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  1. #91
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Il compito dello psicologo dovrebbe essere, allora, raggiungere quella parte che vuole essere aiutata, con qualunque mezzo, forse?

    Quella parte che riconosce al prossimo la capacità di aiutare, anche in un solo individuo al mondo.

    Se non riesce a toccare quella parte, può considerarsi fallito.

    Non vorrei essere nei panni di uno psicologo, poverino.

  2. #92
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Il compito dello psicologo dovrebbe essere, allora, raggiungere quella parte che vuole essere aiutata, con qualunque mezzo, forse?
    Il compito di chi desidera aiutare, è di fornire aiuto in base alla domanda che viene formulata da chi chiede aiuto.

    Per me questa cosa non risulta così complicata da comprendere. Che sia un pompiere, uno psicologo, un poliziotto o altro basta seguire questo principio, certo uno si può mettere ad interpretare di sicuro, perché dei messaggi certe volte non sono così chiari, ma non si può far finta di non capire chi ti sta chiedendo soldi, protezione, più tempo da dedicargli, sesso o altro e te lo sta sbattendo in faccia chiaramente... La parte che chiede aiuti e sostegni vari non è poi così nascosta , è nascosta quando la si vuol inventare ed impiantare di sana pianta...

    Se ti vien fatta una richiesta, tu puoi tranquillamente non aiutare o comunicare che non ne sei capace, non c'è bisogno che ti metta a costruire un discorso artificioso rispetto al "vero aiuto" spacciandolo poi, questo discorso, per terapia e "aiuto" (qua c'è una bella confusione). Se tu psicoterapeuta, medico o altro, non hai proprio l'intenzione o al limite la capacità di aiutare qualcuno in base a quel che ti chiede e che preferisce, ossia di colludere (per usare un'espressione che ho sentito usare qui) con la sua domanda (o per incapacità o per altri motivi), dillo chiaramente e basta invece di mettere su questo discorso (falsamente terapeutico) volto a fargli modificare la domanda stessa di aiuto, dicendogli con un rimbrotto che cerca un mago e cose del genere. Alla fine se è vero che questa persona cerca un mago (una persona che sia idealmente capace di effettuare certe trasformazioni) e tu psico-ché non lo sei davvero, semplicemente tu non puoi curare quel che ti chiede di curare quella persona.

    Questo discorso educativo non è più una cura o una terapia per me, non fa parte della terapia vera e propria. Io credo che sia più corretto impostare le cose così e piazzare certe pratiche nelle categorie giuste.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 15-09-2011 alle ore 21.59.06

  3. #93
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Ma per parlare di sè, con un tizio, a meno che uno non sia un esibizionista, ti deve ispirare, non è come chiedere aiuto ai pompieri o ai poliziotti!

    Un minimo di fiducia gliela devi dare, (si vede siamo fatti male,) ma è così, è come in amore, stessa cosa, cerchi cerchi finchè non trovi una che ti ispira!

    Ti capita mai che la stessa cosa ascoltata da una persona non la senti neanche, detta da un'altra, diventa chissacchè?

  4. #94
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per parlare di sè, con un tizio, a meno che uno non sia un esibizionista, ti deve ispirare, non è come chiedere aiuto ai pompieri o ai poliziotti!

    Un minimo di fiducia gliela devi dare, (si vede siamo fatti male,) ma è così, è come in amore, stessa cosa, cerchi cerchi finchè non trovi una che ti ispira!

    Ti capita mai che la stessa cosa ascoltata da una persona non la senti neanche, detta da un'altra, diventa chissacchè?
    A me per la verità è capitato che non sono stato a sentire proprio quello che mi veniva detto quando la persona mi ispirava, ero distratto da altro . Mi è stata raccontata tutta la trama di un film una volta e non è arrivato quasi nulla a destinazione tanto ero distratto dal viso, dalla gestualità, e dal tono della voce. Forse è più probabile che non mi distragga e capisca quel che mi viene detto quando mi ispira poco la persona .
    Non è che in questi casi il messaggio diviene diverso, il messaggio resta lo stesso, ma passa altro, non è il contenuto del messaggio che mi cattura ma tutto il resto, questo contenuto resta veramente in secondo piano e sullo sfondo, è la parte meno importante per me dell'interazione e viene pressappoco cancellata: non è che la trama di quel film che mi è stato raccontato, che ora ricordo a malapena, adesso mi sembra chissà che, ero interessato alla persona che me la raccontava, non alla trama, e questo è passato.
    Non è così vero, almeno per me, che se mi piace il viso di una persona e come mi racconta qualcosa poi per una sorta di proprietà transitiva mi piacerà anche il contenuto di quel che mi racconta. Quando poi farò attenzione al contenuto esprimerò un giudizio.
    Io questo trasferimento d'affetto o d'interesse da una parte all'altra non lo effettuo così facilmente.

