Il filmato è sicuramente interessante, anche ennesima riprova del fatto che la nostra professione è ancora giovane, non sufficientemente definita e che, in generale, in Italia c'è un gran casino tra figure professionali e competenze esclusive.
Resta il fatto che certe cose sono importanti da sapersi: ripeto, nel mio caso è puramente a livello precauzionale anche perché se davvero il limite delle N sedute fosse stato reale, allora avrei "rischiato" emettendo eventuali fatture dove sarebbe emerso che avrei sforato oltre il numero consentito.
Comunque, secondo me il problema non è solo specifico di quanto ho proposto ma sta anche nel nostro contesto contemporaneo, in cui stiamo sgomitando con altre professioni e con noi stessi per trovare la giusta collocazione in un mercato del lavoro in cui le nostre competenze sono di fatto utilissime ma faticano ad essere riconosciute come tali, anche a causa della concorrenza (talvolta illecita, da parte di altre figure professionali). Un esempio nel mio settore è la concorrenza insensata con ingegneri e medici del lavoro nel valutare i rischi psico-sociali connessi al lavoro, come lo stress lavoro-correlato. Figure che giustamente sono chiamate a dare il loro contributo ma che non dovrebbero poter valutare da sole un fenomeno psicosociale...
Resta comunque il fatto che, anche per ambiguità normativa, crisi economica, università non sempre all'altezza ecc, si stanno verificando singoli casi di abuso professionale che fanno male alla categoria: non vorrei che la guerra tra poveri che stiamo rischiando esasperasse i processi per la tutela della professione dagli abusi, diventando una caccia alle streghe per far furoi la concorrenza in un mercato saturo.
Cito il N° 3 del periodico dell'Ordine Sardegna, "Commissione tutela della professione" a cura del Consigliere Gianni Oggianu:
"negli ultimi anni abbiamo assistito alla prolierazione di svariate professioni quali coach, reflector, psico-esteta, pedagogista clinico, psico-filosofo, counselro, mediaztore relazionale, conslente familiare e altri ancora, dai contorni incerti e poco chiari. Tali figure porfessionali sconfinano spesso nell'esercizio di pratiche psicologiche che non competono loro e sopratutto senza possedere competenze necessarie, con gravi rischi per i cittadini che a loro si rivolgono". [...] nell'elenco degli psicologi di base possono fare parte anche medici chirurghi e odontoiatri. [...] si rende, quindi, necessario vigilare sugli abusi della professione."
In questo senso, per me fanno più che bene e sono davvero stupito di quello che si vede in giro: la consulente psico-estata - se é chi penso io - l'ho conosciuta di persona e, se non erro, quando si è proposta come tale era appena laureata, senza l'iscrizione all'albo. Conosco "colleghi" che mischiano psicologia con PNL, in modo poco trasparente e chiaro per l'utente... non commento oltre, se non che siamo in una situazione molto confusa, dove prima di iniziare a lavorare è meglio chiedere, non fosse altro che per prudenza.







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