeno questo è lo scenario più probabile. Non sono gli altri ad esseri crudeli o ingiusti e tu vittima del sistema, tu puoi sempre scegliere e come tutti paghi per le tue scelte. Io ho pagato per le mie scelte sbagliate e pago per quelle giuste, come fai tu e come fanno tutti. Il vecchio detto "botte piena e moglie ubriaca non si può avere" vale sempre.
    E' che a me è tutta 'sta situazione che descrivi che non mi sta bene, è questa situazione stessa che vorrei modificare. Se non si può fare, il mio star male per la situazione rimane, e non riesco ad afferrare questo attaccamento alla patologia dove è situato. Il fatto che non si può avere una serie di cose l'ho capito, ma va in conflitto col mio essere, che quando manca una di queste cose si squieta, e sinceramente in fondo non vedo perché non dovrebbe esserci in me questa cosa. Una botte piena comunque la si potrebbe avere, se solo si possedesse altro vino da far bere alla moglie .

    Qua non dico che gli altri siano più crudeli di me, gli altri sono come sono e fanno certe cose (certe cose che mi disturbano e non mi fanno affatto sempre bene), ed io sono come sono e faccio certe altre cose (che non è detto che facciano bene alle altre persone), e spesso perciò c'è un conflitto di fondo tra quel che desidero fare io e quel che desiderano fare loro che non si può mettere a posto con una cura della mente che dovrebbe essere somministrata a me. Vedi, l'immagine che ho usato qui a fianco nell'avatar in cui è rappresentata una lotta non è casuale.

    Se altre persone affermano di elargire dei beni quando fanno una serie di cose che mi disturbano, io dico solo che questo non è vero, ed io stesso quando faccio quel che faccio non è detto che lo faccia per far star bene qualcun altro. Quando uno psicoterapeuta afferma di curarmi e di agire per farmi star bene... Adattandomi al mercato, adattandomi a pagare il giusto valore di qualcosa, e spingendomi verso l'accettazione di quel che non mi sta bene, per chi lavora? Se in fondo a guardarmi bene dentro questa intenzione non c'è realmente da nessuna parte in me, credo che alla fine cerchi di introdurre il suo punto di vista nella mia mente (fallendo in continuazione perché non c'è terra in cui possa attecchire il suo seme) e se io resisto involontariamente perché non avverto alcun bene ma solo male, non credo d'essere malato o attaccato ad una qualche forma di patologia, abbiamo idee agli antipodi rispetto a cosa debba intendersi vivere bene o anche solo meglio. Quel che mette insieme per me rappresenta il suo punto di vista, non il mio, come lo faccio a riconoscere come mio se alla fine è suo e solo suo, se non prova ad afferrare nulla di me, ma cosa dovrebbe in realtà disturbare una persona sana?
    Io ho esposto il problema quale è, cosa mi disturba e cosa non mi sta bene, e metaforicamente "non mi sta bene avere o la botte vuota o la moglie non ubriaca", quindi non è che lo si può bypassare il problema posto e far finta di nulla dicendomi semplicemente che devo crescere come tutti gli altri e non pensarci più.


    Non mi si attribuiscano desideri e preferenze non mie che appartengono a qualcun altro, tipo questa cosa del vittimizzarmi masochisticamente (secondo me poi non c'è nessuna persona fatta così, se si descrivono correttamente le situazioni ed i punti di vista), non c'è e lo potrei dimostrare accettando volentieri ingenti somme di denaro in cambio di nulla, senza lamentarmi in nessun modo della cosa .

    Se la realtà è questa, ho capito praticamente tutto e non è la comprensione che mi manca, cosa devo capire ancora? Ho capito che certe cose al livello sociale costano (che si deve fare A per avere B) per com'è costituita la realtà umana circostante, ma è il costo che non mi sta bene, che siano sottoposti tutti alla stessa legge del mercato per me cambia poco quando a me è la legge stessa che non mi sta bene ed è questa direttamente che mi disturba. La tigre ed il serpente agiscono semplicemente, non è che uno dei due sia più cattivo dell'altro, ma alla fine della lotta soccomberà qualcuno, la legge è semplicemente questa, si lotta per accaparrarsi spazio con i mezzi disponibili e chi non riesce ad accaparrarsene abbastanza rispetto a quello a cui aspira non è che risulta malato, la malattia dov'è? Sta male ovviamente chi soccombe, chi lavora, chi desidera di più, ed avverte questa mancanza di spazio che lo "soffoca", ma dov'è che è attaccato ad una qualche patologia? O dov'è che "fa la vittima"? Le mancanze e le assenze sono, la maggior parte delle volte, reali e non stanno solo nella mente.

    Io desidero che "si curi" questa situazione, ma come si fa? Se si aiuta uno dei due a colmare la mancanza si fa del male all'altro e viceversa. Se lo psicoterapeuta vuol mettersi a giocare a scacchi contro di me, ed assumere la parte dell'educatore, riproduce la stessa situazione di conflitto, può anche vincere, ma non mi potrà aiutare. Da che parte sta lo psicoterapeuta? Vuol curare i miei interessi o dissolverli nel nulla come "non problemi" di una persona non matura da trasformare in matura che va convinta a vivere diversamente ed in conformità alle consuetudini sociali? Che va convinta a cambiar desideri ed obiettivi? Deve decidersi una buona volta, deciso questo però, quando si è posto lungo uno dei due argini, se si trova su quello opposto al mio non potrà più aiutarmi davvero, potrà solo far finta di farlo, ed io quando capita questo me ne accorgo. Se una persona s'è piazzata dall'altra parte, quella che per me risulta la parte avversa contro cui resisto e combatto (parte che non sta dentro ma là fuori, perché non sono io a creare le risposte e gli atteggiamenti altrui e perché non sto affatto sognando costantemente quando certe persone reagiscono in certi modi), non potrà essermi più realmente di alcun aiuto nemmeno se fosse possibile aiutarmi in qualche modo.