    Se tu devi usare un'idea e questa ti serve a qualcosa, non è mica così importante e fondamentale che tu sia innamorata della persona che la esprime per capirla. Io spesso resto incantato, mi piace un'immagine, mi piace la raffigurazione, ma potrebbe non piacermi affatto quel che viene raffigurato o simboleggiato intenzionalmente da qualcuno con un segno sotto diversi aspetti. A me piace tantissimo il segno della svastica nazista (proprio quel "logo" là col disegno nero onclinato a 45 gradi, il cerchio bianco e lo sfondo rosso), ma diverse idee di questa ideologia, che questo simbolo dovrebbe rappresentare, non le condivido affatto. Per me affermare che il segno è bello non significa affermare che le idee espresse dal segno sono belle.

    Questa facoltà di trasferimento viene sfruttata per la propaganda di certe idee, se metti certe idee in un bel contenitore (un contenitore che possa piacere a molte persone) può darsi che delle persone finiranno col condividerle trasferendo l'impressione positiva nei confronti del contenitore sul contenuto. Ma qua c'è una confusione tra livelli diversi. Io lo ammetto che certi "contenitori" mi piacciono molto, ma sono i contenuti che gli interlocutori vorrebbero trasmettermi come positivi che poi giudico diversamente da loro. Io cosa ci posso fare se poi me ne accorgo che dentro ad un bel contenitore c'è sempre la stessa idea che m'è stata comunicata altre volte e che ho già rifiutato per certi motivi altre volte?

    E' l'idea che dovrebbe cambiare e dovrebbe essere nuova, bella e funzionale davvero per me, non il contenitore o chi la comunica.

    Insomma non è mica una malattia questa?! Quella di avere queste resistenze. Io voglio star bene, ma secondo il mio senso di bene. Se una persona che mi piace mi dice che il mio bene è un altro, in genere non cambio idea perché mi piace il suo viso o perché ha un bel tono di voce, oppure perché ha fatto cose ammirevoli (ma che con il messaggio non hanno nulla a che vedere), io non riesco a capire ed afferrare cosa c'entra: il piacere che mi danno certi aspetti della persona non viene trasferito direttamente sul messaggio che veicola quella persona per me.

    Per quanto io possa esser "preso" da una persona, non so se poi crederei davvero a quel che mi racconta, cioé per me qualcosa non diviene più vero o più falso nel contenuto o più bello o più brutto, sempre nel contenuto, a seconda di chi me lo racconta, queste persone non possono influenzarlo davvero. E' vero certe esposizioni un po' confuse potrei non capirle proprio, perciò l'esposizione comunque conta, ma è una difficoltà differente.

    A me sembra di funzionare occhio e croce così, quest'influenza non è così forte, per questo in certe relazioni ci sto male, perché certe parti mi piacciono, ma altre le detesto davvero, ed amare una parte per me non significa amare il tutto.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 16-09-2011 alle ore 17.56.51

  5. #95
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Ma, eee, il discorso è che se vai da un analista e gli poni tutto questo ragionamento, ti dirà che parli di te, cioè in pratica te lo rimanda in toto.

    Esempio: potrebbe dirti ( ora non badate alle sciocchezze, però fanno così, una specie):

    Mettiamo:

    "Scusi, sa, la sto prendendo per i fondelli, mi spiace"

    E questo:

    " Lei sta prendendo per i fondelli se stessa"

    e così sei fregato, qualunque cosa tu dica, di lui, di altri, parli di te.

    Non lo tangi, non gliene frega nulla, sei sempre davanti a te stesso.

    tutti i ragionamenti e le osservazioni perdono valenza, boh, come posso dire.

    Non so se ti possa illuminare sta cosa, ti è mai successa?

  6. #96
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Ma, eee, il discorso è che se vai da un analista e gli poni tutto questo ragionamento, ti dirà che parli di te, cioè in pratica te lo rimanda in toto.

    Esempio: potrebbe dirti ( ora non badate alle sciocchezze, però fanno così, una specie):

    Mettiamo:

    "Scusi, sa, la sto prendendo per i fondelli, mi spiace"

    E questo:

    " Lei sta prendendo per i fondelli se stessa"

    e così sei fregato, qualunque cosa tu dica, di lui, di altri, parli di te.

    Non lo tangi, non gliene frega nulla, sei sempre davanti a te stesso.

    tutti i ragionamenti e le osservazioni perdono valenza, boh, come posso dire.

    Non so se ti possa illuminare sta cosa, ti è mai successa?
    Anche quando me lo ha rimandato il mio discorso fatto di lamentele, i miei problemi restano aperti e senza soluzione per me, le mancanze di cui mi lamento non trovano una vera soddisfazione in questi rimandi, non sono illuminazioni per me, al buio ero prima ed al buio sono anche dopo queste forme di illuminazione.
    Ho bisogno di qualche idea nuova ovviamente, se l'idea devo formularla io stesso per me non potrà essere davvero nuova, questo lavoro non si può pretendere che lo faccia io, altrimenti non avrei chiesto aiuto a nessuno.
    Se si vuol far finta di darmi qualcosa senza darmi nulla, non funziona, torniamo al discorso delle 50 euro, mi si danno consigli che mi servono molto meno pure dei soldi (che poi a me non interessano i soldi in sé ma quel che posso comprare, certe volte quando li ho li regalo pure a chi ne ha di meno), mi si sprona a far cose che non volevo fare (se avessi voluto far certe cose le avrei già fatte) e così si pretende di illuminare qualcosa. Cosa cambia se mi si dice "devi fare questo se vuoi quest'altro" io questo forse lo sospettavo già, ma sono questi i problemi che affliggono un po' tutti gli esseri umani.

    Mi si rimanda il discorso e gli interrogativi, ma io l'ho già detto che sono le risposte che mi mancano, io pongo certe questioni, io sono insoddisfatto dell'esistenza ed io non possiedo soluzioni, per questo chiedo aiuto, ma una risposta pertinente ai miei interrogativi è rappresentata dall'esporre una soluzione buona per me, tenendo conto anche di quel che detesto e non desidero proprio fare, e non da un "devi darti da fare", "devi adattarti" ecc. ecc. se avessi voluto "darmi da fare" e "adattarmi" in certi sensi lo avrei già fatto e sinceramente posso dirmelo pure da solo che "devo darmi da fare" senza poi far nulla perché in fondo non ne ho proprio né l'intenzione, né la voglia, ma certe mancanze poi restano.

    Io da solo sono in questo, io non voglio fare certe cose, io voglio ottenerne altre, un'altra persona che volesse sanare questo mio malcontento esistenziale se vuol risolvere il problema deve risolverlo effettivamente e non far finta di farlo. Che mi dica che sono solo in questo, beh lo sapevo già per questo anche mi sento disperato, ma non risolve proprio nulla. Parlo da solo, ma manca una soluzione buona e soddisfacente per me, non è così vero che consumo chissà quali energie nel lamentarmi che se non lo facessi per magia quel di cui mi lamento si mette a posto, 'sta teoria è falsissima più d'oroscopo!

    "Devi darti da fare" è un'esortazione educativa per me, non rappresenta esporre una soluzione soddisfacente in base al malcontento, una soluzione in cui si tenga conto delle mie esigenze in gioco.

    Il mio discorso è costituito da domande, così come per spegnere un incendio ci vuole qualcosa che faccia cessare il fuoco e non basta "spostarlo", per estinguere certe domande bisogna rispondere in modo pertinente a queste.

    Rimandarlo al mittente in questi modi già noti agli psicoterapeuti e agli analisti non risolve nulla. Una domanda senza risposta di un certo soggetto, senza risposta resta, se la si riformula allo stesso soggetto quando questo non possiede o non sa formulare una risposta adeguata.

    Chi domanda cerca una risposta soddisfacente un qualcosa che funzioni e non che qualcuno lo esorti a rispondersi da solo.

    Ecco il discorso di un "matto"...