    Si lotta costantemente per accaparrarsi spazi affettivi e fisici a buon mercato e spesso chi dice di esserti amico vuol solo sottrarti spazio vitale, ti vuole attaccare ad una catena come il ciuccio (questo guarda l'essere umano come un amico mentre potrebbe vederlo anche come qualcuno che lo sfrutta) perché è normale che sia così, beh io non sono ben disposto a spingere un carro per il fieno, anche se ho comunque fame e desidero mangiare, alla catena mi ribello... Allora cosa si fa se la rete di relazioni sociali civili come sono costituite ora mi obbligano a queste scelte... O il fieno o la catena? Non posso fare altro che essere contro tutto questo, e contro davvero senza accettazione, non si tratta di dire o affermare che è cattiva in sé la società, è cattiva per me perché a mio avviso non mi lascia abbastanza spazio rispetto a quello che secondo me mi farebbe star bene davvero e mi renderebbe felice, punto. E' tutto fatto così, ho capito, ma in fondo non l'accetto, e per me non è problematica la mia non accettazione (che è qualcosa di mentale) ma il fatto che certe cose son fatte in un certo modo.

    Due animali si sbranano per il possesso di un territorio, ecco accade lo stesso quando al posto di un essere vivente solo ce ne sono molti contro uno, certo la pace con tutti sarebbe auspicabile, ma solo quando ognuno avrà acquisito abbastanza spazio per sé risulterà un bene per tutti la pace, fino a che mancheranno questi spazi vitali ci saranno conflitti violenti e distruttivi, "sintomi" e quant'altro, ed è giusto che sia così per me, sono proprio contro questo tipo di cure che tendono a far accettare alternative che lasciano comunque insoddisfatti. Certo qualcuno potrà dire che il terrorista è malato, così come il criminale, perché non s'è organizzato in un esercito regolare e combatte da solo, per sé, per i propri interessi "irrazionali", ma per me non è più matto o malato di ogni singolo soldato di un esercito che difende o cerca di conquistare un territorio.

    I buoni e i cattivi non ci sono, ed allo stesso modo in moltissimi casi non ci sono i sani ed i malati di mente, sono relativi a certi punti di vista, c'è solo una lotta senza fine e conflitti vari tra interessi distinti, tra i sessi, tra genitori e figli, tra tipi di individui diversi, tra le specie, e per questa lotta nessuno è riuscito ancora ad inventarsi davvero un rimedio, è tutt'ora in atto questa lotta e non esistono cure reali, ma sempre e solo posizioni di potere che vogliono inglobare ed estrometterne altre avverse etichettandole come malate, così si intende risolvere ed appianare i conflitti sociali ed il disadattamento tramite queste cure. La malattia ed il disadattamento, il rompere le palle, è l'ultima arma disponibile per certe forme di vita, è uno spillo infisso nella buona coscienza del sano, ed è bene che ci sia fino a che certi conflitti non verranno risolti davvero con un ampliamento dello spazio vitale per tutti.

    La malattia mentale in molti casi probabilmente è una forma di protesta, ma una forma di protesta per me non è una malattia da curare. E' come credere che lo sciopero che blocca la produttività sia un sintomo, sia un atteggiamento disadattivo che va represso e riportato all'ordine. Ci sono dei motivi reali per cui c'è un malcontento di fondo e fino a che continueranno ad esistere non si può pretendere che ci si adatti a questi disagi senza protestare e che lo sciopero rappresenti un "capriccio". Per certe persone magari questo discorso è valido e tutto fila perfettamente, il discorso che descrive il dipendente che si assenta come qualcuno che fa la vittima fa comodo, ma per altre (i dipendenti stessi) no. Chi decide di non fare più un cazzo ha comunque le sue ragioni, c'entra poco per me il discorso del fare le vittime, risulta utile a chi ti vuol far lavorare in cambio di certe cose, ma non a te, se alla fine a te questo scambio non ti sta bene. In questi casi ci sono dei conflitti tra interessi che si contrappongono e vogliono assumere potere, o si trova il modo di soddisfare tutti davvero o ci saranno sempre malcontenti, i problemi non stanno nelle teste soltanto ma nel mondo e nell'esistenza stessa, sono incistati qui. Non ci può essere riconoscimento tra le istanze in lotta là dove non c'è spazio a sufficienza, se non c'è spazio ci può essere solo un conflitto senza fine per accaparrarsi questo spazio fino a che qualcuno non viene distrutto o inglobato.

    A me certe cose non stanno bene, questo è il mio "attaccamento alla patologia".

    Non sono attaccato affatto al fatto che costino certe cose, se me le si darà gratis potrò dimostrare a tutti che le accetterò volentieri, io non sono attaccato ad alcun male. Se qualcuno sostiene che io mi lamento anche quando ho tutto quello che affermo che ora mi manca, posso dimostrare che non è affatto così se mi si passano realmente certi mezzi gratuitamente che non possiedo ora.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 04-08-2011 alle ore 22.58.14

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