    Anche certe forme di psicoterapia sono per "chi ha"... Il discorso del direttore della banca non è tanto diverso da quello dell'analista che dice che devono essere pagate le sedute. A chi non ha, non è che gli si dà qualcosa in più gratis per sanare la mancanza, gli si dice "mettiti a fare quello che fanno gli altri" quelli che hanno, questa è la terapia... Cioé



    In "banca" si ha sempre quel che si merita questo è l'assunto di fondo, se vuoi di più di quel che meriti "secondo natura" sei pazzo e vai curato. Devi accettare "la legge" economica della natura, beh io in fondo non l'accetto e non è nell'accettare tutto questo che vedo una soluzione. Chiedere credito senza dare garanzie? Assurdo! Ma se questo assurdo non diviene reale, non si sanerà mai nulla.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 19-09-2011 alle ore 09.53.08

  7. #97
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Scusa, ma se te pretendi che qualcuno ti metta sul tavolo una serie di soluzioni che tu vorresti anche selezionare e scegliere, stai cercando o un maestro, nel senso di precettore, oppure nel senso di maestro di vita ( rabbi, Gesù), che ti prenda per mano, e ti trascini verso un qualunque comportamento, uno qualunque.

    Quindi, per quel che ne so io, i maestri in tale accezione o non esistono o sono truffatori.

    Te sembri tuonare contro i toni educativi e pare che tu cerchi solo ordini, un signore e padrone che ti liberi dalla possibilità di dover scegliere e quindi cercare le tue risposte, la tua via.

    E ti dica proprio: "zitto e vai"

    Non lo so, ci colgo una certa contraddizione in quel che esponi

    Non esistono i soluzionisti, nemmeno in certi libri che si trovano in commercio, tipo

    " Come smettere di farsi le seghe mentali e vivere felici"
    Ultima modifica di complicata : 18-09-2011 alle ore 16.24.11

  8. #98
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    Riferimento: Psicoterapia = Educazione???

    Cerco qualcuno che abbia davvero il potere di cambiare quel che non mi sta bene in certi ambiti, io questo potere adesso non ce l'ho... Dovrebbe essere un Gesù, ma un Gesù vero e non un parolaio, qualcuno che resuscita davvero i morti, che moltiplica davvero i pesci e fa cose del genere davvero in certi ambiti , una persona capace di rendere quel che adesso è assurdo concreto e reale con sistemi semplici a me sconosciuti, un evento è miracoloso finché non si verifica davvero, da allora in poi non lo si può più considerare un miracolo.

    Voglio una liberazione da certi vincoli, un pagar di meno quel che tutti s'aspettano che io paghi quel che posso avere, ecco questo vorrei. Adattarmi al pagamento, allo spazio gerarchico concessomi da certi sistemi non mi sta più bene, o li si riesce a far saltare per aria 'sti sistemi (e non so come farli saltare per aria, se avessi avuto il potere di un dio avrei avuto già la soluzione in mano), o i problemi restano tali e quali. Più che un padrone cerco davvero un medico, una persona che comprende come funziona qualcosa talmente in profondità che può operare in maniera simile ad un mago per me togliendo quel che non va per me. La medicina odierna (quella vera e reale e non la psicoanalisi o la psicoterapia che sono state sempre praticate sotto forma di retorica e religione) per un individuo del passato risulterebbe magia.

    Moltiplicare i beni senza costi, questo sì che risolverebbe certi problemi economici! Se qualcuno sapesse come farlo risanerebbe i conti in un battibaleno, altro che un ministro dell'economia ingessato che si trova costretto a chiedere contributi di solidarietà o a sottrarre beni e ricchezze!

    La medicina effettiva promette poco, ma mantiene quel poco che promette, ed un medico onesto non afferma che può curare tutto, che tutta la sofferenza si può curare quando non possiede dei rimedi effettivi contro questa sofferenza, insomma non scarica la responsabilità sui soggetti che si lamentano di qualcosa sostenendo che "non dovrebbero lamentarsi di questo qualcosa come bambini, perché il mondo è fatto così e questi residui infantili vanno estirpati". Non è una soluzione questa, è una presa per i fondelli, e se fa presa su qualcuno, di sicuro non fa presa su di me.

    Vorrei solo che questa cosa qui la si esprimesse chiaramente. Questa operazione per me risulta un'operazione educativa e non solo non la condivido, altro che resistenze, sono proprio contrario a questo tipo di pratiche. Qua c'è un elemento realmente politico che va ad insinuarsi in questo tipo di discorsi... Lo psicoanalista e lo psicoterapeuta, che vorrebbero curarmi da una nevrosi (che non è una malattia per me, per questo probabilmente non guarisco) andrebbero curati loro dalla psicoanalisi e dalla psicoterapia secondo me.

    Abituarsi a vivere con certi mali non rappresenta una cura vera e propria, perché il non abituarsi a questi mali non rappresenta affatto una malattia, ribaltando le cose potrei sostenere che la malattia per me è abituarsi a questi mali.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 19-09-2011 alle ore 09.48.44

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